Cellulari, le brevissime di oggi

SMS TIM contro gli spioni del credito - 36 milioni di utenti, 51 milioni di SIM - Wind Evolution, chi parla molto spende meno?

SMS TIM contro gli spioni del credito
Maggiore sicurezza per gli utenti TIM che possono consultare online lo stato del proprio credito ricaricabile e l’elenco delle chiamate effettuate: ora infatti ad ogni accesso nelle pagine riservate “Tuo TIM” verrà inviato un SMS sul telefonino interessato allo scopo di informare che un accesso è stato effettuato. Ah! L’SMS è gratuito…

36 milioni di utenti, 51 milioni di SIM
Sfiora quota 36 milioni il numero di persone che possiede almeno un telefonino in Italia, il 72,3 per cento della popolazione con più di 14 anni. Un dato che dimostra un’ulteriore evoluzione del mercato della telefonia mobile che nel 1999 raggiungeva i 30 milioni di persone.
Sono più gli uomini a preferire il telefono mobile (79,4%) delle donne (65,9%). I giovanissimi sono i maggiori utilizzatori: tra i 15 e i 24 anni il 94,4% possiede un telefonino; quota che scende al 90,7% per la fascia d’età che va tra i 25 e 34 anni e via così fino ad arrivare al 45 per cento degli ultra 64enni.
Le SIM card fornite dagli operatori di telefonia mobile sono artrivate a quota 51,4 milioni, il 70,2 per cento in più di quante fossero in circolazione nel 1999.
I dati sono frutto di una ricerca dell’Istituto per lo studio dell’innovazione nei media e per la multimedialità (Isimm) che è stata presentata nei giorni scorsi e che comprende molti altri dati che è ora possibile consultare in questo file per PowerPoint .

Wind Evolution, risparmi per chi parla molto?
Acquistando una WinCard (6 euro IVA inclusa) è possibile attivare Wind Evolution, baldanzoso nome per un’offerta rivolta a quanti sono abbonati a Wind e spendono più di 20 euro al mese in traffico telefonico nazionale. Questi potranno usufruire, il mese successivo al raggiungimento dei 20 euro, di una tariffa di 10 centesimi di euro al minuto IVA inclusa per tutte le chiamate ai cellulari e verso la rete fissa, con uno scatto alla risposta di 15 centesimi IVA inclusa.
Qui tutti i dettagli sull’offerta .
Wind ha lanciato anche Evolution SMS: ogni 40 SMS inviati al mese, il mese successivo si ha diritto ad inviare 20 SMS gratuitamente, fino ad un massimo di 80. Qui i dettagli dell’offerta per gli SMS . Qui, invece, per tornare al sommario di PI .

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  • dayh scrive:
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  • Anonimo scrive:
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHI
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHIhttp://www.petitiononline.com/alm/petition.html
  • Anonimo scrive:
    www.armani2.it
    www.armani2.it
  • Anonimo scrive:
    ma come è finita questa storia????
    qualcuno ha notizie????
  • Anonimo scrive:
    Questo dimostra ....
    Che chi ha più soldi in Italia a ragione come daltronde la giustizia non è uguale per tutti ma si compra (come mie vicende personali mi insegnano!!!!).
  • Anonimo scrive:
    Sempre per la serie marchi e domini
    Ricevo ora da un mio corrispondente russo una informativa sulle recenti modifiche alla locale Legge Marchi:1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i diritti di esclusiva del detentore di un marchio si assumono violati per il caso di uso non autorizzato del segno su Internet, *incluso il caso in cui detto segno e' utilizzato in un nome a dominio*;2) la nuova legge marchi definisce una specifica procedura per la registrazione di marchi rinomati (o celebri). Nel caso di sussistenza dei requisiti di rinomanza/celebrita' il segno relativo e' registrato in una sezione speciale del Registro presso l'ufficio Marchi e Brevetti. Un marchio rinomato gode di protezione senza bisogno di una registrazione "ordinaria", per un periodo di tempo illimitato, e senza limitazione ai prodotti venduti sotto quel determinato segno [protezione ultramerceologica, n.d.r.]Vogliamo continuare a strepitare di repubblica delle banane e di giudici corrotti o ci vogliamo rendere conto che la strada *in tutto il mondo* si avvia ad essere quella mostrata dalla sentenza del Tribunale di Bergamo?Gianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: Sempre per la serie marchi e domini
      - Scritto da: Anonimo
      Ricevo ora da un mio corrispondente russo
      una informativa sulle recenti modifiche alla
      locale Legge Marchi:
      1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i
      diritti di esclusiva del detentore di un
      marchio si assumono violati per il caso di
      uso non autorizzato del segno su Internet,
      *incluso il caso in cui detto segno e'
      utilizzato in un nome a dominio*;
      2) la nuova legge marchi definisce una
      specifica procedura per la registrazione di
      marchi rinomati (o celebri). Nel caso di
      sussistenza dei requisiti di
      rinomanza/celebrita' il segno relativo e'
      registrato in una sezione speciale del
      Registro presso l'ufficio Marchi e Brevetti.
      Un marchio rinomato gode di protezione senza
      bisogno di una registrazione "ordinaria",
      per un periodo di tempo illimitato, e senza
      limitazione ai prodotti venduti sotto quel
      determinato segno [protezione
      ultramerceologica, n.d.r.]

      Vogliamo continuare a strepitare di
      repubblica delle banane e di giudici
      corrotti o ci vogliamo rendere conto che la
      strada *in tutto il mondo* si avvia ad
      essere quella mostrata dalla sentenza del
      Tribunale di Bergamo?

      Gianlucapremesso che non sapendo le esette motivazioni della sentenza sono ancora neutrale, bisogna però che si dica a chiare lettere che se un tizio si chiama Mario Fiat non potrà, usando il buon senso, scegliere a cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME per una qualsiasi attività. Nulla in contrario ( forse), ma bisogna dirlo a chiare lettere e, mi ripeto, secondo me WIPO deve ripronunciarsi sul caso (non so se sia previsto un riesame, ma consiglierei allora, anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse altro perchè una chance forse ce l'ha o perchè farebbe opera filantropica ;) visto che le incertezze in materia di proprietà intellettuale sono già fin troppe
      • Anonimo scrive:
        Re: Sempre per la serie marchi e domini
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Ricevo ora da un mio corrispondente russo

        una informativa sulle recenti modifiche
        alla

        locale Legge Marchi:

        1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i

        diritti di esclusiva del detentore di un

        marchio si assumono violati per il caso di

        uso non autorizzato del segno su Internet,

        *incluso il caso in cui detto segno e'

        utilizzato in un nome a dominio*;

        2) la nuova legge marchi definisce una

        specifica procedura per la registrazione
        di

        marchi rinomati (o celebri). Nel caso di

        sussistenza dei requisiti di

        rinomanza/celebrita' il segno relativo e'

        registrato in una sezione speciale del

        Registro presso l'ufficio Marchi e
        Brevetti.

        Un marchio rinomato gode di protezione
        senza

        bisogno di una registrazione "ordinaria",

        per un periodo di tempo illimitato, e
        senza

        limitazione ai prodotti venduti sotto quel

        determinato segno [protezione

        ultramerceologica, n.d.r.]



        Vogliamo continuare a strepitare di

        repubblica delle banane e di giudici

        corrotti o ci vogliamo rendere conto che
        la

        strada *in tutto il mondo* si avvia ad

        essere quella mostrata dalla sentenza del

        Tribunale di Bergamo?



        Gianluca
        premesso che non sapendo le esette
        motivazioni della sentenza sono ancora
        neutrale, bisogna però che si dica a chiare
        lettere che se un tizio si chiama Mario Fiat
        non potrà, usando il buon senso, scegliere a
        cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME
        per una qualsiasi attività. Nulla in
        contrario ( forse), ma bisogna dirlo a
        chiare lettere e, mi ripeto, secondo me WIPO
        deve ripronunciarsi sul caso (non so se sia
        previsto un riesame, ma consiglierei allora,
        anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un
        giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse
        altro perchè una chance forse ce l'ha o
        perchè farebbe opera filantropica ;) visto
        che le incertezze in materia di proprietà
        intellettuale sono già fin troppe ho fatto un esempio poco probabile, diciamo allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo Toyota ...
        • Anonimo scrive:
          Re: Sempre per la serie marchi e domini
          - Scritto da: Anonimo

          premesso che non sapendo le esette

          motivazioni della sentenza sono ancora

          neutrale, bisogna però che si dica a
          chiare

          lettere che se un tizio si chiama Mario
          Fiat

          non potrà, usando il buon senso,
          scegliere a

          cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME

          per una qualsiasi attività. Nulla in

          contrario ( forse), ma bisogna dirlo a

          chiare lettere e, mi ripeto, secondo me
          WIPO

          deve ripronunciarsi sul caso La WIPO non ha giurisdizione ne' competenza sul caso armani.it: 1) perche' ovviamente non ha alcun potere di riforma sulle decisioni dell'Autorita' Giudiziaria italiana 2) perche' la WIPO comunque non e' competente a conoscere le controversie relative al ccTLD .it neppure ove si trattasse di MAP e non fosse in questione un problema di giurisdizione.
          (non so se
          sia

          previsto un riesame, ma consiglierei
          allora,

          anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un

          giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse

          altro perchè una chance forse ce l'ha o

          perchè farebbe opera filantropica ;) visto

          che le incertezze in materia di proprietà

          intellettuale sono già fin troppe In termini generali la WIPO si e' gia' pronunciata con la raccomandazione che ho riportato piu' sotto. Che poi in sede di decisione sul caso armani.com abbia deciso a favore del resistente non ha nulla a che vedere con le posizioni WIPO: il ricorrente non ha saputo provare la sussistenza dei presupposti della riassegnazione (MAP) per cui la domanda e' stata respinta.
          ho fatto un esempio poco probabile, diciamo
          allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo
          Toyota ... Per citare un caso reale: in Germania il dominio krupp.de e' stato riassegnato al famoso gruppo industriale dopo essere stato registrato da Herr Krupp, che con lo stesso non aveva nulla a che spartire.Italia, Russia, Germania... la macchia d'olio si allarga...Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            premesso che non sapendo le esette


            motivazioni della sentenza sono ancora


            neutrale, bisogna però che si dica a

            chiare


            lettere che se un tizio si chiama Mario

            Fiat


            non potrà, usando il buon senso,

            scegliere a


            cuor leggero di utilizzare il suo
            COGNOME


            per una qualsiasi attività. Nulla in


            contrario ( forse), ma bisogna dirlo a


            chiare lettere e, mi ripeto, secondo me

            WIPO


            deve ripronunciarsi sul caso

            La WIPO non ha giurisdizione ne' competenza
            sul caso armani.it:
            1) perche' ovviamente non ha alcun potere di
            riforma sulle decisioni dell'Autorita'
            Giudiziaria italiana
            2) perche' la WIPO comunque non e'
            competente a conoscere le controversie
            relative al ccTLD .it neppure ove si
            trattasse di MAP e non fosse in questione un
            problema di giurisdizione.non l'ho specificato, ma intendevo chiaramente riferirmi al .com: l'avevo dato per scontato


            (non so se

            sia


            previsto un riesame, ma consiglierei

            allora,


            anche al Sig.Luca Armani, di chiedere
            un


            giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse


            altro perchè una chance forse ce l'ha o


            perchè farebbe opera filantropica ;)
            visto


            che le incertezze in materia di
            proprietà


            intellettuale sono già fin troppe

            In termini generali la WIPO si e' gia'
            pronunciata con la raccomandazione che ho
            riportato piu' sotto. Che poi in sede di
            decisione sul caso armani.com abbia deciso a
            favore del resistente non ha nulla a che
            vedere con le posizioni WIPO: il ricorrente
            non ha saputo provare la sussistenza dei
            presupposti della riassegnazione (MAP) per
            cui la domanda e' stata respinta.appunto: se non c'erano i presupposti per riassegnare il .com, non vedo come potevano esserci i presupposti per riassegnare il .it affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in assoluta buona fedein ogni caso ripeto che non sono completamente contrario: però non è bello che in una materia come quella della proprietà intellettuale, che più di altre dovrebbe essere fatta di principi, alla fine rimanga tutto nella discrezionalità del giudice: rimango dell'idea che qui possano esserci i presupposti per l'emanazione di una nuova direttiva chiara che stabilisca, come già detto, che se hai la sfortuna di chiamarti come un marchio noto, allora è meglio che fai un passo indietro rispetto alla multinazionale tua omonima e rinunci al tuo nome per qualsiasi attività tu abbia in mente


            ho fatto un esempio poco probabile,
            diciamo

            allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo

            Toyota ...

            Per citare un caso reale: in Germania il
            dominio krupp.de e' stato riassegnato al
            famoso gruppo industriale dopo essere stato
            registrato da Herr Krupp, che con lo stesso
            non aveva nulla a che spartire.

            Italia, Russia, Germania... la macchia
            d'olio si allarga...

            Gianlucail famoso nissan.com, però, non è stato riassegnato... ne è stato vietato l'uso a fini commerciali, ma non è stato riassegnato (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa)
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo
            appunto: se non c'erano i presupposti per
            riassegnare il .com, non vedo come potevano
            esserci i presupposti per riassegnare il .it
            affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in
            assoluta buona fedeIl Tribunale di Bergamo *non ha riassegnato armani.it*: ha pronunciato un'inibitoria all'uso del segno armani nei confronti del convenuto che -giova notarlo - utilizzava il dominio in questione per la promozione di un'attivita' commerciale e non per metterci le foto di famiglia. Nel caso di specie ci scandalizziamo perche' e' stato sollevato un polverone, ma ho ottenuto un cautelare (ed adesso staimo discutendo del merito) per un caso simile in cui e' stato inibito l'uso del patronimico in quanto confliggente con marchio registrato: l'unica differenza sta nel fatto che nel caso di cui parlo c'e' concorrenza diretta, ma d'altronde non si parla di marchi celebri.
            in ogni caso ripeto che non sono
            completamente contrario: però non è bello
            che in una materia come quella della
            proprietà intellettuale, che più di altre
            dovrebbe essere fatta di principi, alla
            fine rimanga tutto nella discrezionalità del
            giudice: rimango dell'idea che qui possano
            esserci i presupposti per l'emanazione di
            una nuova direttiva chiara che stabilisca,
            come già detto, che se hai la sfortuna di
            chiamarti come un marchio noto, allora è
            meglio che fai un passo indietro rispetto
            alla multinazionale tua omonima e rinunci al
            tuo nome per qualsiasi attività tu abbia in
            mente Ovviamente la norma generale ed astratta e' filtrata dall'applicazione che ne fa il Giudice e non vedo come potrebbe essere altrimenti.Sull'emanazione di una nuova direttiva: non ne sento una necessita' specifica, mi sembra che la normativa nazionale possa essere sufficiente - aspetto solo il consolidarsi di una linea giurisprudenziale.





            ho fatto un esempio poco probabile,

            diciamo


            allora Mario Versace, o Mark Sun, o
            Yasuo


            Toyota ...



            Per citare un caso reale: in Germania il

            dominio krupp.de e' stato riassegnato al

            famoso gruppo industriale dopo essere
            stato

            registrato da Herr Krupp, che con lo
            stesso

            non aveva nulla a che spartire.



            Italia, Russia, Germania... la macchia

            d'olio si allarga...



            Gianluca
            il famoso nissan.com, però, non è stato
            riassegnato... ne è stato vietato l'uso a
            fini commerciali, ma non è stato riassegnato
            (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa) Mi piacerebbe leggere le conclusioni della comparsa di risposta di Luca Armani: se ha formulato una domanda in questo senso si tratta di vedere le motivazioni della sentenza, se non l'ha fatto imputet sibi. Il giudice deve pronunciarsi sulle domande non su quello che pensa sia "giusto".Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            appunto: se non c'erano i presupposti per

            riassegnare il .com, non vedo come
            potevano

            esserci i presupposti per riassegnare il
            .it

            affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in

            assoluta buona fede

            Il Tribunale di Bergamo *non ha riassegnato
            armani.it*: ha pronunciato un'inibitoria
            all'uso del segno armani nei confronti del
            convenuto che -giova notarlo - utilizzava il
            dominio in questione per la promozione di
            un'attivita' commerciale e non per metterci
            le foto di famiglia. Nel caso di specie ci
            scandalizziamo perche' e' stato sollevato un
            polverone, ma ho ottenuto un cautelare (ed
            adesso staimo discutendo del merito) per un
            caso simile in cui e' stato inibito l'uso
            del patronimico in quanto confliggente con
            marchio registrato: l'unica differenza sta
            nel fatto che nel caso di cui parlo c'e'
            concorrenza diretta, ma d'altronde non si
            parla di marchi celebri. questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha alcuna influenza sulla discussione, che discussione poi non è nemmeno, forse, in quanto, per quel che mi riguarda, è solo una questione di norma chiara e trasparente, scritta nero su bianco e diffusa opportunamente, che a me pare mancare a tutt'oggi): nel tuo caso il patronimico era già sfruttato prima della registrazione del marchio (anche se per armani.it non cambierebbe nulla, in quanto armani era già marchio celebre nel '97)?

            in ogni caso ripeto che non sono

            completamente contrario: però non è bello

            che in una materia come quella della

            proprietà intellettuale, che più di altre

            dovrebbe essere fatta di principi, alla

            fine rimanga tutto nella discrezionalità
            del

            giudice: rimango dell'idea che qui possano

            esserci i presupposti per l'emanazione di

            una nuova direttiva chiara che stabilisca,

            come già detto, che se hai la sfortuna di

            chiamarti come un marchio noto, allora è

            meglio che fai un passo indietro rispetto

            alla multinazionale tua omonima e rinunci
            al

            tuo nome per qualsiasi attività tu abbia
            in

            mente
            Ovviamente la norma generale ed astratta e'
            filtrata dall'applicazione che ne fa il
            Giudice e non vedo come potrebbe essere
            altrimenti.
            Sull'emanazione di una nuova direttiva: non
            ne sento una necessita' specifica, mi sembra
            che la normativa nazionale possa essere
            sufficiente - aspetto solo il consolidarsi
            di una linea giurisprudenziale. ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA" come tu dici: c'è una norma generale che esclude ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un marchio noto per una propria attività, quale che sia, se esso coincide col proprio PATRONIMICO?E' una questione di chiarezza e di trasparenza (tra l'altro qui credo si parli di una ditta individuale, che per forza di cose negli atti UFFICIALI deve identificarsi con il nome e cognome del titolare, al di là del nome di fantasia che può poi esser associato alla stessa... )








            ho fatto un esempio poco probabile,


            diciamo



            allora Mario Versace, o Mark Sun, o

            Yasuo



            Toyota ...





            Per citare un caso reale: in Germania
            il


            dominio krupp.de e' stato riassegnato
            al


            famoso gruppo industriale dopo essere

            stato


            registrato da Herr Krupp, che con lo

            stesso


            non aveva nulla a che spartire.





            Italia, Russia, Germania... la macchia


            d'olio si allarga...





            Gianluca

            il famoso nissan.com, però, non è stato

            riassegnato... ne è stato vietato l'uso a

            fini commerciali, ma non è stato
            riassegnato

            (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa)

            Mi piacerebbe leggere le conclusioni della
            comparsa di risposta di Luca Armani: se ha
            formulato una domanda in questo senso si
            tratta di vedere le motivazioni della
            sentenza, se non l'ha fatto imputet sibi. Il
            giudice deve pronunciarsi sulle domande non
            su quello che pensa sia "giusto".

            Gianlucacomunque mi torna in mente quello che hai scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto di spiegarmi perchè tiravi in ballo la Convenzione di Parigi (salvo capire un minuto dopo aver scritto il mio msg. che doveva esser tirata in ballo per forza). Me l'hai spiegato, ma secondo me se non viene tirata in ballo in questo caso (con le conseguenze del caso..) è solo per un tecnicismocomunque ribadisco che il caso mi pare speculare a quello di nissan.com: prima pubblicizzava la sua attoività, oggi glielo hanno impedito. Ok, però non gli hanno tolto il dominio corrispondente al suo PATRONIMICO.
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo
            questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha
            alcuna influenza sulla discussione, che
            discussione poi non è nemmeno, forse, in
            quanto, per quel che mi riguarda, è solo una
            questione di norma chiara e trasparente,
            scritta nero su bianco e diffusa
            opportunamente, che a me pare mancare a
            tutt'oggi):
            nel tuo caso il patronimico era già
            sfruttato prima della registrazione del
            marchio (anche se per armani.it non
            cambierebbe nulla, in quanto armani era già
            marchio celebre nel '97)?No, l'uso del segno e' posteriore, ma come giustamente fai rilevare tu nel caso di specie non cambierebbe la situazione.Sulla norma "chiara e trasparente": la Legge Marchi c'e' da un pezzo, sulla sua chiarezza si possono fare le considerazioni del caso, anche se onestamente non mi sembra un esempio tra i piu' lampanti di normazione contorta.Sulla diffusione: detta Legge e' diffusissima, ne trovi il testo ovunque e gratuitamente, cosa si vuole di piu' dalla vita, un lucano ;-) ?

            Ovviamente la norma generale ed astratta
            e'

            filtrata dall'applicazione che ne fa il

            Giudice e non vedo come potrebbe essere

            altrimenti.

            Sull'emanazione di una nuova direttiva:
            non

            ne sento una necessita' specifica, mi
            sembra

            che la normativa nazionale possa essere

            sufficiente - aspetto solo il consolidarsi

            di una linea giurisprudenziale.

            ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA" come
            tu dici: c'è una norma generale che esclude
            ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un
            marchio noto per una propria attività, quale
            che sia, se esso coincide col proprio
            PATRONIMICO?Si', se esso e' confliggente con un marchio anteriore (cfr. artt. 1bis e 13 L.M. - se vuoi con un po' di calma posto dottrina e giusrisprudenza)
            E' una questione di chiarezza e di
            trasparenza (tra l'altro qui credo si parli
            di una ditta individuale, che per forza di
            cose negli atti UFFICIALI deve identificarsi
            con il nome e cognome del titolare, al di là
            del nome di fantasia che può poi esser
            associato alla stessa... )Non vedo come la cosa rilevi nell'ambito dei nomi a dominio - ed in ogni caso, a volerla ritenere rilevante, ne consegue che il nome a dominio avrebbe dovuto essere lucaarmani.it.
            comunque mi torna in mente quello che hai
            scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto di
            spiegarmi perchè tiravi in ballo la
            Convenzione di Parigi (salvo capire un
            minuto dopo aver scritto il mio msg. che
            doveva esser tirata in ballo per forza). Me
            l'hai spiegato, ma secondo me se non viene
            tirata in ballo in questo caso (con le
            conseguenze del caso..) è solo per un
            tecnicismo
            Non capisco, potresti essere un po' piu' chiaro?"se *non* viene tirata in ballo (con le conseguenze del caso) e solo per un tecnicismo"?Tieni presente che la legge *e'* tecnica :-)
            comunque ribadisco che il caso mi pare
            speculare a quello di nissan.com: prima
            pubblicizzava la sua attoività, oggi glielo
            hanno impedito. Ok, però non gli hanno tolto
            il dominio corrispondente al suo
            PATRONIMICO.Non lo hanno tolto nemmeno a Luca Armani, per tutti i santi.... gli hanno impedito di usare il segno salvo provvedere a differenziarlo adeguatamente per evitare confondibilita': se domani registra lucaarmani.it, timbrificioarmani.it, timbrificiolucaarmani.it ritengo che non sussistano problemi - e continuerebbe ad usare il proprio patronimico.Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha

            alcuna influenza sulla discussione, che

            discussione poi non è nemmeno, forse, in

            quanto, per quel che mi riguarda, è solo
            una

            questione di norma chiara e trasparente,

            scritta nero su bianco e diffusa

            opportunamente, che a me pare mancare a

            tutt'oggi):

            nel tuo caso il patronimico era già

            sfruttato prima della registrazione del

            marchio (anche se per armani.it non

            cambierebbe nulla, in quanto armani era
            già

            marchio celebre nel '97)?

            No, l'uso del segno e' posteriore, ma come
            giustamente fai rilevare tu nel caso di
            specie non cambierebbe la situazione.
            Sulla norma "chiara e trasparente": la Legge
            Marchi c'e' da un pezzo, sulla sua chiarezza
            si possono fare le considerazioni del caso,
            anche se onestamente non mi sembra un
            esempio tra i piu' lampanti di normazione
            contorta.
            Sulla diffusione: detta Legge e'
            diffusissima, ne trovi il testo ovunque e
            gratuitamente, cosa si vuole di piu' dalla
            vita, un lucano ;-) ?



            Ovviamente la norma generale ed
            astratta

            e'


            filtrata dall'applicazione che ne fa il


            Giudice e non vedo come potrebbe essere


            altrimenti.


            Sull'emanazione di una nuova direttiva:

            non


            ne sento una necessita' specifica, mi

            sembra


            che la normativa nazionale possa essere


            sufficiente - aspetto solo il
            consolidarsi


            di una linea giurisprudenziale.



            ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA"
            come

            tu dici: c'è una norma generale che
            esclude

            ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un

            marchio noto per una propria attività,
            quale

            che sia, se esso coincide col proprio

            PATRONIMICO?
            Si', se esso e' confliggente con un marchio
            anteriore (cfr. artt. 1bis e 13 L.M. - se
            vuoi con un po' di calma posto dottrina e
            giusrisprudenza)


            E' una questione di chiarezza e di

            trasparenza (tra l'altro qui credo si
            parli

            di una ditta individuale, che per forza di

            cose negli atti UFFICIALI deve
            identificarsi

            con il nome e cognome del titolare, al di


            del nome di fantasia che può poi esser

            associato alla stessa... )
            Non vedo come la cosa rilevi nell'ambito dei
            nomi a dominio - ed in ogni caso, a volerla
            ritenere rilevante, ne consegue che il nome
            a dominio avrebbe dovuto essere
            lucaarmani.it.


            comunque mi torna in mente quello che hai

            scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto
            di

            spiegarmi perchè tiravi in ballo la

            Convenzione di Parigi (salvo capire un

            minuto dopo aver scritto il mio msg. che

            doveva esser tirata in ballo per forza).
            Me

            l'hai spiegato, ma secondo me se non viene

            tirata in ballo in questo caso (con le

            conseguenze del caso..) è solo per un

            tecnicismo


            Non capisco, potresti essere un po' piu'
            chiaro?
            "se *non* viene tirata in ballo (con le
            conseguenze del caso) e solo per un
            tecnicismo"?
            Tieni presente che la legge *e'* tecnica :-)


            comunque ribadisco che il caso mi pare

            speculare a quello di nissan.com: prima

            pubblicizzava la sua attoività, oggi
            glielo

            hanno impedito. Ok, però non gli hanno
            tolto

            il dominio corrispondente al suo

            PATRONIMICO.
            Non lo hanno tolto nemmeno a Luca Armani,
            per tutti i santi.... gli hanno impedito di
            usare il segno salvo provvedere a
            differenziarlo adeguatamente per evitare
            confondibilita': se domani registra
            lucaarmani.it, timbrificioarmani.it,
            timbrificiolucaarmani.it ritengo che non
            sussistano problemi - e continuerebbe ad
            usare il proprio patronimico.

            Gianlucama non c'è confondibilità se glielo lasciano, ma gli impediscono di usarlo a fini commerciali - v.nissan.com .. per l'ennesima volta :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo
            ma non c'è confondibilità se glielo
            lasciano, ma gli impediscono di usarlo a
            fini commerciali - v.nissan.com .. per
            l'ennesima volta :)E se non ha formulato una domanda in tal senso con la comparsa di risposta il Giudice non poteva pronunciarsi come suggerisci ... per l'ennesima volta ;-) Io l'atto non l'ho visto, aspettiamo di vedere la sentenza integrale con le conclusioni precisate.Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: Sempre per la serie marchi e domini
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            ma non c'è confondibilità se glielo

            lasciano, ma gli impediscono di usarlo a

            fini commerciali - v.nissan.com .. per

            l'ennesima volta :)

            E se non ha formulato una domanda in tal
            senso con la comparsa di risposta il Giudice
            non poteva pronunciarsi come suggerisci ...
            per l'ennesima volta ;-)

            Io l'atto non l'ho visto, aspettiamo di
            vedere la sentenza integrale con le
            conclusioni precisate.

            Gianlucaok, ad una conclusione siamo giunti e a questo punto credo che chi lo voglia abbia la possibilità di trarne una ulterioreE' stato un piacere
    • Anonimo scrive:
      x chi lavori?
      sei il solito sbruffone di turno, voglio vedere in russia dove nemmeno la vita viene rispettata cosa possono sviluppare su internet.Questa è una repubblica di banane dove ogni cosa si compra tu quanto costi? ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: x chi lavori?
        - Scritto da: Anonimo
        sei il solito sbruffone di turno, voglio
        vedere in russia dove nemmeno la vita viene
        rispettata cosa possono sviluppare su
        internet.Mi puoi spiegare la pertinenza del tuo illuminante intervento con la questione?Mi si dice: solo in Italia possiamo avere leggi e sentenze "scandalose" come quella relativa ad armani.it, io rispondo (e documento) che non e' vero e tu mi dice che in Russia vengono commessi omicidi (cosa peraltro cui nessun paese al mondo si sottrae, purtroppo).La tua logica e coerenza interna del discorso si commentano da se'....
        Questa è una repubblica di banane dove ogni
        cosa si compra tu quanto costi? ciaoRisposta facilissima:http://www.avvocati.it/servizi/tariffe/tariffe.htmInvece tu lavori gratis, vero?Gianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: Sempre per la serie marchi e domini
      Per la serie marchi e domini:Immagino che tutti voi conosciate sia la Ferrari (casa automobilistica di fama mondiale) che la Ferrari (produttrice di spumanti di fama mondiale).La Ferrari produttrice di spumanti alcuni anni fa, prima che la stessa idea venisse alla casa automobilistica, utilizzò il proprio marchio per produrre profumi legati al proprio nome.Per quanto i nomi dei profumi fossero inequivocabilmente legati al "vino"; si chiamavano Cuvee blonde, Cuvee noir, etc. e non tentassero in nessun modo di richiamare il marchio automobilistico, in seguito di una causa, il giudice stabilì che il marchio Ferrari, al di fuori del proprio ambito di impresa può essere usato solo da chi è "più antico".Perciò la Ferrari auto potrà legalmente mettere il proprio "nome" su qualsiasi prodotto, dalla carta igienica allo stesso spumante, mentre la Ferrari spumanti potrà solo e soltanto utilizzarlo nel proprio ambito commerciale (vini, spumanti etc.)Le stelle consigliano, se vi chiamate con un qualsiasi nome "famoso" e volete intraprendere un'attività usatene un altro:)))Alien3
      • teobaz scrive:
        Re: Sempre per la serie marchi e domini
        a meno che, tutti i Ferrari italiani, o gli Armani, non si ribellino firmando una petizione contro la sentenza!E' immorale che succedano queste cose!I giudici se ne fregano della povera gente, e sostengono solo chi ha i soldi! :-P
  • Anonimo scrive:
    trattativa!! e a che serve??prepotenza è
    MEGLIOMolti si chiedono se armani s.p.a. ha cercato una trattativa, nell'' intervista a: A.R.Mani dopo la vittoria contro il gruppo che voleva sciacallargli il dominio si legge: io, a.r.mani, avevo chiesto 1.500 dollari di rimborso per le spese di tipografia dei miei biglietti da visita la carta e buste gia stampate con l'url per la cessione di armani.com, loro ( il gruppo armani) hanno trovato la richiesta non proporzionata, e cosi nel 97 hanno fatto i loro primi passi legali fino a perdere nel 2002 davanti alla wipo, la wipo che non è un teatrino è rimasta indignata dal comportamento prepotente dimostrato e nella sentenza il legale viene addirittura accusato dia ver abusato delle procedure avviandola.( il costo di avvio è oltre 1000 dollari) non c'è altro da dire ,,,,,,,,,,,,,,,saluti a tutti i profani del settore, non vi lasciate accecare dai brillantini, questi sono lupi che non dividono con nessuno lasciano solo le ossa
  • Anonimo scrive:
    Nomen et Cognomen
    "uno dei pochi punti fermi nel mondo dei domini.it, quello secondo cui il proprio nome e cognome può garantire la titolarità di un dominio internet equivalente"Ma qui, non c'era di mezzo solo il cognome ? Che poi può anche (per legge) essere un marchio ?Qual è allora il problema ?
  • Anonimo scrive:
    Anche qui si discrimina
    Trovo assolutamente scandaloso anche il fatto che questo articolo rimanga su P.I. per tre giorni anzichè solo uno come durante i primi 5 giorni delle settimana, e QUESTO A TUTTO VANTAGGIO DELLA GIORGIO ARMANI S.P.A. E DEL SUO MARCHIO E DEL SUO NOME !!!E' UNO SCANDALO !!!Mi straccio le vesti ! ( ... cavoli, proprio oggi dovevo vestirmi in sintetico ... qualcuno ha una forbice ? ;) )
  • Anonimo scrive:
    Rovina
    La democrazia in una nazione si vede anche dalla sua magistratura. La nostra in quanto a servitù verso il ricco ha ben pochi rivali. Che schifo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Rovina
      i nostri giudici (se non tutti almeno in parte) sono TOTALMENTE incompetenti sulle nuove tecnologie. Hai ragione... CHE SCHIFO!
  • Anonimo scrive:
    Propongo nuovi suffissi
    Si potrebbero utilizzare nuovi suffissi per i siti internet al posto dei vecchi .net .org .com .it ad esempio propongo.strnzche sarebbe adattissimo per Giorgio Armani
  • Anonimo scrive:
    Armani
    Sono molto deluso... facendo questo lo stilista Armania) ha solo un ENORME danno d'immagine :(b) ha dimostrato solo di essere uno stupidoc) ha dimostrato che con i soldi si può fare TUTTO e che molti giudici (per fortuna non tutti) sono incapaci e/o corrotti.Che dire... non ho parole!
  • Anonimo scrive:
    Gente, comune parola usata dalla notte..
    dei tempi ma ambita da molti a livello mondiale per la sua veste di parola corta e che con semplicità può essere usata per individuare una comunità.Io l'ho registrata per farvi un polo online per adulti, cene di chat, adut site, annunci et.et. prevedendo un futuro roseo per il Web.Ma aime, ho trovato un piccolo sassino nella scarpa, uno dei tanti direttori marketing incompetente sicuramente aveva tralasciato di registrarlo per il solito potente di turno e cosi.............. vai con la causa.La storia insegna che non è colpa di chi registra, ma colpa di chi dorme.Solo in Italia avviene questi soprusi, vi invito a cercare in rete sentenze in cui non ci fosse dolo finite in maniera uguale ad armani.Da andala di tiscali a primacasa et.et. tutte sono state perse dai ricorrenti, perse perchè l'operato svolto sul sito non costituiva conflitto cardine in una sentenza fra titolari di diritto equivalente su nomi comuni.RICORDO A TUTTI I PROFANI CHE UN MARCHIO NON è LA PROPRIA IDEA LEGATA AL POTERE DI QUALCUNO, MA DEVE AVERE CARATTERISITICHE ESSENZIALI INEQUIVOCABILI, IN ORIGINALITA' E UTILIZZO.vi metto a disposizione la legge e leggete art x art e in particolare il n 16 http://www.alido.it/marchi.htmVedremo, appoggio sia la sottoscrizione di armani.it sia l'amico di donna.it, e certamente leggendo la storia dei soprusi scoprireste che in Italia Internet è governato in mala fede non dico dalla a alla z ma almeno dalla a alla m.Per chiunque necessiti di chiarimenti in merito, sono a disposizione, cordiali saluti a tutti daniele icalò info@iocisono.it 338 43 55 672
  • Anonimo scrive:
    Comitato Nazionale di difesa
    Lanciamo un comitato x la difesa da questi soprusi ?Facciamo un sito che raccolga tutti quelli che non accettano queste decisioni strampalate dei giudici.Il comitato avrà il compito di raccogliere i fondi per sostenere le cause contro questo strapotere.Uno da solo contro questi signori non può NIENTE, ma migliaia di persone SI !Che ne dite ???
  • Anonimo scrive:
    Donna
    Io ho questo dominio e me lo stanno portando via !!!e donna è o no una parola non registrabile come marchio ???Donna Staff
    • Anonimo scrive:
      Re: Donna
      Secondo me è un nome troppo generico per esere proteggibile.E' registrabilissimo, fatto sta che chi lo registra non lo può proteggere.Vai in causa perchè ci sarebbe da discurtere, o almeno consultati con un avvocato specializzato in marchi e brevetti.Te lo dico perchè è roba che ho apena studiato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Donna
      Dipende, può anche esserlo. Con chi sei in causa?
  • Anonimo scrive:
    morto un diritto nasce www.Rmani.it
    povero luca armani, dovra modificare i suoi documenti censurando la a di armani e frimandosi rmani grazie giudice
    • Anonimo scrive:
      Re: morto un diritto nasce www.Rmani.it
      - Scritto da: Anonimo
      povero luca armani, dovra modificare i suoi
      documenti censurando la a di armani e
      frimandosi rmani grazie giudiceLuca Armani, fatti furbo, registra RMANI come marchio, lo puoi fare! Un abbraccio affettuoso!
      • Anonimo scrive:
        Re: morto un diritto nasce www.Rmani.it
        - Scritto da: Anonimo
        Luca Armani, fatti furbo, registra RMANI
        come marchio, lo puoi fare!
        Un abbraccio affettuoso!Se si facesse furbo emigrerebbe.
  • Anonimo scrive:
    TRATTARE?? NO POSSIBILE
    Il signor Anand R. Mani, fin dall'inizio, utilizza anche un indirizzo di posta elettronica che fa capo al suo dominio e questo ha fatto imbufalire i legali di Giorgio Armani. Soddisfattissimo invece Mani: dopo la sentenza ha commentato dicendo che ogni possibilità di accordo sull'uso del dominio è fallita per l'atteggiamento ostile della controparte che non ha accettato alcun compromesso.PERCHE' TRATTARE MEGLIO FAR SOCCOMBERE PER LO STRESS E I COSTI NO?????''
  • Anonimo scrive:
    WIPO E ARMANI
    WIPO HA GIA' MESI FA' CASTIGATO ARMANI E IL SUO LEGALE ACCUSANDOLO DI ABUSO DELLE PROCEDURE E RESPINGENDO LA RIASSEGNAZIONE DEL DOMINIO ARMANI.COM DI CUI TITOLARE E' UN INSULSO A.R. MANI. LA WIPO GIUDICA IN VIRTU DI FATTI CERTI NON SU BASI FRUTTO DI INCOMPETENZA E IGNORANZA TOTALE.Armani vs A. R. Mani Giorgio perde la guerra di Armani.comMister A. R. Mani, un uomo d'affari di Vancouver, Canada, lo aveva fatto solo per restare al passo coi tempi, dice lui. Correva l'anno 1995 e registrare un dominio su internet era alla portata di pochi, sia per via dei costi che per via della diffusione del world wide web. Ma l'imprenditore commerciale Mani aveva deciso di andare in rete e di utilizzare sito e logo A. R. Mani per le sue attività.Così il dominio Armani.com, nonostante faccia pensare immediatamente a uno degli stilisti di moda più famosi e pagati al mondo, Giorgio Armani, non ha niente a che vedere con le passerelle e il jet set. D'altra parte la World intellectual property organization, ente che dirime le controversie legate alla proprietà intellettuale e ai marchi registrati, ha stabilito che il signor Mani ha ragione. La battaglia legale durata sei anni si è appena conclusa ai danni di Giorgio Armani e del suo impero.Allo stilista resta il sito EmporioArmani.com (da non confondere - e qui le insidie sono maggiori - con EmporioArmadi.com, un mobilificio di Bologna) e numerose altre iniziative sul web, ma certo la perdita del proprio nome online rappresenta un danno per la società svizzera Modefine che gestisce i marchi Armani e Emporio Armani e di conseguenza per lo stesso stilista. A partire - ma sono bruscolini - dal costo della causa: 14 milioni di lire.Il signor Anand R. Mani, fin dall'inizio, utilizza anche un indirizzo di posta elettronica che fa capo al suo dominio e questo ha fatto imbufalire i legali di Giorgio Armani. Soddisfattissimo invece Mani: dopo la sentenza ha commentato dicendo che ogni possibilità di accordo sull'uso del dominio è fallita per l'atteggiamento ostile della controparte che non ha accettato alcun compromesso.Ma in rete evidentemente siamo tutti uguali e vige la legge di chi - avendone i diritti - arriva per primo.29 agosto 2001 Daniele Passanante
  • Anonimo scrive:
    RAGIONE SOCIALE GRUPPO ARMANI
    IL PUNTO è CHE ENTRAMBELE SOCIETà OPERANO CON NOMI DIVERSI DA ARMANI, UNA è GIORGIO ARMANI S.P.A. O GRUPPO GIORGIO ARMANI COSI SI TROVA GIRANDO IN RETE, L'ALTRA è UNA SEMPLICE TIMBRIFICIO ARMANI S.R.L..l'ARMANI è COMUNE AD ENTRAMBE MA COMUNE ANCHE A 230 ALTRE AZIENDE ITALIANE CHE OPERANO IN VARI SETTORI DI CUI MOLTI NELLA MODA PUR NON AVENDO NIENTE A CHE FARE CON LO STILISTA.VEDASI LA RICERCA ARMANI SU WWW.INFOIMPRESE.IT.IL WEB è PIENO DI QUESTE PORCHERIE . BASTA!!!!!!!!!1
  • Anonimo scrive:
    Ragione sociale timbrificio armani?
    Ma qual'è l'esatta ragione sociale del timbrificio Armani?Sul piano del marchio, se la ragione sociale del timbrificio ha altre parole oltre "Armani", penso che l'azienda Armani S.p.A. habbia tutti i margini per richiedere i diritti del dominio.Sul piano personale, penso che questo sia subordinato al marchio. Mi spiego: se mi chiamo Paolo Brambilla (uno a caso..) ho tutto il diritto di prendermi il dominio paolobrambilla.it. Potrei anche acquistare brambilla.it, ma in quest'ultimo caso, se un'azienda o qualsiasi attività commerciale che utilizza il marchio "Brambilla" (e nulla più), avrebbe tutto il diritto di richiederne i diritti.Trovo comunque davvero inacettabile che un'azienda del calibro di Armani (moda) debba fare un'azione legale invece che fare una proposta d'acquisto, sicuramente meno traumatica e molto più ben accetta. Però questo non è dato saperlo.... magari è stata fatta e rifiutata (spero).CiaoFM
    • Anonimo scrive:
      Re: Ragione sociale timbrificio armani?
      Il punto è che qui si tratta di 2 aziende, i cui titolari hanno lo stesso cognome, ma nome diverso. Marchio a parte, dove sta scritto che Giorgio ha piu' diritto di Luca ad essere titolare dell'indirizzo armani.it?Anche qualora la discriminante fosse la registrazione del marchio Armani, questo porterebbe tutti quelli che hanno dato alla propria azienda il proprio cognome a registrare come marchio il cognome stesso, per poi rivendicare il dominio corrispondente........vi sembra logico?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ragione sociale timbrificio armani?

        registrazione del marchio Armani, questo
        porterebbe tutti quelli che hanno dato alla
        propria azienda il proprio cognome a
        registrare come marchio il cognome stesso,
        per poi rivendicare il dominio
        corrispondente........vi sembra logico?A mali estremi estremi rimedi, io posseggo i domini .com .net e .it del mio cognome e li utilizzo dal 97 per la mia società, una piccola snc (poniamo per esempio Pinco Pallino s.n.c.)che lunedì registrerà come marchi, oltre al nome esatto dell propria ragione sociale anche il nome a dominio utilizzato (Pallino, e nello specifico, Pallino.it Pallino.com e Pallino.net).Quando i burocrati mostrano tutta la loro impreparazione bisogna correre ai ripari, è una cosa scandalosa come trattano l'argomento domini, ed è ancora più scandaloso che lunedì registrerò questi marchi, ma si sa, il mondo è dei furbi.W l' Italia!
        • Anonimo scrive:
          Re: Ragione sociale timbrificio armani?
          e tu pensi di esserlo? guarda che i marchi hanno data certa e se qualcuno ha oggi i diritti di privativa per toglierti l'assegnazione del dominio ce li ha anche domani allorquando avrai registrato il tuo bel marchio (possibilmente nel paese/i corrispondente all'estensione nella quale hai registrato il tuo/i dominio/i)....
  • Anonimo scrive:
    proposta
    quando il bellissimo sito armani.it sarà realizzato, inviare tutti richieste di timbri a datario :-)
    • TeX scrive:
      Re: proposta
      - Scritto da: Anonimo
      quando il bellissimo sito armani.it sarà
      realizzato, inviare tutti richieste di
      timbri a datario :-)ROTFL !!!
  • Anonimo scrive:
    E' una vergogna
    E la prova che i potenti vincono sempre, giuro appena aprirà il sito di armani lo stilista del c....o gli mando una mail di parolacce e di vafffffffff.scusate ma sono incazzato come una belva e sono molto vicino al sig Luca Armani.
  • pippo75 scrive:
    Interpretazioni varie
    Dalla costituzioneArticolo 22Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.Ma l'uso del proprio cognome è stato limiato dal marchio solo perche' piu' famoso.Chi e' che ha ragione?Lo stilista che ha registrato il marchio?Luca che vuole usare il suo nome e ha registrato il dominio prima?Il marchio "Armani" ed il dominio "www.armani.it" possono essere considerati uguali?C'e' scritto per motivi politici nell'articolo 22, questo vuol dir che per motivi economici su puo' togliere il nome?ciao
  • Anonimo scrive:
    cari giudici
    quando vi sparano alle gambe fafanno ......... siete dei venduti............................................
  • Anonimo scrive:
    legge marchi ART 21
    2. I nomi di persona diversi da quello di chi chiede la registrazione possono essere registrati come marchi, purche, il loro uso non sia tale da ledere la fama, il credito o il decoro di chi ha diritto di portare tali nomi. L'Ufficio italiano brevetti e marchi ha tuttavia la facoltà di subordinare la registrazione al consenso stabilito al comma 1 del presente articolo. In ogni caso, la registrazione non impedirà a chi abbia diritto al nome, di farne uso nella ditta da lui prescelta. Giorgio Armani SPA è un soggetto giuridico quindi diverso da quello di cui si chiede la registrazione come marchio ( se è registrato armani come marchio) e non giogio armani.?????
    • Anonimo scrive:
      Re: legge marchi ART 21
      - Scritto da: Anonimo
      2. I nomi di persona diversi da quello
      di chi chiede la registrazione possono
      essere registrati come marchi, purche, il
      loro uso non sia tale da ledere la fama, il
      credito o il decoro di chi ha diritto di
      portare tali nomi. L'Ufficio italiano
      brevetti e marchi ha tuttavia la facoltà di
      subordinare la registrazione al consenso
      stabilito al comma 1 del presente articolo.
      In ogni caso, la registrazione non impedirà
      a chi abbia diritto al nome, di farne uso
      nella ditta da lui prescelta.

      Giorgio Armani SPA è un soggetto giuridico
      quindi diverso da quello di cui si chiede la
      registrazione come marchio ( se è registrato
      armani come marchio) e non giogio
      armani.?????
      Assolutamente.... Le societa' di capitali sono soggetti diversi dai soci che ne fanno parte.
  • Anonimo scrive:
    e i nomi comuni ???
    mi chiedo se adesso ad uno che si chiama di cognome Scarpa e registra un dominio come scarpa.it possa capitare di vedersi togliere il dominio in favore di qualche noto produttore di scarpe?Mah, chissà dove andremo a finire???
  • Anonimo scrive:
    Luca Armani Home Page
    secondo me se tu ti fossi fatto la tua home page personale, con delle foto ed altre cose personali senza mai far riferimento all'azienda di moda ARMANI nessuno avrebbe potuto dirti niente.se questo non e' successo, penso che sia colpa del tuo avvocato.mentre ritengo che sarebbe stata la cosa + normale di questo mondo se l'azienda ARMANI ti avesse fatto un'offerta per la cessione del dominio (magari vestita come l'acquisto di qualcos'altro).geppino
    • Anonimo scrive:
      Re: Luca Armani Home Page

      secondo me se tu ti fossi fatto la tua home
      page personale, con delle foto ed altre cose
      personali senza mai far riferimento
      all'azienda di moda ARMANI nessuno avrebbe
      potuto dirti niente.ROTFL!!!!Certo tu di leggi non ci capisci un gran chè...Basta che il dominio sia aziendale, non c'è bisogno di riferimenti ai vestiti, e poi, se ci stai a pensare solamente un folle avrebbe citato un'azienda di abbigliamento in un sito che pubblicizza timbri!
      se questo non e' successo, penso che sia
      colpa del tuo avvocato.La prox volta magari chiameranno te a difenderli.... ;-)
      mentre ritengo che sarebbe stata la cosa +
      normale di questo mondo se l'azienda ARMANI
      ti avesse fatto un'offerta per la cessione
      del dominio (magari vestita come l'acquisto
      di qualcos'altro).Si, magari in nero!!! AHAHAH! :-DDDD
    • Anonimo scrive:
      Re: Luca Armani Home Page
      credo che sia naturale che una azienda che usa un amrchio abbi diritto(se il marchio è uguale ad un cognome) ad avere la titolarità di un dominio rispetto ad un privato, il quale oltretutto come privato deve mettere nome e cognome altrimenti se mette solo il cognome si imposessa di un dominio che dovrebbe appartenere a tuttquelli che hanno los tesso dominio. Es. Rossi se ci sono 9000 rossi in Italia e io registro rossi che diritto ho rispotto agli altri 8999? giusto è che quindi i privati registrino nome e cognome e questo ancora non basta in quanto io so che solo presso la mia banca ci sono 10 persone che hanno noeme cognome uguale al mio. Le aziende prima di tutto, ma non basta se ci sono 20 aziende in Italia che hanno los tesso marchio (e capita spesso) chi ha diritto a registrare il dominio? forse il primo che ci arriva ma se il primo, tale luca armani timbrificio non ha i soldi della casa di mode armani soccombe e paga le spese, ma perchè? allora anche qui il discorso forse sarebbe che a parita di diritto vince chi registra per primoe armani si faceva furbo e registrava prima. I giudici hanno rpemiato i soldi e non la giustizia, è evidente che non fonziona la giustizia italiana
  • Anonimo scrive:
    La Nonna ha capito tutto
    Mia nonna sa usare Internet, e voleva conoscere il suo "punteggio" legato al contratto Telecom.E' andata su www.telecom.it e dice di avre trovato una azienda che ha a che fare con i "Servizi" e non con i Treni.Mia nonna dice che se su Internet cerchi i treni e trovi i cessi, allora Internet non funziona :)))Il nipote.
    • Anonimo scrive:
      Re: La Nonna ha capito tutto
      tua nonna beneficerebbe maggiormente della sua navigazione se il nipote gli spiegasse che esistono i motori di ricerca per trovare bollette, treni, cessi e servizi. Se tua nonna va per tentativi e ci sbatte il naso... mi spiace per lei ma può recitare il "mea culpa" :-)'l mito
      • Anonimo scrive:
        Re: La Nonna ha capito tutto
        - Scritto da: Anonimo
        mi spiace per lei ma può recitare il
        "mea culpa" :-)

        'l mitoDi solito recita il rosario :))) Comunque, è vero, ci sono i motori di ricerca, ma se dico a mia nonna "Vai su guugl punto com", chissà in quale sito pornazzo mi va a finire ;)Scherzi a parte, www.armani.it fa proprio pensare alla Giorgio Armani, non a Luca Armani ... preferisco andare su un motore di ricerca per cercare il sito di Luca Armani.Riciao,il nipote.
        • Anonimo scrive:
          Re: La Nonna ha capito tutto
          Ma che discorsi! Allora scusa, il povero Luca Sofri deve rinunciare al suo dominio perché altrimenti tu o la tua nonna sareste confusi dal fatto che il suo sito porta il nome di un filosofo pur non occupandosi di filosofia? Ma per piacere!
          • Anonimo scrive:
            Re: La Nonna ha capito tutto
            - Scritto da: Anonimo
            Ma che discorsi! Allora scusa, il povero
            Luca Sofri deve rinunciare al suo dominio
            perché altrimenti tu o la tua nonna sareste
            confusi dal fatto che il suo sito porta il
            nome di un filosofo pur non occupandosi di
            filosofia? Ma per piacere!Son sicuro che mia nonna andrà su www.wittgenstein.it ! :)Ki kakkio è wittgenstein ? Serve un motore di ricerca ... ;)Il nipote ... ignorante :)
    • Anonimo scrive:
      Re: La Nonna ha capito tutto
      Non so te, ma io ho un nonno che con la scusa della guerra passa notti insonni su whitehouse.com ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: La Nonna ha capito tutto
        - Scritto da: Anonimo
        Non so te, ma io ho un nonno che con la
        scusa della guerra passa notti insonni su
        whitehouse.com ;-)Eheheheheh ... tuo nonno sa usare internet, e sa che per andare sul sito della Casa Bianca non deve scorrazzare tra i motori di ricerca :)))Il nipote
      • Anonimo scrive:
        Re: La Nonna ha capito tutto
        - Scritto da: Anonimo
        Non so te, ma io ho un nonno che con la
        scusa della guerra passa notti insonni su
        whitehouse.com ;-)Bellissima. :)
        • Anonimo scrive:
          Propongo nuovi suffissi
          Si potrebbero utilizzare nuovi suffissi per i siti internet al posto dei vecchi .net .org .com .it ad esempio propongo.strnzche sarebbe adattissimo per Giorgio Armani
    • Anonimo scrive:
      Re: La Nonna ha capito tutto
      - Scritto da: Anonimo
      Mia nonna sa usare Internet, e voleva
      conoscere il suo "punteggio" legato al
      contratto Telecom.

      E' andata su www.telecom.it e dice di avre
      trovato una azienda che ha a che fare con i
      "Servizi" e non con i Treni.

      Mia nonna dice che se su Internet cerchi i
      treni e trovi i cessi, allora Internet non
      funziona :)))

      Il nipote.gia' peccato che l'azienda di telefonia si chiami in realta' telecomitalia, non telecom :)
      • Anonimo scrive:
        Re: La Nonna ha capito tutto
        - Scritto da: Anonimo
        gia' peccato che l'azienda di telefonia si
        chiami in realta' telecomitalia, non telecom
        :)No, è Telecom Italia S.p.A. ... e ... dove cercheresti IBM ?www.ibm.it e ti titrovi al punto giusto. Eppure è IBM SEMEA S.p.A.
    • Anonimo scrive:
      Re: La Nonna ha capito tutto

      E' andata su www.telecom.it e dice di avre
      trovato una azienda che ha a che fare con i
      "Servizi" e non con i Treni.Io ci ho trovato una società di servizi telefonici di Perugia, di nome Telecom Srl (che nome fantasioso, sicuramente è un caso :look: ).Vabbè che Internet si evolve in fretta, ma così è esagerato! :P
  • Anonimo scrive:
    indipendenza della magistratura?
    I magistrati sono impiegati dello stato e devono seguire le leggi, non fare come cazzo vogliono loro.E' vietato dalla legge registrare cognomi come marchi registrati, quindi un giudice definibile tale non solo avrebbe negato l'esproprio del dominio, ma avrebbe espropriato anche il marchio "armani" allo stilista.Ma voi girotondini continuate pure a difendere l'indipendenza della magistratura!
    • Anonimo scrive:
      Re: indipendenza della magistratura?
      - Scritto da: Anonimo
      I magistrati sono impiegati dello stato e
      devono seguire le leggi, non fare come cazzo
      vogliono loro.
      E' vietato dalla legge registrare cognomi
      come marchi registrati, quindi un giudice
      definibile tale non solo avrebbe negato
      l'esproprio del dominio, ma avrebbe
      espropriato anche il marchio "armani" allo
      stilista.

      Ma voi girotondini continuate pure a
      difendere l'indipendenza della magistratura!E' bellissimo frequentare questo forum, si scopre quanto la gente distorca il diritto...Il Giudice deve applicare le leggi e:1) non puo' espropriare nessun marchio a nessuno: al limite puo' dichiararne la nullita' - ma solo se viene avanzata domanda in tal senso, salvo vedersi riformare la stessa per extra-petitum. Nel caso di specie non mi sembra che il convenuto abbia proposto domanda in tal senso.2) Dove starebbe scritto che non e' possibile registrare cognomi come marchi?! E' tanto possibile che c'e' una florida giurisprudenza e dottrina sul marchio patronimico (rimando al commentario Ubertazzi sul diritto della concorenza)Consiglio la lettura del Mandrioli per la parte di procedura civile ed il Vanzetti-Di cataldo per la parte relativa ai marchi.Gianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: indipendenza della magistratura?
      MA perche' fai disinformazione?Perche' scrivi cose non vere?Date un contributo solo se sapete quello che scrivete...
      • Anonimo scrive:
        Re: indipendenza della magistratura?
        - Scritto da: Anonimo
        MA perche' fai disinformazione?
        Perche' scrivi cose non vere?

        Date un contributo solo se sapete quello che
        scrivete...sono io quello che ho scritto sopra.allora, se faccio disinformazione,dillo a chi nel forum ha scritto per prime queste cose, io ho solo riportato.cmq io sarei d'accordo se si togliessero parecchie "liberta'" ai magistrati. non decidi come vuoi tu, ma come vuole la legge. difficile da capire?
        • Anonimo scrive:
          Re: indipendenza della magistratura?

          sono io quello che ho scritto sopra.
          allora, se faccio disinformazione,dillo a
          chi nel forum ha scritto per prime queste
          cose, io ho solo riportato.
          cmq io sarei d'accordo se si togliessero
          parecchie "liberta'" ai magistrati. non
          decidi come vuoi tu, ma come vuole la legge.
          difficile da capire?Puoi pure avere le tue opinioni, perchè esiste la libertà di pensiero, e io posso pure pensare che sono cazzate, perchè esiste la libertà di pensiero. Quello che non puoi fare, perchè è maleducazione e perchè fai ridere i polli, è di andare palesemente e in mala fede in OT introducendo discorsi politici dove non c'entrano. Il tuo intervento infatti è un invito al flame politico del tutto gratuito, poichè:
          se faccio disinformazione,dillo a chi nel
          forum ha scritto per prime queste coseil fatto che lui faccia disinformazione non toglie che l'hai fatta anche tu. Guarda il lato positivo: stai cominciando a imparare che non tutto quello che ti dicono o che leggi, è vero. Prendi tutto col beneficio del dubbio, e senti sempre più campane se non puoi verificare di persona. Sì, lo so che è faticoso.
          io ho solo riportatoallora il tuo contributo al dialogo è pari a zero.
          cmq io sarei d'accordo se si togliessero
          parecchie "liberta'" ai magistratipartire da un concetto sbagliato, e da fonti fasulle, e poi dire "comunque", innanzitutto fa trasparire la malafede nel portare avanti lo stesso argomento con ragioni opposte, e poi fa capire che avresti scritto la stessa cosa anche se si fosse trattato di un articolo sulla penuria di pollame in Uruguay.Infine, per dare il buon esempio, mi astengo dall'argomentare le tue opinioni, anche se avrei molto e molto da ridire, citando anche esempi e fatti CONCRETI, anche se in questa Italia di fuffa di destra e di fuffa di sinistra, sono poco interessanti.Ciaps!
    • Anonimo scrive:
      Re: indipendenza della magistratura?
      un post inteligente, che centra il punto complimenti credevo di essere il solo a pensarla cosi di quei ladri ........
    • Anonimo scrive:
      Re: indipendenza della magistratura?

      E' vietato dalla legge registrare cognomi
      come marchi registrati, quindi un giudicePosta anche l'articolo di legge altrimenti evita di scrivere cose che non sai. Tutti i più famosi marchi di pasta, panettoni, e tant'altro, sono cognomi... anche Ferrari è un cognome... bastava pensarci un'attimo prima di scrivere un'affermazione del genere che da dei fuori legge a centinaia di aziende anche mooolto famose.
  • Anonimo scrive:
    Chi prima arriva...
    Meglio alloggia! Così è stato per tutti, dalla A... alla Z! Basta guardare:http://www.bertinotti.com/http://www.ravanelli.com/e così dicendo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi prima arriva...
      - Scritto da: Anonimo
      Meglio alloggia! Così è stato per tutti,
      dalla A... alla Z! Basta guardare:

      http://www.bertinotti.com/
      http://www.ravanelli.com/Anche BERTINOTTI.IT appartiene ad un Mantainer, quindi presumo sia in vendita ... se il buon Fausto mette su una Botique di alta moda ... è sicuramente suo ;)
      • cico scrive:
        Re: Chi prima arriva...

        Anche BERTINOTTI.IT appartiene ad un
        Mantainer, quindi presumo sia in vendita ...
        se il buon Fausto mette su una Botique di
        alta moda ... è sicuramente suo ;)seee, con quelle orride cravattaccie cheporta ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi prima arriva...
      stiamo parlando di IT, sul COM le regole sono diverse e cioè rimane valido il chi primo arriva, sull' IT ...bisogna vedere che nome porta quello che è arrivato prima he he
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi prima arriva...
        - Scritto da: Anonimo
        stiamo parlando di IT, sul COM le regole
        sono diverse e cioè rimane valido il chi
        primo arrivaDubito, anzi, non è così ... vedi, ad esempio, il caso madonna.com.Davide
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi prima arriva...
          la cosa non fu ben chiara (o forse mi son perso qualcosa) voci dicevano che nonostante la procedura giudiziaria avviata per il supposto danno del nome (sembra si svolgessero attività legate al mondo dello spettacolo..bha) fosse in trattative segrete per "pagare", cmq in presenza di anonimia con concorrenza nello stesso settore anche il com si adegua
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi prima arriva...
      ...e pensare che parecchio tempo fa volevo registrare (non offendetevi) ca**o.it e figa.it, e non l'ho fatto solo per scrupolo...Secondo voi chi mi avrebbe fatto causa? Rocco Siffredi per l'uno e Cicciolina per l'altro?Effettivamente da maschio avrei potuto dimostrare la leggittimità solo del primo! ;-)Roba da matti!!!!
  • Anonimo scrive:
    Armani non è di tutti
    Non capisco perchè abbiano dato il dominio ARMANI.IT al signor Luca ... solo perchè è arrivato per primo ?E tutti gli altri ARMANI ? Tra tutti gli Armani, serve un criterio. Il "buon senso" dice che www.armani.it sia la Home Page della Giorgio Armani S.p.A., e se lo aspetta la maggior parte (99% ?) di chi va su www.armani.it.Gridare allo scandalo mi sembra bigotto assai.Io, che probabilmente non sarei mai andato su www.armani.it, trovo la cosa sensata se non positiva.Il signor Luca Armani doveva sbrigarsi ad arrivare per primo a www.luca.armani.it o similia ... sempre sperando che che Luca.Armani non diventi un marchio famoso ... così come spero che non mi esproprino i miei 500 mq di giardino per la futura autostrada che costruiranno dietro casa mia per il bene comune.Saluti,Davide
    • cico scrive:
      Re: Armani non è di tutti

      ... così come spero che non mi esproprino i
      miei 500 mq di giardino per la futura
      autostrada che costruiranno dietro casa mia
      per il bene comune.Non mi pare che un'azienda di abbigliamentodi lusso sia propriamente "bene comune".Potra' aiutare l'economia, ma e' ben diverso...
      • Anonimo scrive:
        Re: Armani non è di tutti

        Non mi pare che un'azienda di abbigliamento
        di lusso sia propriamente "bene comune".

        Potra' aiutare l'economia, ma e' ben
        diverso...Si, ma i 500 mq prima erano miei, perchè ero arrivato prima io ad acquistarli. Il mio era solo un traslato, un esempio per indicare che forse il fatto che non venga sprecata qualche milionata di accessi ad un sito verso cui vi accedono persone "sicure" di trovare la Giorgio Armani S.p.A. è effettivamente un "bene" (in senso non sofistico).Sarebbe interessante, invece, sapere se la Giorgio Armani S.p.A. non ha prima offerto un rimborso al sig. Luca per potersi approriare del dominio prima di entrare in causa.Davide
        • Anonimo scrive:
          Re: Armani non è di tutti

          Si, ma i 500 mq prima erano miei, perchè ero
          arrivato prima io ad acquistarli. Il mio era
          solo un traslato, un esempio per indicare
          che forse il fatto che non venga sprecata
          qualche milionata di accessi ad un sito
          verso cui vi accedono persone "sicure" di
          trovare la Giorgio Armani S.p.A. è
          effettivamente un "bene" (in senso non
          sofistico).Un bene, non un bene comune.
          Sarebbe interessante, invece, sapere se la
          Giorgio Armani S.p.A. non ha prima offerto
          un rimborso al sig. Luca per potersi
          approriare del dominio prima di entrare in
          causa.Si, interessa anche a me anche se un principio rimane sempre un principio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Armani non è di tutti
      - Scritto da: Anonimo
      ... così come spero che non mi esproprino i
      miei 500 mq di giardino per la futura
      autostrada che costruiranno dietro casa mia
      per il bene comune.

      Saluti,
      DavideQui entra in gioco il diritto pubblico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Armani non è di tutti
      Ops ... anche www.luca.armani.it è della Giorgio Armani S.p.A. :)Davide
    • Anonimo scrive:
      Re: Armani non è di tutti

      Il signor Luca Armani doveva sbrigarsi ad
      arrivare per primo a www.luca.armani.it o
      similia ... luca.armani.it non si può registrare, poichè fa parte del dominio armani.it
  • Anonimo scrive:
    La legge è uguale per tutti....
    ma OVVIAMENTE c'è qualcuno che per la legge è più uguale di altri...e poi quei @**#@++*#@ dei giudici si lamentano pure che il popolo non ha più fiducia nel sistema giudiziario..... e quale fiducia si può avere in un sistema che SISTEMATICAMENTE si occupa SOLO dei diritti di alcuni....pregate solo di non dover MAI comparire davanti a uno dei nostri splendidi giudici.... come minimo vi beccate 20 anni, e state pur certi che NON avrete sconti di pena o permessi, perchè NON siete criminali... quelli sì che ne hanno diritto, sennò come possono continuare a rubare, assassinare, stuprare e quant'altro... capirai, magari perdono l'allenamento e per rimettersi in pari...meditate, meditate.... anche se serve a poco :)=)Eidolon
  • Picard scrive:
    Vogliamo parlare di www.telecom.it
    .. e di tutte le volte che cercando telecom Italia sono andato a finire qui?MA E' GIUSTO CACCHIOTelecom srl ha registrato sto dominio ed è suo, se poi io sono così miope da non saper neanche usare un motore di ricerca...Io spero che Luca Armani faccia ricorso, ed ottenga ciò che gli spetta.E come ha detto qlc altro in qst forum, se non ci riesce, faccia causa all'Authority per avergli assegnato un dominio, che, evidentemente, non poteva avere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vogliamo parlare di www.telecom.it
      Chissa' perche' *NON DOVREMMO* utilizzare un motore di ricerca per entrare in un sito che ci interessa.Ma poi si sa..... digiti www.mp3z.com e ti escono le donne nude, scrivi www.ricettezzz.it e ti esce il dialer per scaricarti le ricette italiane....E VOI vi lamentate.Brafi
    • Anonimo scrive:
      Re: Vogliamo parlare di www.telecom.it
      Ti sei registrato come Picard? Attento che la Paramount Pictures potrebbe aver qualcosa da ridire ;))
      • Picard scrive:
        Re: Vogliamo parlare di www.telecom.it

        Ti sei registrato come Picard? Attento che
        la Paramount Pictures potrebbe aver qualcosa
        da ridire ;))eheheh ^^
  • Picard scrive:
    Re: pubblicità

    Osservo che, in questo momento, siamo noi i
    primi a fare pubblicità a questo marchio.
    In pubblicità, si legge sui manuali, la
    ripetizione è reputazione... Insomma, basta
    che se ne parli, indipendentemente dal
    contenuto (reale o apparente) e dalla
    direzione (pro o contro).Quindi dobbiamo stare tutti zitti e osservare questo schifo?bah
  • Anonimo scrive:
    A quanti gridano allo scandalo...
    ... per la sentenza del Tribunale di Bergamo, consiglio un giro su:http://wipo2.wipo.int/process1/report/finalreport.htmlcon particolare riferimento alla raccomandazione contenuta al paragrafo 275.Al di la' del tecnicismo, la morale e':al titolare del marchio celebre dovrebbe essere accordata la possibilita' di registrare o di ottenere la (ri)assegnazione del nome a dominio corrispondente a detto marchio a prescindere dall'eventuale titolo vantato da terzi.Sempre con riserva di valutazione delle motivazioni della sentenza, direi che il Giudice si e' semplicemente allineata alle raccomandazioni WIPO.E adesso come la mettiamo (anche con riferimento all Convenzione di Parigi ed ai TRIPS) ?Gianluca
    • Sigfrido scrive:
      Re: A quanti gridano allo scandalo...
      - Scritto da: Anonimo
      ... per la sentenza del Tribunale di
      Bergamo, consiglio un giro su:
      http://wipo2.wipo.int/process1/report/finalre
      con particolare riferimento alla
      raccomandazione contenuta al paragrafo 275.
      Al di la' del tecnicismo, la morale e':
      al titolare del marchio celebre dovrebbe
      essere accordata la possibilita' di
      registrare o di ottenere la (ri)assegnazione
      del nome a dominio corrispondente a detto
      marchio a prescindere dall'eventuale titolo
      vantato da terzi.

      Sempre con riserva di valutazione delle
      motivazioni della sentenza, direi che il
      Giudice si e' semplicemente allineata alle
      raccomandazioni WIPO.

      E adesso come la mettiamo (anche con
      riferimento all Convenzione di Parigi ed ai
      TRIPS) ?

      GianlucaE' indubbio che la materia sia stata regolata basandosi su valutazioni pregresse. Il problema è che banalizzando chi ha denaro può espropriare la titolarità di un diritto.Tieni presente che la registrazione di un marchio è tutt'altro che gratuita, quindi chi ha le possibilità è avvantaggiato nell'assegnazione di un dominio.Vicerversa, imho, occorrerebbe legittimare l'assegnazione dei domini in base al criterio cronologico in primis con la conditio sine qua non che la persona abbia la titolarità del diritto di avere il dominio per il quale c'è l'eventuale conflitto.Es. Armani tipografo ha registrato il dominio Armani.it prima di Armani moda, e ne ha titolarità in quanto è il suo cognome.Ben diverso se Mr. PincoPallino, di professione petroliere, registra Armani.it prima di Armani moda (è arrivato prima ma nn ha i requisiti).E' volutamente semplificato, ma il ragionamento dovrebbe essere questo.
      • Picard scrive:
        Re: A quanti gridano allo scandalo...
        Sacrosanto
      • Anonimo scrive:
        Re: A quanti gridano allo scandalo...
        - Scritto da: Sigfrido

        E' indubbio che la materia sia stata
        regolata basandosi su valutazioni pregresse.
        Il problema è che banalizzando chi ha denaro
        può espropriare la titolarità di un diritto.
        IMHO, questa banalizzazione e' veramente estrema: non si tratta dell'espropriazione di un diritto ma dell'esito di scelte di politica del diritto in ordine a due interessi tutelati e confliggenti.In termini rigorosi, bisogna dire che al Sig. Luca Armani non e' stata espropriata la titolarita' di un diritto ma sono state poste alcune limitazioni in ordine all'esercizio dello stesso.
        Tieni presente che la registrazione di un
        marchio è tutt'altro che gratuita, quindi
        chi ha le possibilità è avvantaggiato
        nell'assegnazione di un dominio.
        Per piacere.... Ho appena finito il modulo C per un cliente che deve registrare in marchio in 5 classi ed il costo totale e' di poco piu' di 200 Euro per 10 anni - meno dell'hosting e del costo di realizzazione di un qualunque sito.
        Vicerversa, imho, occorrerebbe legittimare
        l'assegnazione dei domini in base al
        criterio cronologico in primis con la
        conditio sine qua non che la persona abbia
        la titolarità del diritto di avere il
        dominio per il quale c'è l'eventuale
        conflitto.

        Es. Armani tipografo ha registrato il
        dominio Armani.it prima di Armani moda, e ne
        ha titolarità in quanto è il suo cognome.

        Ben diverso se Mr. PincoPallino, di
        professione petroliere, registra Armani.it
        prima di Armani moda (è arrivato prima ma nn
        ha i requisiti).

        E' volutamente semplificato, ma il
        ragionamento dovrebbe essere questo.Troppo semplificato, sempre IMHO, facendo cosi' potresti anche legittimare delle ipotesi di concorrenza sleale per agganciamento.De jure condendo possiamo anche discuterne, tieni in ogni caso presente che siamo comunque vincolati ad accordi internazionali.Il mio intervento comunque voleva in primo luogo rivolto a chi ha pensato bene di avanzare il sospetto di connivenze del(la) giudicante con l'attore....Gianluca
        • Sigfrido scrive:
          Re: A quanti gridano allo scandalo...
          - Scritto da: Anonimo
          IMHO, questa banalizzazione e' veramente
          estrema: non si tratta dell'espropriazione
          di un diritto ma dell'esito di scelte di
          politica del diritto in ordine a due
          interessi tutelati e confliggenti.
          In termini rigorosi, bisogna dire che al
          Sig. Luca Armani non e' stata espropriata la
          titolarita' di un diritto ma sono state
          poste alcune limitazioni in ordine
          all'esercizio dello stesso.Non sono d'accordo, nel caso pratico abbiamo la scelta di tutelare il diritto di Armani Moda a cui far corrispondere la soggiacenza di Armani timbri. De facto, non c'è stata una semplice limitazione (come ad esempio nel caso delle servitù) ma l'impossibilità da parte di Armani timbri di continuare in ciò che pacificamente aveva intrapreso dal 1997 prima della contestazione. (senza vizi o altra causa che ne prospetti l'annullabilità).In buona sostanza non è banalizzare sostenere che si è verificata un'espropriazione relativamente alla titolarità di un diritto: Luca Armani non ce l'ha più.Ed è una cosa "definitiva" perché non può più avere a disposizione il dominio armani.it (a meno che questo non sia relitto): gira e rigira è come parlare della proprietà. Nel momento in cui ad Armani Moda è stato dato questo diritto, ha il controllo pieno ed esclusivo del bene; Armani tipografo invece no.
          Per piacere.... Ho appena finito il modulo C
          per un cliente che deve registrare in
          marchio in 5 classi ed il costo totale e' di
          poco piu' di 200 Euro per 10 anni - meno
          dell'hosting e del costo di realizzazione di
          un qualunque sito.Perfetto, hai speso per compilare un modulo di registrazione relativamente a prodotti farmaceutici e veterinari et similia.Paga anche uno studio specializzato in ricerche su marchi e affini per verificare che lo stesso non sia già utilizzato (ricerca di anteriorità), che non crei confusione con altri pre-esistenti e altre amenità volte ad evitare salatissime cause.Il costo ammonta a svariate migliaia di ? (e lo dico per esperienza diretta, classe 42).
          Troppo semplificato, sempre IMHO, facendo
          cosi' potresti anche legittimare delle
          ipotesi di concorrenza sleale per
          agganciamento.
          De jure condendo possiamo anche discuterne,
          tieni in ogni caso presente che siamo
          comunque vincolati ad accordi
          internazionali.Vedi, potresti anche esplicitare meglio il tuo pensiero.Sostengo che la materia attualmente sia mal regolata perché si è pensato bene di dare un giro di vite dopo la speculazione dei domini di qualche Mr. Miliardo senza però riordinare razionalmente la materia.Possiamo essere recettivi di ogni accordo internazionale, ma la cosa più dannosa che vi possa essere è un precedente a cui rifarsi.A livello interpretativo c'è tutto il mio interesse per discuterne, ma rimane in essere il fatto che la mia "proposta" per quanto volutamente semplificata, sarebbe sicuramente più discriminante rispetto ai singoli criteri "temporale" e "di pertinenza".
          • Anonimo scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Sigfrido

            - Scritto da: Anonimo

            IMHO, questa banalizzazione e' veramente

            estrema: non si tratta dell'espropriazione

            di un diritto ma dell'esito di scelte di

            politica del diritto in ordine a due

            interessi tutelati e confliggenti.

            In termini rigorosi, bisogna dire che al

            Sig. Luca Armani non e' stata espropriata
            la

            titolarita' di un diritto ma sono state

            poste alcune limitazioni in ordine

            all'esercizio dello stesso.

            Non sono d'accordo, nel caso pratico abbiamo
            la scelta di tutelare il diritto di Armani
            Moda a cui far corrispondere la soggiacenza
            di Armani timbri.
            De facto, non c'è stata una semplice
            limitazione (come ad esempio nel caso delle
            servitù) ma l'impossibilità da parte di
            Armani timbri di continuare in ciò che
            pacificamente aveva intrapreso dal 1997
            prima della contestazione. (senza vizi o
            altra causa che ne prospetti
            l'annullabilità).
            In buona sostanza non è banalizzare
            sostenere che si è verificata
            un'espropriazione relativamente alla
            titolarità di un diritto: Luca Armani non ce
            l'ha più.Stimolante discussione, ma forse non ci intendiamo sul "diritto" che si ritiene in gioco.Dal mio punto di vista il diritto del convenuto e' - eventualmente - quello di cui agli artt. 6-9 c.c. (diritto al nome e connessi). In questo senso il non poter usare il proprio nome in relazione ad un nome a dominio non costituisce espropriazione dei tale diritto ma una limitazione delle modalità di esercizio di detto diritto (nessuno gli ha detto: "non puoi chiamarti armani perche' puoi essere confuso con lo stilista").
            Ed è una cosa "definitiva" perché non può
            più avere a disposizione il dominio
            armani.it (a meno che questo non sia
            relitto): gira e rigira è come parlare della
            proprietà.No, direi di no, considerato che il nome a dominio e' solo l'oggetto di un contratto di concessione tra il richiedente e la RA. Non e' un diritto reale (almeno non nel nostro ordinamento). Possiamo dire che ha alcune delle caratteristiche del diritto di proprieta' (tipicamente lo jus excludendi alios) ma tant'e'.
            Nel momento in cui ad Armani Moda
            è stato dato questo diritto, ha il controllo
            pieno ed esclusivo del bene; Armani
            tipografo invece no.

            Per piacere.... Ho appena finito il
            modulo C

            per un cliente che deve registrare in

            marchio in 5 classi ed il costo totale e'
            di

            poco piu' di 200 Euro per 10 anni - meno

            dell'hosting e del costo di realizzazione
            di

            un qualunque sito.

            Perfetto, hai speso per compilare un modulo
            di registrazione relativamente a prodotti
            farmaceutici e veterinari et similia.

            Paga anche uno studio specializzato in
            ricerche su marchi e affini per verificare
            che lo stesso non sia già utilizzato
            (ricerca di anteriorità), che non crei
            confusione con altri pre-esistenti e altre
            amenità volte ad evitare salatissime cause.
            Il costo ammonta a svariate migliaia di ? (e
            lo dico per esperienza diretta, classe 42).
            Nota che ho detto "in 5 classi" non "per la classe 5" :-))Per quanto riguarda ricerche di anteriorita' et similia, credimi, ne so qualcosa (le ricerche su compumark le faccio io e i pareri in punto li scrivo, figurati) - e, salvo si tratti di marchi figurativi molto complessi, i costi non sono cosi' invincibili. Se poi qualche Studio brevettuale riesce a farsi pagare a peso d'oro, buon per loro!

            Troppo semplificato, sempre IMHO, facendo

            cosi' potresti anche legittimare delle

            ipotesi di concorrenza sleale per

            agganciamento.

            De jure condendo possiamo anche
            discuterne,

            tieni in ogni caso presente che siamo

            comunque vincolati ad accordi

            internazionali.

            Vedi, potresti anche esplicitare meglio il
            tuo pensiero.
            Sostengo che la materia attualmente sia mal
            regolata perché si è pensato bene di dare un
            giro di vite dopo la speculazione dei domini
            di qualche Mr. Miliardo senza però
            riordinare razionalmente la materia.Ho partecipato personalmente ad un gruppo di lavoro che ha predisposto un progetto di legge relativo specificamente ai nomi a dominio... Razionalizzare la materia si puo' (e secondo me si deve) ma bisogna anche coordinarla con la disciplina vigente in materia di marchi e di concorrenza (nello specifico l'art. 2598 n.1 cc): l'uso di un segno (che puo' anche essere il proprio nome) ove possa condurre alla confondibilità in ordine alla provenienza dei prodotti o alla riferibilità del bene e' censurabile ai sensi della norma citata - e non vedo la ratio di una "franchigia" per quanto riguarda i domini .it.
            Possiamo essere recettivi di ogni accordo
            internazionale, ma la cosa più dannosa che
            vi possa essere è un precedente a cui
            rifarsi.Non capisco... il precedente si crea perche' viene applicata una normativa: perche' l'applicazione e' piu' perniciosa della norma applicata?
            A livello interpretativo c'è tutto il mio
            interesse per discuterne, ma rimane in
            essere il fatto che la mia "proposta" per
            quanto volutamente semplificata, sarebbe
            sicuramente più discriminante rispetto ai
            singoli criteri "temporale" e "di
            pertinenza".Cosa intendi per criterio "temporale" e "di pertinenza"?Gianluca
          • Sigfrido scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Anonimo
            Stimolante discussione, ma forse non ci
            intendiamo sul "diritto" che si ritiene in
            gioco.
            Dal mio punto di vista il diritto del
            convenuto e' - eventualmente - quello di cui
            agli artt. 6-9 c.c. (diritto al nome e
            connessi). In questo senso il non poter
            usare il proprio nome in relazione ad un
            nome a dominio non costituisce
            espropriazione dei tale diritto ma una
            limitazione delle modalità di esercizio di
            detto diritto (nessuno gli ha detto: "non
            puoi chiamarti armani perche' puoi essere
            confuso con lo stilista").Su questo sono xfettamente d'accordo. Dal mio punto di vista invece valuterei il caso sul piano di una revoca assolutamente ingiustificata della concessione del dominio.Arbitrariamente qno ha imposto ad Armani timbri che non poteva essere più titolare di tale concessione senza aver generato alcun tipo di illecito.Teniamo presente che il dominio, registrato nel 1997 era libero e la casa Armani moda, qualora interessata, avrebbe dovuto diligentemente provvedere ai tempi: pensiamo anche ai navigatori che dal 1997 ad oggi erano abituati, digitando armani.it, ad accedere al sito di Armani timbri.Do per pacifico il fatto che Armani timbri abbia i medesimi diritti di Armani moda in fatto di nome. =)
            No, direi di no, considerato che il nome a
            dominio e' solo l'oggetto di un contratto di
            concessione tra il richiedente e la RA. Non
            e' un diritto reale (almeno non nel nostro
            ordinamento). Possiamo dire che ha alcune
            delle caratteristiche del diritto di
            proprieta' (tipicamente lo jus excludendi
            alios) ma tant'e'.Ovviamente non ho detto che si tratta del diritto di proprietà quello ad essere messo in gioco. =)Rimane il fatto però che non è solo in ballo lo jus excludendi alios, sarebbe riduttivo (i punti di tangenza sono altri con la proprietà).Sarai concorde che i termini di una concessione sono simili ad una proprietà sottoposta ad una condizione (nel caso pratico non è una locazione, puoi disporre del bene "dominio" come vuoi nel rispetto delle norme esistenti) -il termine temporale per cui ti viene concesso il bene-.Quindi non si tratta, oggettivamente, del diritto di disporre in modo pieno ed esclusivo del bene, perché non è "pieno" ancorché sia esclusivo: rimane pur sempre un diritto di disporre del bene in modo pieno relativamente al periodo della concessione ed esclusivo. (ovviamente non sono contemplate la distruzione ecc)La concessione non è un semplice possesso.
            Nota che ho detto "in 5 classi" non "per la
            classe 5" :-))Soz, ho letto classe 5. =)
            Per quanto riguarda ricerche di anteriorita'
            et similia, credimi, ne so qualcosa (le
            ricerche su compumark le faccio io e i
            pareri in punto li scrivo, figurati) - e,
            salvo si tratti di marchi figurativi molto
            complessi, i costi non sono cosi'
            invincibili. Se poi qualche Studio
            brevettuale riesce a farsi pagare a peso
            d'oro, buon per loro!Vedi, il problema emergente è il "costo": troverei addirittura incostituzionale il fatto che esista un "costo" per una cosa che, appurato da questa vicenda, sembra essere necessaria al fine di preservare un dominio da azioni di terzi. Come si può parlare, altrimenti, di pari opportunità?Nota che non tutte le società o i professionisti hanno la possibilità di aumentare gli investimenti e quindi anche pochi ? possono fare la differenza.L'imposizione di un costo supplettivo per la tutela di un diritto che dovrebbe essere sacrosanto e inattaccabile può fungere da discriminante.
            Ho partecipato personalmente ad un gruppo di
            lavoro che ha predisposto un progetto di
            legge relativo specificamente ai nomi a
            dominio...
            Razionalizzare la materia si puo' (e secondo
            me si deve) ma bisogna anche coordinarla con
            la disciplina vigente in materia di marchi e
            di concorrenza (nello specifico l'art. 2598
            n.1 cc): l'uso di un segno (che puo' anche
            essere il proprio nome) ove possa condurre
            alla confondibilità in ordine alla
            provenienza dei prodotti o alla riferibilità
            del bene e' censurabile ai sensi della
            norma citata - e non vedo la ratio di una
            "franchigia" per quanto riguarda i domini
            .it.Sicuramente, però aderendo al caso concreto: Armani moda è sicuramente più conosciuto di Armani timbri, perché ha un giro d'affari più elevato, una visibilità maggiore.Quindi, è palese che all'uomo "medio" Armani possa sembrare una casa di Moda e non un Timbrificio.Tanto più sarà facile che lo stesso "campione" pensi ad armani.it come un sito legato allo stilista.Ma qualora si tutelasse un diritto -eventuale- tramite un principio di "notorietà", quale categoria si andrebbe a tutelare?Esclusivamente quella dei grandi numeri/possibilità, relegando in secondo piano coloro che non fanno parte di questo mondo.Se così fosse, le risorse limitate, quali sono quelle internet riferendomi ai domini, andrebbero in toto assegnati alle realtà più grosse e questo non è ammissibile, lo trovo assolutamente incostituzionale.
            Non capisco... il precedente si crea perche'
            viene applicata una normativa: perche'
            l'applicazione e' piu' perniciosa della
            norma applicata?Non mi sono documentato adeguatamente circa il caso pratico: da quel che ho potuto capire però, non si tratta di una normativa ma di un "parere o indicazione".Qui invece abbiamo la risoluzione di un caso che potrebbe essere interpretato in modo equivoco per il futuro.
            Cosa intendi per criterio "temporale" e "di
            pertinenza"?Temporale: chi primo arriva, occupa il dominio di suo interessePertinenza: dell'owner con il dominio occupato. Il signor rossi occupa il dominio panificiorossi senza essere un panificatore (e quindi l'eventuale rossi panificatore avrebbe, imho, ragione a richiedere la riassegnazione del dominio).
            Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Sigfrido

            Su questo sono xfettamente d'accordo. Dal
            mio punto di vista invece valuterei il caso
            sul piano di una revoca assolutamente
            ingiustificata della concessione del
            dominio.
            Arbitrariamente qno ha imposto ad Armani
            timbri che non poteva essere più titolare di
            tale concessione senza aver generato alcun
            tipo di illecito.Permettimi, ma questa e' una tua interpretazione... Eticamente parlando posso essere d'accordo con te, giuridicamente - nel caso di specie - non posso che limitarmi al primo capo della sentenza in esame:«dichiara l'illiceità della registrazione e della utilizzazione da parte del convenuto del domain name "armani" ai sensi della legge marchi [...]»Ovviamente sono curiosissimo di vedere la sentenza integrale - ma non sara' un problema, ci sara' la coda per far pubblicare le note a sentenza :-))


            No, direi di no, considerato che il nome a

            dominio e' solo l'oggetto di un contratto
            di

            concessione tra il richiedente e la RA.
            Non

            e' un diritto reale (almeno non nel nostro

            ordinamento). Possiamo dire che ha alcune

            delle caratteristiche del diritto di

            proprieta' (tipicamente lo jus excludendi

            alios) ma tant'e'.

            Ovviamente non ho detto che si tratta del
            diritto di proprietà quello ad essere messo
            in gioco. =)
            Rimane il fatto però che non è solo in ballo
            lo jus excludendi alios, sarebbe riduttivo
            (i punti di tangenza sono altri con la
            proprietà).
            Sarai concorde che i termini di una
            concessione sono simili ad una proprietà
            sottoposta ad una condizione (nel caso
            pratico non è una locazione, puoi disporre
            del bene "dominio" come vuoi nel rispetto
            delle norme esistenti) -il termine temporale
            per cui ti viene concesso il bene-.Suvvia.... liberta' di disposizione? E l'art. 1406 c.c. relativamente al necessario consenso del contraente ceduto?Tieni presente che la condizione accede solo ai rapporti obbligatori sinallagmatici (cfr. artt. 1353 segg. cc.), non ai diritti reali.
            La concessione non è un semplice possesso.La concessione non e' possesso - punto :-) cfr. art. 1140 segg. cc (mancanza di reita', mancanza di diritto reale....)

            Vedi, il problema emergente è il "costo":
            troverei addirittura incostituzionale il
            fatto che esista un "costo" per una cosa
            che, appurato da questa vicenda, sembra
            essere necessaria al fine di preservare un
            dominio da azioni di terzi. Come si può
            parlare, altrimenti, di pari opportunità?Non mi risulta che esista un diritto costituzionalmente tutelato al nome a dominio :-))
            Nota che non tutte le società o i
            professionisti hanno la possibilità di
            aumentare gli investimenti e quindi anche
            pochi ? possono fare la differenza.
            L'imposizione di un costo supplettivo per la
            tutela di un diritto che dovrebbe essere
            sacrosanto e inattaccabile può fungere da
            discriminante.
            Qui mi rimetto - usciamo dal campo del diritto ed entriamo nella politica pura relativa alla legittimita' delle tasse di registrazione dei marchi - che peraltro non sono altro che il costo di un monopolio che viene garantito a chi ne fa richiesta.

            Sicuramente, però aderendo al caso concreto:
            Armani moda è sicuramente più conosciuto di
            Armani timbri, perché ha un giro d'affari
            più elevato, una visibilità maggiore.
            Quindi, è palese che all'uomo "medio" Armani
            possa sembrare una casa di Moda e non un
            Timbrificio.
            Tanto più sarà facile che lo stesso
            "campione" pensi ad armani.it come un sito
            legato allo stilista.
            Ma qualora si tutelasse un diritto
            -eventuale- tramite un principio di
            "notorietà", quale categoria si andrebbe a
            tutelare?
            Esclusivamente quella dei grandi
            numeri/possibilità, relegando in secondo
            piano coloro che non fanno parte di questo
            mondo.
            Se così fosse, le risorse limitate, quali
            sono quelle internet riferendomi ai domini,
            andrebbero in toto assegnati alle realtà più
            grosse e questo non è ammissibile, lo trovo
            assolutamente incostituzionale.Sotto quale profilo specifico?


            Non capisco... il precedente si crea
            perche'

            viene applicata una normativa: perche'

            l'applicazione e' piu' perniciosa della

            norma applicata?

            Non mi sono documentato adeguatamente circa
            il caso pratico: da quel che ho potuto
            capire però, non si tratta di una normativa
            ma di un "parere o indicazione".
            Forse c'e' stato un piccolo fraintendimento: e' evidente che il Giudice ha applicato una norma avente valore di legge (a quel che mi risulta ha applicato la legge marchi). Il riferimento alla raccomandazione WIPO era da me voluto nei confronti di chi strepitava che "lo scandalo" era dovuto ad una realta' italiana particolarmente nefasta - mentre altrove i principi applicati sarebbero stati diversi. In realta', la massima organizzazione internazionale per quanto riguarda internet e marchi (ed tante altre cose) sta andando esattamente nella direzione indicata dal Tribunale di Bergamo.Puo' non piacere, ma e' cosi'.
            Qui invece abbiamo la risoluzione di un caso
            che potrebbe essere interpretato in modo
            equivoco per il futuro.


            Cosa intendi per criterio "temporale" e
            "di

            pertinenza"?

            Temporale: chi primo arriva, occupa il
            dominio di suo interesse
            Pertinenza: dell'owner con il dominio
            occupato. Il signor rossi occupa il dominio
            panificiorossi senza essere un panificatore
            (e quindi l'eventuale rossi panificatore
            avrebbe, imho, ragione a richiedere la
            riassegnazione del dominio).Il principio di pertinenza da te proposto pero' nel caso di specie non riesce a coordinarsi con la tutela ultramerceologica del marchio celebre. E qui ancora una volta bisogna fare i conti con le convenzioni internazionali. Gianluca
          • Anonimo scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Anonimo

            Permettimi, ma questa e' una tua
            interpretazione... Eticamente parlando posso
            essere d'accordo con te, giuridicamente -
            nel caso di specie - non posso che limitarmi
            al primo capo della sentenza in esame:
            «dichiara l'illiceità della registrazione e
            della utilizzazione da parte del convenuto
            del domain name "armani" ai sensi della
            legge marchi [...]»
            Ovviamente sono curiosissimo di vedere la
            sentenza integrale - ma non sara' un
            problema, ci sara' la coda per far
            pubblicare le note a sentenza :-))Abbiamo visto solo la parte dispositiva, occorrerebbe conoscere la sentenza integrale prima di fare commenti di sorta.All'attuale stato delle cose manca ancora il "perché". =)
            Suvvia.... liberta' di disposizione? E
            l'art. 1406 c.c. relativamente al necessario
            consenso del contraente ceduto?a quale contraente fai riferimento? mi sfugge la "cessione" alla quale ti riferisci.
            Tieni presente che la condizione accede solo
            ai rapporti obbligatori sinallagmatici (cfr.
            artt. 1353 segg. cc.), non ai diritti reali.Infatti la condizione subentra nella concessione e non sulla proprietà.Il riferimento al fatto che la proprietà fosse sotto condizione, non era da intendersi giuridicamente: è la constatazione di come la proprietà, nella fattispecie, non sia piena esclusivamente in riferimento al tempo, limitato, in cui essa avviene.

            La concessione non è un semplice possesso.

            La concessione non e' possesso - punto :-)
            cfr. art. 1140 segg. cc (mancanza di reita',
            mancanza di diritto reale....)Questa è una tua deduzione.La concessione non è un semplice possesso, non significa che sia un possesso (non lo è) ma si realizza come tale. Del resto se ricevo una cosa in concessione, esercito su di essa un diritto reale. O no? =)
            Non mi risulta che esista un diritto
            costituzionalmente tutelato al nome a
            dominio :-)) Ehehehe ovvio che no. =)
            Qui mi rimetto - usciamo dal campo del
            diritto ed entriamo nella politica pura
            relativa alla legittimita' delle tasse di
            registrazione dei marchi - che peraltro non
            sono altro che il costo di un monopolio che
            viene garantito a chi ne fa richiesta. Permettimi ma vedere la detenzione di un marchio come monopolio è uno stravolgimento delle finalità del marchio stesso. :)Direi piuttosto che può essere una conseguenza.
            Sotto quale profilo specifico?A cosa ti riferisci? =)L'incostituzionalità è data da una decisione che induca a comportamenti opposti al dettato costituzionale.
            Forse c'e' stato un piccolo fraintendimento:
            e' evidente che il Giudice ha applicato una
            norma avente valore di legge (a quel che mi
            risulta ha applicato la legge marchi). Il
            riferimento alla raccomandazione WIPO era da
            me voluto nei confronti di chi strepitava
            che "lo scandalo" era dovuto ad una realta'
            italiana particolarmente nefasta - mentre
            altrove i principi applicati sarebbero stati
            diversi. In realta', la massima
            organizzazione internazionale per quanto
            riguarda internet e marchi (ed tante altre
            cose) sta andando esattamente nella
            direzione indicata dal Tribunale di Bergamo.
            Puo' non piacere, ma e' cosi'.E secondo me l'applicazione della legge marchi è stata una scelta forse, riduttiva?
            Il principio di pertinenza da te proposto
            pero' nel caso di specie non riesce a
            coordinarsi con la tutela ultramerceologica
            del marchio celebre. E qui ancora una volta
            bisogna fare i conti con le convenzioni
            internazionali.Perché non si dovrebbe coordinare?Secondo me, se una realtà "celebre" si lascia sfuggire una possibilità alquanto evidente (l'occupazione del dominio armani.it per intenderci), è da imputare alla sua negligenza. =)
          • Anonimo scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Anonimo


            Abbiamo visto solo la parte dispositiva,
            occorrerebbe conoscere la sentenza integrale
            prima di fare commenti di sorta.
            All'attuale stato delle cose manca ancora il
            "perché". =)
            Su questo credo che saremo d'accordo sino alla fine dei tempi :-))

            Suvvia.... liberta' di disposizione? E

            l'art. 1406 c.c. relativamente al
            necessario

            consenso del contraente ceduto?

            a quale contraente fai riferimento? mi
            sfugge la "cessione" alla quale ti
            riferisci.La concessione e' un contratto con cui una parte (la RA) concede ad un'altra (l'assegnatario) la possibilita' di utilizzazione di un nome a dominio. Nel caso l'assegnatario volesse cedere il nome a dominio ad un terzo, la RA in quanto contraente ceduto deve prestare il suo assenso (che poi nel caso di specie limiti la propria discrezionalita' non sposta i termini della questione da un punto di vista dogmatico).In soldoni: per vendere il mio PC ho bisogno solo di raggiungere un accordo con chi lo compra; per cedere il mio contratto di concessione (alcuni la definiscono licenza) devo avere "il permesso" del mio dante causa.



            La concessione non è un semplice
            possesso.



            La concessione non e' possesso - punto :-)

            cfr. art. 1140 segg. cc (mancanza di
            reita',

            mancanza di diritto reale....)

            Questa è una tua deduzione.
            La concessione non è un semplice possesso,
            non significa che sia un possesso (non lo è)
            ma si realizza come tale. Del resto se
            ricevo una cosa in concessione, esercito su
            di essa un diritto reale. O no? =)Saro' un po' tranchant: con la concessione di un nome a dominio non ricevi una cosa (e' quello che intendevo per mancanza di reita'). Senza "res" non c'e' possesso.

            Non mi risulta che esista un diritto

            costituzionalmente tutelato al nome a

            dominio :-))
            Ehehehe ovvio che no. =)



            Qui mi rimetto - usciamo dal campo del

            diritto ed entriamo nella politica pura

            relativa alla legittimita' delle tasse di

            registrazione dei marchi - che peraltro
            non

            sono altro che il costo di un monopolio
            che

            viene garantito a chi ne fa richiesta.

            Permettimi ma vedere la detenzione di un
            marchio come monopolio è uno stravolgimento
            delle finalità del marchio stesso. :)
            Direi piuttosto che può essere una
            conseguenza.Mi spiace dissentire, ma la titolarita' di un marchio e' ontologicamente finalizzata ad un monopolio (o, se preferisci, ad una privativa):io registro un marchio al fine di vedermi garantita l'esclusiva opponibile a qualunque terzo di usare quel determinato segno. (fatta semplice, c'e' ovviamente il problema delle classi e amenita' che conosci...)


            Sotto quale profilo specifico?
            A cosa ti riferisci? =)
            L'incostituzionalità è data da una decisione
            che induca a comportamenti opposti al
            dettato costituzionale. Le decisioni non possono essere incostituzionali, solo le leggi :-)



            Forse c'e' stato un piccolo
            fraintendimento:

            e' evidente che il Giudice ha applicato
            una

            norma avente valore di legge (a quel che
            mi

            risulta ha applicato la legge marchi). Il

            riferimento alla raccomandazione WIPO era
            da

            me voluto nei confronti di chi strepitava

            che "lo scandalo" era dovuto ad una
            realta'

            italiana particolarmente nefasta - mentre

            altrove i principi applicati sarebbero
            stati

            diversi. In realta', la massima

            organizzazione internazionale per quanto

            riguarda internet e marchi (ed tante altre

            cose) sta andando esattamente nella

            direzione indicata dal Tribunale di
            Bergamo.

            Puo' non piacere, ma e' cosi'.

            E secondo me l'applicazione della legge
            marchi è stata una scelta forse, riduttiva?



            Il principio di pertinenza da te proposto

            pero' nel caso di specie non riesce a

            coordinarsi con la tutela
            ultramerceologica

            del marchio celebre. E qui ancora una
            volta

            bisogna fare i conti con le convenzioni

            internazionali.

            Perché non si dovrebbe coordinare?
            Secondo me, se una realtà "celebre" si
            lascia sfuggire una possibilità alquanto
            evidente (l'occupazione del dominio
            armani.it per intenderci), è da imputare
            alla sua negligenza. =)E se il marchio celebre e tutelato ultramerceologicamente e' anteriore (anche in punto celebrita') alla richiesta di nome a dominio? Il monopolio di cui sopra riceve tutela indipendentemente dal fatto che io non abbia posto in essere tutte le misure atte ad evitare che qualcuno ne potesse fare uso (principio con correttivi - sia ben chiaro, basta guardare alla sentenza sulla dilution del marchio Victoria's Secrets)Gianluca
          • Sigfrido scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            - Scritto da: Anonimo



            Su questo credo che saremo d'accordo sino
            alla fine dei tempi :-))già =)
            La concessione e' un contratto con cui una
            parte (la RA) concede ad un'altra
            (l'assegnatario) la possibilita' di
            utilizzazione di un nome a dominio. Nel caso
            l'assegnatario volesse cedere il nome a
            dominio ad un terzo, la RA in quanto
            contraente ceduto deve prestare il suo
            assenso (che poi nel caso di specie limiti
            la propria discrezionalita' non sposta i
            termini della questione da un punto di vista
            dogmatico).
            In soldoni: per vendere il mio PC ho bisogno
            solo di raggiungere un accordo con chi lo
            compra; per cedere il mio contratto di
            concessione (alcuni la definiscono licenza)
            devo avere "il permesso" del mio dante
            causa.Si, era pacifico tutto ciò: mi chiedevo in che contesto si inserisse visto che di fatto non c'è stata una normale cessione ma una riassegnazione.
            Saro' un po' tranchant: con la concessione
            di un nome a dominio non ricevi una cosa (e'
            quello che intendevo per mancanza di
            reita'). Senza "res" non c'e' possesso.Questo è vero, però occorrerebbe essere un pò elastici: del resto l'era internet è relativamente moderna, quindi occorrerebbe adeguare certe categorie.A mio avviso il dominio è una "res" fisica in un luogo fisico, quale intendo la rete.
            Mi spiace dissentire, ma la titolarita' di
            un marchio e' ontologicamente finalizzata ad
            un monopolio (o, se preferisci, ad una
            privativa):
            io registro un marchio al fine di vedermi
            garantita l'esclusiva opponibile a qualunque
            terzo di usare quel determinato segno.
            (fatta semplice, c'e' ovviamente il problema
            delle classi e amenita' che conosci...) Sicuramente la volontà di avere un'opponibilità a terzi è connaturata all'essenza di marchio.Non penso però che sia la vera finalità del marchio che dovrebbe, imho, fungere da riferimento esplicito circa la provenienza di un bene. (una cassa identica per costruzione è bose o jbl)


            Sotto quale profilo specifico?

            A cosa ti riferisci? =)

            L'incostituzionalità è data da una
            decisione

            che induca a comportamenti opposti al

            dettato costituzionale.
            Le decisioni non possono essere
            incostituzionali, solo le leggi :-) La legge corrisponde al regolare una materia in un dato modo fra quelli disponibili. (il giurista sceglie un approccio al posto di un altro: ecco a quale decisione mi riferivo)Se quindi esiste una legge (nella fattispecie la decisione del giurista di come regolare la materia marchi) che permetta un comportamento incentivante, ad esempio, la disparità (ammesso e non concesso sia tale), la trovo incostituzionale. =)
            E se il marchio celebre e tutelato
            ultramerceologicamente e' anteriore (anche
            in punto celebrita') alla richiesta di nome
            a dominio? Il monopolio di cui sopra riceve
            tutela indipendentemente dal fatto che io
            non abbia posto in essere tutte le misure
            atte ad evitare che qualcuno ne potesse fare
            uso (principio con correttivi - sia ben
            chiaro, basta guardare alla sentenza sulla
            dilution del marchio Victoria's Secrets)Ok, sono d'accordo, ma come vedi il marchio va a tutelare il proprietario in una situazione per cui non andrebbe, a mio avviso, tutelato.La cosa su cui interrogarsi principalmente è la "legittimità" del fatto che un marchio (per principio non "clonabile" e distintitivo) corrispondente ad un cognome (comune ad altre persone) possa permettere l'espropriazione di un dominio che dovrebbe, a ragione, poter spettare anche agli altri aventi diritto (i titolare del medesimo cognome).In pratica si potrebbe interpretare che con un marchio corrispondente ad un cognome, una persona abbia più diritto di altre con il medesimo cognome, ad esempio, ad essere il concessionario di un dominio.Ma se poi anche le altre persone volessero registrare un marchio relativo al proprio cognome?Cosa succede?
          • Anonimo scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...

            Si, era pacifico tutto ciò: mi chiedevo in
            che contesto si inserisse visto che di fatto
            non c'è stata una normale cessione ma una
            riassegnazione.
            Nope, nel caso di specie non c'e' stata cessione, riassegnazione o trasferimento della titolarita' del dominio armani.it: il giudice ha ordinato la cancellazione del nome armani dal dominio del convenuto e ne ha inibito l'utilizzo al convenuto. Questo non implica in nessun modo che armani.it diventi di titolarita' della Armani Spa. Ovvio che se qualcuno prova a registrarlo e non e' il titolare del marchio si ricomincerebbe da capo :-))

            Saro' un po' tranchant: con la concessione

            di un nome a dominio non ricevi una cosa
            (e'

            quello che intendevo per mancanza di

            reita'). Senza "res" non c'e' possesso.

            Questo è vero, però occorrerebbe essere un
            pò elastici: del resto l'era internet è
            relativamente moderna, quindi occorrerebbe
            adeguare certe categorie.
            A mio avviso il dominio è una "res" fisica
            in un luogo fisico, quale intendo la rete.
            E' una interessante prospettiva, ma a questo punto ti chiedo: se' e' un luogo fisico dove si trova?Al domicilio/sede legale/residenza dell'assegnatario? Presso la sede della RA (che e' il dante causa del contratto di concessione)? Dove si trovano i name server della RA? Dove si trovano i name server del sito corrispondente al dominio? dove si trova fisicamente il server web?Se e' una "res" fisica, come e' possibile procedere in executivis? E' un bene mobile od immobile?[tutte domande con conseguenze dirompenti, a cominciare da giurisdizione e competenza...]

            Mi spiace dissentire, ma la titolarita' di

            un marchio e' ontologicamente finalizzata
            ad

            un monopolio (o, se preferisci, ad una

            privativa):

            io registro un marchio al fine di vedermi

            garantita l'esclusiva opponibile a
            qualunque

            terzo di usare quel determinato segno.

            (fatta semplice, c'e' ovviamente il
            problema

            delle classi e amenita' che conosci...)

            Sicuramente la volontà di avere
            un'opponibilità a terzi è connaturata
            all'essenza di marchio.
            Non penso però che sia la vera finalità del
            marchio che dovrebbe, imho, fungere da
            riferimento esplicito circa la provenienza
            di un bene. (una cassa identica per
            costruzione è bose o jbl)I due profili si incrociano: il marchio come segno distintivo ha la finalita' (anche) di identificare la provenienza, ma proprio perche' piu' o meno fortemente distintivo comporta che ai terzi debba essere impedito di usarne (e qui si ritorna al monopolio) altrimenti perderebbe la sua capacita' distintiva in ordine (anche) alla provenienza. Non puo' esistere un profilo senza l'altro.



            Sotto quale profilo specifico?


            A cosa ti riferisci? =)


            L'incostituzionalità è data da una

            decisione


            che induca a comportamenti opposti al


            dettato costituzionale.

            Le decisioni non possono essere

            incostituzionali, solo le leggi :-)

            La legge corrisponde al regolare una materia
            in un dato modo fra quelli disponibili. (il
            giurista sceglie un approccio al posto di un
            altro: ecco a quale decisione mi riferivo)

            Se quindi esiste una legge (nella
            fattispecie la decisione del giurista di
            come regolare la materia marchi) che
            permetta un comportamento incentivante, ad
            esempio, la disparità (ammesso e non
            concesso sia tale), la trovo
            incostituzionale. =)Questione di politica del diritto.... d'altronde anche la tutela della proprieta' privata incentiva la disparita' (tra chi è proprietario e chi non lo e' - e se la cosa e' moderatamente rilevante per quanto riguarda beni largamente disponibili pensiamo all'esempio classico dell'opera d'arte, pezzo unico: la proprieta' privata incentiva la disparita' tra me che ne sono proprietario e il resto del mondo che non puo' esserlo a meno che non sia io a deciderlo) :-))Ma, almeno in Italia, la proprieta' privata e' tutto fuorche' incostituzionale :-)
            Ok, sono d'accordo, ma come vedi il marchio
            va a tutelare il proprietario in una
            situazione per cui non andrebbe, a mio
            avviso, tutelato.E torniamo al fatto che, de jure condendo, si puo' fare tutto (o quasi); de jure condito dobbiamo lavorare con quello che abbiamo e, allo stato, il marchio celebre gode di un'ampia tutela :-)
            La cosa su cui interrogarsi principalmente è
            la "legittimità" del fatto che un marchio
            (per principio non "clonabile" e
            distintitivo) corrispondente ad un cognome
            (comune ad altre persone) possa permettere
            l'espropriazione di un dominio che dovrebbe,
            a ragione, poter spettare anche agli altri
            aventi diritto (i titolare del medesimo
            cognome).
            In pratica si potrebbe interpretare che con
            un marchio corrispondente ad un cognome, una
            persona abbia più diritto di altre con il
            medesimo cognome, ad esempio, ad essere il
            concessionario di un dominio.
            Ma se poi anche le altre persone volessero
            registrare un marchio relativo al proprio
            cognome?
            Cosa succede?Questa e' facile: il marchio per cui si richiede la registrazione posteriore sarebbe nullo per mancanza di novita'.Sempre in un'ottica di politica del diritto l'estremizzazione del discorso dovrebbe essere: nessuno puo' registrare un nome a dominio perche' questo nega la possibilita' di farlo a chi ha un titolo, eventualmente diverso, autonomo - e' il principio del "o tutti o nessuno".Se invece si sceglie di permettere a qualcuno di ottenere questa esclusiva, il problema diventa assiologico e, ancora di politica (del diritto): tra piu' diritti confliggenti a quale devo accordare una tutela piu' penetrante? Gianluca
          • Sigfrido scrive:
            Re: A quanti gridano allo scandalo...
            Rispondo domani se ce la faccio..giornate pesanti queste. =)
    • Anonimo scrive:
      Re: A quanti gridano allo scandalo...

      Al di la' del tecnicismo, la morale e':
      al titolare del marchio celebre dovrebbe
      essere accordata la possibilita' di
      registrare o di ottenere la (ri)assegnazione
      del nome a dominio corrispondente a detto
      marchio a prescindere dall'eventuale titolo
      vantato da terzi.Dare la possibilita' e' un conto. Ma che dire dello stabilire contestualmente un risarcimento per chi all'uso del nome, celebrita' a parte, ha uguale diritto?
      • Anonimo scrive:
        Re: A quanti gridano allo scandalo...
        - Scritto da: Anonimo

        Al di la' del tecnicismo, la morale e':

        al titolare del marchio celebre dovrebbe

        essere accordata la possibilita' di

        registrare o di ottenere la
        (ri)assegnazione

        del nome a dominio corrispondente a detto

        marchio a prescindere dall'eventuale
        titolo

        vantato da terzi.

        Dare la possibilita' e' un conto. Ma che
        dire dello stabilire contestualmente un
        risarcimento per chi all'uso del nome,
        celebrita' a parte, ha uguale diritto?Non so a cosa ti stai riferendo... nel caso di specie e' stata *respinta* la domanda di risarcimento del danno avanzata dall'attore.E la raccomandazione WIPO non dice nulla in punto; restano, ovviamente, applicabili le norme "locali" in ordine alla concorrenza sleale.Gianluca
        • Anonimo scrive:
          Re: A quanti gridano allo scandalo...

          punto; restano, ovviamente, applicabili le
          norme "locali" in ordine alla concorrenza
          sleale.Già, perchè fare concorrenza all'abbigliamento con i timbri è concorrenza sleale secondo te?
    • Anonimo scrive:
      Re: A quanti gridano allo scandalo...
      potresti spiegarmi perchè fai riferimento alla Convenzione di Parigi? Grazie.
      • Anonimo scrive:
        Re: A quanti gridano allo scandalo...
        - Scritto da: Anonimo
        potresti spiegarmi perchè fai riferimento
        alla Convenzione di Parigi? Grazie.In riferimento all'art. 6bis:«I paesi dell'Unione si impegnano a rifiutare o a invalidare, sia d'ufficio se la legislazione dei paese lo consente, sia a richiesta dell'interessato, la registrazione ed a vietare che si usi, senza il permesso dei poteri competenti, la registrazione di un marchio di fabbrica o di commercio che sia la riproduzione, la imitazione o la traduzione, atte a produrre confusioni, di un marchio che l'autorità competente dei paese in cui è avvenuta la registrazione stimerà essere ivi già notoriamente conosciuto come marchio di una persona ammessa al beneficio della presente Convenzione ed usato per prodotti identici od affini. Lo stesso dicasi quando la parte essenziale del marchio costituisce la riproduzione d'un marchio notoriamente conosciuto o un'imitazione atta a creare confusioni con esso.»Va da se' che - ove si riconosca il nome a dominio come marchio - la disciplina sarebbe direttamente rilevante.Ove invece si optasse per una posizione piu' blanda che prevede il nome a dominio come "semplice" segno, la normativa verrebbe a rilievo mediata dalla teoria (pacifica) dell'unità del segno.Gianluca
        • Anonimo scrive:
          Re: A quanti gridano allo scandalo...
          grazie per la spiegazione. certo, però, equiparare il dominio ad un marchio registrato che possa sfruttare quanto concesso dalla convenzione di Parigi mi sembra troppo.Mah, nel mio piccolo a me sembra tanto che il dominio sia stato concesso in quanto armani poteva già definirsi marchio noto all'epoca della prima regisrazione di armani.it (si leggeranno poi per intero le motivazioni), ma se è così, secondo me, a questo punto si impone un riesame a Ginevra...
    • Anonimo scrive:
      gridano allo scandalo...SEI UN BUFFONE
      LA WIPO DEL QUALE FORSE SAI DELL'ESISTENZA DA 23 GIORNI HA RESPINTO LA RIASSEGNAZIONE PROPRIO DI ARMANI.COM, LAVATI LA BOCCA PRMA DI DIRE CAVOLATE.COSA è UN MARCHIO CELEBRE, COSA è UN MARCHIO? LEGGGITI ALMENO TRE PAGINE DI LEGGI.CIAOO
      • Anonimo scrive:
        Re: gridano allo scandalo...SEI UN BUFFONE
        - Scritto da: Anonimo
        LA WIPO DEL QUALE FORSE SAI DELL'ESISTENZA
        DA 23 GIORNI HA RESPINTO LA RIASSEGNAZIONE
        PROPRIO DI ARMANI.COM, LAVATI LA BOCCA PRMA
        DI DIRE CAVOLATE.Ti ringrazio per il commento illuminato....So benissimo che la WIPO ha respinto la richiesta di riassegnazione del nome a dominiio armani.com e, a differenza di te, so anche il perche':il ricorrente, in una procedura di riassegnazione, deve provare la malafede dell'attuale assegnatario (leggiti l'UDRP).Nel caso di specie il ricorrente non e' stato in grado di offrire detta prova dato che nessuna delle condotte poste in essere dal signor A.R. Mani poteva lasciar inferire detta mala fede.http://arbiter.wipo.int/domains/decisions/html/2001/d2001-0537.htmlTi diro' di piu': se la Armani Spa non avesse proposto una causa ordinaria ma una MAP avrebbe avuto molte meno probabilita' di vincere.
        COSA è UN MARCHIO CELEBRE, COSA è UN
        MARCHIO? LEGGGITI ALMENO TRE PAGINE DI
        LEGGI.Cosa e' un marchio: http://www.wipo.org/about-ip/en/index.html?wipo_content_frame=/about-ip/en/trademarks.htmlSui marchi celebri:http://www.tradeagenda.com/files/wta1999/wta1/trade_marks.htmE visto che sei cosi' ferrato, indicami *tu* le tre pagine di leggi che ritieni appropriate.GianlucaP.s. i link riportano a pagine in inglese, ma un genio come te non avra' difficolta' a farle sue, no?
  • Anonimo scrive:
    E boicottatelo no?
    E' semplicissimo: qualunque azienda usi il proprio peso economico allo scopo si usurpare in tribunale il proprio cognome al suo legittimo proprietario sia boicottata.Personalmente non compro nulla che porti il nome di qualche stilistazzo effemminato e pertamto non farò nessuno sforzo, ma certamente intorno ai vostri colli ci sono parecchie cravatte col nome dell'usurpatore.Non comprategli mai più niente e gli passerà la voglia di andare in tribunale.Er monnezza
    • Anonimo scrive:
      Re: E boicottatelo no?
      ci hai ragione!non merita nulla.
    • Anonimo scrive:
      Re: E boicottatelo no?
      - Scritto da: Anonimo
      parecchie cravatte col nome dell'usurpatore.
      Non comprategli mai più niente e gli passerà
      la voglia di andare in tribunale.purtroppo la gente se ne frega.
      • AlexDeLarge scrive:
        Re: E boicottatelo no?

        - Scritto da: Anonimo

        parecchie cravatte col nome
        dell'usurpatore.

        Non comprategli mai più niente e gli
        passerà

        la voglia di andare in tribunale.

        purtroppo la gente se ne frega.Non credo: basta un po' di passaparola su internet per divulgare il caso.Pensateci bene: un utente qualsiasi, con la sola "sfortuna" di chiamarsi Armani, registra un dominio.Arriva un prepotente che vuole lo stesso dominio, gli impianta una causa, la vince e in più si fa pagare le spese legali dal soccombente.E' DISGUSTOSO.BOIKOT ARMANI.
  • Anonimo scrive:
    viva i soldi e chi li manovra.
    la storia insegna che nella giustizia italiana spesso si è manovrato i verdetti, chissa che anche questo non sia manovrato.
  • Anonimo scrive:
    armani.com causa gia' PERSA
    Armani.com di a.r.mani, è un giudizio già discusso da wipo.org da mesi, il giudizio è stato inclemente contro il ricorrente accusato da wipo di abuso delle procedure.La legge marchi italiana vieta l'uso di cognomi come marchio in regime di monopolio, il brutto della sentenza è che parte da un :....... dell'attrice nel settore in cui opera il convenuto, vista l'assoluta estraneità dell'attività esercitata dall'uno rispetto a quella dell'altro.Quindi una mancanza di conflitti, lascio a voi interpretare perchè uno ricco a vinto e un "povero" a perso.Queste cose disgustose ad oggi le feceva solo la naming tramite le procedure di riassegnazione, i tribunali ad oggi avevano punito solo i reati, questa è una sentenza vergognosa e che limita il diritto costituzionale di utilizzare il proprio cogmome per lavorare in rete.cordiali saluti leggere@virgilio.it
  • Anonimo scrive:
    www.nike.it
    Non è il sito della nike, quello è su www.nikeitalia.itnike.it è "Trattamenti superficiali su bulbi in vetro per lampade elettriche"Se vuoi puoi citarlo come esempio in tribunale...
    • Anonimo scrive:
      Re: www.nike.it
      338522 visite per il sito.. mi sa che qualcuno cercava altro.. o no?- Scritto da: Anonimo
      Non è il sito della nike, quello è su
      www.nikeitalia.it
      nike.it è "Trattamenti superficiali su bulbi
      in vetro per lampade elettriche"
      Se vuoi puoi citarlo come esempio in
      tribunale...
      • Sigfrido scrive:
        Re: www.nike.it
        - Scritto da: Anonimo
        338522 visite per il sito.. mi sa che
        qualcuno cercava altro.. o no?E' forse un problema di chi cerca o di chi offre il servizio?Se iniziamo a fare processi alle intenzioni dei navigatori, non riusciremo mai ad estrapolare una norma (generale e astratta, accademicamente parlando).
    • Anonimo scrive:
      Re: www.nike.it
      Per ora!Aspetta che si sappia in giro che i domini .repubblicadellebanane posso essere espropriati a colpi di carte bollate e quattrini e vedrai che tutti i grandi marchi agiranno di conseguenza.
  • Anonimo scrive:
    Anch'io non posso
    Il mio cognome è Campeggi,e ovviamente tutte le principali estensioni sono state registrate! Ora come posso fare per avere un dominio a mio nome?
    • Anonimo scrive:
      Re: Anch'io non posso
      Vai all'anagrafe e cambia cognome...
    • cico scrive:
      Re: Anch'io non posso

      Il mio cognome è Campeggi,e ovviamente tutte
      le principali estensioni sono state
      registrate! Ora come posso fare per avere un
      dominio a mio nome?So che e' provocatorio, comunque e' benericordare che avere un dominio con un proprionome non e' un diritto.Vedere tutetali i propri interessi secondogiustizia dovrebbe esserlo invece.In questo caso hanno prevalso ragioniche non condivido assolutamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anch'io non posso
      - Scritto da: Anonimo
      Il mio cognome è Campeggi,e ovviamente tutte
      le principali estensioni sono state
      registrate! Ora come posso fare per avere un
      dominio a mio nome?svegliarsi prima, no?caro mio, chi tardi arriva male alloggia.
  • Anonimo scrive:
    Trovata la soluzione...
    Chi si ricorda la 3dfx Diamond Monster?Perfetto! Anni fa, se andavi in www.diamond.com veniva fuori tutt'altro sito MA proprio in home page c'era un frase che recitava più o meno così: "Se stai cercando informazioni sulla Monster 3D devi andare qui www.diamondmm.com".Quindi l'Egr. Sig. Avv. Dott. Ing. Arch. Armani (Giorgio x gli amici) deve chiedere umilmente e pagando fior di euro se è possibile inserire nella home page di Armani Luca un collegamento che reinderizzi ad uno dei 2000 domini che si è registrato!Giorgio Armani è inutile che piangi, come diceva qualcun altro, ti dovevi svegliare prima!Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Trovata la soluzione...
      Purtroppo la soluzione l'ha trovata prima il giudice..... e non e' quella che tu hai indicato!

      Quindi l'Egr. Sig. Avv. Dott. Ing. Arch.
      Armani (Giorgio x gli amici) deve chiedere
      umilmente e pagando fior di euro se è
      possibile inserire nella home page di Armani
      Luca un collegamento che reinderizzi ad uno
      dei 2000 domini che si è registrato!
    • Anonimo scrive:
      Re: Trovata la soluzione...
      - Scritto da: Anonimo
      Chi si ricorda la 3dfx Diamond Monster?

      Perfetto! Anni fa, se andavi in
      www.diamond.com veniva fuori tutt'altro sito
      MA proprio in home page c'era un frase che
      recitava più o meno così: "Se stai cercando
      informazioni sulla Monster 3D devi andare
      qui www.diamondmm.com".Anche sul sito www.leiene.it c'è un collegamento al sito ufficiale del programma "Le Iene". Effettivamente mi sembra un compromesso che dovrebbe andare bene per entrambi.Ciauz!
  • Anonimo scrive:
    Società schiava delle proprie aziende
    e non credo ci sia altro da dire. Puah!
  • Anonimo scrive:
    Forme di protesta
    Purtroppo c'è poco da "boicottare": voglio sapere qui quanti possono permettersi di comprare roba firmata Armani.Facciamo piuttosto girare la notizia, organizziamo un bel netstrike di giorgioarmani.com, cerchiamo tutti i contatti e-mail amministrativi del caso dove scrivere due righe per far sapere all'azienda Armani quanto abbiamo *apprezzato* la loro prevaricazione. E soprattutto facciamogli la pubblicità che si meritano! Che più gente possibile sappia quanto sono str***!!!
  • Anonimo scrive:
    WWW:ARMANI.COM e' LIBERO!!!!
    Senti, Sig. Luca Armani....Registrati il "www.Armani.com" e mettigliela... in saccoccia!!! :-DDD
    • Anonimo scrive:
      Re: WWW:ARMANI.COM e' LIBERO!!!!
      - Scritto da: Anonimo
      Senti, Sig. Luca Armani....
      Registrati il "www.Armani.com" e
      mettigliela... in saccoccia!!! :-DDDarmani.com e' gia' stato registrato, da dal Signor Anand R. Mani, a cui auguromolta piu' fortuna di quanta ne ha avuta Luca Armani.[root@perseus root]# whois armani.com@whois.opensrs.net[whois.opensrs.net]Registrant: A.R.MANI 205-1139 Barclay Street Vancouver, BC V6E 1G8 CA Domain name: ARMANI.COM Administrative Contact: Mani, Anand info@armani.com 205-1139 Barclay Street Vancouver, BC V6E 1G8 CA 604-669-9507 Technical Contact: Admin, Network postmaster@easyhosting.com 10 Kelfield Rd Rexdale, ON M9W 5A2 CA 1-877-414-5665 Fax: (416) 233-6970
      • h9 scrive:
        Re: WWW:ARMANI.COM e' LIBERO!!!!
        Updated Date: 17-may-2002Creation Date: 20-feb-1995Expiration Date: 21-feb-2004ed anche se tentasse il giorgio di appropriarsene non troverebbe una NIC italianotta, avrebbe sicuramenteossi più duri da rodere visto che le regole dell'articoloin copertina valgono solo per gli IT.Cmq stai certo che già di sicuro ci ha provato
  • Anonimo scrive:
    18.000 EURO!!!!!!!!!!! piu l'avvocato!!!
    Come fa una persona normale a competere con questo tipo di giustizia?Il tribunale gli ha stangato 36 milioni di spese e lui ne avrà almeno altri 15/20 del suo avvocato...Qual'e' la morale?Se uno grosso si incazza molla l'osso, ti conviene!!!E a fottersi la "Giustizia" l'"Equità" e tutte quelle cose li che esistono SOLO nel mondo delle favole....Che schifo di nazione....
  • Anonimo scrive:
    quindi per alcuni di voi...
    se uno ha lo stesso cognome di un potente, non ha piu' il diritto di utilizzare il proprio cognome.Vorrei proprio vedere se vi chiamaste agnelli o berlusconi, barilla e rischiaste di perdere il dominio!ma andate a ca....
  • Anonimo scrive:
    Scusate ma.....
    un dominio, non dovrebbe portare ad un indirizzo di un sito che si intende visitare???Se visito www.armani.it, al 99% vado xche' voglio trovarci gli abbigliamenti di giorgio armani e non il sito personale di luca armani ( che manco so che esiste ).E' un po' come x la questione dialers.... se cerco www.giochifree.it, vuol dire che cerco giochi gratis e non siti con dialers che non hanno nulla di free.O siamo tutti convinti di quello che scriviamo, oppure non facciamo il bello ed il cattivo tempo solo a nostro piacimento.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate ma.....

      Se visito www.armani.it, al 99% vado xche'
      voglio trovarci gli abbigliamenti di giorgio
      armani e non il sito personale di luca
      armani ( che manco so che esiste ).E' proprio questo il bello e il difficile della democrazia liberale: tutti sono uguali ed hanno uguali possibilità di affermazione futura. Domani Armani (Giorgio) potrebbe fallire e Armani (Luca) potrebbe diventare una potente multinazionale. D'altro canto il sito si chiama armani.it e non giorgioarmani-jeans.it, e se Armani (Giorgio) avesse cercato una tutela giuridica piena del proprio marchio non avrebbe utilizzato il proprio nome e basta.Saluti, Gaetano
      • Anonimo scrive:
        Re: Scusate ma.....
        si...ma *ora* se io cerco armani, e' logico che punto su www.armani.it
        • Anonimo scrive:
          Re: Scusate ma.....
          - Scritto da: Anonimo
          si...ma *ora* se io cerco armani, e' logico
          che punto su www.armani.it1) Se conoscessi internet non sarebbe così logico2) Anche Luca Armani, oltre ad avere il cognome Armani, aveva una ditta. C'è da decidere quale, tra i due armani, può avere il dominio .it. Tu lo daresti in base a chi ha la ditta più grande e più soldi? Perché è questa l'unica differenza evidente tra i due. Luca Armani aveva regolarmente registrato il dominio armani.it PRIMA di Giorgio Armani. La regola, prima d'ora, diceva che Luca Armani aveva pienamente diritto di possedere il dominio di secondo livello armani.it. Cambiamo le regole secondo l'umore del giudice? Perché allora non registriamo i domini in prefettura...
    • Luca Schiavoni scrive:
      my 5 cents
      - Scritto da: Anonimo
      un dominio, non dovrebbe portare ad un
      indirizzo di un sito che si intende
      visitare???yes! :)
      Se visito www.armani.it, al 99% vado xche'
      voglio trovarci gli abbigliamenti se digiti www.armani.it evidentemente vuoi vedere www.armani.itIl sito di abbigliamento lo trovi cliccando su banner Armani, cercando nei motori di ricerca, trovando il link su elenchi di negozi di abbigliamento etc etcmagari il negozio armani sul web si chiamawww.vestitibenewow.comIl sito di The Matrix ad esempio non e' thematrix.comE Versace.com di chi e' di diritto? della sorella o del marchio ?O di Giambattista Versace di Vercelli?Ci sono delle regole, questo e' il punto.O almeno sarebbe il caso di trovarle e non cambiarle ogni tanto.. come e' questo il caso. < di giorgio
      armani e non il sito personale di luca
      armani ( che manco so che esiste ).lo scopri digitando www.armani.it :)
      O siamo tutti convinti di quello che
      scriviamo, oppure non facciamo il bello ed
      il cattivo tempo solo a nostro piacimento.Io spero che mai nessuno stilista, attore o chissachi col mio stesso cognome diventi famoso....Altrimenti, secondo te, io perderei il diritto di avere un dominio col mio cognome ?ehm..Luca S
      • Anonimo scrive:
        Re: my 5 cents
        - Scritto da: LucaSchiavoni

        se digiti www.armani.it evidentemente vuoi
        vedere www.armani.itNo....scusa...io navigo in rete dal '94 ( te penso un po' prima ), e allora non c'era la "brutta abitudine" di utilizzare un motore di ricerca. Si voleva il sito della cocacola, si digitava www.cocacola.com e si era nel sito della cocacola.( Ovvio che se un'azienda non ha investito in tempo su internet, ora ha dei problemini con quelli che hanno registrato 50.000 domini di marchi famosi . )
        Il sito di abbigliamento lo trovi cliccando
        su banner Armani, cercando nei motori di
        ricerca, trovando il link su elenchi di
        negozi di abbigliamento etc etcNo.....io credo ( e spero che la famosa internet2 sara' cosi ), che se io digito www.armani.it ( o .com ), mi porta all'azienda ( tra le tante che esisteranno ) + famosa e cioe' a quella di Giorgio Armani.Non vedo xche' l'azienda di Giorgio Armani debba trovarsi sotto www.armanijeans.it e magari quella gi Pippo Armani ( che vende borsette -esempio- ) non possa trovarsi sotto www.armaniborsette.itInoltre, ( domanda a cui nessuno ha saputo/voluto rispondere ), quandi utenti dopo aver visto la homepage hanno cliccato in una sezione interna di quel sito? ( 1/1000 se siamo fortunati ).Quindi si potrebbe anche vedere come il tipo ha preferito cavalcare l'onda del successo del suo omonimo per trarne profitto.
        Il sito di The Matrix ad esempio non e'
        thematrix.comSappiamo gia' come funziona in America e il dot.com
        E Versace.com di chi e' di diritto? della
        sorella o del marchio ?Non intendendomi di moda non posso risponderti :)
        Ci sono delle regole, questo e' il punto.
        O almeno sarebbe il caso di trovarle e non
        cambiarle ogni tanto.. come e' questo il
        caso.Infatti le regole erano che in caso di marchi registrati, il nome di dominio sarebbe andato all'azienda avente diritti.

        armani e non il sito personale di luca

        armani ( che manco so che esiste ).
        lo scopri digitando www.armani.it :)Ma magari non mi interessa sapere che esista....io stavo cercando vestiti. :)
        Io spero che mai nessuno stilista, attore o
        chissachi col mio stesso cognome diventi
        famoso....Beh....io ho uno col mio stesso cognome che ha creato un sito x la sua ragazza.....non so quanto questo x lui sia utile ( a me sarebbe servito x il lavoro che svolgo ), ma non avendo un'azienda col mio nome, ho dovuto provvedere alla registrazione del mio cognome con un'altra estensione... :(
        Altrimenti, secondo te, io perderei il
        diritto di avere un dominio col mio cognome
        ?
        ehm..Beh.....e' se non erro tra le regole di tutte le estensioni ( il fatto che se uno registra un nome di un marchio registrato, vede perdere il dominio + a pagare un risarcimento ...e queste leggi non le ho fatte io... ) :)Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: my 5 cents
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: LucaSchiavoni



          se digiti www.armani.it evidentemente vuoi

          vedere www.armani.it

          No....scusa...io navigo in rete dal '94 ( te
          penso un po' prima ), e allora non c'era la
          "brutta abitudine" di utilizzare un motore
          di ricerca. Si voleva il sito della
          cocacola, si digitava www.cocacola.com e si
          era nel sito della cocacola.
          ( Ovvio che se un'azienda non ha investito
          in tempo su internet, ora ha dei problemini
          con quelli che hanno registrato 50.000
          domini di marchi famosi . )Io dal '95, un po' dopo di te, però una delle prime cose che ho imparato ad utilizzare sono stati i motori di ricerca (altavista rulez... quella volta). Credo nessuno, che abbia un minimo di dimestichezza con Internet, pretenda di trovare il sito che vuole semplicemente "ipotizzando" il suo nome e digitandolo sulla barra degli indirizzi. Concordo nel ritenere che se digiti www.nike.it vuoi visitare www.nike.it, niente di più e niente di meno. Potrebbe essere un sito con informazioni sulla dea greca, di una qualche associazione o della ditta nike di pinco panco. Se volessi visitare il sito della nike ditta di abbigliamento sportivo, senza sapere qual'è il suo indirizzo, cerco su qualche motore di ricerca.

          Il sito di abbigliamento lo trovi
          cliccando

          su banner Armani, cercando nei motori di

          ricerca, trovando il link su elenchi di

          negozi di abbigliamento etc etc

          No.....io credo ( e spero che la famosa
          internet2 sara' cosi ), che se io digito
          www.armani.it ( o .com ), mi porta
          all'azienda ( tra le tante che esisteranno )
          + famosa e cioe' a quella di Giorgio Armani.1) Perché due diversi indirizzi per la stessa ditta? i domini di primo livello sono stati creati anche per distinguere i siti in base alla tipo di informazioni che contengono. Mi sembrerebbe assurdo, ad esempio, che giorgio armani possa aver pretese sul sito armani.edu, magari sito di Pippo Armani e che tratta di fisica e matematica. Esistono appositi domini di primo livello per le ditte (.com e .biz)2) Eventualmente, al dominio armani.it, mi aspetterei di trovare la ditta Armani. Visto che ne esiste più di una, non vedo perché debba avere precedenza quella di Giorgio Armani. 3) Evidentemente Giorgio Armani non ha scelto un nome abbastanza discriminante per la sua ditta.
          Non vedo xche' l'azienda di Giorgio Armani
          debba trovarsi sotto www.armanijeans.it e
          magari quella gi Pippo Armani ( che vende
          borsette -esempio- ) non possa trovarsi
          sotto www.armaniborsette.itPerché entrambe le ditte, in uno stato di diritto, dovrebbero avere le stesse garanzie e dovrebbero essere soggette alle medesime regole. Discriminare una delle due in base alla regola del "più forte" non mi sembra sia da stato di diritto.
          Inoltre, ( domanda a cui nessuno ha
          saputo/voluto rispondere ), quandi utenti
          dopo aver visto la homepage hanno cliccato
          in una sezione interna di quel sito? (
          1/1000 se siamo fortunati ).
          Quindi si potrebbe anche vedere come il tipo
          ha preferito cavalcare l'onda del successo
          del suo omonimo per trarne profitto.??? Giudichi a posteriori le intenzioni di questa persona ??? Guarda che non si chiama Mario Rossi, si chiama Luca Armani. Quale indirizzo avrebbe dovuto scegliere, considerando che armani.it era libero? indirizzo_che_nessuno_digiterà_però_almeno_non_me_lo_tolgono_di_luca_armani.it ?

          Ci sono delle regole, questo e' il punto.

          O almeno sarebbe il caso di trovarle e non

          cambiarle ogni tanto.. come e' questo il

          caso.

          Infatti le regole erano che in caso di
          marchi registrati, il nome di dominio
          sarebbe andato all'azienda avente diritti.Armani, da quello che ho capito, non avrebbe potuto registrare come marchio Armani, in quanto cognome... cmq posso sbagliarmi. Altrimenti vado subito a registrare il mio cognome come marchio registrato


          armani e non il sito personale di luca


          armani ( che manco so che esiste ).

          lo scopri digitando www.armani.it :)

          Ma magari non mi interessa sapere che
          esista....io stavo cercando vestiti. :)www.google.it -
          armani vestitisempre se non sai già qual'è l'indirizzo del sito

          Io spero che mai nessuno stilista, attore
          o

          chissachi col mio stesso cognome diventi

          famoso....

          Beh....io ho uno col mio stesso cognome che
          ha creato un sito x la sua ragazza.....non
          so quanto questo x lui sia utile ( a me
          sarebbe servito x il lavoro che svolgo ), ma
          non avendo un'azienda col mio nome, ho
          dovuto provvedere alla registrazione del mio
          cognome con un'altra estensione... :(Mi sembra giusto che la sua ragazza, che ha il tuo stesso cognome , possa avere il sito, visto che ne ha fatto la richiesta prima di te. Se vuoi il sito con il tuo cognome per attività commerciali, registratelo sotto tuo_cognome.biz
    • TeX scrive:
      Re: Scusate ma.....
      - Scritto da: Anonimo
      un dominio, non dovrebbe portare ad un
      indirizzo di un sito che si intende
      visitare???Già.... Solo che i Savoia non li trovi in corso Vittorio Emanuele. L'ambasciata USA ovviamente non sta in corso Stati Uniti. Se cerchi un negozio di buste e contenitori di tela ovviamente non vai in via Sacchi.Così come se ti servono delle piante non vai in via delle Magnolie o in via degli Abeti.In compenso a Milano se cerchi un molestatore sessuale puoi andare in via Pomponazzi..... Ma questo è un caso....http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,174047,00.html
      • Anonimo scrive:
        Re: Scusate ma.....
        Parlavamo di internet non della strada.....2 cose abbastanza differenti
        • TeX scrive:
          Re: Scusate ma.....
          - Scritto da: Anonimo
          Parlavamo di internet non della strada.....

          2 cose abbastanza differentiPerchè ?Devi raggiungere un {posto | sito} e quindi cerchi su {pagine gialle | motore di ricerca} e sai dove andare.
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            - Scritto da: TeX
            Devi raggiungere un {posto | sito} e quindi
            cerchi su {pagine gialle | motore di
            ricerca} e sai dove andare.COOOSA? bisogna pure perdere tempo a consultare le pagine gialle? bisogna pure leggere, quindi?? non esiste proprio... faccio una petizione per cambiare il nome della via della mia citta' dove si trova il negozio di Armani in Via Armani, cosi' lo trovo subito!!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            Guarda che Giorgio ti ha preceduto con una trovata più brillante: a tutti i signori Armani d'Italia verrà sequestrato un numero di locali proporzionale a quello delle vendite e del giro d'affari del luogo che diventeranno empori armani. Si capisce che la cosa non sarà automatica e nemmeno obbligatoria (mica siamo in uno stato di polizia, e che diamine!). A tutti i signori Armani verrà lasciata la possibilità di rinunciare al proprio cognome...
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            - Scritto da: Anonimo
            [...] A tutti i
            signori Armani verrà lasciata la possibilità
            di rinunciare al proprio cognome...eh no! di restituire il cognome, illegittimamente acquisito, al legittimo proprietario, Ill. Ing. Dott. Lup. Mann. Giorgio Armani!Un po' di rispetto, che diamine...
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            - Scritto da: Anonimo...
            COOOSA? bisogna pure perdere tempo a
            consultare le pagine gialle? bisogna pure
            leggere, quindi?? non esiste proprio...
            faccio una petizione per cambiare il nome
            della via della mia citta' dove si trova il
            negozio di Armani in Via Armani, cosi' lo
            trovo subito!!!!A Milano la libreria Hoepli si trova in via Hoepli!!! ^__^
      • Anonimo scrive:
        Re: Scusate ma.....
        - Scritto da: TeX
        In compenso a Milano se cerchi un
        molestatore sessuale puoi andare in via
        Pomponazzi.....

        Ma questo è un caso....Per questa battuta e per le "similitudini" che la precedono, si dico che oggi per Internet è proprio un giorno triste ...
        • TeX scrive:
          Re: Scusate ma.....
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: TeX

          In compenso a Milano se cerchi un

          molestatore sessuale puoi andare in via

          Pomponazzi.....



          Ma questo è un caso....

          Per questa battuta e per le "similitudini"
          che la precedono, si dico che oggi per
          Internet è proprio un giorno triste ...Già....Molto meglio accettare che uno sbruffone pieno di soldi, spacciatore di pezzi di pecora (e di plastica, probabilmente più di plastica che di pecora), venduti a ben caro prezzo, collezionista di domini citi in giudizio un comune cittadino, solo perchè vuole aggiungere un pezzo in più alla collezione....Ma si... mettiamoci un sacco in testa e andiamo a criticare le battute altrui.....Quando il saggio indica la Luna lo stolto guarda il dito....
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            - Scritto da: TeX
            Molto meglio accettare che uno sbruffone
            pieno di soldi, spacciatore di pezzi di
            pecora (e di plastica, probabilmente più di
            plastica che di pecora), venduti a ben caro
            prezzo, collezionista di domini citi in
            giudizio un comune cittadino, solo perchè
            vuole aggiungere un pezzo in più alla
            collezione....A me non frega niente che Giorgio Armani dichiari 350 miliardi di reddito (l'anno scorso), preferisco pensare all'utente Internet (come me) che preferisce avere facilitato il raggiungimento di quello che cerca, ed in maniera "logica".Forse è più logico che su www.armani.it io trovi la home page della Giorgio Armani S.p.A. di quel Giorgio Armani che quasi tutti conoscono che di Luca Armani, uno dei tantissimi Armani. Ma è solo una facilitazione per me utente, ovvio, anche per la Giorgio Armani S.p:A. ... e questo si è un caso, che, guarda caso, capita per caso proprio ad uno (il Giorgio) che ha già una montagna di vantaggi e facilitazioni.Ma guarda tè 'sto caso che brutti scherzi che fa ! :)
            Ma si... mettiamoci un sacco in testa e
            andiamo a criticare le battute altrui.....E cosa devo fare, criticare le mie ? ;)
            Quando il saggio indica la Luna lo stolto
            guarda il dito....Mboh ... se mia nonna fosse una carriola, andrebbe a raccogliere le ciliege ... non mi sono capito, ma è carina :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            Fai un favore al mondo e smetti di essere un utontociaDarius
          • Anonimo scrive:
            Re: Scusate ma.....
            - Scritto da: Anonimo
            Fai un favore al mondo e smetti di essere un
            utontoUn cosa ? Forse intendevi "utente". Pensa, io non ho mai chiesto a nessuno di non usare internet, per quanto potesse disturbarmi quello che pensava. E soprattutto ci tengo affinchè tutti quelli che vogliono entrarci, ci possano entrare, finchè rispettano gli altri.Buona navigazione anche a te, chiunque tu sia.
  • x - : scrive:
    Se ricordo bene, è già successo per ...
    ... una certa Julia Roberts a cui è stato tolto il dominio a favore della più nota ononima (l'attrice).
    • Anonimo scrive:
      Re: Se ricordo bene, sbagli...
      il dominio in questione era usato per fini di sfruttamento porno come molti omonimi di attrici.cordili saluti
  • Anonimo scrive:
    Ditelo ad Armani
    Un modo per far capire a Armani (Giorgio) che simili cose gli si possono ritorcere contro è anche andare sul sito ufficiale e scrivere le proprie opinioni.Potrebbero mettere quantomeno qualche pulce nell'orecchio.
  • Anonimo scrive:
    Chissa quando...
    ... la carrozzeria PRADA di Pero (MI) decidera' di registrare un dominio che farà.....
  • exsinistro scrive:
    Ma smettetela, piagnoni!
    Armani è un nome-marchio noto in tutto in mondo e che porta prestigio all'Italia e alla nostra industria della moda.Il Sig. Luca Armani lo sapeva benissimo quando si è scelto il dominio e ha giocato sicuramente sull'equivoco.Poteva scegliere ad esempio "Luca-Armani" come ha fatto PI. Bene non lo ha fatto, adesso paghi e non rompa.Ci sono interessi nazionali che superano interessi personali.Vuole il suo dominio, bene si faccia la sua internet e lo avrà.E non ci venga più a rompere, lui e PI.
    • Anonimo scrive:
      Abbassiamo i toni
      Il fatto di essere famosi o di successo non può porre nessuno al di sopra di altri - almeno non in una democrazia.Gli interessi nazionali sono a mio avviso tutta un'altra cosa...Anche sull'uso di Internet come esclusivo mezzo commerciale potremmo discutere... E' singolare che gli Ethical Hacker rivolgano lo stesso invito ai fautori dell'e-commerce...Inoltre, Sulle intenzioni di Luca Armani, al momento della registrazione, nessuno di noi è in grado di sapere e di discutere.Se poi questi interventi proprio rompono... Basta "staccare la spina".G.R.P.S. E' brutto essere piagnoni; tuttavia, ricordiamo un altro detto latino che riguarda il riso...
      • exsinistro scrive:
        Re: Abbassiamo i toni
        - Scritto da: xpan

        Il fatto di essere famosi o di successo non
        può porre nessuno al di sopra di altri -
        almeno non in una democrazia.Sarebbe come dire che la torre di Pisa non deve prevalere sulle case popolari, perchè non costruirle una casa da 10 piani vicino?Il marchio Armani è come la torre, da Tutelare, come i panda.

        Gli interessi nazionali sono a mio avviso
        tutta un'altra cosa...
        Anche sull'uso di Internet come esclusivo
        mezzo commerciale potremmo discutere... E'
        singolare che gli Ethical Hacker rivolgano
        lo stesso invito ai fautori
        dell'e-commerce...

        Inoltre, Sulle intenzioni di Luca Armani, al
        momento della registrazione, nessuno di noi
        è in grado di sapere e di discutere.Luca Armani non ci venga a prendere per i fondelli. Ha sfruttato la popolarità del nome, non certo per i timbri.

        Se poi questi interventi proprio rompono...
        Basta "staccare la spina".

        G.R.

        P.S. E' brutto essere piagnoni; tuttavia,
        ricordiamo un altro detto latino che
        riguarda il riso...
        Non è che rompono, sono legittimi, come il mio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Abbassiamo i toni

          Sarebbe come dire che la torre di Pisa non
          deve prevalere sulle case popolari, perchè
          non costruirle una casa da 10 piani vicino?Per un fatto molto semplice: che la torre di Pisa stava li' prima della casa popolare. Quindi nessuno viene a dirti "butta giu' la casa che dfevo costruire la torre", ma semmai "non costruire la casa vicino alla torre".Inoltre, l'argomento "interesse nazionale" puo' anche avere un senso, ma, come ti hanno fatto notare gli altri, gli espropri per interesse nazionale comprendono un risarcimento, non un ulteriore addebito. Qui siamo nel caso opposto: il giudice non ha ordinato ad Armani Luca di cedere il dominio e ad Armani Giorgio di pagarglielo almeno 25000 euro; il giudice ha ordinato ad Armani Luca di cedere il dominio e pagare le spese legali, come a dire che il poveretto non avrebbe dovuto fiatare, ma cedere - gratis- e tacere.
          Il marchio Armani è come la torre, da
          Tutelare, come i panda.Anche tu usi la parola sbagliata. Tutelare significa proteggere; ma che bisogno c'e' di proteggere Armani contro la concorrenza di un timbrificio? Quindi qui non si tratta di tutelare, ma di assegnare una risorsa a qualcuno. Registrare un dominio e' come comperare un lotto di terreno o un negozio. Armani avrebbe il diritto di chiedere che un negozio di timbri accanto al suo emporio venisse spostato, a spese del titolare del negozio?
          Luca Armani non ci venga a prendere per i
          fondelli. Ha sfruttato la popolarità del
          nome, non certo per i timbri.Tu che ne sai? Bisognerebbe vedere quando ha acquistato il dominio, e che uso ne faceva. Ciao
          • exsinistro scrive:
            Re: Abbassiamo i toni
            - Scritto da: Anonimo

            Sarebbe come dire che la torre di Pisa non

            deve prevalere sulle case popolari, perchè

            non costruirle una casa da 10 piani
            vicino?

            Per un fatto molto semplice: che la torre di
            Pisa stava li' prima della casa popolare.
            Quindi nessuno viene a dirti "butta giu' la
            casa che dfevo costruire la torre", ma
            semmai "non costruire la casa vicino alla
            torre".
            Inoltre, l'argomento "interesse nazionale"
            puo' anche avere un senso, ma, come ti hanno
            fatto notare gli altri, gli espropri per
            interesse nazionale comprendono un
            risarcimento, non un ulteriore addebito. Qui
            siamo nel caso opposto: il giudice non ha
            ordinato ad Armani Luca di cedere il dominio
            e ad Armani Giorgio di pagarglielo almeno
            25000 euro; il giudice ha ordinato ad Armani
            Luca di cedere il dominio e pagare le spese
            legali, come a dire che il poveretto non
            avrebbe dovuto fiatare, ma cedere - gratis-
            e tacere.Su questo sono totalmente daccordo, il tribunale doveva indicare un congruo indennizzo.


            Il marchio Armani è come la torre, da

            Tutelare, come i panda.

            Anche tu usi la parola sbagliata. Tutelare
            significa proteggere; ma che bisogno c'e' di
            proteggere Armani contro la concorrenza di
            un timbrificio? Quindi qui non si tratta di
            tutelare, ma di assegnare una risorsa a
            qualcuno. Registrare un dominio e' come
            comperare un lotto di terreno o un negozio.
            Armani avrebbe il diritto di chiedere che un
            negozio di timbri accanto al suo emporio
            venisse spostato, a spese del titolare del
            negozio?Semantica a parte, se io digito "armani.it" mi aspetto di vedere il sito di Armani S.p.A.


            Luca Armani non ci venga a prendere per i

            fondelli. Ha sfruttato la popolarità del

            nome, non certo per i timbri.

            Tu che ne sai? Bisognerebbe vedere quando ha
            acquistato il dominio, e che uso ne faceva.Forse il tribunale lo ha accertato, tu cosa ne dici?
            CiaoMi ha fatto comunque piacere leggere il tuo post.Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Abbassiamo i toni

            Tu che ne sai? Bisognerebbe vedere quando
            ha acquistato il dominio, e che uso ne
            faceva.

            Forse il tribunale lo ha accertato, tu cosa
            ne dici?created: 19971024Io l'ho visto x puro caso, pubblicizzava i suoi timbri.
          • Anonimo scrive:
            Re: Abbassiamo i toni

            Semantica a parte, se io digito "armani.it"
            mi aspetto di vedere il sito di Armani
            S.p.A.Vabbe'. Mi dispiace. Che ti devo dire? I domini non vengono assegnati per comodita' tua, ma a chi ne fa richiesta. Se tu ti aspetti di trovare un emporio Armani in un posto in cui sarebbe logico che ci fosse, ma nessuno gli vuole vendere lo spazio, che bisogna fare, espropriare senza indennizzo?


            Luca Armani non ci venga a prendere
            per i


            fondelli. Ha sfruttato la popolarità
            del


            nome, non certo per i timbri.



            Tu che ne sai? Bisognerebbe vedere quando
            ha

            acquistato il dominio, e che uso ne
            faceva.

            Forse il tribunale lo ha accertato, tu cosa
            ne dici?Forse no. Chissa'. Purtroppo non possiamo entrare nella testa della gente. Magari leggendo le motivazioni della sentenza... Chissa' come mai in Italia ai giudici e' concesso di prendere una decisione e solo piu' tardi pensare e spiegare come l'hanno presa... Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Abbassiamo i toni
          - Scritto da: exsinistro

          - Scritto da: xpan



          Il fatto di essere famosi o di successo
          non

          può porre nessuno al di sopra di altri -

          almeno non in una democrazia.

          Sarebbe come dire che la torre di Pisa non
          deve prevalere sulle case popolari, perchè
          non costruirle una casa da 10 piani vicino?
          Il marchio Armani è come la torre, da
          Tutelare, come i panda.ma dai, paragonare Armani ai panda è offensivo! (nei confronti dei panda, ovviamente ;-)caro exsinistro sei un bravo provocatore ma adesso ti stai arrampicando un po' troppo sugli specchi...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      qui non è questione di Luca Armani e se voleva fare il furbo o meno. E' banalmente una questione di principio.E' stato sancito in questo modo che i soldi valgono più dell'uomo e che più soldi è uguale a più diritti. forse i signori della Armani dovevano svelgairi prima e registrare il loro dominio. fose se non l'hanno fatto è perchè sono incompetenti.inoltre sul fatto che ci siano interessi nazionali che devono passare oltre quelli personali averi molto da ridire, considerando oltretutto che non is tratta di interessi nazionali ma del signor Amrani Giorgio. Quando costui dividerà i suoi introiti con tutti gli italiani saranno interessi nazionali.
      • exsinistro scrive:
        Re: Ma smettetela, piagnoni!
        - Scritto da: Anonimo
        qui non è questione di Luca Armani e se
        voleva fare il furbo o meno. E' banalmente
        una questione di principio.
        E' stato sancito in questo modo che i soldi
        valgono più dell'uomo e che più soldi è
        uguale a più diritti.
        forse i signori della Armani dovevano
        svelgairi prima e registrare il loro
        dominio. fose se non l'hanno fatto è perchè
        sono incompetenti.

        inoltre sul fatto che ci siano interessi
        nazionali che devono passare oltre quelli
        personali averi molto da ridire,
        considerando oltretutto che non is tratta di
        interessi nazionali ma del signor Amrani
        Giorgio. Quando costui dividerà i suoi
        introiti con tutti gli italiani saranno
        interessi nazionali.Si bravo, che mi dici della Fiat? Non sono interessi nazionali?Invece io penso che gli interessi nazionali debbano prevalere su quelli personali. Ovviamente con un adeguato indennizzo.Quì sentiamo una sola campana, non sappiamo ad esempio se la Armani S.p.A. ha offerto un indennizzo adeguato.Io penso di si, e penso che il fabbricante di timbri abbia voluto una cifra esorbitante tanto da rendere conveniente il ricorso al tribunale.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma smettetela, piagnoni!

          Quì sentiamo una sola campana, non sappiamo
          ad esempio se la Armani S.p.A. ha offerto un
          indennizzo adeguato.
          Io penso di si, e penso che il fabbricante
          di timbri abbia voluto una cifra esorbitante
          tanto da rendere conveniente il ricorso al
          tribunale.Già. come a dire: "con le buone o con le cattive doveva cederlo". Ma se tu avessi resistrato un dominio con il tuo cognome e qualcuno ti volesse costringere a cederglielo cosa faresti ?
          • exsinistro scrive:
            Re: Ma smettetela, piagnoni!
            - Scritto da: Anonimo

            Già. come a dire: "con le buone o con le
            cattive doveva cederlo". Ma se tu avessi
            resistrato un dominio con il tuo cognome e
            qualcuno ti volesse costringere a
            cederglielo cosa faresti ?Stabilirei una cifra equa.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma smettetela, piagnoni!
          - Scritto da: exsinistro

          - Scritto da: Anonimo

          qui non è questione di Luca Armani e se

          voleva fare il furbo o meno. E' banalmente

          una questione di principio.

          E' stato sancito in questo modo che i
          soldi

          valgono più dell'uomo e che più soldi è

          uguale a più diritti.

          forse i signori della Armani dovevano

          svelgairi prima e registrare il loro

          dominio. fose se non l'hanno fatto è
          perchè

          sono incompetenti.



          inoltre sul fatto che ci siano interessi

          nazionali che devono passare oltre quelli

          personali averi molto da ridire,

          considerando oltretutto che non is tratta
          di

          interessi nazionali ma del signor Amrani

          Giorgio. Quando costui dividerà i suoi

          introiti con tutti gli italiani saranno

          interessi nazionali.

          Si bravo, che mi dici della Fiat? Non sono
          interessi nazionali?
          Invece io penso che gli interessi nazionali
          debbano prevalere su quelli personali.
          Ovviamente con un adeguato indennizzo.
          Quì sentiamo una sola campana, non sappiamo
          ad esempio se la Armani S.p.A. ha offerto un
          indennizzo adeguato.
          Io penso di si, e penso che il fabbricante
          di timbri abbia voluto una cifra esorbitante
          tanto da rendere conveniente il ricorso al
          tribunale.Non centra nulla la FIAT. Luca Armani non l'ha registratoa scopo di estorsione (altrimenti sarebbe comparsonella sentenza) e francamente non credoneppure che ci guadagni nulla con gli accessi per sbagliovisto che produce timbri e non camicette. Diversosarebbe stato se a registrare armani.it fosse statouno che si chiamava "Giuseppe Palumbo"...Cosa dovrebbero dire allora quelli della Casa Biancavisto che whitehouse.com e' un sito porno?
          • cico scrive:
            Re: Ma smettetela, piagnoni!

            Cosa dovrebbero dire allora quelli della
            Casa Bianca
            visto che whitehouse.com e' un sito porno?GIa', alla faccia di interessi nazionalifasulli....
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      - Scritto da: exsinistro
      Armani è un nome-marchio noto in tutto in
      mondo e che porta prestigio all'Italia e
      alla nostra industria della moda.Ma un bel "e 'stica**i!!" ce lo vogliamo mettere?Visto poi che Internet e la registrazione dei domini funzionano in tutto il mondo in ben altro modo, con queste stro**** il signor Armani Giorgio e il tribunale di Bergamo portano invece all'Italia la derisione del resto del mondo.Il prestigio si ottiene anche con il rispetto delle regole e la lealtà. Con la legge del più forte si può ottenere molto ma non in termini di immagine.
      Il Sig. Luca Armani lo sapeva benissimo
      quando si è scelto il dominio e ha giocato
      sicuramente sull'equivoco.Ma come sei sveglio! Aspetta che cerco di riassumere. Il signor Luca Armani che fa il _commerciante_ e vuole pubblicizzare su Internet con un dominio sulla gerarchia .it la sua attività, non può farlo con il SUO leggittimo nome perché qualcuno più grosso di lui potrebbe accusarlo di sfruttare "l'equivoco"? L'unico equivoco qui è che alcuni privi di materia grigia siano ancora liberi di circolare e dire la loro.
      Poteva scegliere ad esempio "Luca-Armani"
      come ha fatto PI. Poteva invece il signor Armani Giorgio svegliarsi prima!Perché non l'ha fatto?Dobbiamo considerare suoi tutti i domini "armani" appartenenti a qualunque gerarchia, registrati o meno che siano, solo perché il marchio è noto?Perché non prova a farlo con il ".com" invece che con quello della gerarchia ".repubblicadellebanane"?
      Bene non lo ha fatto,
      adesso paghi e non rompa.Senti trollaccio, quanti siete per utilizzare il plurale? Qui mi sembra che a rompere sia uno solo. E io perdo pure tempo a rispondergli!
      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali.Interessi nazionali?!?!? Ah! Ah! Ah!Ma lo sai che se non fossi ridicolo saresti comico?
      Vuole il suo dominio, bene si faccia la sua
      internet e lo avrà.La sua Internet gliel'hanno già fatta: è quella che tutti utilizziamo normalmente; eccezion fatta per quella dei domini .it che è un isola infelice dove a dettar legge non sono le comuni regole di Internet ma, ahinoi, le (cosiddette) leggi italiane.
      E non ci venga più a rompere, lui e PI.Inutile commentare. Patetico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      - Scritto da: exsinistro
      Armani è un nome-marchio noto in tutto in
      mondo e che porta prestigio all'Italia e
      alla nostra industria della moda.
      Il Sig. Luca Armani lo sapeva benissimo
      quando si è scelto il dominio e ha giocato
      sicuramente sull'equivoco.
      Poteva scegliere ad esempio "Luca-Armani"
      come ha fatto PI. Bene non lo ha fatto,
      adesso paghi e non rompa.
      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali.
      Vuole il suo dominio, bene si faccia la sua
      internet e lo avrà.
      E non ci venga più a rompere, lui e PI.Cioè: il più ricco ha sempre ragione.Complimenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!

      Armani è un nome-marchio noto in tutto in
      mondo e che porta prestigio all'Italia e
      alla nostra industria della moda.Preferirei che l'italia fosse famosa nel mondo per cose un pò meno frivole. Comunque da tutto 'sto "prestigio" e 'sta "fama" nelle mie tasche non è mai arrivato un granchè, non so nelle tue ...
      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali.Riserverei queste "grandi dichiarazioni" a cose un pò più nobili di un paio di mutande firmate ...
      • exsinistro scrive:
        Re: Ma smettetela, piagnoni!
        - Scritto da: Anonimo
        Preferirei che l'italia fosse famosa nel
        mondo per cose un pò meno frivole. Comunque
        da tutto 'sto "prestigio" e 'sta "fama"
        nelle mie tasche non è mai arrivato un
        granchè, non so nelle tue ...Tu non hai una idea di come funzioni l'economia

        Ci sono interessi nazionali che superano

        interessi personali.

        Riserverei queste "grandi dichiarazioni" a
        cose un pò più nobili di un paio di mutande
        firmate ...
        Mutande, cravatte o automobili hanno la stessa dignità se si vendono e se fanno il prestigio di una nazione.
    • Sigfrido scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      - Scritto da: exsinistro
      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali.La ragion di stato è tutt'altra cosa.Esiste l'esproprio della proprietà privata previa indennizzo da parte dell'ente Statale interessato, ad esempio, ad una proprietà per erigere una scuola.Da qui a legittimare la manovra di una parte più "forte" a livello di fama e di bilancio...beh...capisci anche tu che il diritto e la democrazia risulterebbero ampiamente calpesti ove non siano ravvisati altri illeciti o incompatibilità.
      • exsinistro scrive:
        Re: Ma smettetela, piagnoni!
        - Scritto da: Sigfrido

        - Scritto da: exsinistro

        Ci sono interessi nazionali che superano

        interessi personali.


        La ragion di stato è tutt'altra cosa.

        Esiste l'esproprio della proprietà privata
        previa indennizzo da parte dell'ente Statale
        interessato, ad esempio, ad una proprietà
        per erigere una scuola.E dove sta la differenza?
        Da qui a legittimare la manovra di una parte
        più "forte" a livello di fama e di
        bilancio...beh...capisci anche tu che il
        diritto e la democrazia risulterebbero
        ampiamente calpesti ove non siano ravvisati
        altri illeciti o incompatibilità.Difatti non si espropria ad esempio un capannone nel centro di una fabbrica attiva per farci una scuola. Si espropria un terreno o un edificio sottoutilizzato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma smettetela, piagnoni!

          Difatti non si espropria ad esempio un
          capannone nel centro di una fabbrica attiva
          per farci una scuola. Si espropria un
          terreno o un edificio sottoutilizzato.Mi pare che tu "sinistro" lo sia ancora ed anche tanto, qui siamo in I'Italia e chi ha il potere ti espropria quel cavolo che gli pare. Tu intanto continua a sognare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      Ma di quali interessi nazionali del cazzo parli? La roba di armani viene fabbricata in Cina da operai sottopagati e i guadagni se li mette in tasca lui mica io perciò non venire a raccontare stronzate sugli interessi nazionali, qui parliamo solo degli interessi si G. Armani.Il nome di una persona fa parte della sua identità, anzi è come un pezzo del suo corpo e in caso di omonimia non c'è uno che ne ha più diritto di un altro. Vedrai come strillerai quando ti imporranno qualcosa in nome degli interessi nazionali, patriota da quattro soldi a spese altrui...
      • exsinistro scrive:
        Re: Ma smettetela, piagnoni!
        - Scritto da: Anonimo
        Ma di quali interessi nazionali del cazzo
        parli? La roba di armani viene fabbricata in
        Cina da operai sottopagati e i guadagni se
        li mette in tasca lui mica io perciò non
        venire a raccontare stronzate sugli
        interessi nazionali, qui parliamo solo degli
        interessi si G. Armani.
        Il nome di una persona fa parte della sua
        identità, anzi è come un pezzo del suo corpo
        e in caso di omonimia non c'è uno che ne ha
        più diritto di un altro. Vedrai come
        strillerai quando ti imporranno qualcosa in
        nome degli interessi nazionali, patriota da
        quattro soldi a spese altrui...Cresci e poi ti rispondi da te.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      - Scritto da: exsinistro
      Armani è un nome-marchio noto in tutto in
      mondo e che porta prestigio all'Italia e
      alla nostra industria della moda.
      Il Sig. Luca Armani lo sapeva benissimo
      quando si è scelto il dominio e ha giocato
      sicuramente sull'equivoco.[cut]se tu registri un marchio presso le camere di commercio, esiste uno stampato da compilare con diverse "categorie di protezione"Se GA non ha registrato il marchio armani nella categoria timbrifici & compagnia bella, il marchio "armani" non credo sia tutelato per quella categoria.Se questo fosse, una azienda che si chiama armani, che costruisce timbri non è confondibile con armani che produce alta moda, perchè armani (alta moda) non vuole difendere il suo marchio nel settore timbri. Questo mi era stato spiegato quando registrai il mio marchio.Per cui forse si potrebbe dire che luca si è avvalso del dominio, pensato come insegna, nei limiti del preuso (che deriva dall'avere una società che si chiama armani).Potrei aver detto una marea de freggnacce....ma l'argomento domini / marchi / preuso è abbastanza incasinato.ciao ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma smettetela, piagnoni!

        se tu registri un marchio presso le camere
        di commercio, esiste uno stampato da
        compilare con diverse "categorie di
        protezione"Vero.
        Se GA non ha registrato il marchio armani
        nella categoria timbrifici & compagnia
        bella, il marchio "armani" non credo sia
        tutelato per quella categoria.Errato, i marchi famosi fanno eccezzione.
        Questo mi era stato spiegato quando
        registrai il mio marchio.Non ti hanno spiegato tutto. ;-)
        Potrei aver detto una marea de
        freggnacce....ma l'argomento domini / marchi
        / preuso è abbastanza incasinato.Il discorso è che il dominio non è un marchio ma semplicemente un'insegna messa su una porta che originariamente era numerica (IP).Purtroppo la nostra giurisprudenza utilizza leggi e legislatori non adeguati a questo fine, io frequento le reti da oltre 10 anni, prima con Fidonet e poi con Internet, ma mi piacerebbe sapere cosa sanno questi burocrati di Internet.Attenzione Luca Armani, perchè domani lo stesso giudice potrebbe farti togliere pure l'insegna dal negozio perchè la gente che passa rischierebbe di entrare convinta di essere in una boutique, e si sa, se gli rifili il timbro il Giorgione vende un mutandone in meno!Via il cognome anche dall'elenco, potrebbe creare confusione... via la targhetta dal citofono...Alla fine ne resterà uno solo! ...questa frase la devo già aver sentita! ;-)
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!
      - Scritto da: exsinistro...
      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali....Interessi nazionali?Perché adesso gli interessi di una azienda privata sono interessi nazionali?
    • eymerich scrive:
      Re: Ma smettetela, piagnoni!

      Ci sono interessi nazionali che superano
      interessi personali.D'accordissimo ... ma chissà se lo stilista Giorgio Armani se ne ricorda al momento di fare la dichiarazione dei redditi?
  • vb scrive:
    Bisogna che gli utenti si organizzino
    Personalmente trovo questa decisione spaventosamente preoccupante, e trovo che ancora una volta dimostri come gli utenti individuali su Internet, specialmente in Italia, non contino nulla, e come ci sia invece bisogno di difendere il loro ruolo. Arrabbiarsi e basta, pero', e' inutile; e' invece importante partecipare attivamente agli organismi che gestiscono Internet in Italia e nel mondo. I canali, in teoria, ci sono; purtroppo pero' sono poco influenti e continuamente messi in pericolo (vedi la petizione linkata in http://punto-informatico.it/p.asp?i=42535 di cui sono stato uno dei promotori). Eppure per gli utenti c'e' ancora la possibilita' di entrare (gratuitamente) nella Naming Authority o nel forum della Internet Society italiana (www.isoc.it), e li' dentro di combattere per avere maggior peso nella futura riorganizzazione della Internet governance nazionale.Per ultimo, da membro della Naming Authority, ci tengo a dissociarmi dal commento del suo Presidente (vedi commento "INFORMAZIONE non corretta su NIC e RA") che sostanzialmente se ne lava le mani. Sono proprio queste le organizzazioni che dovrebbero spendersi presso il Governo per ottenere una legislazione e una sistemazione che difende gli utenti, e sono certo che l'atteggiamento del Presidente non e' condiviso da molti dei membri della Naming Authority.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bisogna che gli utenti si organizzino
      tutte organizzazioni che non contano nulla.L'unica che conta è WIPO - OMPI cioè wipo.int
  • Anonimo scrive:
    Re: La collezione domini Armani
    E' una vergogna!! Hai fatto benissimo a mettere la collezione di tutti i suoi domini.
    • Anonimo scrive:
      Re: La collezione domini Armani
      - Scritto da: Anonimo
      E' una vergogna!! Hai fatto benissimo a
      mettere la collezione di tutti i suoi
      domini.Intanto pero armani.nu e armani.cx non se li e' presi. Vogliovedere se riuscira' a rompere i coglioni fino alleChristmas Islands...Facciamo una colletta e registriamoli per il timbrificiodi Luca Armani.
  • Anonimo scrive:
    Toccato il fondo...
    Dopo averci tolto la possibilita' di avere una pagina web (legge sull'editoria: se sei scomodo, ti chiudono il sito, qualunque sito esso sia), cosa gia' gravissima in una democrazia, ora ci hanno tolto il diritto di usare il nostro nome.Domani cosa faranno? Ci toglieranno il diritto di respirare, o dovremo farlo pagando una tassa sull'aria? Chi vivra', vedra'.In me cresce la sensazione che, a lungo andare, crescera' nella popolazione il senso di essere non piu' liberi in paese democratico, ma prigionieri di una liberta' concessa, il poter fare quello che vuoi, solo se non dai fastidio a chi ha la forza di schiacciarti, usando una legge che una volta era strumento di giustizia, e che ora sembra diventare sempre piu' uno strumento di sopraffazione dei forti contro i deboli.Forse siamo agli albori di un movimento popolare che richiama la Francia dei vecchi tempi? Vedremo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Toccato il fondo...
      - Scritto da: Anonimo
      Dopo averci tolto la possibilita' di avere
      una pagina web (legge sull'editoria: se sei
      scomodo, ti chiudono il sito, qualunque sito
      esso sia), cosa gia' gravissima in una
      democrazia, ora ci hanno tolto il diritto di
      usare il nostro nome.
      Domani cosa faranno? Ci toglieranno ilSembra quasi una dittatura all'acqua di rose... poi si lamentano della fuga di cervelli dal nostro paese... il fatto che si lamentino non è grave, sarebbe peggio che si stupissero!Io mi trasferisco in Katanga!
  • Anonimo scrive:
    Ubi maior...
    La pubblicità sul marchio di fabbrica è un'invenzione relativamente recente (National Biscuit, anni '20).La letteratura concorda sul fatto che il solo marchio puòi creare un monopolio con un meccanismo (spesso solo) psicologico molto semplice: convincere il consumatore che un prodotto è migliore di un altro.Questa è solo una delle tante contraddizioni dell'economia di mercato dove un bene costa in base a quanto è richiesto, non per quanto "vale realmente" - nel senso di valore accumulato durante il processo di produzione e distribuzione... Siamo pratici: un maglione è un maglione!Un marchio è qualcosa di diverso da un cognome: ha ragione Luca Armani quando si sente defraudato... Ma non siamo tutti uguali? O aveva ragione Orwell quando sosteneva che qualcuno è "più uguale" di altri?Secondo me, i giudici hanno fatto confusione, e creato un pericoloso precedente.Questo dica Luca ai suoi figli: le autorità sono esseri umani, e possono prendere anche delle cantonate - succede, talvolta...L'identità comunque resta; è qualcosa di profondamente diverso dalla sequenza di caratteri che forma un cognome. Quest'ultima è solo un'etichetta; potrà avere un valore pratico e/o commerciale - ne assume altri solo per chi sulla testa ha un televisore al posto di un cervello.Confessiamolo: ci eravamo illusi che Internet potesse essere un nuovo strumento di espressione svincolato da questi squallidi giochetti... Ma, forse, non è così - almeno, non in Italia, dove, a quanto pare, neppure le complesse procedure di registrazione (LAR, fax, controli, etc.) riecono a tutelare chi ha agito onestamente ed in buona fede.G.R.P.S. La citazione in latino del titolo è, volutamente, ironica.
    • ND scrive:
      Re: Ubi maior...
      - Scritto da: xpan
      Confessiamolo: ci eravamo illusi che
      Internet potesse essere un nuovo strumento
      di espressione svincolato da questi
      squallidi giochetti... Ma, forse, non è così
      - almeno, non in Italia, dove, a quanto
      pare, neppure le complesse procedure di
      registrazione (LAR, fax, controli, etc.)
      riecono a tutelare chi ha agito onestamente
      ed in buona fede.
      le cose controllabili di internet come il nome a dominio, non potranno mai essere teatro di giustizie "diverse".Si dovranno accontentare di controllare queste cazzate.
  • h9 scrive:
    l'abbiamo voluto
    questa è la stronzata che nasce quando si vuole intervenire sulle leggi naturali del chi prima arriva primo alloggia solo perchè qualche furbone agli esordi di internet vide lontano e speculò sui domini.La questione sollevata rappresenta una grana che rasenta l'incostituzionalità poichè i cognomi non sono registrabili, si acquisiscono per nascita e tutti gli armani hanno il diritto di usarlo ma poichè non possono esserci tanti domini armani quante persone portano il cognome dovrebbe valere la regola dell'anzianità di registro pena privare qualcuno di essi dei propri diritti.MI risulta che per far valere una registrazione di marchio commerciale su chi lo abbia provatamente in uso da maggior tempo lasci alla trattativa delle parti la soluzione, Benetton se la incartò col piccolo artigiano orafo di nome Benetton che usava il firmare i suoi quadranti con il logo della propria azienda ben prima che il gruppo industriale nascesse eravamo ai primi anni 80.Personalmente me ne guardo bene dal registrare domini IT poichè non vi è mai certezza del possesso.
    • Anonimo scrive:
      Re: l'abbiamo voluto
      io ho registratto afiheiurfhresfhsrlgjlsgjosdro.it e aspetto che qualcuno che vuole navigare la cnn sbaglia a scrivere.speriamo che non me lo tolgono che sul sito ci ho i dialer che mi danno gli euri.:DDD
      • cico scrive:
        Re: l'abbiamo voluto
        ROTFLupdated: mi pento amaramente per l'OT 8)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 aprile 2006 19.33-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Una giudice ... ingiusta
    La sentenza sembra talmente sbagliata che viene il sospetto che la giudice possa essere stata (in qualche modo!) "condizionata" a parteggiare per il piu' forte ... e danaroso stilista.Oltre al boicottaggio del sarto Armani, propongo qualche messaggio alla giudice di Bergamo. Chissa' che si ravveda e ridia alla giustizia la "G" maiuscola.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una giudice ... ingiusta
      Ci sono Mr. B e i suoi amichetti che hanno fatto carte false inaudite per cercare di spostare i processi sui loro traffici da Milano a Brescia, quando invece a Bergamo basta essere un sarto alla moda di New York per avere ragione a prescindere.Che fessi!Saluti, Gaetano
  • Anonimo scrive:
    GERACI ELDA
    Consiglio a Luca Armani, oltre al fatto di fare ricorso dato che la sentenza e' uno scandalo, di cambiare nome alla ditta di timbri e chiamarla Geraci, quindi registrare il marchio geraci ed il relativo dominio, che e' libero.Per quanto riguarda invece la ditta Giorgio Armani, invito tutti a boicottarla non comprando i loro prodotti. Infatti di marchi ce ne sono tanti altri e non tutti si sono comporatati in questo modo.
    • Anonimo scrive:
      Re: GERACI ELDA
      - Scritto da: Anonimo....
      Per quanto riguarda invece la ditta Giorgio
      Armani, invito tutti a boicottarla non
      comprando i loro prodotti. Infatti di marchi
      ce ne sono tanti altri e non tutti si sono
      comporatati in questo modo.Vedi, ci ho già pensato e smetterei molto volentieri di comprare i suoi prodotti.... se non fosse che non posso.....per smettere prima dovrei iniziare a comprarli...
  • Anonimo scrive:
    WWW.ARMANI.COM
    il diritto di precedenza della registrazione del dominio solo e solamente in base al fatto che il sig. Giorgio Armani ha un marchio registrato col suo cognome e il sig. Luca Armani no, dovrebbe in questo caso essere applicabile ai domini .COM (inizialmente destinati ad attività e/o entità commerciali) e non ai domini .IT
    • Anonimo scrive:
      Re: WWW.ARMANI.COM
      - Scritto da: Anonimo
      il diritto di precedenza della registrazione
      del dominio solo e solamente in base al
      fatto che il sig. Giorgio Armani ha un
      marchio registrato col suo cognome e il sig.
      Luca Armani no, dovrebbe in questo caso
      essere applicabile ai domini .COM
      (inizialmente destinati ad attività e/o
      entità commerciali) e non ai domini .ITCurioso il fatto che www.armani.com non è registrato ad Armani (o perlomeno a nessuno dei due...)
      • Anonimo scrive:
        Re: WWW.ARMANI.COM
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        il diritto di precedenza della
        registrazione

        del dominio solo e solamente in base al

        fatto che il sig. Giorgio Armani ha un

        marchio registrato col suo cognome e il
        sig.

        Luca Armani no, dovrebbe in questo caso

        essere applicabile ai domini .COM

        (inizialmente destinati ad attività e/o

        entità commerciali) e non ai domini .IT

        Curioso il fatto che www.armani.com non è
        registrato ad Armani (o perlomeno a nessuno
        dei due...) digitando http://www.armani.com avviene un linkaggio con http://www.whistler.com/ su un campionato di sci in Canada........... :-?
  • Anonimo scrive:
    ARMANI e' UNA POVERA DONNA
    Armani è FROCIO, lo sanno tutti. Con questo suo comportamento non dimostra altro che essere LA PRIMA DONNA.
  • Anonimo scrive:
    Vai Luca, anche Treviglio è con te!
    Ciao Luca, so che sicuramente leggerai questo commento. Sono Matteo, un Trevigliese come te, forse ci conosciamo anche (non abitiamo neppure distanti)...Hai tutta la mia solidarietà perchè quello che è successo è a dir poco vergognoso!E' assurdo che tu non possa mantenere il tuo nome a dominio, soprattutto in virtù del fatto che, se non vado errato, il tuo nome a dominio è stato creato nel 1997 quando ancora i nomi non erano equiparati a marchi ed è una cosa indegna che l'individuo che ti ha mosso causa, e gli individui che gli hanno dato ragione in giudizio, siano riusciti a strapparti il nome.Ti dico molto sinceramente che mi sento davvero solidale con te, anche se so che non avresti molte speranze in un'eventuale ricorso perchè qualcosa del genere è capitato anche a me.Fino a pochi mesi fa, prima del restyling del sito della Registration Authority Italiana, se leggevi le faq trovavi scritto che i nomi a dominio non erano equiparabili a marchi ma erano solamente sei codici che servivano per raggiungere un determinato ip. Ora la dicitura è sparita, sicuramente era roba vecchia... sai, roba del 97 o giù di li...Se siamo artrivati a queste sentenze dobbiamo ringraziare anche tutti quei personaggi che su questo sporco business ci devono aver fatto una fortuna (mi riferisco alla compravendita di nomi a dominio).Purtroppo secondo la giurisprudenza italiana hai torto, però chi ha emesso questa sentenza non ha considerato che tu non hai registrato un dominio in contraddizione con le vigenti normative e soprattutto l'hai fatto in buona fede ed in tempi non sospetti, e l'avresti benissimo potuto proporre e/o vendere alla tua controparte per cifre da capogiro, ma non l'hai fatto in quanto non era evidentemente questo il tuo scopo.Dai Luca, non prendertela, io fossi in te modificherei la ragione sociale della ditta, registrerei il marchio, e contestualmente aprirei il dominio .com .it .net ed anche .eu (quando arriva). Non preoccuparti troppo di armani.it, piuttosto se proprio ci tieni, tieni d'occhio armani.com che scade l'anno prossimo, è stato registrato per 9 anni, non è detto che il tizio che l'abbia registrato se ne ricordi... in ogni caso se riuscissi a registrarlo sarebbe una bella botta per il nostro amichetto, che in quel caso non potrebbe veramente farci nulla! Se poi riuscissi a registrare il .EU sarebbe il massimo... ma occhio alle leggi.Fantasie a parte, credo che questo sia un caso davvero limite, dove la legge andrebbe interpretata, più che una sentenza a me è parsa tanto una prepotenza, per non dire di molto peggio.Io penso che non comprerò mai più nulla firmato da Armani, che non siano targhe o timbri naturalmente! ;-)Questo fatto mi ha veramente amareggiato!Ciao, Matteo.(Wireless-Italia)Treviglio.
  • Anonimo scrive:
    La sentenza....
    a fronte dell'alzata di scudi a favore del Timbrificio Armani, c'e' qualcuno (a cominciare dall'estensore dell'articolo) che e' riuscito a leggere la sentenza, motivazioni comprese, oltre che al solo dispositivo?C'e' qualcuno che si e' letto giurisprudenza e/o dottrina realtiva all'interferenza dell'uso del patronimico rispetto ai marchi registrati, celebri e cui e' pertanto concessa anche tutela ultramerceologica?E la teoria dell'unita' del segno distintivo?Sulle spese liquidate in sentenza: assodato che e' principio pacifico che le spese seguano la soccombenza (al limite parzialmente o totalmente compensate), vi consolera' - forse - l'idea che se il Giudice ha liquidato 10.000 Euro probabilmente Armani ne ha spesi 25.000.Gianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: La sentenza....
      - Scritto da: Anonimo
      C'e' qualcuno che si e' letto giurisprudenza
      e/o dottrina realtiva all'interferenza
      dell'uso del patronimico rispetto ai marchi
      registrati, celebri e cui e' pertanto
      concessa anche tutela ultramerceologica?Ai cittadini invece no? Bella legge che abbiamo!
      se il
      Giudice ha liquidato 10.000 Euro
      probabilmente Armani ne ha spesi 25.000.Poverino, Giorgio andra' in rovina per una spesa del genere!
    • Anonimo scrive:
      Re: La sentenza....
      - Scritto da: Anonimo
      a fronte dell'alzata di scudi a favore del
      Timbrificio Armani, c'e' qualcuno (a
      cominciare dall'estensore dell'articolo) che
      e' riuscito a leggere la sentenza,
      motivazioni comprese, oltre che al solo
      dispositivo?

      C'e' qualcuno che si e' letto giurisprudenza
      e/o dottrina realtiva all'interferenza
      dell'uso del patronimico rispetto ai marchi
      registrati, celebri e cui e' pertanto
      concessa anche tutela ultramerceologica?

      E la teoria dell'unita' del segno distintivo?

      Sulle spese liquidate in sentenza: assodato
      che e' principio pacifico che le spese
      seguano la soccombenza (al limite
      parzialmente o totalmente compensate), vi
      consolera' - forse - l'idea che se il
      Giudice ha liquidato 10.000 Euro
      probabilmente Armani ne ha spesi 25.000.

      GianlucaIl problema e' che si da prevalenza al marchio registratosulla titolarità di un dominio. Il che crea un ignominiosoprecedente. In pratica si azzera la Naming Authority.Non e' piu' classico caso delle registrazionia "scopo di estorsione" che si facevano in passato(del tipo uno registra un nome famoso con un dominioe se lo vogliono cacano i soldi).Dove sta scritto che Giorgio Armani deve fare affari su internetcol proprio cognome e Luca Armani no? Se voleva il dominio la casa di moda aveva solo da svegliarsi prima e registrarselo6 anni fa...A parte questo, mi chiedo che se ne fa Armani deldominio in italia, quando armani.com, armani.net, armani.org,armani.cx, armani.nu non sono suoi?
    • cico scrive:
      Re: La sentenza....

      vi consolera' - forse - l'idea che se il
      Giudice ha liquidato 10.000 Euro
      probabilmente Armani ne ha spesi 25.000.Mi consola un para de...Purtroppo questo e' un problema per tutti:per il cittadino spendere 10.000 europer difendere un suo diritto ha un pesorilevante, per il Sig. Armani costa menoche comperare il vestitino alla "Cicci" diturno.
  • Anonimo scrive:
    E non e' neanche la prima volta ...
    Il Sarto ha iniziato a tempestare di minacce chi usasse il nome armani nei propri dominii anni fa.Un mio ex cliente, di cognome armani, titolare di una industria di vini, aveva il dominio armaniwine.com (o org o net, non ricordo).Ha dovuto rinunciarvi perche' tempestato di lettere di avvocati i quali supponevano un illecito utilizzo del "marchio" armani.Secondo me il simpatico Giorgio piu' che tutelare il marchio sta cercando di stabilire che egli e' l'unico che puo' portare quel cognome.
    • exsinistro scrive:
      Re: E non e' neanche la prima volta ...
      - Scritto da: Anonimo
      Il Sarto ha iniziato a tempestare di minacce
      chi usasse il nome armani nei propri dominii
      anni fa.

      Un mio ex cliente, di cognome armani,
      titolare di una industria di vini, aveva il
      dominio armaniwine.com (o org o net, non
      ricordo).

      Ha dovuto rinunciarvi perche' tempestato di
      lettere di avvocati i quali supponevano un
      illecito utilizzo del "marchio" armani.

      Secondo me il simpatico Giorgio piu' che
      tutelare il marchio sta cercando di
      stabilire che egli e' l'unico che puo'
      portare quel cognome.Questa è una Balla!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: E non e' neanche la prima volta ...
        E tu come lo sai?Ma non è che niente niente signor exsinistro hai qualcosa a che fare con lo zio Giorgio? EEH?!?
  • Anonimo scrive:
    www.lucarmani.it
    la vita è un compromesso cari miei, alla prima diffida dello stilista, il sig. Luca secondo me faceva meglio a correggere il sito ad esempio come suggerisco da titolo.le cause costano care, anche se si vincono, quindi è meglio farle quando in ballo ci sono i terreni, non i marchi
    • Anonimo scrive:
      Re: www.lucarmani.it
      - Scritto da: max59
      la vita è un compromesso cari miei, alla
      prima diffida dello stilista, il sig. Luca
      secondo me faceva meglio a correggere il
      sito ad esempio come suggerisco da titolo.
      le cause costano care, anche se si vincono,
      quindi è meglio farle quando in ballo ci
      sono i terreni, non i marchiAnche i principi spesso costano e non rendono, ma se oggi il terreno a cui tieni è tuo e non te lo può prendere il prepotente di turno, è perchè qualcuno ha difeso e pagato per questo diritto "anche" tuo.
    • Anonimo scrive:
      Re: www.lucarmani.it
      - Scritto da: max59
      la vita è un compromesso cari miei, alla
      prima diffida dello stilista, il sig. Luca
      secondo me faceva meglio a correggere il
      sito ad esempio come suggerisco da titolo.
      le cause costano care, anche se si vincono,
      quindi è meglio farle quando in ballo ci
      sono i terreni, non i marchiSi. Però prima gli conveniva verificare i nomi dei figli/fratelli/cugini di giorgio armani (volutamente in minuscolo)... Non si sa mai...
    • Anonimo scrive:
      Re: www.lucarmani.it
      Se alla prima diffida dello stilista trasferiva il dominio a sua mamma e ci apriva un sito amatoriale di cucina trevigliese probabilmente l'avrebbe potuto tenere in barba al suo omonimo.Se Armani non fosse stato così famoso, la categoria merceologica di Luca gli avrebbe consentito di tenerlo e registrarsi anche lui il suo marchio Armani, questa è un'altra delle leggi assurde del nostro paese.Che schifo!Ciao, Matteo.
  • Anonimo scrive:
    www.giorgioarmani.it
    Mi chiamo Giorgio Armani, e il sig. Armani della Armani Spa ora e' il nuovo titolare del dominio ARMANI.IT, ma conserva anche il dominio GiorgioArmani.it.Pensate che se gli facessi causa perche' mi chiamo come lui, ma vendo macchine agricole: Il dominio e' mio o no ?
    • Anonimo scrive:
      Re: www.giorgioarmani.it
      Occhio perchè come minimo ti fa cambiare nome anche sui documenti. Non lo sai che solo i sarti da 4 soldi possono chiamarsi Giorgio Armani? (nientre contro di te, ma contro l'altro).Io non sopporto questi comportamenti. Vuoi che i tuoi stracci siano visti su un sito? Preoccupati di prenderlo per primo, oppure offri soldi se il dominio è già preso.Ciao (sono contrario a quello che è successo)
    • Anonimo scrive:
      Re: www.giorgioarmani.it
      penso che secondo le regole della nuova nameingarmani.it rimarrebbe suo mentre sulla giorgioarmani.it dovrebbe pronunciarsi la NIC (LAR firmata in fase di registrazione) che a rigor di giustizia dovrebbe lasciare la concessione alla piu vecchia registrazione visto che entrambe sono attività (fossi privato lo perderesti) ma...bisogna andare a leggere se nel disciplinare hanno inserito anche... "salvo varie ed eventuali" che detto in parole povere alla Palmiro significa "decidiamo in funzione dell'importanza dei belligeranti e quello che ci conviene"
  • Anonimo scrive:
    il marchio non sarà piu suo ....
    il marchio non è suo !! a solo per adesso speriamo solo che arrivi un pesce piu grande di lui e che si chiami ARMANI e magari faccia motorini e che con lo stesso trucco ma con un 740 molto piu grosso, gli freghi il "marchio"sai che robagli salterebbe il lifting in un colpo solo !!ahahhahahhahhasciagura a voi
  • Anonimo scrive:
    E' una sentenza di 1 grado..
    supportiamo il legittimo originario titolare del dominio nel processo di appello, anche economicamente (es.2 euro ciascuno).Difenderemo così il nostro diritto al nome contro il cyberbulling (prepotenza nell'internet) delle aziende.ciao a tutti,Roberto
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una sentenza di 1 grado..
      - Scritto da: Anonimo
      supportiamo il legittimo originario titolare
      del dominio nel processo di appello, anche
      economicamente (es.2 euro ciascuno).
      Difenderemo così il nostro diritto al nome
      contro il cyberbulling (prepotenza
      nell'internet) delle aziende.
      ciao a tutti,
      RobertoSono d'accordo sia nella petizione sia nel donare tramite paypal.Questi abusi devono terminare.Inoltre, mi sto adoperando per fare la peggior pubblicita' possibile in internet, ovunque l'argomento sia in-topic.Bye
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una sentenza di 1 grado..
      Su questo sono pienamente d'accordo, molto meglio fare una colletta per aiutare Luca Armani a rompere le scatole a quell'altro, che farne una per le spese legali del primo processo.
  • Anonimo scrive:
    THX1138
    Visto che Giorgio Armani ha diritto piu' degli altri Armani ad usare quel cognome, allora dovrebbe pagare le tasse anche per gli altri Armani! :-))Che schifo, adesso uno non ha piu' diritto di utilizzare il proprio cognome solo perche' ha un omonimo piu' ricco di lui.Ciao,luigi
  • Anonimo scrive:
    ...ecco perché il sarto e' in**azzato...
    provate un po' a vedere cosa vien fuori con armani.comMa prendersela con il sig. Luca Armani e' una cosa vergognosa. Io non ho il tempo (devo andare a lavorare, faccio mica il supersarto!) ma se qualcuno trova delle email della multinazionale sartoriale di cui sopra, non sarebbe una cosa inutile rivolgere le proprie rimostranze per il trattamento rivolto al cognomonimo timbrista, e per il notevole salasso economico supplementare.Dunque invito chi entra al lavoro un po' piu' tardi a dare un'occhiata e riportare qui nel forum.
    • cico scrive:
      Re: ...ecco perché il sarto e' in**azzato...
      ahahahha mitico, adesso vorrei propriovederli andare a scontrarsi con i megastudi legali in US :-)Questo comunque dimostra che chiconduce l'azienda deve essere stato benlungimirante se si e' fatto fottere due dominicosi' importanti, sopratutto essendo un'aziendache vive della propria immagine.
  • LockOne scrive:
    Questa non la sopporto.
    ecco, questa notiziola mi ha fatto veramente venire il mal di mare. e' proprio come dicono altri nel forum, e' inutile mettersi contro 'lorsignori'. per quanto mi riguarda la griffe di 'sto tipo e' morta, da me nemmeno un centesimo, da ora e per sempre. invito tutti a fare altrettanto. addio armani.
  • Anonimo scrive:
    Ma boicottate !
    Signori miei non servono collette per luca armani: meglio far partire una sana azione di boicottaggio intelligente al marchio del simpatico stilista: un tam tam on line che colpisca legalmente quello per cui il giorgino nazionale tanto si affanna a difendere da sempre, ovvero l'immagine del suo marchio.Cominciate a far circolare gli estremi della sentenza nel nord europa e in nord america con una spiegazione dettagliata della situazione, create un bel movimento di opinione e vediamo se il marchio non ne risente prima o poi.E che non si dica che si lede l'immagine con frasi non vere: la sentenza c'e' e parla chiaro, basta solo riportarla con una spiegazione tecnica e neutrale e farla presente al maggior numero di persone possibili lasciando che siano gli altri a giudicare la situazione.Solo cosi' a mio avviso si creera' un precedente per far si che nessuno in seguito trovi opportuno rifare lo stesso trucchetto.Dopottutto le aziende che vivono soprattutto di immagine temono questo: che la gente si accorga di simili scorrettezze e che se ne ricordi nel tempo. Ed e' ora di far presente che la politica del piu' forte non sempre e' una mossa intelligente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma boicottate !
      ma informati!
      • LockOne scrive:
        Re: Ma boicottate !
        - Scritto da: Anonimo
        ma informati!ma va [pregasi inserire termine normalmente icsato dal moderatore]!!! ha ragione da vendere. boicottare bisogna.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma boicottate !
        Su cosa?Ma che **** volevi dire?O era tanto per partecipare?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma boicottate !
      Il boicottaggio sembra essere l'unica arma che funzioni con questi. Il problema è capire se funzionerà. Armani non è la coca cola, si rivolge a gente con un po' di grana (forse eccetto durante i saldi). Saranno sensibili ad una campagna di questo genere?A proposito di boicottaggi, è partito, con la guerra, il boicottaggio dei prodotti americani.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma boicottate !
      Hai ragione.
    • cico scrive:
      Re: Ma boicottate !
      Secondo me boicottare non serve aun bel niente, certo va di moda ultimamentecon tutte le iniziative ala no-global, ma sonomoooolto scettico sull'efficacia di cosesimili.Sopratutto sul lungo termine.Probabilmente abbasseranno di pochipunti percentuali le vendite per un periodomolto limitato di tempo.Almeno con la colletta il poveracciorientra dalle spese, non credo che untimbrificio possa fare dei fatturatimostruosi, neanche facendo timbrifirmati....
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma boicottate !
        - Scritto da: cico
        Secondo me boicottare non serve a
        un bel niente, certo va di moda ultimamente
        con tutte le iniziative ala no-global, ma
        sono
        moooolto scettico sull'efficacia di cose
        simili.

        Sopratutto sul lungo termine.

        Probabilmente abbasseranno di pochi
        punti percentuali le vendite per un periodo
        molto limitato di tempo.

        Almeno con la colletta il poveraccio
        rientra dalle spese, non credo che un
        timbrificio possa fare dei fatturati
        mostruosi, neanche facendo timbri
        firmati....

        Francamente cosa volete boicottare? Con quelloche costano i suoi abiti firmati, te ne compri20 non griffati e sono gli stessi...; sarebbecome dire "ragazzi non comprate la Ferrari F399..."
        • cico scrive:
          Re: Ma boicottate !

          Francamente cosa volete boicottare? Con
          quello
          che costano i suoi abiti firmati, te ne
          compri
          20 non griffati e sono gli stessi...; sarebbe
          come dire "ragazzi non comprate la Ferrari
          F399..."LOLmi viene in mente quando sono andatoal mega Outlet a Serravalle Scrivia, c'eraun vestito di Versace in vetrina a .....18.00 0euro.... scontato! (se non ricordomale il prezzo pieno era intorno ai45.000 euro)alle volte mi chiedo se sia morale spendereuna quantita' simile di denaro per un vestito...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma boicottate !

          Francamente cosa volete boicottare? Con
          quello
          che costano i suoi abiti firmati, te ne
          compri
          20 non griffati e sono gli stessi...; sarebbe
          come dire "ragazzi non comprate la Ferrari
          F399..."i jeans li vendono a prezzi relativamente abbordabili no?Comincia a non comprarli. ma soprattutto scrivi sul suo sito dicendogli che non intendi piu' comprare i suoi prodottivediamo se alla millesima mail non alzano le oracchie col chiaro di luna che c'e' nel giro della moda in sti tempi :)
  • Anonimo scrive:
    INFORMAZIONE non corretta su NIC e RA
    Buon giorno,temo che il testo dell'articolo riporti informazioni assolutamente INESATTE.1) il NIC it (che immagino si intenda come la Naming Authority Italiana) NON ha mai affermato che un nome a dominio cirrispondente ad un cognome e' registrabile solo da chi e' titolare di tale cognome. La NA non entra MAI in alcun modo nel merito del diritto all'uso di un nome da parte di chi sotto la sua responsabilita' ne richiede l'uso come un dominio.2) la Registgration Authority registra domini in base alle richieste ed alle dichiarazioni di chi li richiede sui suoi diritti all'uso del nome.3) in nessuno caso si entra nel merito della titolarita'.4) al massimo vengono richiesti "documenti" aggiuntivi in caso si richieda di verificare quanto dichiarato dal registrante.Quindi consiglio tutti di leggersi le norme in vigore http://www.nic.it/NA/prima di fare affermazioni prive di fondamento, e consiglio il giornalista cha ha scritto l'articolo di fare attenzione a quello che scrive, in modo da evitare non corrette interpretazioni della situazione.Claudio AllocchioPresidente della Naming Authority Italiana
    • Lamb scrive:
      Dubbi

      1) il NIC it (che immagino si intenda come
      la Naming Authority Italiana) NON ha mai
      affermato che un nome a dominio
      cirrispondente ad un cognome e' registrabile
      solo da chi e' titolare di tale cognome. Salve Claudiono, per NIC si intendeva la RA, che oggi come sai e' l'unica entita' che conta in materia di domini .it
      2) la Registgration Authority registra
      domini in base alle richieste ed alle
      dichiarazioni di chi li richiede sui suoi
      diritti all'uso del nome.Nessuno credo abbia messo in dubbio questo.
      3) in nessuno caso si entra nel merito della
      titolarita'.La RA non mi consente di registrare MarioRossi.it. Sara' mica perche' mi chiamo Lamberto Assenti ? :DNel merito si entra, dunque, soltanto sul piano "tecnico", naturalmente. Non si voleva dire nulla di piu', ovviamente.
      4) al massimo vengono richiesti "documenti"
      aggiuntivi in caso si richieda di verificare
      quanto dichiarato dal registrante.Non c'e' dubbio. D'altra parte l'articolo *non* riguarda la RA ne' il NIC ma una triste azione legale di una multinazionale dell'abbigliamento.
      prima di fare affermazioni prive di
      fondamento, Quali?
      e consiglio il giornalista cha
      ha scritto l'articolo di fare attenzione a
      quello che scrive, in modo da evitare non
      corrette interpretazioni della situazione.Come sempre.Grazie per l'intervento. A risentirciLamberto Assenti
    • Anonimo scrive:
      Re: INFORMAZIONE non corretta su NIC e RA
      Riporto da http://www.nic.it/RA/faq/faq-nomi.html------------------------------10. Che rapporto c'è fra nome a dominio e marchio?Secondo le Regole di Naming il nome a dominio rappresenta un indirizzo di rete e non implica di per sé riferimenti al marchio o ad altri diritti commerciali. ------------------------------Meglio cambiarle queste regole perchè uno che non conosce la giurisprudenza potrebbe registrare un marchio leggendo queste faq e non sapere quello a cui sta per andare in contro.IMHO naturalmente.Saluti.
  • Anonimo scrive:
    Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
    ...cercavo il timbrificio o il sito di moda??La disciplina dei marchi mi pare utile;visto che è già registrato io domani non posso inventare un qualcosa e contrassegnarlo con "CocaCola". Mi pare giusto, o no?Il marchio "Armani" e' stato registrato prima dal signor Giorgio che dal signor Luca, che quindi, invece di atteggiarsi (a mio avviso penosamente) quasi a perseguitato politico bene farebbe a registrare "timbrificioarmani.it" ed ad utilizzarlo. Dovrà dire addio ad un po' di pubblicità gratuita, ma almeno chi capiterà sul suo sito sarà proprio andato a cercarlo...p.s. Penose anche le invettive della serie "in questo mondo di ladri" e "non ci sono più le mezze stagioni" che hanno affollato questo thread...Questo forum ormai viaggia più in basso delle chiacchiere da bar....
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
      Il punto è che un nome non è un marchio. E nemmeno un dominio. Così la legge dice. Così diceva il NIC.La sentenza mi pare una bufala.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
        - Scritto da: Anonimo
        Il punto è che un nome non è un marchio.
        E nemmeno un dominio.
        Così la legge dice. Così diceva il NIC.
        La sentenza mi pare una bufala.Se vuoi il problema è che Armani in questo caso è sia un marchio che un cognome. Però non mi sembra sbagliato che si sia scelto di tutelare il primo.Se mi chiamo di cognome Barilla è chiaro che se potessi registrarmi il dominio le persone arriverebbero sul sito per la ppopolarità del marchio, non certo per la mia: la tutela del marchio esiste proprio per salvaguardare gli investimenti che si fanno su tali segni distintivi!Per quel che riguarda la legge o decreto che sia, mi sembra che si riferisse all'insieme nome+cognome,e comunque mi pare ovvia la precedenza del marchio registrato (la registrazione del marchio tra l'altro costa, e non pquanto un dominio...).
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
          Se permetti io conto più di un marchio, almeno dovrei...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
            - Scritto da: Anonimo
            Se permetti io conto più di un marchio,
            almeno dovrei...Ma smettiamola di confondere i piani in questo modo osceno e distorto... la dignità degli individui è tutt'altra questione, non c'entra un beneamato con la tutela di un marchio. Non vuol dire che mezzo milione di Mario Rossi abbiano TUTTI indistintamente diritto all'omonimo dominio, santa polenta. Si parla di un URL, non certo della sacralità dei Diritti dell'Uomo, abbiate un po' di senso della misura per favore.Se uno all'altro capo del mondo digita armani.it è OVVIO che sta cercando la casa di moda e non un oscuro timbrificio, e sicuramente tirerà anche un paio di moccoli se si trova davanti un'azienducola che non aveva neanche lontanamente idea di cercare. Ma vi rendete conto di quante tipografie Rossi o stirerie Wanda o pizzerie bellanapoli ci sono in Italia ? Non si può certo fare una question di Stato o attaccarsi alla retorica dei grandi valori ogni volta che c'è un'omonimia tra marchio, cognome e ragione sociale di aziende piccole, medie o grandi che vogliono registrare il loro dominio.Il fatto è che la banale semplicità e univocità di un URL sembra fatta apposta per far cadere i dati distintivi che rendono certe omonimie insussistenti sull'elenco telefonico, sulle pagine gialle o nei registri CCIAA. Il timbrificio in questione sarà al più noto nella sua cittadina o provincia, armani ha un marchio a copertura globale, la differenza è abissale ed è più che giusto assegnare il dominio a quest'ultimo. Non credo che a un giapponese o sudafricano gliene possa fregare di meno del timbrificio, con tutto il rispetto.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
            Ma documentati per piacere! Quello che dici sarebbe vero se le categorie merceologiche delle due aziende fossero identiche o stettamente affini. Stai difendendo un diritto che non esiste.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...

            Il timbrificio in questione
            sarà al più noto nella sua cittadina o
            provincia, armani ha un marchio a copertura
            globale, la differenza è abissale ed è più
            che giusto assegnare il dominio a
            quest'ultimo. Non credo che a un giapponese
            o sudafricano gliene possa fregare di meno
            del timbrificio, con tutto il rispetto.no caro, non funziona cosi'. Se registri un dominio e la tua azienda come 10 mila altre usa legittimamente quel nome vale la regola del primo che arriva vince, non del piu' grosso si prende tutto.Ora se armani.it se lo e' preso luca giuseppe o giacomo armani della armani srl, snc, o spa, il signor giorgio armani non puo' accampare diritti superiori rispetto ad altri: la prossima volta si sveglia prima e si sceglie meglio le persone che per suo conto avrebbero dovuto registrare prontamente il dominio in questione.Puo' accordarsi e comprare il dominio da chi lo ha preceduto ammesso vogliano venderlo, ma trovo decisamente scorretto e scandaloso che si sia proceduto come e' accaduto, anche perche' il precedente rischia di creare problemi a livello operativo per chi gestisce e registra domini: ammettiamo ad esempio che io registri un dominio secondo le norme dell'autority, che sia stato giudicato idoneo in un primo momento e che una successiva causa mi tolga i diritti di uso di quel dominio: a questo punto potrei intentare una causa per danni contro l'autority che avrebbe dovuto a monte negarmi l'eventuale autorizzazione all'uso del dominio, perche' prima mi ritiene idoneo ma poi un soggetto esterno esautora di fatto questa autorizzazione.Come dire: a quel punto ha senso di esistere una autority che di fatto conta come il due di bastoni a briscola coppe?Perche' se e' vero che da un lato l'autority non e' responsabile di eventuali abusi nelle registrazioni dall'altro l'attuale normativa crea di fatto l'obbligo all'autority stessa di dover verificare eventuali situazioni di abuso e procedere secondo regolamento: ma se effettivamente le due aziende usano a vario titolo il nome armani e quindi non si tratta di cybersquatting, non vale forse il principio che il primo che arriva a registrare secondo norma si tiene il dominio, a prescindere dalla notorieta' del marchio o dell'azienda?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
            Ma chi l'ha detto che ovvio !!!!!Chi l'ha detto che tutti quelli che cercano lo stilista digitano armani.it ???Che statistiche avete in mano per dire ciò ???Le sentenze devo basarsi su dati reali e non su presunzioni.!!vi assicuro che il dominio FORTE genera al massimo qualche centinanio di accessi al giorno, è la pubblicità e la promozione che generano i veri accessi !!Penso che il signor Armani possa benissimo pagare la pubblicità per dire che in italia è rintracciabile con il dominio che ha registrato !!Altra cosa, la legge italiana sui marche tutela i marche per le varie categorie merceologiche, possono quindi esistere due marchi uguali a patto che siano evidentemente rappresentativi di prodotti diversi e non concorrenti.Qualche genio mi spiega come si può fare la stessa cosa sui domini visto solo uno ce ne può essere ????Solo un Armani.it ci può essere !!!!!!Secondo me il sacrosanto diritto è di chi arriva prima !!!Ma i diritti in Italia...... bah fate voi....
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...

            Altra cosa, la legge italiana sui marche
            tutela i marche per le varie categorie
            merceologiche, possono quindi esistere due
            marchi uguali a patto che siano
            evidentemente rappresentativi di prodotti
            diversi e non concorrenti.Sono daccordo con te su tutto, ma se ti studi la legge sui marchi ed i brevetti noterai che è sbagliato quello che dici (che ti ho riportato).Se un nome è molto famoso, parliamo di Armani, di Porche, di IBM, e di tantissimi altri, no è possibile registrarlo neppure in categorie differenti. Te lo assicuro.Come del resto esistono invece nomi che non è possibile proteggere perchè di uso comune, oppure perchè nomi di nazioni, i quali possono essere registrati e protetti solo da consorzi.Queste sono informazioni che ti do per certo e documentato.
          • Anonimo scrive:
            Donna.it
            Io ho questo dominio e me lo stanno portando via !!!e donna è o no una parola non registrabile come marchio ???Donna Staff
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Se permetti io conto più di un marchio,

            almeno dovrei...

            Ma smettiamola di confondere i piani in
            questo modo osceno e distorto... la dignità
            degli individui è tutt'altra questione, non
            c'entra un beneamato con la tutela di un
            marchio.
            Non vuol dire che mezzo milione di Mario
            Rossi abbiano TUTTI indistintamente diritto
            all'omonimo dominio, Infatti, tra coloro che legittimamente hanno diritto ad un nome si privilegia chi per primo lo registra, indipendentemente da quanto è grosso e cattivo.Il problema potrebbe derivare dall'uso afini commerciali del marchio, ma della sentenza è stato pubblicato solo il dispositivo.Comunque, se il sig. giorgio armani teneva tanto ad armani.it, ben poteva registrarlo x primo.I mezzi non gli mancano.Trovo corretto e civile boicottare individualmente e collettivamente il marchio giorgio armani, portando il fatto a conoscenza della azienda via email.Armani? No grazie!Roberto
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
            Errata corrige :Il problema potrebbe derivare dall'uso afini commerciali del dominio, ma della sentenza è stato pubblicato solo il dispositivo. Roberto- Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo


            Se permetti io conto più di un marchio,


            almeno dovrei...



            Ma smettiamola di confondere i piani in

            questo modo osceno e distorto... la
            dignità

            degli individui è tutt'altra questione,
            non

            c'entra un beneamato con la tutela di un

            marchio.

            Non vuol dire che mezzo milione di Mario

            Rossi abbiano TUTTI indistintamente
            diritto

            all'omonimo dominio,

            Infatti, tra coloro che legittimamente hanno
            diritto ad un nome si privilegia chi per
            primo lo registra, indipendentemente da
            quanto è grosso e cattivo.
            Il problema potrebbe derivare dall'uso afini
            commerciali del marchio, ma della sentenza è
            stato pubblicato solo il dispositivo.
            Comunque, se il sig. giorgio armani teneva
            tanto ad armani.it, ben poteva registrarlo x
            primo.
            I mezzi non gli mancano.
            Trovo corretto e civile boicottare
            individualmente e collettivamente il marchio
            giorgio armani, portando il fatto a
            conoscenza della azienda via email.
            Armani? No grazie!
            Roberto
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..

            Non vuol dire che mezzo milione di Mario
            Rossi abbiano TUTTI indistintamente diritto
            all'omonimo dominio, santa polenta. Infatti a quel punto il dominio appartiene a chi lo registra per primo. Gli altri si inventino nomi composti sostitutivi. Punto.Internet funziona così, in tutto il mondo. Tranne ovviamente nelle repubbliche delle banane dove un giudice pensa di poter legiferare su cosa sia lecito o meno fare dei domini Internet!
            Se uno all'altro capo del mondo digita
            armani.it è OVVIO che sta cercando la casa
            di moda e non un oscuro timbrificioÈ ovvio un par di ****!Se io ho un azienda con quel nome non ho diritto al dominio perché esiste un pesce più grosso? Ma levati!
            sicuramente tirerà anche un paio di moccoli
            se si trova davanti un'azienducola che non
            aveva neanche lontanamente idea di cercare. Se è incapace è un *suo* problema.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            - Scritto da: Anonimo

            Se è incapace è un *suo* problema. No beota, è un TUO problema che perdi clienti. Come se sulle pagine gialle ti mettono alla voce falegnamerie ma tu vendi orologi......
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..

            No beota, è un TUO problema che perdi
            clienti. Come se sulle pagine gialle ti
            mettono alla voce falegnamerie ma tu vendi
            orologi...Non mi abbasso ad insultarti come fai tu, ci ha già pensato madre natura a giudicare dalle tue capacità di intendere.Rileggi il thread, se sei in grado:****
            Se uno all'altro capo del mondo digita
            armani.it è OVVIO che sta cercando la casa
            di moda e non un oscuro timbrificioÈ ovvio un par di ****!Se io ho un azienda con quel nome non ho diritto al dominio perché esiste un pesce più grosso? Ma levati!
            sicuramente tirerà anche un paio di moccoli
            se si trova davanti un'azienducola che non
            aveva neanche lontanamente idea di cercare.Se è incapace è un *suo* problema. ****Il "suo" è riferito all'utente incapace di trovare il sito che cerca. Se non è in grado nemmeno di capire che un azienda su Internet non si trova semplicemente digitandone il nome sulla barra degli indirizzi e aggiungendo .com o .it o quel che vuoi tu, allora - come te - non ha capito una mazza di Internet.Se pensi di cambiare Internet per venire incontro agli idioti - capisco nel tuo caso il conflitto d'interessi - sei un povero illuso.Se Armani Giorgio perde clienti perché il dominio sulla gerarchia .it l'ha registrato prima il signor Armani Luca peggio per lui e buon per il signor Luca, commerciante a sua volta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...

            Se uno all'altro capo del mondo digita
            armani.it è OVVIO che sta cercando la casa
            di moda e non un oscuro timbrificio, e
            sicuramente tirerà anche un paio di moccoli
            se si trova davanti un'azienducola che non
            aveva neanche lontanamente idea di cercare. Il paio di moccoli li ho tirati leggendo questa stupidaggine, mica tutti ragionano come te, sai?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...

          Se vuoi il problema è che Armani in questo
          caso è sia un marchio che un cognome. Però
          non mi sembra sbagliato che si sia scelto di
          tutelare il primo.Tutelare? Tutelare significa "difendere", "salvaguardare". Da che cosa dovrebbe essere difeso il marchio Giorgio Armani? Dalla concorrenza sleale di un timbrificio? Chiaramente no.Quindi qui non si tratta di tutelare. Si tratta di decidere a chi assegnare una risorsa. La risorsa e' contesa fra due che hanno pari diritto ad usarla, visto che - a quanto pare- entrambi ne fanno un uso come nome per un'azienda.Quindi si tratta di decidere a quale dei due assegnare una risorsa. Visto che entrambi ne hanno ugualmente diritto, la risorsa va, ovviamente, assegnata a chi ne ha fatto richiesta per primo. Punto.
          Se mi chiamo di cognome Barilla è chiaro che
          se potessi registrarmi il dominio le persone
          arriverebbero sul sito per la popolarità
          del marchio, non certo per la mia:Certo. Ma ci sono vari aspetti da considerare. Ad esempio, accaparrarsi nomi di dominio corrispondenti a marchi per poi rivenderli a prezzi altissimi ai legittimi proprietari del marchio, e' certamente da impedire. Inoltre, secondo me, posso contestare perfino a chi si chiama Barilla e ha registrato il dominio con il proprio cognome il fatto che l'uso del nome e' pretestuoso, una semplice copertura per rivendere il dominio in seguito: basterebbe che non vi fosse nessun sito attivo per quel nome, o anche solo un miserrimo sito messo su in due e due quattro come facciata.Il discorso cambia se io ho una piccola azienda che ha il mio nome, e il sito prende il nome dall'azienda. Non mi si puo' certo contestare un uso pretestuoso del nome. Inoltre, nel caso specifico, non si puo' neanche sostenere che mi faccio pubblicita' sfruttando la popolarita' altrui, perche' chi cerca vestiti difficilmente si interessa ad un timbrificio.
          la tutela
          del marchio esiste proprio per salvaguardare
          gli investimenti che si fanno su tali segni
          distintivi!Gia', ma per quanto tu investa su un marchio, se questo e' uguale ad un diffuso cognome, non lo farai diventare diverso da quel cognome. Uno per chiamarsi Luca Armani, o addirittura Giorgio Armani, non deve pagare diritti a nessuno. Allo stesso modo, non vedo perche' debba piegarsi a chi cerca di sfruttare quel cognome come un marchio. Ne vuoi fare un marchio, ma sempre cognome resta. Incauto Armani che ha investito tanti soldi su una cosa, il nome Armani, che non era di diritto solo sua.
          e comunque mi pare ovvia la
          precedenza del marchio registrato (la
          registrazione del marchio tra l'altro costa,
          e non pquanto un dominio...).Costa? Bene, e' un investimento rischioso, perche' e' su un bene che non puoi possedere in esclusiva. Perche' Armani e' un cognome, e chiunque lo possieda ha il diritto di usarlo come piu' gli piace.Ciao Anonimo (sperando che Anonimo non sia un famoso marchio)
          • TeX scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            - Scritto da: Anonimo.....
            impedire. Inoltre, secondo me, posso
            contestare perfino a chi si chiama Barilla e
            ha registrato il dominio con il proprio
            cognome il fatto che l'uso del nome e'
            pretestuoso, una semplice copertura per
            rivendere il dominio in seguito: basterebbe
            che non vi fosse nessun sito attivo per quel
            nome, o anche solo un miserrimo sito messo
            su in due e due quattro come facciata.
            Il discorso cambia se io ho una piccola
            azienda che ha il mio nome, e il sito prende
            il nome dall'azienda. Non mi si puo' certo.......Su questo non sono daccordo. Se io mi chiamo Armani o Barilla non vedo perchè non possa registrare un sito www.armani.it o www.barilla.it sul quale mettere le foto della mia collezione di palle di neve, alla quale sono molto attaccato... E se non posso registrare il mio nome, a maggior ragione non posso registrare alcun nome. Se chiamassi il mio sito www.palledineve.it e poi spunta fuori un'azienda che produce adobbi natalizi o guanti invernali e decide di chiamarsi "Palle di neve", io sarei costretto a cambiare nome del sito oppure a rischiare di pagare pesanti spese legali....Inoltre non capisco perchè prendersela con il dominio www.armani.it invece di cercare di recuperare il dominio www.armani.com, registrato ma non utilizzato, certamente più adatto per un'azienda, soprattutto quando ha forte visibilità internazionale. Insomma, mi sembra solo una brutta storia di prepotenza... storia che però getta ombre scure su internet. Almeno in Italia.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            hai ragione per il .com, ma "Palle di neve", anche se fosse un marchio con i requisiti di validità, dovrebbe comunque aver data di registrazione anteriore a quella del tuo dominio
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            - Scritto da: Anonimo
            hai ragione per il .com, ma "Palle di neve",
            anche se fosse un marchio con i requisiti di
            validità, dovrebbe comunque aver data di
            registrazione anteriore a quella del tuo
            dominioDovrebbe....Ma in questo caso è successo il contrario...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            hai ragione per il .com, ma "Palle di
            neve",

            anche se fosse un marchio con i requisiti
            di

            validità, dovrebbe comunque aver data di

            registrazione anteriore a quella del tuo

            dominio

            Dovrebbe....

            Ma in questo caso è successo il contrario...cioè? Il marchio armani è stato registrato dopo il '97? Mah, non ho verificato, ma non credo (comunque già allora credo potesse considerarsi marchio noto, e come tale....)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..

            cioè? Il marchio armani è stato registrato
            dopo il '97? Mah, non ho verificato, ma non
            credo (comunque già allora credo potesse
            considerarsi marchio noto, e come tale....) Infatti Luca no ha depositato il marchio Armani, ha solo registrato un nome a domino in un momento storico non sospetto, quanto cioè non c'era nessunissimo legame fra i marchi e l'allora sconosciutissimo (soprattutto per la legge) Internet.E' un diritto che ha acquisito nella piena legalità (correva l'anno 1997) e non ritengo giusto che ora glie lo revochino così spudoratamente.E' come la storia dell'avorio, con le recenti leggi non si può più commercializzare ma chi l'ha comprato prima lo può detenere tranquillamente.Purtroppo chi legifera e giudica di internet non ci capisce una mazza e spara sentenze totalmente sbagliate (Armani.com docent).
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            - Scritto da: Anonimo

            cioè? Il marchio armani è stato registrato

            dopo il '97? Mah, non ho verificato, ma
            non

            credo (comunque già allora credo potesse

            considerarsi marchio noto, e come
            tale....)

            Infatti Luca no ha depositato il marchio
            Armani, ha solo registrato un nome a domino
            in un momento storico non sospetto, quanto
            cioè non c'era nessunissimo legame fra i
            marchi e l'allora sconosciutissimo
            (soprattutto per la legge) Internet.
            E' un diritto che ha acquisito nella piena
            legalità (correva l'anno 1997) e non ritengo
            giusto che ora glie lo revochino così
            spudoratamente.
            E' come la storia dell'avorio, con le
            recenti leggi non si può più
            commercializzare ma chi l'ha comprato prima
            lo può detenere tranquillamente.
            Purtroppo chi legifera e giudica di internet
            non ci capisce una mazza e spara sentenze
            totalmente sbagliate (Armani.com docent).infatti io mi riferivo al marchio armani che senz'altro la holding di Giorgio Armani ha registrato, non pensavo certo al dominio: è il primo che conta e, permettimi, deve prevalere sul dominio, SE E SOLO SE, però, ve ne sono i presupposti giuridici.La proprietà industriale ed intellettuale, fortunatamente, esiste da un pò più di tempo dei domini Internet, che altro non sono che un nuovo campo, una nuova terra di conquista dell'intera umanità. Se da domani chiunque potesse andare a vivere e lavorare sulla Luna, non credo che dovrebbe poter avere libertà di usare lassù il marchio Coca Cola, ad esempio, anche perchè lassù potrebbe volerci andarci pure la Coca Cola ad impiantare una nuova sede (allo stato delle cose, comunque, la Luna non è prevista come paese eleggibile per la privativa, ciò non toglie, mi ripeto, che una nuova terra conquistata per tutta l'umanità possa esser condiderata terra di nessuno: non credo che sia la conquista del West, ci sono già dei diritti acquisiti....)Tutto ciò non significa che sia d'accordo con la decisione della giudice: vorrò leggere per intero le motovazioni della sentenza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
            Secondo me dovrebbero cambiare alcuneregole, tipo non permettere del tutto laregistrazione di nomi/cognomi nellospazio .com/.biz./.it ma relegarlo, peresempio, allo spazion .info.Solo per una questione di praticita'.Detto questo, vale la regola che l'aziendache arriva prima si tiene il nome deldominio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
      - Scritto da: Anonimo
      ...cercavo il timbrificio o il sito di moda??Chi lo sa? Di sicuro non hai molta dimestichezza con Internet...Mi pare che nessuno abbia ben presente che attualmente le ricerche si fanno con i motori di (appunto 8) ricerca, e trovare un sito di un'azienda anche se l'indirizzo non e' esattamente uguale al marchio e' estremamente facile.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...cercavo il timbrificio o il sito di
        moda??

        Chi lo sa? Di sicuro non hai molta
        dimestichezza con Internet...
        Mi pare che nessuno abbia ben presente che
        attualmente le ricerche si fanno con i
        motori di (appunto 8) ricerca, e trovare un
        sito di un'azienda anche se l'indirizzo non
        e' esattamente uguale al marchio e'
        estremamente facile.La mamma degli imbecilli e' sempre incinta...Ma chi ti credi di essere?E' ben chiaro a tutti che esistono i motori di ricerca, non e' che adesso arrivi tu a spiegarcelo.E' comuqnue un modo indiretto di arrivarci. Inoltre è provato che la gente digita comunque prima il nome di dominio (addirittura lo digita nei form dei motori di ricerca!).Bah....
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
          - Scritto da: Anonimo
          Inoltre è provato che la gente digita
          comunque prima il nome di dominio
          (addirittura lo digita nei form dei motori
          di ricerca!).Fonte?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...
      - Scritto da: Anonimo
      ...cercavo il timbrificio o il sito di moda??

      La disciplina dei marchi mi pare utile;
      visto che è già registrato io domani non
      posso inventare un qualcosa e
      contrassegnarlo con "CocaCola".
      Mi pare giusto, o no?E che cosa c'entra ? Nessuno si chiama CocaCola di cognome, e quindi il problema non si pone. Infatti un marchio, per essere tale, dovrebbe essere un segno distintivo dell'azienda. Il logo di Armani lo è, ed è giusto che non possa venire imitato, il cognome no (ed è anche un cognome piuttosto comune). No, così com'è questa sentenza rappresenta una pura prevaricazione, ingiustificata e discrezionale.
      mio avviso penosamente) quasi a perseguitato
      politico bene farebbe a registrare
      "timbrificioarmani.it" ed ad utilizzarlo.Questa è una tua opinione. Altri potrebbero invece ritenere che dovrebbe essere l'altro Armani a registrare e ad usare "armanifashion.it" o che so io.
      Dovrà dire addio ad un po' di pubblicità
      gratuitaQuale pubblicità gratuita ne può derivare ? Se uno cercava un profumo e trova dei timbri pensi che dica "buona idea! invece di un profumo mi comprerò un timbro!" ? Ma per piacere ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi...

      posso inventare un qualcosa e
      contrassegnarlo con "CocaCola".
      Mi pare giusto, o no?Coca cola è un nome di fantasia, Armani è un cognome che Luca non si è neppure scelto!Stai paragonando due cose diametralmente opposte.
      Il marchio "Armani" e' stato registrato
      prima dal signor Giorgio che dal signor
      Luca, che quindi, invece di atteggiarsi (a
      mio avviso penosamente) quasi a perseguitato
      politico bene farebbe a registrare
      "timbrificioarmani.it" ed ad utilizzarlo.Guarda che quando Luca ha registrato il dominio era perfettamente legale farlo e queste leggi non esistevano, allora visto che un paio di anni fa sono passate in giudicato sentenze perchè c'è stato chi per esempio ha registrato Blaupunkt.it al posto della Bosch, Luca avrebbe dovuto andare da Armani e regalargli il dominio con tante scuse?Ma te sei fuori come un balcone!!!
      Dovrà dire addio ad un po' di pubblicità
      gratuita, ma almeno chi capiterà sul suo
      sito sarà proprio andato a cercarlo...Questa è una fesseria, se Giorgio pubblicizzasse un suo sito ufficiale semplicemente aggiungendolo alle targhette dei suoi capi di abbigliamento ed in calce a tutta la sua pubblicità stai tranquillo che Armani.it non se lo cagherebbe proprio nessuno, come del resto fanno moltissimi altri.Inoltre, l'unico sito che per Armani Giorgio avrebbe avuto un reale senso logico, a questa stregua, sarebbe stato Armani.com, ma il tizio in oggetto ha collaboratori pubblicitari talmente svegli che se l'è fatto soffiare da un signor nessuno qualsiasi!
      questo thread...Questo forum ormai viaggia
      più in basso delle chiacchiere da bar....E tu rappresenti ottimamente il "cliente" tipico del forum.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma se digito ARMANI.IT secondo voi..
      Ciò che ha più colpito della vicenda è sia (1) che il marchio ha prevalso sul cognome che (2) l'azienda di Giorgio Armani sembra non abbia fatto alcun tentativo per una risuoluzione bonaria della vicenda, oppure un'offerta per la cessione (come di solito accade in questi casi) ma che si sia rivolta subito a un tribunale tramite il quale ha addirittura richiesto un risarcimento danni per aver sfruttato il proprio cognome per lucrare sul nome altrui (!?). Quindi al Sig. Luca Armani non è stata data la possibilità di cedere il dominio, ma è stato direttamente condannato per aver registrato un dominio col proprio cognome.Ed è quest'ultimo punto che ha ingigantito la polemica.Infatti, secondo la sentenza, chiunque di noi volesse registrare un dominio col proprio cognome dovrebbe prima chiedere consulenza a un ufficio legale. Al contrario di come era sempre accaduto fino ad ora (cioè: NIC regola la disputa e cede il dominio al "più" legittimo contendente oppure viene fatta un'offerta in denaro).E' come se io registrassi un dominio col mio cognome "Rossi", quindi venissi condannato alcuni anni dopo per il solo fatto di averlo registrato. E, ripeto, quel Rossi "è" il mio cognome.E' evidente come la luce del sole che c'è stato da questo punto di vista un vuoto legislativo, una disparità eclatante (probabilmente maturata dalle capacità legali dell'azienda Giorgio Armani e dall'incapacità legale di Luca Armani), o probabilmente da un Giudice che ha svolto un'interpretazione della legge degna di mezzo secolo fa.
  • Anonimo scrive:
    oh che disdetta !
    vuol forse dire che digitando www.armani.it gli italiani non troveranno piu' il caro vecchio timbrificio a cui ormai si erano abituati e che invece si troveranno dinnanzi ad un anonimo sarto di provincia con i suoi rozzi e poco noti disegni di alta moda ? ma come faremo senza i tibri del signor Luca Armani ? Mah la legge a volte è proprio strana ...
    • exsinistro scrive:
      Re: oh che disdetta !
      - Scritto da: Anonimo
      vuol forse dire che digitando www.armani.it
      gli italiani non troveranno piu' il caro
      vecchio timbrificio a cui ormai si erano
      abituati e che invece si troveranno dinnanzi
      ad un anonimo sarto di provincia con i suoi
      rozzi e poco noti disegni di alta moda ? ma
      come faremo senza i tibri del signor Luca
      Armani ? Mah la legge a volte è proprio
      strana ...


      HA HA HA HA HA
    • cico scrive:
      Re: oh che disdetta !

      vuol forse dire che digitando www.armani.it
      gli italiani non troveranno piu' il caro
      vecchio timbrificio a cui ormai si erano
      abituati e che invece si troveranno dinnanzi
      ad un anonimo sarto di provincia con i suoi
      rozzi e poco noti disegni di alta moda ? ma
      come faremo senza i tibri del signor Luca
      Armani ? Mah la legge a volte è proprio
      strana ...bella logica del razzo, i diritti allora sono dichi e' piu' influente, ha piu' potere ha un'immaginepiu' conosciuta ?e comunque l'anonimo sarto di provinciaha sicuramente i capitali per comprareil timbrificio e farne un parcheggio, avrebbepotuto fare semplicemente un'offerta (comefanno tutti) per acquistare il dominio.Invece visto che di soldi ne hanno da sperperaresono andati per via legali, il povero cittadino,che i soldi se li deve gestire invece, spessoe volentieri non ha neppure il tempo perfare valere i propri diritti.Con buona pace dei principi che possonoessere fatti valere solo da chi ha i soldiper avventurarsi nelle migliaia di leggidi questo paese.
    • Anonimo scrive:
      Re: oh che disdetta !
      - Scritto da: Anonimo
      vuol forse dire che digitando www.armani.it
      gli italiani non troveranno piu' il caro
      vecchio timbrificio a cui ormai si erano
      abituati e che invece si troveranno dinnanzi
      ad un anonimo sarto di provincia con i suoi
      rozzi e poco noti disegni di alta moda ? ma
      come faremo senza i tibri del signor Luca
      Armani ? Mah la legge a volte è proprio
      strana ...Se devo comprare un vestito da sera non vado a cercarlo su internet, se devo invece comprare un timbro cerco su internet i siti dei timbrifici della mia città per scoprire il più conveniente.Molti acquistano timbri, molti altri acquistano vestiti. Il diritto dovrebbe essere uguale per tutti. Se un bambino attraversa le strisce pedonali, l'autobus che sfrecciava con 60 passeggeri si ferma e gli dà la precedenza. Non perchè è più famoso ma perchè è sceso per primo sulla strada. Un giorno forse quel bambino diventerà un produttore di timbri famosissimo che porterà lustro agli italiani nel mondo. Ma non è questo il punto. Potrà diventare un disperato qualsiasi. Il punto è che chi attraversa la strada per primo ha la precedenza. Nel XVIII Secolo le precedenze sulle strade cittadine erano regolate dai titoli nobiliari dei proprietari delle carrozze. Poi arrivò la rivoluzione francese. (nda: ricordo agli eventuali smemorati che la rivoluzione francese fu "borghese" e non "comunista").Saluti, Gaetano
    • Anonimo scrive:
      disdetta ! mondo pieno di t.d.c.
      certo hai ragione, dipende da chi sei? se un t.d.c. di parte, o un t.d.c. anarchico?ciaooo
      • Anonimo scrive:
        sono un t.d.c. DOC !
        il fatto è che ogni povero del pianeta si sente in diritto (solo perchè povero) di derubare qualsiasi ricco. Così non si va avanti ! Se noi insegniamo ai nostri figli che tutte le persone ricche e potenti, in quanto tali non meritano alcun rispetto , allora siamo fregati il mondo andrà sempre di più a rotoli.I diritti dei ricchi vanno salvaguardati !
  • Anonimo scrive:
    Ma il NIC a che serve?
    Possibile che non abbia alcuna voce in capitolo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma il NIC a che serve?
      non conosco il fatto ma se è intervenuto un organo giudicantela NIC non era interpellata, a meno che la NIC stessa non si sia messa o sia stata messa in giudicato considerata la difficoltà della decisione, Se all'atto della registrazione dominio non firmi la Lettera Assunzione Responsabilità in caso di controversia ti affidi al giudice, o viceversa alle decisioni della NIC in ogni caso le regole parlano chiaro, in presenza di registrazione di marchio il marchio è dominate, hanno in pratica spazzato via il diritto di "anzianità" della registrazione
  • Anonimo scrive:
    Allucinante...
    E' un'ingiustizia incredibile.... il multimiliardario non caccia una lira, e il poveretto oltre a perdere il dominio deve anche pagare piu' di 13.500 euro di spese legali.... che per lui sicuramente sono tanti soldi, mentre l'altro se li potrebbe spendere ogni giorno... non solo... deve anche pagare i comunicati da pubblicare sui giornali... e quelli costano parecchio.Ma per caso questa GERACI ELDA è parente di Saddam Hussein ??? No, perche' queste sono cose da regime dittatoriale, non da democrazia.
  • Anonimo scrive:
    La repubblica delle Banane....
    Italia 2003Ma vi stupite ???Questo è un paese dove le leggi servono solo per il popolino !Questo è un paese dove chi è potente fa quello che vuole:1. C'è chi vuole spostare i processi perchè non gli piace il giudice2. C'è chi è stato condannato al terzo grado di giudizio e si permette di non accettare la sentenza3. Avete mai letto la legge italiana sui marchi ?? sapete che è espressamente vietato registrare come marchio parole di uso comune ?? ebbene provate a vedere quante grandi aziende italiane hanno registrato marchi del genere !!!Bah non sò più cosa pensare...E poi ci si chiede come mai in Italia sono sempre esiste forme di lotta estremiste !!!Bah... scusate lo sfogo.. ma sarò a breve una vittima stile Luca...Italia che bel... Paese !!!Donna
  • Picard scrive:
    Il sig. Luca Armani faccia una petizione
    Che tutti noi firmeremo.Ma insomma, questo è veramente A-S-S-U-R-D-O.Se Giorgio Armani voleva quel dominio poteva fare un'ottima offerta (che può permettersi) al sig. Luca Armani che ne era il legittimo proprietario e aveva tutti i diritti di mantenerlo, avendolo registrato prima di lui.Suppondendo un pari diritto di entrambe le parti al possesso del dominio credo sia giusto assegnarne la proprietà a chi per primo lo ha registrato.Non credo che di fronte ad una buona offerta il sig. Luca Armani lo avrebbe ceduto, invece di vederselo estorto in base al fondamentale.Il sig. Luca Armani inoltre dovrebbe consultare la sentenza della causa occorsa tra Uzi Nissan e la Nissan Motors, che può trovare a questo link: http://www.patnet.it/Default.asp?pagina=DefaultTemp&case=articoli&articolo=477
    • Picard scrive:
      Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione

      Non credo che di fronte ad una buona offerta
      il sig. Luca Armani lo avrebbe ceduto,
      invece di vederselo estorto in base al
      fondamentale.Errata corrige: togliere il "non" ad inizio frase ed eliminare la parte "invece di vederselo estorto in base al fondamentale", altrimenti la frase non ha senso ;-)Scusate, la foga della rabbia ^^
      • Picard scrive:
        Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione


        Non credo che di fronte ad una buona
        offerta

        il sig. Luca Armani lo avrebbe ceduto,

        invece di vederselo estorto in base al

        fondamentale.

        Errata corrige: togliere il "non" ad inizio
        frase ed eliminare la parte "invece di
        vederselo estorto in base al fondamentale",
        altrimenti la frase non ha senso ;-)
        Scusate, la foga della rabbia ^^Oh porca miseria, errata corrige dell'errata corrige: "invece di vederselo estorto" doveva rimanere, andava tolto solo il "non" ed il "in base al fondamentale".GrrrrrrVado nell'angoletto per 10 minuti
    • Anonimo scrive:
      Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione
      - Scritto da: Picard(...)
      Suppondendo un pari diritto di entrambe le
      parti al possesso del dominio credo sia
      giusto assegnarne la proprietà a chi per
      primo lo ha registrato.(...)Ma solo io mi sono rotto i coglioni di digitare un qualche nome di dominio alla ricerca di una ditta famosa per ritrovarmi qualche zzozone che ha avuto la bella idea di acchiapparlo prima per vendere tutt'altro????
      • Anonimo scrive:
        Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione
        Sì, per carità. Ma stavolta era il SUO cognome. E che ca##o!
      • Anonimo scrive:
        Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione
        - Scritto da: Anonimo

        Ma solo io mi sono rotto i coglioni di
        digitare un qualche nome di dominio alla
        ricerca di una ditta famosa per ritrovarmi
        qualche zzozone che ha avuto la bella idea
        di acchiapparlo prima per vendere
        tutt'altro????NO, non sei affatto solo....... queste baggianate burocratiche e piccole furbate di illustri sconosciuti sono una rottura di maroni ENORME e fanno solo perdere tempo a chi cerca le aziende in rete.
        • Anonimo scrive:
          Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione
          Non mi sembra certo il caso in questione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          Ma solo io mi sono rotto i coglioni di

          digitare un qualche nome di dominio alla

          ricerca di una ditta famosa per ritrovarmi

          qualche zzozone che ha avuto la bella idea

          di acchiapparlo prima per vendere

          tutt'altro????

          NO, non sei affatto solo....... queste
          baggianate burocratiche e piccole furbate di
          illustri sconosciuti sono una rottura di
          maroni ENORME e fanno solo perdere tempo a
          chi cerca le aziende in rete.A prescindere che era (ed è tutt'ora...) il suo cognome e presumibilmente il nome della sua azienda (che, anche se piccola, ha gli stessi diritti di quella dell'altro Armani), imparare ad usare google sembra proprio una cosa brutta ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
            e qundo domani google comincerà a chiedere cifre esose per farsi trovare (in parte comincia già a farlo..)?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
            - Scritto da: Anonimo
            e qundo domani google comincerà a chiedere
            cifre esose per farsi trovare (in parte
            comincia già a farlo..)?Mai visto un commento più disinformatoin vita mia.E' una legge matematica: se un motore di ricercasi fa pagare per drogare i risultati diventa piu'inefficiente, e quindi un altro motore che non lo falo surclassa. E' successo con tutti. Perche' credi cheGoogle sia rimasto l'unico motore di ricerca utile?Quelli di Google lo hanno capito, lo sanno benissimo,e se dovessero scordarselo, ci sarebbero altri motoridi ricerca pronti a soffiargli il posto di motore miglioredella terra. Google non e' l'unico, e' il migliore per adesso,ma non e' l'unico.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            e qundo domani google comincerà a chiedere

            cifre esose per farsi trovare (in parte

            comincia già a farlo..)?

            Mai visto un commento più disinformato
            in vita mia.
            E' una legge matematica: se un motore di
            ricerca
            si fa pagare per drogare i risultati diventa
            piu'
            inefficiente, e quindi un altro motore che
            non lo fa
            lo surclassa. E' successo con tutti. Perche'
            credi che
            Google sia rimasto l'unico motore di ricerca
            utile?
            Quelli di Google lo hanno capito, lo sanno
            benissimo,
            e se dovessero scordarselo, ci sarebbero
            altri motori
            di ricerca pronti a soffiargli il posto di
            motore migliore
            della terra. Google non e' l'unico, e' il
            migliore per adesso,
            ma non e' l'unico.Ma tu le acquisti le parole-chiave su Google?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            e qundo domani google comincerà a chiedere

            cifre esose per farsi trovare (in parte

            comincia già a farlo..)?

            Mai visto un commento più disinformato
            in vita mia.
            E' una legge matematica: se un motore di
            ricerca
            si fa pagare per drogare i risultati diventa
            piu'
            inefficiente, e quindi un altro motore che
            non lo fa
            lo surclassa. E' successo con tutti. Perche'
            credi che
            Google sia rimasto l'unico motore di ricerca
            utile?
            Quelli di Google lo hanno capito, lo sanno
            benissimo,
            e se dovessero scordarselo, ci sarebbero
            altri motori
            di ricerca pronti a soffiargli il posto di
            motore migliore
            della terra. Google non e' l'unico, e' il
            migliore per adesso,
            ma non e' l'unico.io credo che google sia diventato il migliore, surclassando ampiamante altavista perchè dietro a google c'è microsoft: se domani (o dopodomani..) microsoft farà pagare perchè i navigatori possano trovare il dominio della tua azienda (come fa oggi con le parole-chiave) non sono così sicuro che potrai sottrarti al pagamento se vorrai farti trovare: non sono così sicuro, come sei invece tu, che altri motori con altrettante "enormi" capacità sorgerebbero così in fretta
        • Anonimo scrive:
          Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          Ma solo io mi sono rotto i coglioni di

          digitare un qualche nome di dominio alla

          ricerca di una ditta famosa per ritrovarmi

          qualche zzozone che ha avuto la bella idea

          di acchiapparlo prima per vendere

          tutt'altro????

          NO, non sei affatto solo....... queste
          baggianate burocratiche e piccole furbate di
          illustri sconosciuti sono una rottura di
          maroni ENORME e fanno solo perdere tempo a
          chi cerca le aziende in rete.O sei molto noto e potente o spera che se hai un dominio col tuo nome non ci sia un tuo omonimo famoso pronto a farti una bella sodomia legale :-))
      • UmAnOiDe/69 scrive:
        Re: Il sig. Luca Armani faccia una petiz
        E quindi, fammi capire bene, se io dovessi mettere on line unsito Internet e decidessi di utilizzare il mio nome per il dominio, dovrei prima accertarmi che non esista al mondo un marchio uguale al mio nome, verificare che non abbiano eventualmente intenzione di utilizzarlo in futuro sullo stesso dominio di primo livello che intendo utilizzare io e infine registrarlo?Complimenti. Anche tu sei uno di quelli che ha capito tutto di come funzioni Internet! Parente del giudice di Bergamo?
      • cico scrive:
        Re: Il sig. Luca Armani faccia una petizione

        Ma solo io mi sono rotto i coglioni di
        digitare un qualche nome di dominio alla
        ricerca di una ditta famosa per ritrovarmi
        qualche zzozone che ha avuto la bella idea
        di acchiapparlo prima per vendere
        tutt'altro????No, e infatti il giudice dovrebbe applicarela legge con un po' di cervello.IMO il Sig. Luca Armani aveva tutti i dirittidi questo mondo di tenere il suo sito.
  • Anonimo scrive:
    non c'e' limite al peggio
    il signore in questione e' persino capace (alla faccia dei soldi che ha) di entrare in un negozio di lampade, con 4 uomini di scorta, chiedere il prezzo di un paralume (50 euro) dire che e' caro, uscire dal negozio...Le uniche forme di vita che lo sopportano sono i suoi 7 gatti che, per fortuna, hanno cose piu' importanti a cui pensare.
  • Anonimo scrive:
    E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
    Non posso crederci. Come e' stato possibile cio' ? veramente increscioso...vi invito alla lettura della sentenza.Ma non e' finita 10.000? di spese legali per Armani.Ma stiamo scherzando ??? cioè io mi faccio difendere da un gruppo di 100 avvocati e se vinco me li faccio pagare tutti?Armani doveva al massimo essere liquidato con un onorario di un avvocato medio..il resto avrebbe dovuto metterli lui..Invito punto-Informatico ad avviare una colletta per il povero Armani, sono disposto a partecipare, per la prima volta in vita mia.In appello sicuramente, al di fuori della provincia, potrebbe tranquillamente vincere e farsi pure ripagare le spese di prima seduta. I lettori di PI sono molti, 10? a testa e PI che raccoglie le offerte, magari anche con Paypal.Non e' giusto.. Mio zio per non pagare una multa è stato condannato a 4 mesi per tentata corruzione...quanti dei nostri capi sono invece stati condannati per corruzione fatta ?Non lasciamo perdere sempre tutto perchè pensiamo che ciò non ci tocchi personalmente...Quello che è successo oggi è un fatto troppo grave...assurdo..Crazy
    • Larry scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
      Mi associo, sono disposto a dare 10 euro a Luca Armani.piu' altri 100 se gli intenta una nuova causa
      • Anonimo scrive:
        Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
        Ci sto anche io! Come ci si organizza ?
      • cico scrive:
        Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.

        Mi associo, sono disposto a dare 10 euro a
        Luca Armani.

        piu' altri 100 se gli intenta una nuova causaMi associo pure io, anche per la seconda.
        • Anonimo scrive:
          Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
          Idem per me. Se PI si occupa della raccota ce lo faccia sapere al più presto.
          • Anonimo scrive:
            Re: E' una vergogna..possiamo fare qualc
            - Scritto da: Anonimo
            Idem per me. Se PI si occupa della raccota
            ce lo faccia sapere al più presto.Perche' PI non mette a disposizione qualcheavvocato informatico con i controcazzi?
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
      Vai di colletta.Io ci sto.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
      Senza contare che Armani (quello dei vestiti) aveva pure chiesto un risarcimento per aver abusato del SUO marchio... Risarcimento che sarebbe ammontato a qualche milione di Euro, richiesta questa che però il Tribunale non ha accolto. Almeno questo per fortuna.Io partecipo volentieri alla colletta, ma sinceramente preferirei vedere risolto quello che mi sembra essere un chiaro errore, un vero abuso. Mi chiedo, ma il NIC italiano non può fare niente? Non c'è nessun organo al quale appellarsi?
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualc
      Ok, per la collletta.Paolo
    • ego scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
      Se si fà la colletta ci sto anche io!
    • Anonimo scrive:
      Re: E' una vergogna..possiamo fare qualcosa.
      Va bene per la colletta!!vediamo di organizzarci al piu' presto!Punto Informatico, puoi darci una mano???
  • Anonimo scrive:
    Re: La collezione domini Armani
    Problemi durante la visualizzazione della pagina Web ... Ecco il messaggio che mi compare quando cerco di aprire una delle pagine dei domini elencati. Non ho parole ...
    • Anonimo scrive:
      Re: La collezione domini Armani
      - Scritto da: Anonimo
      Problemi durante la visualizzazione della
      pagina Web ... Ecco il messaggio che mi
      compare quando cerco di aprire una delle
      pagine dei domini elencati. Non ho parole
      ...Inoltre il web di Giorgio Armani è in Flash... e chi come me non ha il Flash installato non lo vede... Tanto meglio. Odio Flash.
  • Anonimo scrive:
    il denaro può tutto
    lo dimostrano anche i fatti di questi giorni, non vi basta?
  • Anonimo scrive:
    Mi si rivolta lo stomaco
    A leggere queste notizie mi si rivolta lo stomaco.
    • Anonimo scrive:
      pigliate 'na supposta
      vedrai che lo stomaco ti ritornerà come nuovo.
      • Anonimo scrive:
        Re: pigliate 'na supposta
        Molto probabilmente tu sei lo stesso anonimo che qualche post sopra si lamenta del livello raggiunto dal forum, auspicando discussioni più impegnate. Debbo complimentarmi con te per il tuo preziosissimo contributo alla discussione. Credo che l'intera comunità di PI ti sia grata. Continua così!
        • Anonimo scrive:
          non sono io quello ..
          .. che si lamenta del livello del forum, io non mi lamento mai di quello che passa il convento, neanche di una supposta avariata :D
  • LuPiN scrive:
    non pensavo potesse accadere mai...
    .....una cosa del genere.
  • Anonimo scrive:
    Pagliacci!
    Possibile che anche quando esistono delle norme chiare possano accadere fatti simili?"La legge è uguale per tutti"... vergogna!
    • Anonimo scrive:
      Re: Pagliacci!
      Norme? Basta la sentenza di un giudice a rovinare tutto! Complimenti vivissimi alla signora del Tribunale di Bergamo che ha scritto questa bellissima sentenza.
  • Anonimo scrive:
    Contro i potenti non si vince
    Guarda caso Giorgio Armani usurpa il dominio a Luca Armani...Sarà proprio un caso...?Se hai qualche dubbio rileggi il subject.
    • exsinistro scrive:
      Re: Contro i potenti non si vince
      - Scritto da: Anonimo
      Guarda caso Giorgio Armani usurpa il dominio
      a Luca Armani...
      Sarà proprio un caso...?
      Se hai qualche dubbio rileggi il subject."Contro i potenti non si vince"Se no cosa sono potenti a fare? Pensaci!
  • Anonimo scrive:
    Che tristezza
    Quando le leggi del marketing e del denaro si accaniscono, l'uomo soccombe......
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