Cassandra Crossing/ Passaggio in India

di Marco Calamari - Sotto i marciapiedi voragini pericolosissime dove nel fango giacciono insieme tubi arrugginiti, cavi telefonici, fibre ottiche, cavi di corrente ed altre entità. Pulsa Bangalore, la Silicon Valley indiana

Roma – Non so bene come sia successo, ma lavorando per una grande multinazionale mi trovo oggi su un Airbus A330, con il braccio ancora gonfio per le vaccinazioni e in viaggio verso l’India, dove arriverò tra quasi dieci ore di aereo.
Sto sperimentando le delizie della Business Class, di cui conoscevo l’esistenza solo in teoria, ma invece di dormire nel comodo lettino motorizzato mi sparo film di prima visione a raffica sul televisore personale incassato nello schienale di fronte.
Sono diretto a Bangalore, città di media grandezza (solo 3 milioni di abitanti!) nel sud dell’India che è l’equivalente di Cupertino in California; è una delle zone economicamente più sviluppate, e certamente il cuore dell’industria informatica indiana.

Bangalore Non sono mai stato particolarmente affascinato da questo paese, non più che da tanti altri paesi stranieri mai visti, quindi questi appunti di viaggio potrebbero fornire un punto di vista diverso dai soliti diari, spesso viziati da una sindrome di Stendhal spostata di diecimila chilometri.

Sorpresa!
Mi avevano descritto l’aeroporto di Bangalore come un po’ dimesso ma vicino alla città, ma questo dove sono atterrato in piena notte mi sembra decisamente diverso, scintillante e molto grande; la macchina che ci porta all’albergo poi non arriva più.
Scopro che l’aeroporto è nuovo di zecca, aperto solo tre mesi orsono, e che l’altro molto più vicino alla città è stato chiuso. Altro che la storia infinita di Malpensa; il decisionismo qui impera, e lo Stato locale (Karnataka – l’India è una federazione come gli Stati Uniti) fa il suo lavoro con rapidità. Comunque tutto il mondo è paese e le polemiche che chiedono la riapertura di quello vecchio sono già iniziate.

Un benvenuto formato King Size
Mi sono dimenticato di dirlo ma sono quasi le due del mattino, quindi l’arrivo all’albergo dopo diciotto ore di aerei ed aeroporti sembra quasi un sogno. Un ammiraglio in alta uniforme ci accoglie in ottimo inglese e con il saluto tradizionale “Namaste” (saluto a mani giunte che significa “Onoro gli aspetti della divinità che sono in te”) mentre un nobiluomo con altissimo turbante rosso ed oro si precipita ad aprirci la porta. Dentro tre o quattro signori e signorine sorridenti ed in divisa sono schierati alla reception. A Milano invece li devi chiamare e stentano a dirti “Buonasera”; chissà perché.

Sorprese!
Un sorridentissimo impiegato accompagna me e il mio compagno di ventura verso le agognate camere, che sono piuttosto faraoniche; il bagno ha una intera parete a vetri che affaccia sulla camera, completa di tenda avvolgibile, utile per dosare privacy ed esibizionismo.
Accomodato il mio collega, vengo accompagnato verso la porta accanto, dove il mio anfitrione si sbizzarrisce in una lunga quanto infruttuosa serie di passaggi della smartcard. Eseguiti una ventina di tentativi il suo sorriso si appanna leggermente, e vengo con mille scuse abbandonato in corridoio.
Dopo qualche minuto riemerge e mi apre la porta di una camera vicina, meno faraonica, un po’ calda ma ancora più agognata. Lo caccio quasi via e comincio ad aprire la valigia. Il caldo, 24 gradi, insieme ai vetri sigillati consiglia una rapida accensione dell’aria condizionata. Sorpresa, l’apposita scatoletta non reagisce a qualunque combinazione di interruttori e cursori.
Recupero il mio anfitrione che poco convinto della mia diagnosi passa qualche minuto a fare le sue prove, e dopo mi comunica che verrà chiamato il grande esperto.
Sono ormai quasi le tre quando un altro distinto signore arriva, estrae un cacciavite di mezzo metro con cui tenta di svitare una vite di 4 millimetri. Dopo una nutrita serie di altri atti sciamanici conclude che sì, in effetti l’aria condizionata non funziona.
Nuove scuse, nuova attesa per un’altra camera. Per fortuna che nel frattempo ho adocchiato una presa ethernet nel muro e sto facendomi passare la crisi di astinenza. Altre scuse, nuova camera, questa volta nuovamente di tipo faraonico; parte una nutrita serie di istruzioni orientate probabilmente all’ottenimento di una mancia; non ho contanti e quindi serro il malcapitato verso la porta e finalmente riesco a chiuderlo fuori. Mi avvicino al letto, pensando alla tecnologia indiana, e poi non ricordo altro.

Panorama dall’alto
Suona la sveglia, che mi vede raggiungere la doccia sui gomiti (ho dormito meno di tre ore); rinfrancato apro la tenda della vetrata e scopro che la mia stanza si affaccia sulla strada, dove dirimpetto c’è un bellissimo campus all’americana (sede di SAP) con grattacieli vari, grandi aiuole, ingresso fortificato e portineria sovradimensionata, piena di portieri in divisa e con le ghette, ma anche di paramilitari che guardano con gli specchi sotto le macchine che entrano, in cerca di bombe.

Bangalore 2 Panorama dal basso
Dopo una monumentale colazione in uno dei due ristoranti dell’albergo partiamo in macchina per un altro campus, dove lavoreremo per una settimana.
Dal basso il panorama non è esaltante, e non sono le macchine, scaciate sì ma non poi molto peggio di certe che si vedono in circolazione anche da noi. Sono le strade, in cui l’uso del clacson pare essere una costante. Le corsie sono separate da un cordolo di cemento di 15 centimetri su cui l’eventuale pedone che desiderasse andare dall’altra parte è costretto a sosta equilibristica in attesa di poter attraversare.
I marciapiedi sono un optional, tranne che davanti agli alberghi ed ai palazzoni. La terra rossa la fa da padrone, riempiendo i margini della strada, evidentemente mai turbata da nessuna attività di nettezza urbana.
Alla prima traversa inizia un quasi-fuoristrada, che termina di fronte ad un altro bellissimo campus sempre con portineria sovradimensionata. Sono arrivato.

Workdays 8-20
Poco c’è da dire sulle giornate di lavoro, svolto con orari superprolungati. Sì, perchè molta gente qui lavora in squadra con persone negli Stati Uniti, e quindi per come sono messi i fusi orari devono per forza fermarsi fino a sera. Per noi ha voluto dire arrivare in albergo la sera stanchi morti, scegliere uno dei due ristoranti, mangiare ed andare a letto come bravi ragazzi.

Sono così bravi gli indiani?
Sì, molto, ed anche no. Questa descrizione quasi veltroniana merita senz’altro una spiegazione, altrimenti il collega di “Lavoro IT” mi giudicherà inadempiente. Premetto che questa è una estrema sintesi della mia esperienza lavorativa nel cuore informatico dell’India. L’India infatti è grande, e magari la situazione altrove potrebbe essere completamente diversa.
I lavoratori IT indiani hanno una grandissima reputazione in Italia, molta specializzazione e costi mediamente tre volte inferiori a quelli europei. Qui si trovano specialisti di tutte le competenze dell’informatica, particolarmente di quelle verticali. Se avete bisogno di una persona che lavori in PL/SQL, Java o.Net qui ne trovate quanti volete, al livello di specializzazione e certificazione che volete, anche galattico con “C” d’oro e 3 diamanti.
Ma la specializzazione generalizzata ha conseguenze. Un gestore di un progetto software medio piccolo, che debba andare avanti mediando tra diverse situazioni pregresse, con specifiche solo parziali ed un occhio al risultato qui non si trova, od almeno non lo si trova in queste grosse realtà. Pare che la popolazione dei lavoratori IT italiani ed indiani siano poco sovrapponibili come competenze operative.

Cibo
Chiunque si sia avventurato in questi paesi sa che si debbono usare precauzioni igieniche stringenti, altrimenti i nostri poveri anticorpi occidentali verrebbero sopraffatti dai batteri che qui somigliano a Schwarzenegger, costringendo, se va bene, ad esaminare attentamente ed a lungo le mattonelle del bagno.
Niente ghiaccio, lavarsi i denti con l’acqua minerale, bere solo roba portata a tavola ancora sigillata, mangiare cibi caldi e piccanti.
“Beh – pensavo – io che sono anche un po’ schizzinoso nel mangiare ne approfittero’ per una cura dimagrante di cui ho senz’altro bisogno”.
Bene, è andata male. Non dal punto di vista sanitario, non ho avuto niente, ma da quello della dieta. Invece di dimagrire sono ingrassato ulteriormente, perché ho mangiato benissimo cibi deliziosi e sfiziosi. Molto piccante, ma come ex-convivente di una ragazza di origini calabresi non ho avuto problemi insormontabili. Il 70% degli indiani è vegetariano o giù di lì, quindi alimenti senza cose strane dentro ce ne erano quanti si voleva. Diversi tipi di cucina, inclusa quella Thai ampliavano ulteriormente la scelta.
Abbondano i ristoranti di lusso a prezzi ridicoli, ma anche la mensa del campus era eccellente; un enorme tendone tipo festa al mare di centinaia di metri quadri, e più ditte di catering in concorrenza tra loro garantivano un ambiente piacevole e vario. Qui la temperatura è abbastanza costante e piacevole, tanto da permettere una mensa quasi all’aperto tutto l’anno.

India lunatica L’India sulla Luna
Mi sono fatto un punto d’onore di cercare di vivere per quanto possibile la realtà di questo posto, quindi ho abolito stampa e TV estere ed ho letto solo quella nazionale. Le trasmissioni televisive tentano in maniera evidente di rinforzare e tenere vivo lo spirito di identità nazionale, che è una sovrastruttura necessaria per pacificare e rendere stabile e produttiva la convivenza tra una dozzina di popoli ed etnie diverse.
La notizia sulle prime pagine di questi giorni è l’arrivo in orbita circumlunare di un satellite indiano, che ha lasciato cadere sulla Luna un penetratore balistico con alcuni piccoli strumenti. Un sasso lanciato sulla Luna, insomma, ma una eccellente prova tecnologica (su cui tornero’) “pompata” al massimo al grido di “Siamo la quarta potenza mondiale sulla Luna”.

Terrorismo
Sui giornali e sulle televisioni viene martellata, in maniera quasi ossessiva, la caccia ad un Bin Laden locale, santone, grande informatico (qui basta avere un laptop per esserlo) e primula rossa che è riapparso pubblicamente almeno tre volte sotto nomi diversi a predicare il terrore.
Visto che predicava pubblicamente perché non l’hanno già preso? Boh, non eccediamo nelle facili ipotesi. Pare sia la mente dietro una serie di attentati ai treni di due anni fa, in cui si sospetta la longa manus degli eterni nemici pachistani.
Anche qui purtroppo accade che ogni paio d’anni ci sia qualche sensazionale fatto di sangue di tipo terroristico (Cassandra docet, purtroppo: questa parte è stata scritta parola per parola, lo giuro, prima dei fatti di Mumbay).

Guerra atomica
Sono ormai in una certa confidenza con alcune persone, e provo a fare anche domande scomode. L’Agenzia Internazionale per L’Energia Atomica considera ormai da decenni la frontiera indo-pakistana come il posto dove un conflitto nucleare ha più possibilità di accadere.
La rivalità tra i due paesi è antica e strutturale (etnie, religioni etc.).
Alla domanda se questo non preoccupasse il cittadino comune la risposta media (per me sorprendente) è stata che il Pakistan non fa più paura perché è, nell’opinione dei miei interlocutori, un paese economicamente ed industrialmente ormai vicino ad un collasso totale, tipo ex-Unione Sovietica.

Infrastrutture
Ecco, il problema del paese lo si tocca con mano qui. A parte le zone dei campus delle multinazionali, anche nel centro città di Bangalore (lo ricordo, paradiso dell’informatica) la situazione è poverissima e degradata.
Nei marciapiedi, che hanno sotto una trincea dove passano tubi e cavi, ci sono voragini pericolosissime lasciate aperte in permanenza. Nella sottostante trincea fangosa giacciono insieme tubi arrugginiti, cavi telefonici, fibre ottiche, cavi di corrente ed altre entità indefinibili (forse pitoni morti) saldamente legati insieme con giri di filo di ferro arrugginito.
La palificazione dell’energia elettrica è fatta con i pali di 4 metri tipo paese di montagna, che normalmente tengono due o tre cavi; qui chiunque ne avesse bisogno ci è passato sopra con qualsiasi cosa, e quando il palo ha iniziato (lo giuro) a piegarsi lo hanno puntellato con un altro palo messo in diagonale. Una notte ho prima sentito e poi visto una scena tipo laboratorio del dott. Frankenstein: un arco elettrico che ogni paio di secondi scaricava con un pregevole effetto scenico sia visivo che ottico. Sono prontamente passato sull’altro, chiamiamolo così, marciapiede, ma il giorno dopo sul palo era ancora in proiezione lo stesso film dell’orrore.

Il tempio di Shiva
Sì, non poteva mancare nemmeno a me. Sabato un collega indiano ci ha portato in giro a vedere le cose vere.
Prima fermata un tempio di Shiva. Non è come me l’aspettavo, antico, ma è costruito insieme e dentro un centro commerciale; le statue di 20 metri ci sono, lucide ed imponenti incutono rispetto pur essendo fatte probabilmente di ordinario cemento armato.
“Bisogna togliersi le scarpe, la cosa non vi mette mica a disagio?” La mia faccia vale probabilmente un murales, ma mi faccio forza e sperando in un effetto barriera dei calzini mi avventuro nella visita. Gente in posizione del loto, anche se con i Seiko al polso, molta gentilezza e tranquillità, qualche baracchino di simil-santini, una via crucis fatta con le incarnazioni di Shiva in una galleria buia. Molto serio, meritevole di rispetto, all’uscita un cartello elenca gli orari della mensa per i poveri. Mi ha rasserenato. Pero’ i calzini li ripongo separatamente in un sacchetto sigillato di politene ed a casa li passero’ sotto un raggio protonico!

Conflitti religiosi?
Nel vicino centro commerciale c’è un intero scaffale, tipo supermercato pieno di piccoli idoli, tutti fatti della stessa plastica dipinta. File ordinate di piccoli Budda, Shiva, Madonne, Ganesh, Confucio, Cristi in croce, Famiglie di Shiva, Sacre famiglie, Visnù, in vari prezzi e varie altezze. I conflitti di religione letti sui giornali si stemperano in questa omologazione consumistica.

Vivere
Beh, le condizioni igieniche sono critiche come è ben noto; vedendo i mercati alimentari con le bancarelle scoperte in mezzo a vie polverose (perché non piove, senno’ sarebbero fangose) fa apprezzare molto le misure profilattiche e le abitudini che mi sono imposto. Una scena dell’orrore la devo proprio raccontare. Agli angoli delle strade ci sono spesso quei carrettini a due ruote, qui fatti in casa con ruote da bicicletta, con un pianale leggermente inclinato su cui il gestore espone mercanzia, quasi sempre alimentare; frutta sbucciata e non, pistacchi ed altre cose di pronto consumo sono frequentissime.
Mi trovo a passare lungo il margine della strada in un luogo affollatissimo, vicino al centro commerciale. Noto che uno dei rari chiusini di fognatura sta allegramente facendo zampillare un liquido dal colore esplicito che forma un rigagnolo lungo decine di metri al margine della strada.
All’incrocio successivo un carrettino espone frutta ed ananas sbucciati. Una macchina si avvicina al margine, prende in pieno il rigagnolo ed uno schizzo del fluido sopraddetto coglie in pieno carrettino, mercanzia e proprietario.
Dopo una serie di urla incomprensibili ma chiarissime rivolte dal proprietario all’auto appena passata, questi si scrolla di dosso alla meglio le gocce, prende uno ad uno gli ananas, li scrolla per sgocciolarli e li rimette a posto. Buon appetito!

Vivere 2
Una cosa è certa, anche se nella modestia più assoluta qui si tenta fortissimamente di dare un lavoro a tutti; per qualunque mansione, anche piccola ed umile, c’è una persona sorridente che la svolge, spesso in divisa per sottolineare il proprio ruolo. Forse in altre zone la situazione sarà diversa, ma qui si percepisce chiaramente lo sforzo dello Stato nel creare, per quanto possibile date le condizioni economiche, coesione sociale ed opportunità di sviluppo anche per i poveri; è una sensazione che in Italia purtroppo non ho mai provato.

L’Internet Point
Sapete, la notte prima della partenza, intorno alle 5 del mattino un conciso SMS mi ha comunicato che il mio volo (Air France, non Alitalia) era stato cancellato e ti saluto, alla faccia della presunta grandeur d’oltralpe. Panico notturno, insonnia fino al mattino, poi per fortuna il solito amico indiano si è attivato ed in maniera efficacissima in un paio d’ore ci ha trovato un volo per il giorno dopo.
Il biglietto pero’ è elettronico, quindi serve un internet point per stamparlo, visto che al lavoro non passeremo più. Menomale che siamo nel centro della Silicon Valley indiana.
Di fronte all’agenzia di viaggio (due bandoni tipo garage semiaperti) un cartello Internet Point fa bella mostra di sé.
Il posto è un 3×3 metri, 3 computer tipo trashware (ma con Skype e webcam) lungo una parete, mentre banchetto della cassa, altarino con coroncine di fiori e gruppo di continuità sono lungo l’altra.
L’impianto è uno spettacolo; tre batterie morchiose tipo camion con fili colorati che entrano in una scatola che probabilmente contiene un qualche regolatore, da cui escono due ciabatte fissate con chiodi su una tavoletta. Nemmeno all’Hackmeeting ho visto qualcosa di simile! D’altra parte qui la fame di energia elettrica è incredibile; dalla prossima settimana staccheranno a rotazione per 4 ore l’energia sia in città che in campagna. Staccheranno, non potrebbero staccare. Ecco cosa provoca lo sviluppo economico senza investimenti ed infrastrutture. Persino nella Silicon Valley.

India lunatica 2 Un altro mondo
Abbiamo visitato un modesto ma interessantissimo museo dell’industria aerospaziale. Qui hanno iniziato pulendo i carburatori e riparando le forature dei bombardieri Dakota durante la seconda guerra mondiale e poi, con la massima umiltà ma grande industriosità, hanno cominciato a fare manutenzioni sempre più sofisticate a motori e turbine, a produrre parti su licenza, poi aerei interi, poi a progettare un aereo autonomamente, poi qualche missile, poi un lanciatore commerciale che porta 2500 chili in orbita geostazionaria.
Ecco come e perché sono andati sulla Luna. Un bel motore di apogeo sovradimensionato come carico pagante, qualche scambio tecnologico con i russi per fare il satellite ed il futuro rover lunare ed il gioco è fatto.
Si percepisce una forte volontà e perseveranza di cui in Italia avremmo senz’altro bisogno.

La giardiniera
Il museo era pieno di bellissime aiuole di centinaia di metri quadri, tenute all’inglese. Mi ha colpito come un maglio una cosa che ho visto. Qui ormai le caste sono vietate, ma se ne respira l’esistenza sullo sfondo in molte situazioni.
In un’aiuola che si estende a perdita d’occhio vedo seduta a terra una donna in sari, con una ciotola di legno accanto.
L’erba accanto a lei è attraversata da una strana linea ondulata che divide l’aiuola in due zone di colore leggermente diverso.
Mi avvicino e vedo che la donna sta utilizzando un paio di pinzette con cui strappa i fili di erba uno ad uno, mettendoli nella ciotola accanto a lei. Sta eliminando le erbacce in questo modo, ripulendo una zona intorno a lei e poi spostandosi di lato, creando così temporaneamente quella strana linea ondulata.
Appartiene probabilmente ad una ex-casta di umili od intoccabili, e probabilmente si ritiene fortunata; qui i più poveri si assomigliano molto, come un popolo dentro un altro popolo. Non credo che la dimentichero’ mai.

Il ritorno
… non è mai bello come l’andata, anche a causa di un mal di schiena feroce. Pero’ non ho trovato molte cose che mi aspettavo, e ne ho trovato tante che non mi aspettavo. Un bel viaggio quindi, in un posto vero e lontano dai luoghi comuni.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • qualcuno scrive:
    Schemini e realtà
    Il discorso di Cubasia di oggi mi sembra un po' lontano da quello che vedo io in azienda tutti i giorni:1) Ricorso a decine di consulenti (e' realmente un risparmio pagare decine di consulenti per degli anni invece che assumere persone al loro posto ?) con problemi conseguenti (se il consulente se ne va , il lavoro (decine di migliaia di righe di codice per intenderci) viene riaccollato interamente ai poveracci del gruppo2) Spreco dei talenti3) Contratti a forfait con i clienti, che consentono a questi clienti di chiedere qualunque cosa con qualunque scadenza , ad esempio di tornare indietro con le modifiche fatte in pochissimo tempo , senza pagare una lira di piu'4) Distribuzione del lavoro completamente sbagliata5) Scarsa professionalità6) Filosofia del "funziona alla meglio"7) Assenza di contatto con il management: praticamente non sappiamo niente di come va l'azienda, nessuno si fa vedere per capire/affrontare/risolvere i problemi, altro che l'amministratore delegato che va tra gli operai a chiedere cosa fare !!!
  • nome e cognome scrive:
    allarghiamo il buco
    Anche da noi vengono a chiedere opinioni quando ci sono problemi di fatturato ... ma qualunque cosa diciamo il risultato è sempre "allarghiamo il buco" ovviamente non quello del dentifricio visto che noi facciamo sistemi informativi.
    • Non male scrive:
      Re: allarghiamo il buco
      - Scritto da: nome e cognome
      Anche da noi vengono a chiedere opinioni quando
      ci sono problemi di fatturato ... ma qualunque
      cosa diciamo il risultato è sempre "allarghiamo
      il buco" ovviamente non quello del dentifricio
      visto che noi facciamo sistemi
      informativi.Guarda che esiste chi ha dato la stessa risposta della colgate e esercita libera professione sulle migliori strade di Italia con ottimo reddito ...Come dici tu sempre di allargare il buco si tratta ...PS Sei proprio sicuro che quando vi dicono di allargare i buchi intendano proprio quelli del codice? C'e' anche la cassa integrazione, i licenziamenti, gli straordinari non pagati, e alla fine si diventa colleghi per via contro natura della libera professionista teste' citata.
  • MeX scrive:
    per real gordon...
    Caro Real Gordon,che non so se sei vero o un troll... comunque... quando si parla di lavoro dipendente, condizione sociale... e costo del lavoro non é che si parla di cose da comunisti e da unione sovietica.La tua soluzione é sempre la stessa: mettiti in proprio...Se tutti si mettessero in proprio che fine faremmo? (a parte che con le P.IVA farlocche ci hanno pure provato)In piú caro Gordon, se il sistema sociale permette ad un misero dipendente di avere un salario tale da consumare, anche tu, ingordo imprenditore ci guadagni.Vendi piú prodotti, affitti la casa a gente che te la paga puntuale ogni mese etc etc...Avete fatto tutti i furbi, avete munto le vacche grasse... finché non c'é rimasto nulla da mungere, e ora le vostre case non le affiterá nessuno e i vostri prodotti resteranno sugli scaffali...Quanto poi si parla del costo del lavoro, il problema non é tempo indeterminato, cocopro, P.IVA bla bla.... il problema é la PRESSIONE FISCALE!Qui in Irlanda il mio lordo é IDENTICO all'Italia, eppure il mio netto é del 70% (SETTANTA) superiore!Ma in Italia, le tasse le pagano solo i dipendenti, paga paga paga... e ora sono rimasti con le tasche vuote!Come diceva Ford, se l'operaio non puó comprare la macchina che produce finisco in brache di tela...
    • Pichiatello scrive:
      Re: per real gordon...
      - Scritto da: MeX
      Caro Real Gordon,

      Quanto poi si parla del costo del lavoro, il
      problema non é tempo indeterminato, cocopro,
      P.IVA bla bla.... il problema é la PRESSIONE
      FISCALE!La pressione fiscale e' uno dei problemi, quella che tocca la maggior parte vdei dipendenti nel nostro paese.Un'altra delle pricipali e' che non esistono controlli sui prodotti e sui servizi per cui a farla da padrone e' la pubblicità di prodotti italiani magari confezionati in nepal.Tanto abbiamo visto che se anche i controoli venissero eseguiti la depenalizzazione di alcuni reati ha fatto si che il nostro paese non tutela non solo il cliente-lavoratore ma neanche il venditore-imprenditore cha opera correttamente.E questo e' solo l'inizio quando scoppierà lo scandalo dei fondi comuni pensionistici dilapidati sarà piu' dura.Riprendendo il discorso di Cubasia come affrontano le aziende questo periodo di crisi ?:- eliminazione del personale precario.- eliminazione del personale sopra i 45 anni magari pre-pensionamento o cassaintegrwaione.- cassaintegrazione per tutto il personale intanto delocalizzazione della produzione.- esternalizzazione di servizi con personale co.co.co o P.I.- acquisto di materiale scadente ( basta che costi meno) per i clienti o per il proprio lavoro.- nuove vetture a metano per i manager.- nuovo ufficio per la segretaria del manager- nuovo ufficio per il manager- nuova campagna pubblicitaria per il prodotto- aumento dei listini per poi applicare un % di sconto superiore.
    • The Real Gordon scrive:
      Re: per real gordon...
      - Scritto da: MeX
      Qui in Irlanda il mio lordo é IDENTICO
      all'Italia, eppure il mio netto é del 70%
      (SETTANTA)
      superiore!
      Ma come, la colpa non era degli imprenditori che sfruttano?Adesso lentamente viene a galla la verità, è un problema di TASSE.Per la cronaca, settimana scorsa c'era la scadenza dell'IRAP. Sai come si calcola la base imponibile? No? Beh informati, praticamente è quasi come se pagassi le tasse sul fatturato invece che sull'utile.Comunque noto una certa maturazione nel forum, finalmente si scorgono i veri problemi.
      • MeX scrive:
        Re: per real gordon...
        Ciao Gordon,il fatto è che l'imprenditore è sempre stato un po' complice di questo sistema...La lungimirante confindustria ha sempre e solo guardato il suo orticello, invocando meno pressione fiscale sulle aziende, ma non in favore dei suoi dipendenti, no, toglimi il 5% di tasse li, fammi il condono qui... per racimolare qualche centesimo in più...Se confindustria avesse da sempre spinto a dimunuire la pressione fiscale sui LAVORATORI magari accettando una tassazione più equa tra tutte le parti sociali (ad esempio innalzando le tasse sulle rendite finanziarie) ora si che tutto funzionerebbe un po' meglio, perhcè così l'operatio che produce la fiat panda, dopo un anno di lavoro magari se la può pure comprare in contanti.Invece le aziende e gli imprenditori per abbassare il costo del lavoro hanno spinto per avere "flessibilità" ossia, io ti paco azienda ti pago meno, perchè non ti verso contributi, non hai la mutua, la 13a e il TFR ma ti do sempre 1000 al mese, solo che a me azienda costi 1200 in vece che 1900 con un contratto serio.
  • The Real Gordon scrive:
    Ci vuole la TOTAL FLEXIBILITY
    Effettivamente la produttività è il fattore chiave per il rilancio dell'economia.E questo può avvenire solo obbedendo ai dettami della TOTAL FLEXIBILITY: il lavoro deve essere disponibile 24 ore su 24, anche da remoto, e grazie al networking c'è la possibilità di delocalizzare il lavoro in paesi a basso costo.Le aziende hanno il sacrosanto diritto di mantenere i propri target di utili, quindi i sindacati se ne facciano una ragione: la crisi finanziaria impone minori salari e maggiore flessibilità, come nel caso Alitalia. Ogni altra ricetta è palesemente fallimentare. :-o
    • El Cabron scrive:
      Re: Ci vuole la TOTAL FLEXIBILITY
      - Scritto da: The Real Gordon
      Le aziende hanno il sacrosanto diritto di
      mantenere i propri target di utili, quindi i
      sindacati se ne facciano una ragione: la crisi
      finanziaria impone minori salari e maggiore
      flessibilità, come nel caso Alitalia. Ogni altra
      ricetta è palesemente fallimentare. Si, questa formuletta si può trovare anche con Google, tanto è comune. Magari c'è pure un gruppo di fan su Facebook.O magari mandaci qualche cento per pagare l'affitto, che se i sindacati se no sono fatti una ragione (e questo da mooooooolto tempo), molti di noi ancora no.Chi siamo "noi"? Prova a cercare su google, oppure esci dal forum e vai a lavorare in un cantiere edile, per qualche anno.^_^
    • Rover scrive:
      Re: Ci vuole la TOTAL FLEXIBILITY
      Forse stai parlando d'altro.Se ritieni che l'unica via sia comepetere non con l'intelligenza, ma solo sul costo del pavoro comincia ad accontentarti di 2 dollari al giorno e così realizzi subito e su di te il tuo geniale programma.Mi spieghi come fa un paese come la Germania, dove il costo del lavoro è più elevato, le regole per la sicurezza dei lavoratori più onerose, ecc ecc ad essere più competitiva?Non con la tua soluzione, ma con l'innovazione. Oppure questa parola crea panico tra molti, tra cui tu?Innovazione tecnologica e scientifica, non riduzione dei diritti dei lavoratori.
    • Ma basta... scrive:
      Re: Ci vuole la TOTAL FLEXIBILITY
      (newbie)Fatti una vita...
    • MegaJock scrive:
      Re: Ci vuole la TOTAL FLEXIBILITY
      Giusto, e alla fine della giornata i lavoratori vanno gettati in una fornace così non avanzeranno pretese di stipendio. Inoltre bruciando tra 50-100 lavoratori al giorno la disoccupazione scenderà.
  • r00t1na scrive:
    Domanda a Cubasia
    Condivido pienamente il contenuto dell'articolo.Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: perché la maggior parte delle aziende continua a- ridurre il personale,- dare servizi in outsourcing senza mantenere nemmeno abbastanza "interni" da controllare l'operato dell'outsourcer,- tagliare incentivi, premi, aumenti,- non rimpiazzare gli impiegati che se ne vanno?Non si rendono conto che la qualità del lavoro e la disponibilità al sacrificio per l'azienda continuano a diminuire? Non vedono che perdono il know-how sui loro stessi sistemi e processi? Non percepiscono i cali di efficienza e l'aumento dello "scaricabarilismo"?
    • MeX scrive:
      Re: Domanda a Cubasia
      la cosa brutta dell'italia é quanto costa un dipendente... per l'azienda per cui lavoravo im Italia costavo esattamente come all'azienda che mi paga qui in Irlanda, peró in busta ogni mese ho il 70% in piú!Gli stipendi in Italia sono bassi, ma non é tutta colpa delle aziende
      • r00t1na scrive:
        Re: Domanda a Cubasia
        Sicuramente qui paghiamo molte tasse in cambio di servizi decisamente scadenti, ma nemmeno questo basta a spiegare la situazione.Un altro dei nostri problemi è che, naturalmente, molti sistemisti/programmatori ecc. lavorano in società che non si occupano di informatica.Qui siamo troppo spesso visti come un male/costo necessario, non come una opportunità per creare innovazione ed efficienza.Non portiamo soldi all'azienda in modo diretto: questo è compito dei venditori, che infatti sono trattati economicamente meglio di tutti gli altri collaboratori.Peccato però che spesso i venditori vendano soluzioni ad hoc per un singolo cliente che costano di sviluppo e tecnologie molto più di quanto rendono all'azienda - tanto la loro percentuale la prendono comunque.Alla fine, perché una azienda funzioni bene occorre la collaborazione di tutti i settori, che devono collaborare per il successo dell'azienda confidando che questo successo porterà vantaggi a tutti i collaboratori.La produttività sarà scarsa se regnano incompetenza, ignoranza, arroganza, faciloneria, disinteresse, mancanza di rispetto e indisponibilità a una reale collaborazione.Tagliare i costi del personale potrà aiutare i numeri sulla breve distanza, ma alla fine si rivolgerà contro l'azienda stessa.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 dicembre 2008 15.17-----------------------------------------------------------
      • shevathas scrive:
        Re: Domanda a Cubasia

        Gli stipendi in Italia sono bassi, ma non é tutta
        colpa delle
        aziendeil problema è che molti vedono solo i vantaggi dell'estero e non pensano agli svantaggi, anzi paventano un mondo utopistico dove alle ipertutele italiane, per i fortunati possessori di un contatto a TI in un'azienda robusta chiariamo, si accompagnano le retribuzioni dell'estero.Visto che lavori in irlanda potresti dirci se da te esiste un qualcosa simile all'articolo 18 oppure se la sanità sia gratuita, almeno in facciata come in italia, oppure per qualsiasi cosa o hai un'assicurazione medica o devi mettere mano al portafoglio ?
        • MeX scrive:
          Re: Domanda a Cubasia

          il problema è che molti vedono solo i vantaggi
          dell'estero e non pensano agli svantaggi, anzi
          paventano un mondo utopistico dove alle
          ipertutele italiane, per i fortunati possessori
          di un contatto a TI in un'azienda robusta
          chiariamo, si accompagnano le retribuzioni
          dell'estero.

          Visto che lavori in irlanda potresti dirci se da
          te esiste un qualcosa simile all'articolo 18
          oppure se la sanità sia gratuita, almeno in
          facciata come in italia, oppure per qualsiasi
          cosa o hai un'assicurazione medica o devi mettere
          mano al portafoglio
          ?guarda, in Italia avevo un contratto a Tempo Indeterminato.La legge 18 intanto non si applica per aziende al di sotto di (mi pare) 15 dipendenti, quindi quella tutela non ce l'avevo.La sanitá qui non é pubblica, salvo il pronto soccorso.Un'assicurazione sanitaria per la famiglia (Marito e Moglie piú bambino) costa al massimo sui 600/800 l'annoPeró, qui in Irlanda guadagno il 70% in piú, dunque anche pagare un'assicurazione sanitaria per TUTTA la famiglia é pur sempre meglio che guadagnare il 70% in meno e dover pagare il ticket per ogni analisi che fai alla sanitá "pubblica" italiana...Che altro, qui ogni anno mi rimborsano 800 l'anno per l'affitto (400 per me e 400 per la mia ragazza)Se sei donna single e resti incinta e sei senza lavoro ti viene pagato l'affitto e di danno 800 al mese (200 alla settimana)Certo, qui non c'é l'articolo 18, ma in caso di licenziamento hai sempre i tuoi 200 la settimana (come la maternitá, ma senza affitto pagato) mentre in Italia, pur essendoci l'articolo 18, essendo che per me non valeva se mi licenziavano morivo di fame :)Guarda l'estero non é il paradiso, ma sicuramente se si considera esclusivamente il lato economico/professionale beh almeno per la mia esperienza ci si avvicina molto al paradiso... :)
    • andy61 scrive:
      Re: Domanda a Cubasia
      Non voglio entrare nel merito di crisi globali, che a parer mio ci stanno toccando veramente poco.I veri problemi dell'Italia sono causati dagli italiani stessi.Tendiamo a vivere alla giornata, a fare cassetta, insomma, e quindi non guardiamo al di là del nostro naso.Le cause? Forse molte.Tra le più importanti vedo:1) gli incentivi al management ed ai commerciali legati ad obiettivi a breve o brevissimo termine: in questo modo nessuno è responsabilizzato ad investire nel futuro;2) l'incapacità di affrontare i problemi in modo globale (nazionale) in modo da ridurre i costi per tutti ed acquisire un vantaggio per le esportazioni;3) la difficoltà di elevare la qualità media del personale, a causa dell'indissolubilità del contratto di lavoro dopo il periodo di prova: unitamente alle scarse o inesistenti politiche di incentivazione, di fatto si costringe chi vorrebbe fare di più a sedersi ed a fare il minimo indispensabile;4) aggiungerei anche il fatto che gli azionisti non contano nulla nel controllo delle grandi aziende;5) ancora cerchiamo di competere sul copsto della manodopera con i paesi emergenti (una gara persa in partenza): invece che riconvertirci investendo e riqualificando le risorse italiane per poi delegare i lavori di più basso livello all'estero, per realizzare prodotti innovativi con un inferiore costo di produzione; invece aspettiamo che la gente vada in pensione (se non la licenziamo prima) per poi scoprire che non siamo più in grado di sostenere il nostro business, ed a quel punto si preferisce tagliare il ramo secco (d'azienda) e chiudere interi reparti o addirittura aziende, lasciando il personale a casa senza opportunità di ricollocazione.Insomma, siamo statici e viviamo di rendita delle passate glorie, ma ormai gli interessi sono esauriti, ed anche il capitale s'è svalutato.Aggiungo, come conseguenza, che non vi è modo di trovare investitori per le nuove idee e per l'innovazione, in quanto i soldi vengono prestati soltanto se si possono fornire equivalenti garanzie.In pratica, può accedere ai finanziamenti soltanto chi è così grosso (e vecchio) da avere difficilmente idee innovative.
      • MeX scrive:
        Re: Domanda a Cubasia
        si credo in Italia la crisi c'era giá di per se... non é che le cose in Italia stanno cadendo a pezzi per la crisi globale, che resta cmq un'aggravante
      • z f k scrive:
        Re: Domanda a Cubasia
        - Scritto da: andy61
        3) la difficoltà di elevare la qualità media del
        personale, a causa dell'indissolubilità del
        contratto di lavoro dopo il periodo di prova:Qui ho avuto un flash: due tizi in azienda, uno competente e l'altro incapace di distinguere da quale parte s'impugna un cacciavite.Solo che nel secondo caso, e' parente/amico del boss.L'idea di "elevare la qualità media del personale" indovina come si risolve? Ovviamente licenziando il primo e tenendo il secondo, anzi, promuovendolo pure. Grazie ai contratti solubili.
        unitamente alle scarse o inesistenti politiche di
        incentivazione, di fatto si costringe chi
        vorrebbe fare di più a sedersi ed a fare il
        minimo
        indispensabile;Qui ti do' ragione: meritocrazia zero. Ma fa il paio con quello che dicevo sopra.CYA
    • Chiodo scrive:
      Re: Domanda a Cubasia
      - Scritto da: r00t1na
      Condivido pienamente il contenuto dell'articolo.
      Ma a questo punto la domanda sorge spontanea:
      perché la maggior parte delle aziende continua
      a

      - ridurre il personale,
      - dare servizi in outsourcing senza mantenere
      nemmeno abbastanza "interni" da controllare
      l'operato
      dell'outsourcer,
      - tagliare incentivi, premi, aumenti,
      - non rimpiazzare gli impiegati che se ne vanno?Perche' mi sa che non leggono gli articoli di Cubasia dove il nostro pontifica su un IT che esiste solo nella sua testa. Almeno per il mercato Italia.
  • giona54 scrive:
    tutti pensano di far bene ma in pochi...
    tutti pensano di far bene ma in pochi sanno far bene!Qualche hanno fa alla Elly calze, il padrone dell'azienda ha rivoluzionato il sistema produttivo facendo questo:ha messo a part-time a 6 h al giorno le sue operaie! Così facendo ha finalmente ottenuto il 30% in più di produttività! Sapete perchè? le operarie lavorando 6 h al giorno producevano sicuramente meno collant , ma tra queste calze cucite si sono abbassati il numero di quelli fallati! Riducendo le perdite si è aumentata la produttività! Sapete perchè si è arrivati a questo?, perchè stiamo parlando di un imprenditore, che rischia in primis il suo denaro, ha degli obiettivi: guadagnare di più a fronte dello stesso rischio! ha voluto ridurre i costi accessori...visto che quelli fissi è impossibile(costo del dipendente)!Altra cosa sono i manager a cui sono richiesti degli obiettivi, non rischiano il loro denaro, si possono accerchiare di gente incompetente e poi con un grafico possono sostanzialmente giustificare I ricavi, i costi e gli utili! basta avere un po' di fantasia....
  • Zumpappone scrive:
    Cubasia ti farò un fischio
    Quando diventerò amministratore delegato della $megamultinazionale e grazie alla mia magnanimità mi farò suggerire un trucco dai miei operai per far sprecare prodotto ai clienti e così fatturare di più, ti farò un fischio.Nel frattempo un informatico dipendente con contratto a progetto (dipendente e cocopro, palesemente un ossimoro) pagato poco, con contratti brevi, sballottato fra progetti assurdi e body rental, con il desiderio di sposarsi, comprare una casa e fare dei figli, che fa?S'attacca agli schemini?In sintesi, ma perché queste cose ce le vieni a dire a noi?P.S.Non sono un rosicone. Anzi io sto benone. Lavoro in proprio da casa. Ho appena messo a letto il mio bimbo a fare il riposino della mezza mattina e questa casa è di mia proprietà pagata cash. E ho meno di 35 anni. Ad inizio 2009 concepiremo il secondo bimbo.Ma ho fatto anch'io la gavetta, so che il mondo del lavoro informatico fa schifo (infatti me ne sono andato), ma parlare di massimi sistemi e possibili scelte che sono in mano solo all'elite produttiva non mi pare aiuti i lettori di PI.
    • caprone scrive:
      Re: Cubasia ti farò un fischio

      ho meno di 35 anni. Ad inizio 2009 concepiremo il
      secondo
      bimbo.Auguri!
    • The Real Gordon scrive:
      Re: Cubasia ti farò un fischio
      - Scritto da: Zumpappone

      Nel frattempo un informatico dipendente con
      contratto a progetto (dipendente e cocopro,
      palesemente un ossimoro) pagato poco, con
      contratti brevi, sballottato fra progetti assurdi
      e body rental, con il desiderio di sposarsi,
      comprare una casa e fare dei figli, che
      fa?

      S'attacca agli schemini?
      Fa quello che hai fatto tu. Se le cose non gli stanno bene, si mette in proprio. Il posto fisso non è un diritto, e i salari dipendono unicamente dal mercato, non da quello che vorrebbero i sindacati. :-o
      • Uby scrive:
        Re: Cubasia ti farò un fischio
        - Scritto da: The Real Gordon
        Fa quello che hai fatto tu. Se le cose non gli
        stanno bene, si mette in proprio.Questa è solo una delle alternative (molto valida, aggiungo).Un'altra è quella di tentare di far cambiare le cose, visto che così fanno un tantino ribrezzo :)
        Il posto fisso non è un diritto,Ah beh... se lo dici tu :P
        e i salari dipendono unicamente
        dal mercato, non da quello che vorrebbero i
        sindacati. Unicamente dal mercato? Bella favoletta... :-O
        • The Real Gordon scrive:
          Re: Cubasia ti farò un fischio
          - Scritto da: Uby
          Unicamente dal mercato? Bella favoletta...
          :-Oqualcuno per caso ti ha mai obbligato ad accettare un certo salario?E non mi dire "nessuno mi offre di più", quello E' il mercato.
          • Uby scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: The Real Gordon
            - Scritto da: Uby


            Unicamente dal mercato? Bella
            favoletta...

            :-O

            qualcuno per caso ti ha mai obbligato ad
            accettare un certo
            salario?
            E non mi dire "nessuno mi offre di più", quello
            E' il
            mercato.Il mercato è dopato dalle società che fanno "consulenza". E questa porcheria delle consulenze non è stato il mercato a renderla possibile...Il risultato sono prodotti mediocri (o anche meno) pagati uno sproposito. Ovviamente il tutto a favore di queste società "consulenti".Tutto questo in Italia, il paese dei furbi. :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 dicembre 2008 13.33-----------------------------------------------------------
      • shevathas scrive:
        Re: Cubasia ti farò un fischio

        Fa quello che hai fatto tu. Se le cose non gli
        stanno bene, si mette in proprio. Il posto fisso
        non è un diritto, e i salari dipendono unicamente
        dal mercato, non da quello che vorrebbero i
        sindacati.
        :-oquoto. L'utopia dei sindacati è che vorrebbero vincere la lotteria senza voler comprare i biglietti.
        • nodata scrive:
          Re: Cubasia ti farò un fischio
          - Scritto da: shevathas

          Fa quello che hai fatto tu. Se le cose non gli

          stanno bene, si mette in proprio. Il posto fisso

          non è un diritto, e i salari dipendono
          unicamente

          dal mercato, non da quello che vorrebbero i

          sindacati.

          :-o

          quoto. L'utopia dei sindacati è che vorrebbero
          vincere la lotteria senza voler comprare i
          biglietti. Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro .Se non hai un lavoro serio, onesto e basato sulle tue capcità ed esperienza vuol dire che questo paese tradisce il primo articolo della sua costituzione con tutto quello che ciò comporta. Poi sui sindacati ci si può ragionare e meno male che ci sono altrimenti lavoreresti anche la domeni mattina come facevano molti nell'immediato dopo-guerra.
          • The Real Gordon scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: nodata
            Se non hai un lavoro serio, onesto e basato sulle
            tue capcità ed esperienza vuol dire che......vuol il tizio in questa condizioneè un incapace. E basta.Ognuno ha la condizione economica e sociale che si merita.Se uno si laurea in ingegneria (ad esempio) e a 40 anni prende 1500 euro al mese, è semplicemente un fallito, non una vittima delle fantomatiche "ingiustizie". :-oNegli anni '80 la terminologia usata era molto più cruda, il concetto di "vincente" e "perdente" era socialmente accettato, ma oggi no, bisogna essere politically correct, e bisogna usare termini tipo "privilegiato" in un caso e "vittima di ingiustizie" dall'altro. :-oSu questo forum gli sfigati vanno parecchio di moda, ho persino letto di gente invidiosa degli stipendi degli insegnanti,ormai internet è una sorta di gigantesca valvola di sfogo. (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • The Real Gordon scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: The Real Gordon
            ...vuol il tizio in questa condizioneè un
            incapace. sorry, mispelling.La frase giusta era : "...vuol dire che il tizio in questa condizione è un incapace"
          • r00t1na scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            Però magari se evitasse di perdere una settimana a fare 7 colloqui con 7 body rental per UN UNICO POSTO presso la società Pippo...Se le leggi in qualche modo evitassero le catene di subappalti, in modo che il lavoro di un unico programmatore/sistemista potesse creare profitto per il lavoratore e l'intermediario, e non per 5 intermediari più un manager della ditta che cerca risorse....
          • Uby scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: The Real Gordon
            ...vuol il tizio in questa condizioneè un
            incapace.No, vuol dire che il tizio non fa il furbo. E si sa che qui in ItaGLIa quelli che stanno in alto sono quelli furbi, non quelli capaci.Ma magari tu sei il classico figlio di papà che di questi problemi non ne ha.Vabbè, il mondo è fatto anche di questo, che ci vogliamo fare. :-o
          • Rover scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            E tu ti sfoghi parecchio.E smettila con la favoletta del mercato. Quello che si è visto negli ultimi anni non è mercato, ma banditismo allo stato puro.Oppure sei ancora convinto che i casi Enron, Parmalat, mutui subprime sia mercato e non banditismo finanziario creato perchè pochi vivessero sopra le loro reali possibilità a scapito della maggior parte delle persone?
          • shevathas scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: nodata
            - Scritto da: shevathas


            Fa quello che hai fatto tu. Se le cose non gli


            stanno bene, si mette in proprio. Il posto
            fisso


            non è un diritto, e i salari dipendono

            unicamente


            dal mercato, non da quello che vorrebbero i


            sindacati.


            :-o



            quoto. L'utopia dei sindacati è che vorrebbero

            vincere la lotteria senza voler comprare i

            biglietti.

            Art. 1.
            L'Italia è una Repubblica democratica, fondata
            sul
            lavoro .

            Se non hai un lavoro serio, onesto e basato sulle
            tue capcità ed esperienza vuol dire che questo
            paese tradisce il primo articolo della sua
            costituzione con tutto quello che ciò comporta.
            Poi sui sindacati ci si può ragionare e meno male
            che ci sono altrimenti lavoreresti anche la
            domeni mattina come facevano molti nell'immediato
            dopo-guerra.ti invito a considerare le parole evidenziate e a riflettere che il lavoro non deve essere per forza un lavoro dipendente.Riguardo ai sindacati italiani nel primo dopoguerra funzionavano ma oggi sono solamente partiti politici che non si presentano alle elezioni.
          • ttt ttt scrive:
            Re: Cubasia ti farò un fischio
            - Scritto da: nodata

            Art. 1.
            L'Italia è una Repubblica democratica, fondata
            sul
            lavoro .
            [...]io sapevo diversamente... Art. 1. l'itagli e' una repubblica delle banane fondata sul tradimento .
      • io me scrive:
        Re: Cubasia ti farò un fischio
        Art. 4 della Costituzione ItalianaLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
      • cip e ciop scrive:
        Re: Cubasia ti farò un fischio

        Il posto fisso
        non è un diritto, e i salari dipendono unicamente
        dal mercato, non da quello che vorrebbero i
        sindacati.
        :-oUAU!!!commenti intelligenti su PI!!!!! (non è sarcastico)
    • El Cabron scrive:
      Re: Cubasia ti farò un fischio
      - Scritto da: Zumpappone
      Non sono un rosicone. Anzi io sto benone. Lavoro
      in proprio da casa. Ho appena messo a letto il
      mio bimbo a fare il riposino della mezza mattina
      e questa casa è di mia proprietà pagata cash. E
      ho meno di 35 anni. Ad inizio 2009 concepiremo il
      secondo
      bimbo.E anche io ti faccio gli auguri più sinceri ^_^Mentre rilevo che io, a 36 anni, ancora non possiedo una casa mia e non posso avere quel figlio che tanto invidio ad altri. Tutto ciò grazie alle idee dei manager per aumentare la P, che stà per "Profitto". Perchè secondo me, che certo non ho un master in nessuna materia economica, oggigiorno non importa più produrre. I profitti oggi si scavano con le formule matematiche, rigirando le cifre tante di quelle volte che nemmeno gli operai della Colgate sanno capire quanti soldi mancano realmente dalla loro busta paga, ogni mese. (e quanti, ogni anno, grazie al buco allargato del dentifricio xD)Io, grazie alle manovre degli anni '90 per aumentare i P(rofitti), faccio lo spazzino per una cooperativa che lavora per una società per azioni che a sua volta lavora per i comuni e i municipi, ai quali vende servizi di pulizia urbana. Comuni che potrebbero assumermi direttamente per pulire il loro sporco, no?Eccole qui le trovate geniali, l'abbassamento degli standard qualitativi, la decentralizzazione delle responsabilità, l'annullamento dei contatti diretti tramite stratificazioni di call-center, società esterne, lavoratori a progetto, o di cooperativa.Senza contare le migliaia di extracomunitari più o meno irregolari tenuti comodamente a lavorare in nero per farci comprare cose ALLO STESSO PREZZO, ma prodotte ad un quinto dei costi. Qualche settimana fa un tizio della confindustria si lamentava riguardo a prospettive di chiudere l'immigrazione per scarsità di posti di lavoro. Il cravattato, tutto agitato, sosteneva che nell'industria ci sono ancora tanti posti di lavoro "per immigrati". Che vuol dire "posti di lavoro per immigrati"? Vuol dire contratti a nero, cioè costi di produzione in caduta e profitti facili. Altro che tabelle.Lo so, PI non è e non vuol essere (per fortuna) il "Manifesto", ma la crisi è forte (da anni, e non dal crollo delle banche americane!) e certi contenuti sono soggetti a interrogativi di coerenza.Almeno finchè non è l'ora di tornare ai nostri posti, a "produrre" :P
    • io me scrive:
      Re: Cubasia ti farò un fischio
      - Scritto da: Zumpappone
      P.S.
      Non sono un rosicone. Anzi io sto benone. Lavoro
      in proprio da casa. Ho appena messo a letto il
      mio bimbo a fare il riposino della mezza mattina
      e questa casa è di mia proprietà pagata cash. E
      ho meno di 35 anni. Ad inizio 2009 concepiremo il
      secondo
      bimbo.

      Ma ho fatto anch'io la gavetta, so che il mondo
      del lavoro informatico fa schifo (infatti me ne
      sono andato), ma parlare di massimi sistemi e
      possibili scelte che sono in mano solo all'elite
      produttiva non mi pare aiuti i lettori di
      PI.E che fai adesso?Magari ci provo anch'io, visto che è qualche tempo che sto pensando di andare a fare il giardiniere o il carrozziere o cose del genere.Il lavoro di programmatore è veramente insostenibile, siamo sempre sotto stress, oberati di problemi da risolvere, le tecnologie cambiano ogni due anni e gli annunci cercano gente già con esperienza nella tecnologia appena nata, come se programmare a oggetti in java fosse diverso che in javascript o actionscript o php o .NETE' sempre la stessa cosa cambia la sintassi e gli strumenti a disposizione (più o meno evoluti).Ora come ora anch'io sto bene economicamente, ma non vedo un gran futuro, sono certo che le scelte della mia azienda sono follia pura e che quindi andrà tutto a rotoli, ma nessuno mi caga. Quindi devo programmare da culo quando sarei in grado di farlo bene con maggiori risultati per l'azienda.
  • Zumpappone scrive:
    P sta per Patata!
    Ecco il vero fattore fondamentale per raggiungere il successo!Averla e saperla gestire, oppure non averla ma saper gestire quella delle altre.Quanto potere e quanto denaro è stato ottenuto in questo modo?Bene, adesso vado a leggere l'articolo che come ho già avuto modo di dire ha il ruolo fondamentale di ricordarmi che oggi è venerdì (lavorando a casa tutti i giorni non tengo il conto dei giorni della settimana).
  • EHEHEH scrive:
    Facendo un piccolo esempio
    "Un giorno di tanti anni fa, l'AD di una piccola impresa, la Colgate, decide di scendere in fabbrica per riflettere su un problema di fatturato. Rivolgendosi agli operai ottiene una risposta semplice: allarghiamo il buco del dentifricio. La proposta è accettata. Il risultato: aumento dei consumi di dentifricio (effetto dello spruzzo), aumento delle vendite, aumento della people satisfaction per il diretto coinvolgimento del personale nelle decisioni e nei processi di innovazione e marketing".bell'esempio fregare i clienti facendoli sprecare dentifricio
    • Ricky scrive:
      Re: Facendo un piccolo esempio
      Le aziende hanno in testa solo il fatturato, oramai.Hanno i bilanci, hanno i dividendi, hanno gli azionisti...e il resto e' solo fuffa.Quindi il BOSS va' giu' dai lavoratori,gli dice "abbimo un problema di COSTI...che faccio? (vi licenzio o cosa?)" e loro, prontamente: "freghi i clienti, non noi! Faccia cosi', allunghi il tubo...".Bell'esempio...alla faccia dell'INTEGRITA' MORALE.Certo che se e' questo il modo di operare e di pensare al futuro, siamo emssi maluccio.Daltronde la spinta, la COSTRIZIONE viene proprio da li,la metnalita' che muove il tutto.Sempre piu' gente deve CONSUMARE,anche se disoldi e di lavoro non ce ne sono.Dove si puo' si sfruttano persone e risorse oltre alle materie prime.E via cosi'...e poi QUALCUNO si domenda cosa non va' nella nostra economia...
    • A.K. scrive:
      Re: Facendo un piccolo esempio
      si si anche a noi caro Cubasia ci allargano il "buco" per maggiore produttività...
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Facendo un piccolo esempio
      A me i miei lo dicevano sempre quando ero bambino, di dentifricio ne basta un puntino, non prendere esempio dalla pubblicità, dove ne tirano fuori una striscia di quattro centimetri !
    • ruppolo scrive:
      Re: Facendo un piccolo esempio
      - Scritto da: EHEHEH
      bell'esempio fregare i clienti facendoli sprecare
      dentifricioE noi difendiamoci, informando la gente che il dentifricio non ha alcuna utilità nella pulizia dei denti, l'importante è spazzolare per togliere i residui di cibo. Quindi, se proprio vogliamo sentire il senso di freschezza o togliere l'alito cattivo, ne mettiamo un decimo di quello che si vede mettere nelle pubblicità.Ciao, Colgate.
  • Den Lord Troll scrive:
    Pirla, Patacca, Pecoroni e così via....
    per andare sul sicuro devo recuperare circa 60 mln di vocaboli del genere in modo che possa fare un equo riparto. L'importante è che inizino per P :D [in greco e in cirillico ci sono le corrispondenti, quindi valgono anche le lingue straniere]
  • flamer scrive:
    Forbice
    Un problema italiano, paese di santi, navigatori e disuguaglianze, e' la forbice che si e' creata tra i due estremi:1)Culo di piombo a tempo indeterminato del tipo "ho sistemato mio figlio alla Regione" con avanzamenti di carriera automatica;2)precari estremi del tipo 8 contratti a progetto consecutivi e partite IVA imposte a mono-mandatari.E' cosi' che monta la tensione sociale.PS per i moderatori: vediamo se mi mettete il lucchetto anche su questo post, solo per il mio nick...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 dicembre 2008 00.22-----------------------------------------------------------
    • z f k scrive:
      Re: Forbice
      - Scritto da: flamer
      PS per i moderatori: vediamo se mi mettete il
      lucchetto anche su questo post, solo per il mio
      nick...Beh, a te ti lucchettano, a me tempo fa hanno annichilito il thread, per (presumo: non voglio neanche pensare che sia stato per i contenuti scomodi o_0; ) un "mavaffanculo" (ricordo qui che NON e' reato) :DPI si stara' mica americpuritanesizzandosi? :DCYA
    • Zumpappone scrive:
      Re: Forbice

      PS per i moderatori: vediamo se mi mettete il
      lucchetto anche su questo post, solo per il mio
      nick...Fatti furbo, nella comunicazione l'immagine se non è tutto, è quasi tutto.Scegli come nick, che so, Mordente, Realista, Alberto Sarzana (inventato). Aggettivi positivi rigorosamente maiuscoli ti fanno percepire come positivo e affidabile da chi ti legge (moderatori compresi). Così come presentarsi con nome e cognome maiuscoli ti fanno percepire come affidabile e determinato. Nome e cognome naturalmente inventati di sana pianta, ma chi ti legge non lo sa.
    • io io scrive:
      Re: Forbice
      Avere 1 posto fisso DEVE essere diritto di tutti.Tutti hanno diritto a lavorare, a formarsi una famiglia, a comprarsi una casa, seppur modesta.Facciamo piuttosto montare la tensione sociale contro coloro che sfruttano i lavoratori con gli "8 contratti a progetto consecutivi e partite IVA imposte a mono-mandatari"
      • The Real Gordon scrive:
        Re: Forbice
        - Scritto da: io io
        Avere 1 posto fisso DEVE essere diritto di tutti.
        Tutti hanno diritto a lavorare, a formarsi una
        famiglia, a comprarsi una casa, seppur
        modesta.

        Facciamo piuttosto montare la tensione sociale
        contro coloro che sfruttano i lavoratori con gli
        "8 contratti a progetto consecutivi e partite IVA
        imposte a
        mono-mandatari"Che altro ti hanno detto al centro sociale? :-oLa casa èun "diritto"?! Il posto fissoun "diritto"?! Te l'hanno detto che l'unione sovietica ha miseramente perso la guerra fredda? (rotfl)(rotfl)(rotfl)
        • MeX scrive:
          Re: Forbice
          e come mai ora il governo berlusconi da la tessera per il pane come in russia?
          • William scrive:
            Re: Forbice
            - Scritto da: MeX
            e come mai ora il governo berlusconi da la
            tessera per il pane come in
            russia?Grande: l'ironia è una grande arma.
          • The Real Gordon scrive:
            Re: Forbice
            - Scritto da: MeX
            e come mai ora il governo berlusconi da la
            tessera per il pane come in
            russia?Allora però mettetevi d'accordo.A leggere i forum di PI l'italia sarebbe un'accozzaglia di sfigati che quando va proprio bene prendono 1500 euro al mese.Se è così, i 40 euro al mese della social card non dovrebbero farvi tanto schifo, sarebbero un 3% dello stipendio.Siccome NON E' così, e lo si vede dal parco auto per le strade e dalle prenotazioni a Cortina per il ponte dell'Immacolata (ovviamente tutto esaurito anche quest'anno), allora vi invito a riflettere seriamente: chi ha problemi, l'italia o chi prende nanostipendi e pretende di dare la colpa al "sistema"?Poi l'italia non è un paradiso eh, intendiamoci, ma ci vuole un po' di equilibrio.Buon ponte.
          • MeX scrive:
            Re: Forbice
            Caro Gordon, Cortina a 30 milioni di posti letto?Io non ho mai detto che in Italia ci sono solo poveri, sto solo dicendo che sono la maggioranza :)
          • Joe Tornado scrive:
            Re: Forbice
            Lascia perdere il parco auto, ormai lo sappiamo tutti che è pieno di gente che leva il pane di bocca ai figli per andare in giro con il Merdeces Emmelle !
        • GGLaTr8la scrive:
          Re: Forbice

          Che altro ti hanno detto al centro sociale? :-o
          La casa èun "diritto"?! Il posto fissoun
          "diritto"?!io ho l'impressione che molti che flammano qui non sappiano di cosa si stia parlando: in un centro sociale si chiede l' "assegno sociale". Un assegno che, secondo loro, andrebbe dato ai cittadini per il solo fatto di esistere. Non per il fatto che lavorino.Chi dice che casa e lavoro sono diritti, è qualcun altro: si chiama Costituzione Della Repubblica Italiana. Ed è anche contestata un bel po' dai centri sociali, se è per questo.ma ai troll queste cose non interessano.eppure è autoevidente che senza garanzie di sicurezza economiche il sistema si sfalda, visto che i consumatori sono costretti a risparmiare al massimo e bloccare il più possibile i consumi...
      • nome e cognome scrive:
        Re: Forbice
        - Scritto da: io io
        Avere 1 posto fisso DEVE essere diritto di tutti.
        Tutti hanno diritto a lavorare, a formarsi una
        famiglia, a comprarsi una casa, seppur
        modesta.Idiozia. Lavorare deve essere un diritto di tutti, il posto fisso è un privilegio che, è ormai assodato, premia i fannulloni.
        Facciamo piuttosto montare la tensione sociale
        contro coloro che sfruttano i lavoratori con gli
        "8 contratti a progetto consecutivi e partite IVA
        imposte a
        mono-mandatari"Possono, e devono farlo, perchè hanno 10 posti fissi occupati da gente che legge la gazzetta dalla mattina alla sera. Hai mai fatto un giro, da consulente, nelle seguenti aziende (finto-private)?- telecom italia- poste italiane- enigiusto per fare 3 esempi (evito di menzionare Alitalia)?Sono stracolme di precari, perchè?
        • William scrive:
          Re: Forbice

          Possono, e devono farlo, perchè hanno 10 posti
          fissi occupati da gente che legge la gazzetta
          dalla mattina alla sera.Permettimi di disentire con questa tua affermazione: probabilmente di quei 10, 5 lavoravano il doppio. Altrimenti ci sarebbe stato il collasso della PA già molti anni fa. Ed hanno iniziato a caricare ancora di più questi asini che avevano la schiena robusta. Poi qualcuno dei 5 "buoni" si è ammalato gravemente, qualcuno si è impiccato, qualcuno si è inevitabilmete rotto i coglioni: ecco perché solo ora stiamo andando al collasso!
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