Caso Vividown, un precedente?

Le prime razioni dall'estero e dal mondo politico italiano. Mentre Google annuncia il ricorso in appello

Roma – La notizia della sentenza italiana che ha visto condannare i dirigenti Google per un video caricato dai suoi utenti si è riversata fuori dai confini del Belpaese, dove gli osservatori l’hanno accolta con stupore e con il timore che la decisione possa danneggiare o complicare l’attuale sistema di caricamento delle piattaforme con UGC.

Fra i primi commenti dal mondo politico italiano, quello di Maurizio Gasparri, che ha definito la decisione del giudice “una sentenza esemplare”, spiegando che “la dignità della persona oltre che ovviamente la sua privacy è stata calpestata evidentemente per incuria”. Gasparri poi, analizzando la questione, arriva a dire che Google “non ha, infatti, vigilato e collaborato per rimuovere in modo tempestivo contenuti violenti”.

Ma Marco Pancini , European Senior Policy Counsel di Google, ha confermato a Punto Informatico che, una volta ricevuta la notifica dalla Polizia Postale, sono bastate poche ore a rimuovere la clip. Il video sarebbe rimasto in Rete dall’8 settembre al 7 novembre, ma la rimozione sarebbe avvenuta solo poche ore dopo la prima segnalazione. Gasparri, inoltre, parla dell'”importanza della vigilanza sui contenuti immessi in rete”. Tuttavia uno dei legali degli uomini di Google, Giuliano Pisapia, afferma non sia passato il principio che sanciva “l’obbligo giuridico di un controllo preventivo di cosa viene immesso in rete”, dal momento che sono stati assolti dal reato di diffamazione.

A definire la sentenza “giusta e di grande sensibilità” anche Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del PDL che dichiara: “chi gestisce motori di ricerca deve operare una vigilanza tanto più rigorosa quanto più il motore di ricerca è esteso e diffuso”.

Pancini ha inoltre confermato a Punto Informatico la volontà di ricorrere in appello per difendere “l’idea di Internet in cui crediamo”.

Claudio Tamburrino

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  • bifolco giovanni scrive:
    adobe manager
    non vedo video juy tube
  • bifolco giovanni scrive:
    adobe manager
    non riesco a vedere video
  • Funz scrive:
    Ogni applicazione ha il suo DL manager
    tanti sistemi diversi, c'è quello di Adobe, quello di Google, quello di Windows, poi tutti i vari programmi che si auto-aggiornano, e quelli che ti segnalano "guarda, c'è una nuova versione, vattela a scaricare", e quelli che gli aggiornamenti te li devi andare a cercare tu...Però Windows è facile da usare, mica come Linux che è difficile :p
    • advange scrive:
      Re: Ogni applicazione ha il suo DL manager
      Come sono lontani i tempi di Windows: ricordo con nostalgia i tempi in cui ogni produttore si inventava un metodo per installare un SW. I download manager sono davvero i più incredibili (lo usa anche OpenOffice se non ricordo male): ti scarichi e installi un programma che ti serve per scaricare un programma che permette di installare un programma.L'altro giorno mi chiesero una mano per configurare una stampante: su Ubuntu il SO faceva tutto da solo, trovava i driver, chiedeva conferma e via. Su Windows XP i driver me si sono dovuti trovare dopo lunga ricerca (sì, 10 minuti per me sono troppi), li vado ad installare e mi dici: "Eh, no, questi sono in inglese, a me servono in italiano" (ma perché se me li installi in inglese che fa?). Nuova ricerca, stavolta troviamo quelli in italiano (attenzione: quelli di Vista, sono diversi da quelli di XP, che a sua volta sono diversi da quelli di 7; ma attenzione anche alla differenza tra 32 e 64 bit).Per concludere un bel riavvio non guasta mai: questa sì che è facilità di utilizzo!
  • fuffa scrive:
    pure il download manager
    Povera Adobe sono alla canna del gas ormai . . .
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