Caso IBM, SCO vuole due processi

SCO ha chiesto al tribunale che la questione sui copyright venga disgiunta dall'attuale processo e gestita da un'altra giuria. IBM ha invece sollecitato a considerare nulle le accuse di SCO
SCO ha chiesto al tribunale che la questione sui copyright venga disgiunta dall'attuale processo e gestita da un'altra giuria. IBM ha invece sollecitato a considerare nulle le accuse di SCO


Salt Lake City (USA) – Con una nuova istanza ], SCO Group ha chiesto al tribunale che l’attuale causa con IBM venga separata in due distinti processi: uno dedicato alla questione relativa ai copyright, ed uno dedicato alle questioni di natura prettamente contrattuale.

La violazione di copyright si è aggiunta ai capi d’accusa di SCO soltanto lo scorso febbraio: prima di questa data la causa verteva principalmente sulla violazione di contratto e il furto di segreti industriali (quest’ultima “cause of action” è stata di recente depennata).

SCO sostiene che le due questioni, quella sui brevetti e quella sui contratti di licenza, oltre a non essere correlate, rischiano di rendere la causa troppo complessa, e vadano pertanto risolte “con processi separati e da giurie separate”.

“Due processi a sé stanti – conclude l’istanza di SCO – potranno prevenire ritardi, impedire che la giuria venga influenzata o confusa, ed economizzare le risorse giudiziarie”.

Nell’eventuale processo “parallelo” a quello attuale, SCO vorrebbe trasferire anche alcune controquerele presentate lo scorso anno da IBM e relative alla violazione di brevetti.

Nel suo nuovo documento, presentato ad una corte federale dell’Utah, SCO non ha alterato in alcun modo le sue allegazioni: queste, com’è ormai noto, sono incentrate sugli accordi di licenza con IBM e sul reclamo dei copyright di alcune porzioni di codice che IBM avrebbe travasato in Linux da AIX e Dynix, due sistemi operativi basati sul codice di UNIX.

Negli scorsi giorni IBM ha invece chiesto alla corte, con un aggiornamento di una sua controquerela, una sentenza che stabilisca che “IBM non ha infranto, indotto all’infrazione o contribuito all’infrazione di nessun copyright di SCO attraverso le proprie attività legate a Linux, incluso il suo uso, la riproduzione e il miglioramento di Linux, e che alcuni o tutti i pretesi copyright di SCO su UNIX sono invalidi e non suscettibili di tutela giudiziaria”.

Con tale richiesta IBM spera che il giudice rigetti le argomentazioni di SCO relative ai copyright prima ancora che entrino nel merito del processo.

IBM ha anche eliminato dalla propria controquerela una delle accuse che lo scorso anno aveva avanzato contro SCO: la violazione di un metodo brevettato per la navigazione fra i menù grafici ad albero.

Nel proprio documento Big Blue ha poi informato la corte di aver registrato nove nuovi copyright relativi ad alcune delle tecnologie riversate in Linux, fra cui il supporto al file-system JFS.

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31 03 2004
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