Censurare i siti antisemiti su Google?

Lo chiede una petizione lanciata da un cittadino newyorkese che si è accorto della grande evidenza che i risultati del motore di ricerca danno ad un sito antisemita. Più efficace il Googlebombing
Lo chiede una petizione lanciata da un cittadino newyorkese che si è accorto della grande evidenza che i risultati del motore di ricerca danno ad un sito antisemita. Più efficace il Googlebombing


New York (USA) – Basta digitare la parola “Jew” (“ebreo”) sulle pagine di Google.com per vedersi restituire al secondo posto il link ad un sito chiamato Jew Watch , uno spazio web che presenta una quantità di materiali dichiaratamente antisemiti . Una situazione che non piace a migliaia di persone.

Sono infatti ormai più di 4mila gli utenti internet che hanno sottoscritto la petizione con cui si intende chiedere a Google di rimuovere il sito dagli indici affinché non possa più apparire nei risultati di ricerca.

I proponenti della petizione sostengono che se Google ricevesse un insieme di 50mila firme allora provvederebbe alla cancellazione del sito dalle proprie directory. “Google – si legge sulla pagina della petizione – è il sito di ricerca numero 1 e il fatto che il primo risultato porti ad un sito antisemita è davvero troppo in un’era di crescente antisemitismo”.

Come già in passato per situazioni simili, Google ha da parte sua ricordato alla stampa che i risultati di ricerca sono basati esclusivamente su algoritmi che lavorano essenzialmente sulla popolarità dei siti che vengono presentati nei risultati di ricerca. Un portavoce dell’azienda ha anche chiarito che non basterà una petizione a modificare lo stato delle cose. “I nostri risultati – ha spiegato il portavoce – non sono manipolati e non siamo in grado di effettuare una qualsiasi modifica manuale a quei risultati”.

Anche per questo altri siti si stanno attrezzando in altro modo per combattere Jew Watch. Un blog piuttosto frequentato, Jewschool , ha lanciato una campagna per un Googlebombing , tecnica che si basa sullo spingere un elevato numero di siti web ad associare al termine che si intende “truccare” un link diverso da quello proposto da Google.

E la campagna sembra funzionare. Jewschool infatti indica in una pagina della enciclopedia online free Wikipedia il link da utilizzare promuovendo il termine “Jew”. Un link che, mentre scriviamo, ha scalato la vetta e si trova ora al primo posto tra i risultati di ricerca di Google con il termine “Jew”, proprio sopra Jew Watch.

In passato azioni di Googlebombing hanno creato una certa attenzione, come quella che in Italia ha portato a collegare la frase “miserabile fallimento” con il sito del Governo italiano.

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07 04 2004
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