Cellulare Nokia a rischio DoS

I bachi di sicurezza cominciano ad infestare anche i telefonini. In un modello di Nokia ne è stato scoperto uno che può causare il crash dell'apparecchio. Per sfruttarlo basta un SMS


Roma – Per mandare in crash uno dei telefoni cellulari GSM di Nokia, il 6210, è sufficiente un SMS. La scoperta va attribuita alla società di sicurezza @stake che, in un proprio advisory , spiega come sia possibile bloccare il Nokia 6210 attraverso l’invio di un SMS contenente un allegato vCard creato in un certo modo.

Il formato vCard è un diffuso standard – supportato fra gli altri da Microsoft, Netscape e IBM Lotus – per lo scambio di contatti e altre informazioni relative alla rubrica.

Nokia ha confermato l’esistenza della vulnerabilità e ha spiegato che questa può essere sfruttata inviando ad un Nokia 6210 un biglietto da visita elettronico non standard: questo può causare il crash dell’apparecchio, la corruzione dello schermo o il rifiuto di tutti i successivi biglietti da visita, anche quelli “buoni”.

Secondo @stake, un file vCard malevolo può causare tre differenti tipi di crash del cellulare: il blocco totale, che necessita la sconnessione della batteria; il blocco parziale, che richiede un semplice spegnimento; o il riavvio automatico.

“Questo è un ottimo esempio del motivo per cui tutte le nuove funzionalità di un prodotto dovrebbero essere attentamente esaminate per garantire che non venga introdotta nessuna nuova vulnerabilità di sicurezza”, si legge nell’advisory di @stake. “Una rapida verifica del codice sorgente avrebbe fatto emergere tutti gli errori di questo tipo”.

Sebbene la falla non sia considerata particolarmente seria, gli esperti di sicurezza sembrano concordi nell’affermare che questo tipo di vulnerabilità, simile a quelle scoperte di recente in altri terminali mobili, sia un segno dei tempi.

“Con l’aumentare della complessità dei telefoni cellulari, e con il crescere delle loro funzionalità, è inevitabile – ha affermato un esperto – che questi dispositivi porgano sempre di più il fianco a bug e falle di sicurezza”. Uomo avvisato…

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  • Anonimo scrive:
    Software libero ma con business
    Il software è frutto di un lavoro intellettuale. Il che vuol dire che è assogettabile alla legge sul diritto d'autore. In base a questa legge, ogni autore ha il diritto sacrosanto di decidere in tutta autonomia cosa fare e cosa non fare delle proprie creazioni, sia che le voglia regalare o che le voglia vendere a caro prezzo. Sono affari suoi, e nessuno puo' andare a dirgli quello che deve o non deve fare.Il segreto per avere software libero è uno e uno solo: libera concorrenza sul mercato. Internet e' il luogo per antonomasia dove poter saggiare la potenza di questa concorrenza di mercato. Cercare di dare al software una patacca forzata di "prodotto libero" non e' secondo me molto diverso dal dire: "Quel che è tuo è mio, quel che è mio è mio".Programmatori, vigilate sulla vostre mente: un giorno qualcuno potrebbe venire a casa vostra a dirvi che i vostri pensieri non sono piu' vostri, ma del sistema.-------------------------------------------------------------------"I deboli vogliono essere dipendenti per esser protetti: coloro che temono gli uomini amano le leggi."(Luc de Clapiers de Vauvenargues)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il software libero e il suo valore
      - Scritto da: Anonimo
      Cercare di dare al
      software una patacca forzata di "prodotto
      libero" non e' secondo me molto diverso dal
      dire: "Quel che è tuo è mio, quel che è mio
      è mio".non sei stato affatto chiaro.per quel che ne so io, nessuno ti forza a rilasciare sotto licenza libera il frutto del tuo lavoro intellettuale.ma riconoscere un "plus" a chi lo fa non è affatto sbagliato, perchè il suo lavoro rimane alla comunita TUTTA, senza distinzioni (altro che "quel che è tuo è mio") e senza barriere.
      Programmatori, vigilate sulla vostre mente:
      un giorno qualcuno potrebbe venire a casa
      vostra a dirvi che i vostri pensieri non
      sono piu' vostri, ma del sistema.avresti dovuto essere più chiaro (anche qui), dicendo qualcosa come "programmatori, fate attenzione quando scegliete la licenza per il vostro software"
      "I deboli vogliono essere dipendenti per
      esser protetti: coloro che temono gli uomini
      amano le leggi."

      (Luc de Clapiers de Vauvenargues)alla tua rispondo con le parole di Giorgio Gaber"Libertà non è star sopra un albero,non è nemmeno il volo di un gabbianolibertà è PARTECIPAZIONE"Adesso l'ho citato, ma nessuno può dire se G.Gaber la pensasse come me riguardo l'open Source e il suo valore.E tu, sei sicuro di avere Luc de Clapiers dalla tua parte solo perché ne sai riprodurre qualche frase ?(zap)
      • Anonimo scrive:
        Re: Il software libero e il suo valore
        uuuuu dai mettimelo in bocca... l'openSORCA può aspettare..... ahhhh siiii nooooo il c.u.l.0. noooooooooorm -rf *
      • Anonimo scrive:
        Re: Il software libero e il suo valore

        per quel che ne so io, nessuno ti forza a
        rilasciare sotto licenza libera il frutto
        del tuo lavoro intellettuale.

        ma riconoscere un "plus" a chi lo fa non è
        affatto sbagliato, perchè il suo lavoro
        rimane alla comunita TUTTA, senza
        distinzioni (altro che "quel che è tuo è
        mio") e senza barriere.
        il che non nvuol dire che io voglia che quando rilascio software con licenza open questo diventi patrimonio dell'umanita
  • Anonimo scrive:
    Se vi interessa saperne di piu'
    http://www.unesco.org/general/eng/about/what.shtmlhttp://www.unesco.org/webworld/portal_freesoft/index.shtm
  • FDG scrive:
    Un suggerimento
    Non avete capito granché della questione. Vi suggerisco di premere il tasto "rewind". Quindi di ripetere la riflessione (ammesso che l'abbiate fatta).Continuate ad avere qualche perplessità? Bene, qualche riga di codice vale più di mille parole:int[] counter = new int[ 1 ];counter[ 0 ] = 0;map.put( COUNTER_ATTR, counter );...( ( int[] )map.get( COUNTER_ATTR ).getValue() )++;Avete capito? Forse state pensando: "ah, ma allora vuoi dire che il codice è come un libro?". No, semmai è un libro che è anche codice. E' il motore di un'automobile che è anche codice. Pretendete che un meccanico impari a montare e smontare i motori solo sui libri?
  • Anonimo scrive:
    Ma che vuol dire?
    Se uno vuole sottomette il suo software alle licenzedi Open Source / Libere ed il software diventa patrimoniodella comunità. Quindi la cosa è già cosi.O forse questi vogliono che tutto il software originariamenteclosed source diventi free software?
    • godzilla scrive:
      Re: Ma che vuol dire?
      - Scritto da: Anonimo
      Se uno vuole sottomette il suo software alle
      licenze
      di Open Source / Libere ed il software
      diventa patrimonio
      della comunità. Quindi la cosa è già cosi.lo è di fatto, non lo è "ufficialmente" ^_^questi signori vogliono arrivare proprio a questo.
      O forse questi vogliono che tutto il
      software originariamente
      closed source diventi free software?no.
    • FDG scrive:
      Re: Ma che vuol dire?
      - Scritto da: Anonimo
      Se uno vuole sottomette il suo software alle
      licenze
      di Open Source / Libere ed il software
      diventa patrimonio
      della comunità. Quindi la cosa è già cosi.No, è che un oggetto definito "patrimonio dell'umanità" è sottoposto a specifiche tutele.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che vuol dire?
        - Scritto da: FDG
        No, è che un oggetto definito "patrimonio
        dell'umanità" è sottoposto a specifiche
        tutele.Dove sta la fregatura?
  • Anonimo scrive:
    Free Sofware
    Io credo che realmente il software libero sia un patrimoni dell'umanita, e certo non si può dire lo stesso di windows o office. E' importante osservare come la stessa logica dei brevetti sul software ( e non solo), che dovrebbe essere uno strumento per incentivare la ricerca, spesso invece la rallenta la struttura impermeabile, dei singoli "laboratori" di ricerca in competizione per il "raggiungimento del brevetto". Spesso facendo un doppio lavoro per raggiungere lo stesso obbiettivo, o arenandosi su problemi già risolto da un'altro laboratorio..... forse il senso dei brevetti dovrebbe essere modificato ........
    • laforge scrive:
      Re: Free Sofware
      - Scritto da: sgabe
      E' importante osservare come la stessa
      logica dei brevetti sul software ( e non
      solo), che dovrebbe essere uno strumento
      per incentivare la ricerca, spesso invece la
      rallenta la struttura impermeabile, dei
      singoli "laboratori" di ricerca in
      competizione per il "raggiungimento del
      brevetto". Spesso facendo un doppio lavoro
      per raggiungere lo stesso obbiettivo, o
      arenandosi su problemi già risolto da
      un'altro laboratorio..... forse il senso dei
      brevetti dovrebbe essere modificato ........Un ottimo esempio mi viene in mente ripensando al caso dell'AIDS...quando sia un laboratorio francese che uno americano si facevano lo sgambetto per "definire" il virus in questione...solo per "Essere il primo" e non per salvare i malati ... ma ormai gli interessi economici calpestano anche le logiche di buon senso ...
  • Anonimo scrive:
    ci pensate?
    evviva microsoft libero senza lecenze! in vendita ovunque, anche in edicola.windows libero. office libero. tutti i prodotti .net liberi senza licenze!
    • Anonimo scrive:
      Re: ci pensate?
      Non hai capito niente. E se stai pensando che così risparmi soldi, hai capito ancora meno perché qua il sudicio denaro non c'entra.
    • KerNivore scrive:
      Re: ci pensate?
      - Scritto da: Anonimo
      evviva microsoft libero senza lecenze! in
      vendita ovunque, anche in edicola.

      windows libero. office libero. tutti i
      prodotti .net liberi senza licenze!Qualunque software e' rilasciato con una licenza.Anche il software libero.Quando il tuo cervello sara' abbastanza grosso per imparare a leggere forse lo scoprirai anche te.(E forse imparerai anche a leggere/capire gli articoli e a postare commenti pertinenti)
      • Anonimo scrive:
        Re: ci pensate?

        Quando il tuo cervello sara' abbastanza
        grosso per imparare a leggere forse lo
        scoprirai anche te.

        (E forse imparerai anche a leggere/capire
        gli articoli e a postare commenti
        pertinenti)a me sembrava che il tizio fosse ironico, comunque
        • Anonimo scrive:
          Re: ci pensate?
          - Scritto da: Anonimo


          Quando il tuo cervello sara' abbastanza

          grosso per imparare a leggere forse lo

          scoprirai anche te.



          (E forse imparerai anche a leggere/capire

          gli articoli e a postare commenti

          pertinenti)

          a me sembrava che il tizio fosse ironico,
          comunqueGià, e comunque esiste software senza licenza né copyright, è quello di pubblico dominio.
  • Anonimo scrive:
    Campionato di faziosità
    "Perché il software possa servire l'umanità deve essere libero, perché il software appartiene alla conoscenza umana. Il software proprietario non appartiene alla conoscenza umana".Eh, infatti: DEC, QNX, Sun, Borland, IBM, Mentor Graphics, Wind River [aggiungete qui il vostro produttore di SW preferito]... sono popolati da personaggi inumani, con ogni evidenza. Mentre invece quei geni che hanno tirato fuori cinque dicasi cinque diversi programmi per il calcolo FEM, di cui solo uno forse funziona appena decentemente, sono dei benefattori dell'umanità.Ma a parte le facili battute (quando uno se le va proprio a cercare...), onestamente mi chiedo in quale lingua bisognerà ripetere a questi signori che LA CONOSCENZA E' RAPPRESENTATA DAGLI ALGORITMI, non dalle implementazioni. I quali algoritmi nascono al 90% nelle Università e centri di ricerca, e solitamente sono già patrimonio dell'umanità, o meglio di quella parte di umanità che si prende la briga di leggerli e studiarli, invece di giocherellare col cut&paste.Poi ben vengano ANCHE i sorgenti: d'altronde il freeware c'è sempre stato. Fin dagli albori ci si scambiavano liberamente routine tra programmatori: su tape e dischi, poi sui repository tipo Los Alamos o Simtel, gli archivi della Sissa, le BBS... niente di nuovo sotto il sole.Se vi mettessero in mano un foglio con disegnati 5 triangoli rettangoli e sotto la "dimostrazione" di Pitagora fatta in maniera empirica misurando i singoli cateti e confrontando i valori numerici, vi mettereste semplicemente a ridere, se avete un IQ superiore a 35. Lo stesso vale per il software: l'implementazione è un'applicazione specifica, è l'algoritmo la vera idea, luogo della dimostrazione di correttezza e della prima, più efficace ottimizzazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      Concordo in pieno.Bravo.
    • FDG scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      - Scritto da: Anonimo
      Ma a parte le facili battute (quando uno se
      le va proprio a cercare...), onestamente mi
      chiedo in quale lingua bisognerà ripetere a
      questi signori che LA CONOSCENZA E'
      RAPPRESENTATA DAGLI ALGORITMI, non dalle
      implementazioni.Senza considerare che c'è chi brevetta gli algoritmi, anche il codice rappresenta conoscenza sulle specifice soluzioni adottate per risolvere questo o quel problema, come anche uno strumento per trasmettere conoscenza su architetture, soluzioni e modalità operative. Nel codice sono presenti l'esperienza e la cultura dei programmatori che l'hanno scritto; vengono indicate possibili soluzioni o possibili modi di applicare le soluzioni; il codice documenta il modo in cui certe cose vengono dette o scritte.Ad esempio, sul sito di jakarta trovi la JSP Standard Tag Library implementation.http://jakarta.apache.org/taglibs/doc/standard-doc/intro.htmlViene considerata la reference implementation delle JSTL. E' un documento, nel senso che descrive il modo in cul la Standard Template Library di JSP deve essere fatta, ma al contrario della mera documentazione testuale (o in qualsiasi altra forma statica) è uno strumento in tutto e per tutto funzionante e come tale può essere utilizzato per fare esperienza.L'esperienza è un elemento che non bisogna dimenticare in questo discorso. Qualcuno mi può benissimo spiegare in teoria come va fatto un web-server completo di tutte le funzioni che sono richieste normalmente, ma fino a quando non me ne verrà dato in mano uno, che potrò analizzare, osservare e studiare provando, modificando e riprovando, sarò come uno studente che legge un libro di matematica ma non fa esercizi a sufficienza. Insomma, l'hacking è questo: smontare, rimontare, provare e capire realmente come funzioni il software.
    • Anonimo scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      - Scritto da: Anonimo
      Ma a parte le facili battute (quando uno se
      le va proprio a cercare...), onestamente mi
      chiedo in quale lingua bisognerà ripetere a
      questi signori che LA CONOSCENZA E'
      RAPPRESENTATA DAGLI ALGORITMI, non dalle
      implementazioni. Potrei essere d'accordo, ma tu un programma che implementa efficacemente un algoritmo già noto come lo consideri?
      I quali algoritmi nascono al 90% nelle
      Università e centri di ricerca, e
      solitamente sono già patrimonio
      dell'umanità, o meglio di quella parte di
      umanità che si prende la briga di leggerli e
      studiarli, invece di giocherellare col
      cut&paste.
      Poi ben vengano ANCHE i sorgenti: d'altronde
      il freeware c'è sempre stato. Fin dagli
      albori ci si scambiavano liberamente routine
      tra programmatori: su tape e dischi, poi sui
      repository tipo Los Alamos o Simtel, gli
      archivi della Sissa, le BBS... niente di
      nuovo sotto il sole.Ah be' certo, ora e' chiaro. Sono felice che tu sia uscito dalla caverna, devo pero' informarti che ci sono stati dei cambiamenti dall'ultima volta che hai visto il mondo reale.In particolare, attualmente ci sono personaggi che _brevettano_ gli algoritmi e il libero scambio di sorgenti tra programmatori/ricercatori e', almeno in certi ambiti, piu' un ricordo che altro (bisogna tutelare i diritti intellettuali di proprieta' delle aziende).
    • Anonimo scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      Ma è più importante l'algoritmo che descrive una circonferenza, o una ruota (forma circolare) ?Gli algoritmi da soli non bastano se qualcuno poi non si prende la briga di trovarne l'applicazione pratica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      - Scritto da: Anonimo
      Eh, infatti: DEC, QNX, Sun, Borland, IBM,
      Mentor Graphics, Wind River [aggiungete qui
      il vostro produttore di SW preferito]...
      sono popolati da personaggi inumani,Un software della XYZ coperto da copyright è patrimonio della XYZ, non dell'umanità. E neppure tale conoscenza, perché i sorgenti non sono disponibili.
      Mentre invece quei geni che
      hanno tirato fuori cinque dicasi cinque
      diversi programmi per il calcolo FEM, di cui
      solo uno forse funziona appena decentemente,
      sono dei benefattori dell'umanità.A caval donato...
      onestamente mi
      chiedo in quale lingua bisognerà ripetere a
      questi signori che LA CONOSCENZA E'
      RAPPRESENTATA DAGLI ALGORITMI, non dalle
      implementazioni. I quali algoritmi nascono a
      90% nelle Università e centri di ricerca, e
      solitamente sono già patrimonio dell'umanità,Invece no perché esistono leggi che permettono di appropriarsi anche di quelli. Devo ricordarti i brevetti sulla ruota, sui link ipertestuali, sul download, sull'RSA, sull'LZW... cono centinaia di migliaia che coprono non solo algoritmi, ma anche semplici idee banali, scontate e generalissime, un vero campo minato per qualsiasi sviluppatore. Oggi la competizione delle aziende nel campo delle tecnologia si svolge in tribunale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Campionato di faziosità
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Eh, infatti: DEC, QNX, Sun, Borland, IBM,

        Mentor Graphics, Wind River [aggiungete
        qui

        il vostro produttore di SW preferito]...

        sono popolati da personaggi inumani,

        Un software della XYZ coperto da copyright è
        patrimonio della XYZ, non dell'umanità. E
        neppure tale conoscenza, perché i sorgenti
        non sono disponibili.


        Mentre invece quei geni che

        hanno tirato fuori cinque dicasi cinque

        diversi programmi per il calcolo FEM, di
        cui

        solo uno forse funziona appena
        decentemente,

        sono dei benefattori dell'umanità.

        A caval donato...Ah, geniale. Stai affermando che programmi incompleti, malfunzionanti e scritti con i piedi sono patrimonio dell'umanità, mentre un QNX in cui non esistono bug dal 1987 non lo è.Mi chiedo veramente che lavoro fai.Visto che il signor Stallman si riempie volentieri la bocca con paroloni retorici, non sarà male ricordare che il 99% dell'umanità non sa che farsene dei sorgenti, vuole semplicemente programmi funzionanti che risolvano dei problemi. E nel mondo reale c'è abbondanza di esempi "proprietari" che funzionano perfettamente e fanno il loro dovere, indipendentemente dal fatto che tu voglia e possa mettere il naso nei sorgenti.
        Devo ricordarti i brevetti sulla ruota, sui
        link ipertestuali, sul download, sull'RSA,
        sull'LZW... cono centinaia di migliaia che
        coprono non solo algoritmi, ma anche
        semplici idee banali, scontate e
        generalissime, un vero campo minato per
        qualsiasi sviluppatore. Oggi la competizione
        delle aziende nel campo delle tecnologia si
        svolge in tribunale.Brevetti sulla ruota ed eccessi vari sono curiosità da settimana enigmistica, non una regola di vita. Il 90% degli algoritmi viene ancora fuori da centri di ricerca e università, e rimane di pubblico dominio. O puoi dimostrare quantitativamente il contrario ?
        • KerNivore scrive:
          Re: Campionato di faziosità
          - Scritto da: Anonimo
          Ah, geniale. Stai affermando che programmi
          incompleti, malfunzionanti e scritti con i
          piedi sono patrimonio dell'umanità, mentre
          un QNX in cui non esistono bug dal 1987 non
          lo è.
          Mi chiedo veramente che lavoro fai.

          Visto che il signor Stallman si riempie
          volentieri la bocca con paroloni retorici,
          non sarà male ricordare che il 99%
          dell'umanità non sa che farsene dei
          sorgenti, vuole semplicemente programmi
          funzionanti che risolvano dei problemi. E
          nel mondo reale c'è abbondanza di esempi
          "proprietari" che funzionano perfettamente e
          fanno il loro dovere, indipendentemente dal
          fatto che tu voglia e possa mettere il naso
          nei sorgenti. Mi chiedo che lavoro faccia te, a questo punto.Forse non ti e' mai capitato di dover utilizzare dati prodotti con un certo prodotto per fare operazioni che il tal prodotto non ti consente di fare.Beh, se il prodotto e' proprietario e lo e' anche il formato dei dati, sei spacciato.E forse non ti e' nemmeno mai capitato di dover cacciare via anni di lavoro perche' un determinato software proprietario, ha perso la compatibilita' con il formato delle vecchie versioni, le quali girano su sistemi operativi vecchi, che girano solo su hardware vecchio che non esiste piu'.Tanto per citarti due esempi in cui la liberta' e' necessaria.
          • Anonimo scrive:
            Re: Campionato di faziosità

            Se usi roba del calibro di Oracle, per fare
            un esempio sciocco ma pregnante, sai sempre
            che ti pari il culetto, ci sono forse 200
            produttori di tools tra i più strambi. E hai
            la quasi certezza del contrario se usi il
            database SGNEPS della ditta "ciro
            o'mariuolo", anche se stranamente costa 80
            volte di meno.se installi roba del calibro di win me dopo un anno non hai piu' supprto
          • Anonimo scrive:
            Re: Campionato di faziosità
            - Scritto da: Anonimo

            se installi roba del calibro di win me dopo
            un anno non hai piu' supprtoMa che c@zzo c'entra ? Questi due hanno sparato una lista di roba al top e tu tiri fuori win me ? Ma chi l'ha cagato, conosci solo quello ?
    • kermit scrive:
      Re: Campionato di faziosità
      Sono d'accordo in linea generale! E sono anche d'accordo sul fatto che le varie associazioni a tutela del Free Software stanno un po' rompendo i cosiddetti con alcune iniziative di dubbia utilità (ma forse questa non lo è).Il discorso più interessante credo sia davvero quello che riguarda i brevetti sulle "idee". Se le industrie potessero brevettare solo un prodotto o un implementazione, senza per forza detenere diritti economici sull'idea che c'è alla base si assisterebbe a una concorrenza più vera e salutare!Certo, è ovvio che vista dal lato imprenditoriale, se io pago la mia ricerca e questa mi sforna un'idea paura poi chi la vuole dare libera e gratuita alla concorrenza?!Non so di preciso come si potrebbe regolare il mercato in quest'ottica ma credo che l'unica regola sia il _buon_senso_ che ormai si sta perdendo!Se si leggessero i brevetti prima di approvarli... boh!Saluti.oO Kermit Oo.che oggi si sente un pò triste per la storia della EUCD e perchè sono le 10.00 e ha già pensato alla SIAE!
      • Anonimo scrive:
        Re: Campionato di faziosità
        Secondo me il problema si potrebbe risolverecon facilità creando dei brevetti "a scadenza".Se una società inventa un nuovo modo per scaldarel'acqua gli si da la possibilità di sfruttarlo in maniera esclusiva per 1-2 anni, dandogli un vantaggiosulle altre società (per merito di aver condottola ricerca) e poi si apre alle concorrenti per tenereviva la competizione. Il male, secondo me, sonoi brevetti eterni, con essi si foraggia una gran quantitàdi gente mediocre. Non sono assolutamente contrarioalla brevettabilità, poiché a quel punto mancherebbedel tutto l'incentivo alla ricerca da parte di societàprivate. Ci potrebbero essere anche altri limiti.Ad esempio in america molte società mantengonodelle fondazioni di ricerca per vantaggi a livello fiscale, beh si potrebbe fare in modo che il prodotto cognitivo diqueste fondazioni non sia brevettabile ma divengapatrimonio dell'umanità, appunto.Infine bisognerebbe fare molta attenzione alle richiestedi brevetto che vengono presentate, dopo il brevettosulla ruota e sull'iperlink direi che qualcuno potrebbearrivare a brevettare l'essere unmano e farsi chiamareDio....ciaouzDario
        • Anonimo scrive:
          Re: Campionato di faziosità
          sono daccordo ma uno o due anni sono troppo pochi per ripagare le spese di una ricerca costata a volte decine di miliardi di lire (per capire meglio) oggi i brevetti durano 20 anni mentre invece i diritti come autore sulle opere di ingegno durano fino a 70 anni dalla morte dell'ideatore. Credo che i diritti sulla musica e sui film e sulle opere letterarie dovrebbero durare masismo 20 anni ma invece vengono di volta in volta allungati e il diritto all'esclusività del brevetto da 20 anni scendere a 10, ma se si fa meno, 1 o 2 anni, non c'è ritorno anche perchè brevattato un qualsiasi oggetto, prima di trovare un produttore, preparare le attrezzature e i macchinari avviare la produzione e la rete di vendita i 2 anni sono belli che andati, ci vuole invece un tempo minore ai 20 anni ma sufficiente a ripagare degli sforzi di studio e sviluppo dopo di che liberalizzazione!!!! in casi in cui fabbriche e attrezzature particolari e costose non sono necessarie si può scegliere di lasciare un tempo di 4 o 5 anni massimo ma 1 o 2 anni sono troppo pochi comunque
        • Anonimo scrive:
          Re: Campionato di faziosità
          - Scritto da: Anonimo
          Secondo me il problema si potrebbe risolvere
          con facilità creando dei brevetti "a
          scadenza".il problema ore è che viene fatto di tutto (e con successo) per allungare la durata temporale di brevetti e diritti d'autore. Non posso citare a memoria casi di allungamenti di durata di brevetti (ci sono stati recentemente ma non ricordo esattamente i termini). I diritti d'autore su opere letterarie sono stati allungati di recente da 50 a 70 anni [anno più anno meno !?!].Inoltre il problema con la brevettabilità del codice puo' essere che in alcuni casi le possibili vie per realizzare un algoritmo non siano poi così tante [credo che si debba trattare di vie SOSTANZIALMENTE diverse!]
        • Ekleptical scrive:
          Re: Campionato di faziosità

          Secondo me il problema si potrebbe risolvere
          con facilità creando dei brevetti "a
          scadenza".Forse ti sfugge che i brevetti SONO a scadenza!!Non esistono brevetti eterni!!!Non sai bene di cosa parli!
      • Anonimo scrive:
        Re: Campionato di faziosità

        "idee". Se le industrie potessero brevettare
        solo un prodotto o un implementazione, senza
        per forza detenere diritti economici
        sull'idea che c'è alla base si assisterebbe
        a una concorrenza più vera e salutare!In Europa funziona esattamente cosi: non e' possibile brevettare software, porzioni di softwareo algoritmi senza che questi siano associati aduna particolare funzione di controllo hardware (adesempio un particolare algoritmo associato al controllo della rubrica telefonica di un telefoninoINSIEME al telefonino e' brevettabile). I brevettiamericani sul software non hanno validita'.Ovviamente cio' non annulla il fatto che queisoftware sono proprieta' intelletuali e quindiprotetti da Copyright anche in Europa.Ciao.
      • FDG scrive:
        Re: Campionato di faziosità
        - Scritto da: kermit
        Sono d'accordo in linea generale! E sono
        anche d'accordo sul fatto che le varie
        associazioni a tutela del Free Software
        stanno un po' rompendo i cosiddetti con
        alcune iniziative di dubbia utilità (ma
        forse questa non lo è).Scusate, ma credo che non abbiate compreso il vero valore del codice in se. Per quanto possa studiare la teoria, fino a quando non la metterò in pratica non potrò dire di conoscerla. Il codice è esperienza degli altri programmatori trasmessa a chi lo studia. Faccio un esempio pratico. Posso studiare la teoria dei DB, il come si realizzano. Capisco meglio questa teoria se provo a scriverne uno, ma ancora di più se ne prendo uno, come ad esempio il postgresql o mysql o il Berkley DB o qualsiasi altro DB open source, e cerco di capire com'è che hanno applicato la teoria. Quel codice rappresenta le idee e l'esperienza dei programmatori che l'hanno scritto applicate concretamente. Dov'è nato l'Open Source? Nelle università. E perché?
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