Cellulari amici degli italiani all'estero?

di Alessandro Longo - Il roaming internazionale sta cambiando: quando si è all'estero è più facile chiamare, usare i servizi dati, effettuare le ricariche e via dicendo. Ecco come e perché sta cambiando lo scenario internazionale


Roma – Da quest’anno gli italiani potranno fare più cose con il proprio cellulare quando si trovano all’estero. Chiamare il numero del servizio clienti, usare la segreteria telefonica e inviare gli Mms come se fossero in Italia, per esempio. Oppure ricaricare la scheda prepagata entrando nei negozi di un operatore locale. A fine marzo, infatti, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, Tim e Wind hanno annunciato la nascita di due distinte alleanze tra operatori europei.

Tim partecipa in Freemobile , insieme con i tedeschi di TMobile, gli spagnoli di Telefonica e Orange, presente in Francia, Germania e Gran Bretagna. Wind è invece in Starmap Alliance , insieme agli operatori Amena (Spagna), O2 (Regno Unito, Irlanda e Germania), One (Austria), Pannon (Ungheria), Sunrise (Svizzera) e Telenor (Norvegia). Freemobile ha meno alleati, ma più potenti: copre 150 milioni di utenti in Europa; 240 milioni se si sommano le presenze di TMobile negli Usa e quelle di Tim e Telefonica in Sud America e i 10 milioni di utenti appena venduti dall’americana Bell South a Telefonica. Dall’altra parte della barricata, Starmap può contare su 46 milioni di utenti in Europa (non ha presenze oltre oceano).

Le due alleanze hanno lo stesso obiettivo: rendere agli utenti alcuni servizi disponibili in patria come all’estero . È anche un attacco frontale a Vodafone , che è già da tempo un operatore internazionale , presente in 26 Paesi (39, sommati i partner), con 150 milioni di utenti. Riesce quindi già a garantire una continuità di servizi in roaming; gli stessi che Wind e Tim, tramite le neonate alleanze, intendono lanciare nel corso dell’anno.

Alcuni sono già disponibili: “Oggi i clienti TIM, nei Paesi dov’è presente un operatore Free Mobile, possono accedere alla casella vocale, alla segreteria e al servizio clienti digitando gli stessi numeri che in Italia”, ha spiegato a Punto Informatico Elis Bontempelli, responsabile progetti speciali di TIM. Allo stesso modo funzioneranno gli altri numeri brevi dei servizi dell’operatore, promettono sia Tim sia Wind. “Abbiamo inoltre superato alcuni problemi di interoperabilità tra reti e terminali. Possiamo quindi permettere servizi Mms tra diversi Paesi”. Wind promette che sarà possibile chiamare in roaming, dai Paesi dov’è presente un operatore partner di Star Map, senza anteporre il prefisso internazionale. Gli utenti Wind potranno quindi chiamare direttamente i nominativi inclusi in rubrica e registrati con un numero sprovvisto di prefisso internazionale.

Sia Tim sia Wind assicurano che nel corso dell’anno diventerà più facile ricaricare all’estero . Basterà entrare in un negozio di un operatore che affigge il logo Freemobile o Starmap (a seconda se si ha una scheda Tim o Wind), acquistare il codice con cui telefonare al call center in Italia e attivare la ricarica.

Infine, per i prossimi mesi, Tim e Wind promettono tariffe più trasparenti ed economiche per il roaming voce e Gprs all’estero.

Ma perché gli operatori europei si sono decisi, all’unisono, di puntare sui servizi di roaming all’estero? Risponde Bontempelli: “Il roaming è sempre stato un mercato rilevante per tutti gli operatori. I ricavi per questo servizio contribuiscono per il 6/7 per cento al fatturato complessivo”. Prima ragione.
La seconda è che i servizi dati offrono maggiori margini di profitto, agli operatori, rispetto alla voce, dove il mercato è ormai saturo in Europa. Quindi è importante offrire i servizi dati anche all’estero: “il roaming diventa sempre più importante come premessa per poter usufruire di tutti i servizi innovativi e non solo della voce”.
Terza ragione: “Infine su questo mercato sono in aumento le pressioni competitive; quindi tutti gli operatori si stanno organizzando per presidiare questo business attraverso alleanze”. Insomma, alla base delle alleanze c’è anche (soprattutto, forse) una ragione più generale, che non riguarda solo il roaming: gli operatori hanno bisogno di fare fronte comune per essere più competitivi . Così possono avere maggiore potere contrattuale verso i vari fornitori e soprattutto i produttori di cellulari, con i quali, volenti o nolenti, devono collaborare. Con i quali devono fare i conti, perché i nuovi servizi che intendono lanciare siano supportati dai terminali.

Il rapporto tra produttori e operatori europei è da anni conflittuale. I primi dettano legge in molti casi, decidendo di non supportare con i propri terminali dei servizi che ai secondi magari stanno a cuore. È la ragione che sta rallentando l’arrivo di altri operatori Umts voce e dati, in Europa. Però, questi rapporti di forza si stanno pian piano invertendo, grazie al ruolo di spicco degli operatori multinazionali, H3G, Orange, Vodafone che, facendo ordini su più mercati, hanno mostrato un maggiore potere contrattuale nei confronti dei produttori, sui cui cellulari hanno apposto i propri marchi. È stato uno sprone per gli altri operatori, poco presenti a livello internazionale, ad allearsi: insieme possono vantare un parco utenti più vasto e così sperare di avere maggiore autorità sui produttori.

Alessandro Longo

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