Cellulari ricaricati con acqua?

Ennesima evoluzione della mini fuel cell per cellulari, l'ultima trovata dell'operatore giapponese NTT DoCoMo promette di utilizzare l'idrogeno ricavato dall'acqua
Ennesima evoluzione della mini fuel cell per cellulari, l'ultima trovata dell'operatore giapponese NTT DoCoMo promette di utilizzare l'idrogeno ricavato dall'acqua

Tokyo – Un caricabatterie con celle a combustibile è una delle ultime novità su cui punta l’operatore nipponico NTT DoCoMo che, con la connazionale Aquafairy Inc. , ha realizzato un dispositivo di dimensioni compatte in grado di utilizzare l’idrogeno ricavato dall’acqua.

Il dispsitivo, che misura 7×2,5 cm e pesa meno di 50 grammi, può sviluppare una potenza di 2 watt. Si tratta di un caricabatterie portatile che non necessita di prese di corrente e che è stato pensato, secondo quanto riferito dalle due aziende, per coloro che hanno bisogno di energia prontamente disponibile per i propri dispositivi di comunicazione mobile (dai telefonini ai PDA-phone) anche in assenza di caricabatterie da auto o tradizionali.

Il nuovo device Telefonate, connettività alle reti 3G o WiFi e altri “gravosi” impieghi derivanti da funzionalità avanzate richiedono una carica di energia sempre maggiore ai cellulari dell’ultima generazione. L’autonomia della batteria spesso non è sufficiente, un problema molto avvertito in Giappone, mercato al quale è dedicato il prodotto.

Il caricatore combina il know how delle due aziende_ il risultato è un caricabatteria compatto e, a quanto riferiscono le due aziende, efficiente. Basato su celle PEFC (Polymer Electrolyte Fuel Cell) le sue dimensioni sono pari ad un quarto rispetto al caricatore a metanolo presentato l’anno scorso , rispetto al quale è però doppiamente potente. I tempi di caricamento, assicura NTT DoCoMo, sono pressoché identici a quelli di un caricabatteria tradizionale.

D.B.

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25 07 2006
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