Cellulari e tumori, l'accademia si allarma

Viene preso sul serio un nuovo warning statunitense sulle possibili conseguenze dell'uso del cellulare. La prudenza - dicono i ricercatori - ne impone un uso limitato. Anzi, meglio non usarlo proprio
Viene preso sul serio un nuovo warning statunitense sulle possibili conseguenze dell'uso del cellulare. La prudenza - dicono i ricercatori - ne impone un uso limitato. Anzi, meglio non usarlo proprio

Fanno male, non fanno male, di certo continuano a essere sulla graticola di un dibattito senza fine : i telefonini cellulari tornano nel mirino perché le onde che emettono avrebbero le potenzialità per causare tumori, anche solo a chi si trovi nei paraggi dell’utilizzatore. Questo almeno è quello che teme il dottor Ronald B. Herberman, direttore dell’ Istituto dei Tumori presso l’ Università di Pittsburgh . Ha invitato senza mezzi termini a interrompere l’uso di smartphone all’orecchio . Gli adulti devono cambiare abitudini e ancor di più giovani e teenager.

effetti

Herberman va contro l’opinione comune dei circuiti scientifici, tendente a sdrammatizzare in assenza di prove scientifiche le temute conseguenze dell’utilizzo di dispositivi elettromagnetici ad alta frequenza a distanza ravvicinata dell’encefalo. L’esperto ora cita non solo studi noti ma anche “dati non ancora pubblicati”, e afferma che ci sono tutti gli elementi per consigliare prudenza e possibilmente astinenza .

“Alla base delle mie preoccupazioni c’è il fatto che non dovremmo aspettare l’apparizione di uno studio definitivo, ma piuttosto peccare di precauzione invece di pentirci dopo” dice Herberman alla Associated Press . Tali preoccupazioni sono state espresse dallo scienziato in un memo a uso interno inviato a 3mila persone, facenti parte dello staff e della facoltà del Cancer Institute.

Sul sito dell’UPCI è poi disponibile una nota precauzionale contenente 10 regole da rispettare , incluso il divieto tassativo per i bambini di utilizzare il cellulare se non per le emergenze, servirsi di headset Bluetooth e dispositivi simili per tenere il telefonino lontano dalla testa e dal corpo quanto più è possibile, usare gli SMS al posto delle chiamate e via di questo passo.

“Gli studi sugli esseri umani non indicano che i telefoni cellulari sono sicuri, né mostrano chiaramente che siano pericolosi. Ma un numero crescente di dimostrazioni suggeriscono che dovremmo ridurre l’esposizione, mentre la ricerca continua su questa importante questione” recita la nota dell’UPCI, che a corredo pubblica la figura (vedi più sopra) del livello di penetrazione stimato dei campi elettromagnetici a 900 MHz (GSM a singola banda) nel cervello di ragazzi e adulti.

Secondo Herberman ci sono insomma prove sufficienti per preoccuparsi, ma la sua è una posizione che non va d’accordo con quella della Food and Drug Administration , organismo che negli Stati Uniti ha il compito di valutare la pericolosità per la salute di beni di uso comune. Nel suo Q&A tematico sui cellulari , la FDA riporta a chiare lettere che manca l’evidenza scientifica di una loro eventuale pericolosità, e se c’è un rischio questo “è probabilmente molto basso”.

Ma per quanto questa evidenza non sussista, l’appello alla precauzione comincia a fare breccia in un numero crescente di ambienti scientifici e accademici . Devra Lee Davis, direttrice del centro universitario dell’UPCI e supporter del memo di Heberman, arriva ad affermare che la questione è “se si vuole giocare alla roulette russa con il proprio cervello”. In una intervista telefonica con la AP , Davis ricorda che venti differenti gruppi appoggiano le note e le raccomandazioni dell’UPCI, e le autorità inglesi, francesi e indiane hanno già provveduto ad avvertire i genitori sui rischi dell’uso dei cellulari da parte dei figli.

Alfonso Maruccia

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24 07 2008
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