Censurano il sito pedofilo? Magari solo quello

Il sequestro del traffico italiano diretto all'ormai notissimo sito tedesco dell'orgoglio pedofilo non solo è claudicante, nasconde in realtà la censura di molti altri siti

Roma – Scrive Giuseppe: “Gentile Redazione, Vi scrivo in merito al Vostro articolo riguardante la censura ai presunti siti pedofili. Un aspetto che non è stato sottolineato, è che stavolta la censura avviene a livello IP! (almeno per quanto riguarda Telecom e Infostrada).
Questo errore grossolano porta alla censura di *TUTTI* i siti che la macchina avente l’IP bloccato ospita!”

Sul suo blog, Giuseppe approfondisce : “Mi sono ricordato che da qualche parte era possibile ottenere la lista dei siti che risolvono ad un determinato IP (..)
Bene, per chi come me utilizza Infostrada in ULL (ma so che anche Telecom lo ha fatto) la censura è a livello IP, ovvero viene bloccato l’IP del sito (presunto) pedofilo. Conseguenze? Tutti i siti che hanno quell’indirizzo IP sono irraggiungibili..”

Il “listone” di siti censurati che ne esce è impressionante, si tratta di 46 siti internet “messi al bando” perché colpevoli di condividere una macchina di rete con il sito del Boy Love Day, quello al quale il Governo ha deciso che gli utenti italiani non devono più poter accedere, ottenendo il sequestro del loro traffico. Una censura peraltro parziale, come ben sa chi ha seguito la questione, che può essere bypassata con estrema facilità.

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  • Francesco ORLANDO scrive:
    non siamo noi il nemico, anzi!
    Caro Giorgio,mi dispiace che tu te la sia "presa" con Assoprovider, di cui mi onoro di essere Socio e capisco e condivido il tuo disappunto ma, almeno in questa occasione, sei in errore.Ti risparmio l'elenco di tutte le aziende che hanno partecipato soltanto alla fase di sperimentazione della PEC, compresa la mia,perche' sono dati gia' in tuo possesso.Vorrei pero' farti notare che la posizione di Assoprovider NON e' e nemmeno potrebbe essere CONTRO la PEC, ma contro una imposizione da parte dello Stato, sollecitata e sostenuta da chi ha gia' il pieno controllo di questo nuovo mercato.Sono al corrente degli enormi investimenti fatti da Aruba PEC Spa, non solo in "capitale sociale" ma, e soprattutto, in una struttura tecnologica modello che, da tecnico, NON vorrei rimanesse solo una "cattedrale nel deserto", soprattutto per motivi *indipendenti* dalle tue capacita' imprenditoriali o dalle capacita' commerciali del Gruppo Aruba. Quando, in passato, Assoprovider si era scagliata contro i finanziamenti per la larga banda, nessuno si era nemmeno sognato di accusarci di ostacolare il progresso tecnologico, di promuovere il digital-divide o simili, per il semplice motivo che, seppure NON era scritto nero su bianco, TUTTI sapevano esattamente in *quali* bilanci sarebbero finiti il 95% di quei contributi. ;-)Con la PEC siamo in condizioni assolutamente peggiori perche', ti faccio notare, Aruba PEC non e' e NON sara' mai messa nelle condizioni di contattare *legalmente* e per *motivi istituzionali* tutte le "posizioni IVA" italiane, magari con qualche risibile scusa, per vendere loro la PEC senza essere accusata di spam o di peggio...! Fino ad oggi NON hai avuto la triste esperienza di doverti litigare le briciole che cadono dal tavolo dove altri, con competenze ed etica di gran lunga inferiori alle tue, si stanno dividendo un banchetto luculliano e, dal cuore, NON te lo auguro proprio! Per quanto riguarda la PEC, *siedi a pieno titolo* al tavolo ma, se non te ne ancora sei accorto, le "porzioni" le stanno facendo in cucina!Non spero certo di farti cambiare idea su quanto hai scritto ma ti posso confermare personalmente che l'iniziativa di Assoprovider, se sostenuta, portera', per contro, piu' benefici ad Aruba PEC di quanti ne potra' mai portare ai propri associati dato che, tra questi, non ci sono nemmeno soggetti accreditati ad offrire direttamente la PEC... ;-)con immutata stima,Francesco
    • Giorgio Cecconi scrive:
      Re: non siamo noi il nemico, anzi!
      Ciao Antonio,non avevo visto prima il tuo commento del quale ti ringrazio. La legge secondo me non serve per creare monopoli oppure occasioni di business. Deve servire solo per avviare il volano: sappiamo benissimo che la PEC per manifestare la sua piena utilita' deve essere diffusa. Funziona insomma se ce l'hanno anche gli altri. Il mercato sicuramente arriverebbe, solo piu' lentamente. Addirittura sarebbe utile per un paio di anni e poi potrebbe passare anche nel dimenticatoio, penso che sia evidente a tutti che a diffusione raggiunta sarebbe utilissima e non si fermerebbe piu', leggi o non leggi.Alla fine se lo Stato vuole che la PEC si diffonda rapidamente ha due strade: fare informazione di massa (costoso) o mettere un obbligo ad alcune categorie per le quali sinceramente 5 euro l'anno sono un bruscolino ed in ogni caso anche questo modesto costo sarebbe recuperato dopo un paio di raccomandate.CordialmenteGiorgio
    • Antonio baldassarr a scrive:
      Re: non siamo noi il nemico, anzi!
      No, Francesco vuole dire che ad Aruba non è consentito *legalmente* di contattare tutte le partite IVA italiane e "offrirgli" la propria PEC.Vuole anche dire che invece ad almeno *un* fornitore PEC questo è consentito per legge, anzi che io sappia lo ha già fatto, cercando di vendere la propria PEC ai titolari di partita iva. E nel farlo può contare di un "meccanismo di accreditamento" nei confronti delle partite IVA da "macchina da guerra".Se non si fosse capito in questa questione della PEC "aruba is not evil" :-)
  • xpippolox scrive:
    quando mancano le argomentazioni...
    -----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----Hash: SHA1 dal link sopra citato..:[CUT]Mi scusi se sorrido ma mi viene in mente un proverbio che mi pareadatto: Agli italiani basta mettere un cappello in testa che si sentono tuttigenerali. Nel rispetto primario della legge abbiamo sempre trovato il modo difar desistere i clienti che hanno usato forme di pubblicita' definitespam. Le ricordo che se lo spam e' sicuramente da combattere per i motiviche tutti conosciamo ed e' anche vero che la diffamazione a mezzostampa e' un reato penale. Vedo comunque che lei ha una visione molto rigida e radicale, mi fasorridere in particolare quella cosa che a lei sta antipatico chisostiene lo spamming. Non abbiamo nessuna difficolta' a dimostrare le nostre affermazioni ele ripeto che la percentuale di tentativi di spamming rapportata alnumero di domini ospitati e' probabilmente inferiore alla maggiorparte degli hoster italiani. Questo in fondo e' quello che conta. Se poi ritiene di dover insistere, forte del suo ruolo, nel voleraffermare pubblicamente cose non vere ed ad offendere, ci vedremocostretti a difenderci. Ma sono sempre fiducioso del fatto che allafine e' sempre il buon senso a prevalere. Giorgio Cecconi Con riferimento espresso alle netiquette la invito a non divulgare ne'in tutto ne' in parte il contenuto del mio messaggio che e' e deverimanere strettamente confidenziale.
    • xpippolox scrive:
      Re: quando mancano le argomentazioni...
      ah, PS: sig Cecconi: lo spam è anche una violazione sull'uso e la conservazione dei dati personali.La violazione di ciò è penale.Quindi se siete a conoscenza di un reato penale sui vs server DOVETE intervenire e una frase come "abbiamo impegni più seri da affrontare" non ha ragione di esistere.Detot questo il mio prossimo rinnovo sarà su www.tophost.it come suggeritomi qualche post addietro.. ho visitato il sito enon sembra affatto male.
  • d scrive:
    Stiamo parlando di questo personaggio
    Qui:http://www.linux.it/~md/aruba.mbox
  • Teldon scrive:
    Re: Con la PEC finisce anche lo spam
    mio caro la PEC certifica gli invii, e anche se la rendi obbligatoria pensi che i "mariuoli" che spediscono spam la adotterebbero?cioe': sei davvero convinto che la PEC in italia possa risolvere i problemi di spam??? (che proviene quasi integralmente dall'estero?e i saluti da tuo figlio/moglie/amante/compagno di merende? anche loro via PEC?
    • Umberto scrive:
      Re: Re: Con la PEC finisce anche lo spam
      - Scritto da: Teldon
      mio caro la PEC certifica gli invii, e anche se
      la rendi obbligatoria pensi che i "mariuoli" che
      spediscono spam la
      adotterebbero?Sicuramente no perchè ogni casella pec è associata ad un titolare (persona fisica) che, all'atto della registrazione deve fornire una copia valida del propprio documento di identitàE questa è la garanzia dell'eliminazione del problema spamming

      cioe': sei davvero convinto che la PEC in italia
      possa risolvere i problemi di spam??? (che
      proviene quasi integralmente
      dall'estero?Si perchè, non provenendo da caselle PEC (vedi punto precedente) il gestore ha la possibilità di non farle arrivare a destinazione (lo prevede la normativa)

      e i saluti da tuo figlio/moglie/amante/compagno
      di merende? anche loro via
      PEC?per le comunicazioni "non ufficiali" ci saranno sempre le caselle di posta tradizionali
  • Anonimo scrive:
    Informati prima di scrivere
    Senti, Giorgio Cicciobello.... prima di tutto per registrare domini i prerequisiti sono quasi nulli. Per i .it costa decisamente poco, per i .com e affini nessun penserebbe di registrarli presso ICANN. L'unico problema sono i .eu dove la richiesta in eur e' assolutamente alta e inutile. in secondo luogo, le aziende hanno le scatole piene di dover pagare obbligatoriamente dei servizi. se voglio la PEC deve essere una scelta mia. in terzo luogo, non dovresti avere tempo da buttare, visto che ci son circa 10000 siti attaccati da MPACK nella vostra farm.
    • xpippolox scrive:
      Re: Informati prima di scrivere

      in terzo luogo, non dovresti avere tempo da
      buttare, visto che ci son circa 10000 siti
      attaccati da MPACK nella vostra
      farm.LOLLISSIMO :D
  • mmorselli scrive:
    Ho la PEC anche se non mi serve
    Io ho una casella PEC anche se so che probabilmente (e purtroppo) non mi servirà mai. L'ho fatto perchè credo nel progetto e quando credo in qualcosa mi piace, nel mio piccolo, supportarlo.Quello che molti non hanno capito è che la PEC non sostituisce la normale e-mail, ma vi si affianca. Per esempio molti non sanno che a una casella PEC non puoi scrivere se non hai a tua volta una casella PEC, quindi non può essere l'unica casella di una azienda.E' solo un economico sostituto delle raccomandate (e altro) e porterebbe grandi benefici. I discorsi sulla libera concorrenza sono nulli, perchè è comunque garantita. Il milione di euro necessario per essere un fornitore PEC è solo una clausola di garanzia per la serietà dell'azienda, senza la quale un servizio di questo tipo sarebbe inutile. Il "requisito minimo" è presente in moltissime realtà, senza che nessuno abbia mai gridato allo scandalo.
    • Marco Ridoni scrive:
      Re: Ho la PEC anche se non mi serve
      - Scritto da: mmorselli
      Quello che molti non hanno capito è che la PEC
      non sostituisce la normale e-mail, ma vi si
      affianca. Per esempio molti non sanno che a una
      casella PEC non puoi scrivere se non hai a tua
      volta una casella PEC, quindi non può essere
      l'unica casella di una
      azienda.Falso, e te l'ho dico perché ci ho lavorato anch'io: ad una casella PEC puoi scrivere da qualsiasi indirizzo, il messaggio arriverà "imbustato" con un avviso (anomalia) che indica che quella corrispondenza in particolare non è certificata. Anche perché altrimenti come farebbe il cittadino Mario Rossi a scrivere al suo Comune? Le comunicazioni da/per l'esterno nella PA devono passare, per via dell'interfacciamento con il protocollo informatico, obbligatoriamente da caselle "istituzionali" (PEC). m.
  • Giorgio Cecconi scrive:
    Re: Tutti a spedire raccomandate RR?
    L'obbligatorieta' non riguarderebbe certo l'utilizzo della posta certificata ma solo il possesso. In pratica ogni azienda avrebbe un domicilio elettronico rappresentato dalla casella PEC che risulterebbe tra i dati ufficiali dell'azienda stessa. Concordo con lei che mandare tutta la corrispondenza per posta certificata sarebbe un'idiozia ma nessuno l'ha ipotizzato.Riguardo all'archiviazione: l'unica prescrizione della legge e' quella di conservare i log per tre anni, per il resto e' l'utilizzatore a decidere se lasciare o cancellare i messaggi dal server esattamente come avviene per le normali e-mail. I log non comprendono il contenuto dei messaggi ma solo mittente destinatario ed ora, così come avviene per le normali e-mail.
  • Adama scrive:
    Pensa che comodo...
    ... se il medico di famiglia mandasse via PEC direttamente all'INPS ed al tuo datore di lavoro la comunicazione dei giorni di mutua prescritti.Perche' non so voi, ma io quando ho 38 di febbre non mi diverto ad andare in posta a fare due raccomandate A/R (10 euro circa)IMHO, una buona cosa.
    • Teldon scrive:
      Re: Pensa che comodo...
      allora: RAGIONA:la PEC e' una ALTERNATIVA alla raccomandata.deve essere una SCELTA usare uno strumento oppure l'altro, almeno finche' tutti non saranno in grado di mandarsela da soli.Tanto per intenderci, se vuoi mandare una raccomandata lo puoi fare senza problemi da solo ad un prezzo quasi ragionevole con ricevuta di ritorno.Chiunque in italia ha a disposizione un ufficio postale, anche i paesi piu' sperduti.INVECE la connessione a internet non e' disponibile in tutti i paesi piu' sperduti...Tra l'altro ci tengo a sottolineare che la vera e unica cosa che dovrebbe essere obbligatoria e' la possibilita' di usare il nuovo strumento.La pubblica amministrazione dovrebbe essere obbligata ad accettare ANCHE la PEC. punto.poi chi vuole la usa.###################################################lo sai che la raccomandata "postale" NON e' obbligatoria??puoi benissimo consegnare a mano i documenti e farti firmare una ricevuta, senza spendere un centesimo in francobolli!###################################################
      • aDAMA scrive:
        Re: Pensa che comodo...
        Ragiono, in minuscolo se vuoi, con la mia testa: il medico di famiglia con la pec invia all'inps, con la pec, ed al datore di lavoro, con la pec, la prescrizione di malattia. Esco dal medico con la mia febbre (costola rotta, gamba sbilenca, ecc) e stringendo la stampa della Ricevuta di Consegna, torno a casa. Non vado in Posta a fare la fila.Torno a casa.Sarebbe bello, dicevo, oltretutto perche' e' davvero fattibile.Ciao
  • pippolo scrive:
    aruba ha rotto
    oggi aruba ha rotto veramente le palle.Prima nasconde la notizia sull'attacco virale, poi si schiera a favore della PEC obbligatoria.In più a ogni rinnovo cerca di rifilarmi l'antivirus-antispam in automatico O_Oqualcuno di voi può postare dei link ad altri fornitori di hosting abbastanza economici testati che siano abbastanza buoni? (non professionalissimi eh!) postate così io ed altri cambieremo hosting.ARUBA ha proprio rotto le palle.
  • Panciom scrive:
    Se tutti avessero una connessione...
    Parlare di PEC obbligatoria sarebbe bello ma bisogna tenere in considerazione le connessioni che si possiedono. In Italia ci sono ancora molti posti non raggiunti dall'ADSL. Queste persone NON POTREBBERO usare la PEC e per loro sarebbe un danno. Non parlatemi del 56K perpiacere... non lo considero neanche +.Se ci fosse copertura totale a banda larga flat allora si potrebbe pensare di renderla obbligatoria.Saluti
  • Ing Gianmichel e Murano scrive:
    Anche la maglia di lana !!
    Anche la maglia di lana in inverno fa bene! E alcuni affermano che è salutare anche in estate (la lana assorbe i sudori).... rendiamola obbligatoria! Voglio dire se le persone come le aziende, non riescono a fare la cosa giusta obbligliamoli :-
  • Angelo Mondati scrive:
    PEC
    Obbligare professionisti e imprese ad usare la PEC, stendendo pure una apposita legge, mi sembra proprio una costrizione inaccettabile i cui costi ricadranno per forza su loro.Preferisco allora un discorso che vada in un'altra direzione.Si può decidere che per certi tipi di comunicazioni particolari, la PEC vada utilizzata obbligatoriamente (cosa che in certe situazioni particolari è già richiesto).Ma rendere la PEC l'unico mezzo obbligatorio, a pagamento, per la comunicazione via e-Mail, per qualsiasi tipo di messaggio, è solo un modo di aggiungere un ulteriore costo senza nessun riscontro reale.
  • Fabio scrive:
    pec
    ma lo sa il sig. Cecconi che per fornire la PEC una societa' deve avere come capitale sociale interamente versato 1 milione di euro?ma dico siamo matti? dov'e' la libera concorrenza??? e' il solito oligopolio per gli amici degli amici....
  • aaaa scrive:
    F24 online
    ah che grandiosa ****************** (ah dimenticavo e OBBLIGATORIO)
  • Zoiberg scrive:
    Il vero problema
    Il vero problema è che l'Italia è troppo vecchia. La PEC ha senso se viene adottata da un numero critico di persone. Ma voi ve lo immaginate l'impiegato comunale o l'imprenditore dell'azienda familiare alle prese con la PEC, quando non sanno nemmeno accendere il computer.Secondo me, finché non ci sarà il naturale ricambio generazionale, tutte queste tecnologie non fioriranno.
    • Skywalker scrive:
      Re: Il vero problema
      Guarda che per usare un programma (non installarlo, ne tantomento configurarlo e/o manutenerlo) basta un insegnante che spieghi come si usa. Il problema non è che le persone di una certa età non imparano, è che non imparano da sole! Tu ed io ci aggiorniamo perché avendo davanti ancora 25 anni di carriera professionale, ogni sforzo fatto oggi gratuitamente è un investimento per il nostro domani. Ma non si fa formazione ai neoassunti, figurati se la fanno ai quasi pensionati.La conoscenza sul lungo periodo è un investimento. Ma quando ti mancano 7 anni alla pensione perché dovresti sottrarre tempo alla tua famiglia, ai tuoi nipotini, per qualcosa che non farà mai in tempo a darti un ritorno?Mia madre, 65enne, pensionata, ex commessa di un fiorista, giardiniera appassionata, ha scoperto che su internet ci sono un sacco di siti sul giardinaggio e sui fiori ed ha chiesto di "imparare a navigare". Non ha mai toccato una tastiera in vita sua, nemmeno quella della macchina da scrivere. Avendo Mandriva Linux sul PC di casa, io e mio fratello le abbiamo creato un suo account, le abbiamo rimosso tutto i programmi tranne quelli che servivano per connettersi e per navigare, gli abbiamo fatto una mezza giornata di training su Firefox e... da più di un anno, spesso torno a casa e trovo il PC occupato!A volte un 50enne non è "decotto": semplicemente ha raggiunto un punto della vita in cui ha messo altri valori al primo posto ed ha deciso di "lavorare per vivere" invece di "vivere per lavorare". E dal basso delle mie 70 ore settimanali, ogni tanto mi domando se non abbiano ragione loro...
      • Umberto scrive:
        Re: Re: Il vero problema
        Aggiungo che usare la PEC e' esattamente come usare l'email tradizionale. Ne' piu', ne' meno. Quindi non possiamo attaccarci alla difficolta' d'uso.
  • non autenticac chio scrive:
    MARCHE TEMPORALI
    dobbiamo parlare delle marche temporali: non ne si parla mai, eppure sono fondamentali e legano l'acquirente ad un costo a VITA per mantenere la validità del'autenticazione che ha effettuato!
    • Giorgio Cecconi scrive:
      Re: MARCHE TEMPORALI
      Non e' necessaria alcuna marca temporale per mantenere la validita' nel tempo dei messaggi.
  • Antonio scrive:
    Alla fine vince il mercato
    Caro Giorgio,Io non discuto nessuna delle tue argomentazioni "pro pec", molte delle quali sono anche condivisibili. Sono molto critico sulla PEC, su come sia stata "messa su" in maniera estremamente discutibile a livello tecnologico (non da te mi riferisco alle specifiche) ignorando completamente quello che succedeva nel resto del mondo, ignorando le best practise, ignorando altre "esperienze" attive nel resto nel mondo e i work in progress a livello di rfc. Insomma in Italia "ci svegliamo" e ci facciamo un protocollo di email certificata che "piace solo a noi".Questo per me è il peccato originale.Poi c'è un'altra questione non secondaria: se una tecnologia/servizio/gadget serve o meno lo deve decidere colui che lo compra, oggi si dice il mercato. Possiamo fare un po di "push" ma, affinchè sia sano, deve essere fatto con i "soldi veri delle aziende interessate", non certo con "i soldi degli altri".Pur riconoscendo tutte le valenze della PEC che tu hai richiamato non sono assolutamente d'accordo su una formulazione di legge che dice "è obbligatorio avere una casella di posta PEC", non è bello, non è da paese civile. E prima o poi dovremmo diventarci un paese civile e se la PEC servirà a questo stai tranquillo che la gente lo capirà e la comprerà, se non lo farà magari qualche errore forse lo si è fatto.A presto.
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