Leggi, logica, finti roghi e vere manipolazioni

di Marco Calamari - E' stato detto per la Urbani, è stato detto per il Decreto Pisanu. Ma c'è ancora qualcuno che crede che le leggi pasticciate, errate, affrettate siano frutto del caso?
di Marco Calamari - E' stato detto per la Urbani, è stato detto per il Decreto Pisanu. Ma c'è ancora qualcuno che crede che le leggi pasticciate, errate, affrettate siano frutto del caso?

Caro lettore, non so se frequentando luoghi di dibattito, dalla sala di attesa del dottore ai forum di Punto Informatico, ti sei mai soffermato a pensare quante conversazioni apparentemente logiche e consequenziali siano in realtà strumenti dialettici di manipolazione, e quante persone (dovrei forse dire quanti “Infolabili”) ne rimangano acriticamente vittime.

Usare i roghi per esibire potere, distrarre la popolazione dai veri problemi e soddisfarla con spettacoli gratuiti a cui portare anche i bambini, è stato nel corso dell’ultimo paio di millenni un metodo efficace.
I roghi funzionano anche adesso. Non c’è più bisogno di approntare eventi eccezionali e sprecare mucchi di legna imbevuta con olio, costosa ed inquinante. Basta convincere la gente a sedersi in silenzio e stare ad ascoltare chi urla più forte.

La propagandatissima caccia al pedofilo in Rete, invece che nel mondo reale, ne è un recente chiaro esempio.
Ci sono i mezzi di comunicazione passiva di massa, come la televisione o i giornali, che permettono di manipolare il pensiero sfruttando anche il sovraccarico di informazioni che ci investe quotidianamente.

Con questi mezzi il legislatore che propone o vara una norma iniqua passa per essere semplicemente un ignorante, e tutti concordano che l’errore compiuto nella fretta verrà prontamente rimediato. Che la norma ad-personam è un caso. Che la norma incostituzionale è comunque transitoria.
Lo disse Urbani anni fa per il suo decreto. Ed oggi è ancora li.

È stato detto cinque anni fa per il decreto Pisanu, decreto d’emergenza provocato dalla necessità di lottare contro il terrorismo e recepire la “direttiva europea”.
Ed oggi è ancora li, prorogato (sempre nella fretta) di anno in anno, a renderci un paese incivile rispetto alla maggior parte dei paesi europei, ed inadempiente anche rispetto alla famosa “direttiva”.

Ma davvero c’è qualcuno che pensa che le norme “pasticciate”, “errate”, “transitorie” esistano davvero? Che siano infortuni, errori, casi isolati?
Non esistono. Sono nella maggior parte dei casi progettate così da fini tessitori di testi legali. Che in separata sede magari ti confidano: “Questa frase non si capisce perché non si deve capire”.

Le norme “pasticciate”, “errate”, “transitorie” sono uno dei mezzi con cui lo Stato (con la “S” maiuscola) rinnega il suo dovere di tutelare il benessere ed i diritti dei suoi cittadini.
Queste norme sono il mezzo in cui lo stato (con la “s” minuscola) tenta, con ogni mezzo a sua disposizione, di mantenere ed aumentare il controllo sui cittadini, con l’obbiettivo finale di renderli sudditi.

Non è cattiveria, è una tendenza naturale, che la separazione dei poteri serve a contrastare. Ma in Italia la separazione dei poteri, la dialettica maggioranza-opposizione sono dettagli. La concertazione e l’emergenza sono invece la regola.
Lo “Stato” e lo “stato” coincidono e convivono negli stessi organismi, e sono in lotta tra di loro.

Caro lettore, non credi che la capacità di accettare l’assurdo o l’arbitrario solo perché lo dice la tv, perché lo ripete tante volte, perché lo fa ripetere da personaggi popolari, debba comunque avere un limite?
L’uso della logica è piuttosto impopolare, d’accordo, ma tutti coloro che la applicano quotidianamente facendo la spesa perché non possono farlo anche per una proposta di legge o una riforma annunciata?

Andando al supermercato per comprare, diciamo, delle ciliegie, io per prima cosa guardo se ce ne sono tipi o marche diverse. Una veloce occhiata alla data di confezionamento ed al prezzo apre le valutazioni. Quelle apparentemente migliori vengono valutate anche in relazione all’aspetto, all’odore ed al luogo di produzione.
Infine una veloce occhiata al fondo della confezione per vedere se ce ne sono di marce, messe lì a bella posta. Alla fine la decisione: compro quelle, compro queste, non compro niente. Tempo necessario, al massimo due minuti. Fatica necessaria, praticamente nessuna.

Ho fatto un bilancio costi/benefici. Ho cercato se c’è onestà o fregatura. Poi ho scelto. Lo fai tutti i giorni anche tu.

La prossima legge ad personam, la prossima legge sulla sicurezza, la prossima legge elettorale, la prossima operazione finanziaria di salvataggio, valutala con la stessa attenzione che meritano due etti di ciliege. E spendi almeno lo stesso tempo per cercare di capire.

Marco Calamari

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31 07 2008
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