Censura dei blog, esposto al Tribunale di Rovereto

Se quello di Ruta era un blog da stampa clandestina allora lo sono anche decine di altri blog, molti dei quali di esponenti politici italiani. Si mobilita il Partito Pirata, che chiede: chi sono i veri sovversivi?
Se quello di Ruta era un blog da stampa clandestina allora lo sono anche decine di altri blog, molti dei quali di esponenti politici italiani. Si mobilita il Partito Pirata, che chiede: chi sono i veri sovversivi?

Le polemiche sulla chiusura del blog di Carlo Ruta per stampa clandestina non accennano a placarsi e il Partito Pirata ha presentato un esposto al Tribunale di Rovereto sulla questione, una vicenda che come noto ha sollevato enorme scalpore e ha anche suscitato una petizione sul sito di Censurati.it già firmata da migliaia di persone.

Il testo dell’esposto depositato al Tribunale lo scorso venerdì dall’Associazione segnala come vi siano molti altri blog e siti nelle condizioni illegali in cui si sarebbe venuto a trovare lo storico Ruta e sottolinea cosa questo significa. In particolare, il Partito Pirata ha segnalato tra i siti potenzialmente fuorilegge spazi web come democraticidavvero.it, it.wordpress.com/tag/roberto-maroni, storace.it, antoniodipietro.it, paologentiloni.it, forzaitalia.it, antoniopalmieri.it.

Il concetto lo spiega nel dettaglio il segretario dell’Associazione, Alessandro Bottoni: “Se Carlo Ruta è colpevole del reato di stampa clandestina, allora lo sono anche molti dei nostri politici, molti dei nostri imprenditori, gran parte dei nostri intellettuali e tutti i circa nove milioni di blogger attivi nel nostro paese. I sovversivi sono loro”.

Bottoni inquadra il clima che ha portato alla nascita della legge sulla stampa nel 1948, alle successive modifiche e alla famigerata introduzione della legge sull’editoria : “L’otto febbraio 1948, un governo temporaneo, ancora non legittimato dal voto popolare, posto sotto pressione dall’azione sovversiva dei comunisti da un lato e dei fascisti dall’altro, si era trovato costretto a varare frettolosamente una legge che regolasse la pubblicazione di giornali e altri prodotti di stampa. In quel momento storico ed in quel clima, è nata la legge che tutt’ora regola le attività di stampa e la libertà di espressione del pensiero nel nostro paese. Sono passati oltre 60 anni da allora”.

E sottolinea: “Noi, come tutti gli Italiani, restiamo in attesa di sapere, dal Tribunale competente, se è ancora vero ciò che abbiamo letto sui libri ai tempi della scuola media”, ovvero se quanto asserito dall’Articolo 21 è ancora attuale:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

“Se quanto asserito dalla Costituzione non dovesse risultare più vero nei fatti – sottolinea Bottoni – allora questo sarebbe la dimostrazione lampante che, ancora una volta, sono loro a violare le leggi, non i ragazzini dediti al file sharing. Sono loro a tentare di sovvertire in ogni modo i meccanismi della vita democratica, in nome di oscuri interessi. E “loro” sono sempre gli stessi: coloro che ancora non sanno rassegnarsi alla Democrazia, al principio di Uguaglianza di fronte alla Legge ed all’inevitabile Progresso della Società e della Tecnologia”.

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21 09 2008
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