CES 2011/ L'aspirapolvere del futuro

Spazzole rotanti, sensori intelligenti, modalità personalizzabili e batterie instancabili. Per lasciare ai robot domestici tutto (o quasi) il lavoro sporco

Roma – I pavimenti del CES brillano più che mai, grazie all’aspirapolvere cordless Dyson DC35 e ai nuovi droidi lavapavimenti iRobot, della serie Scooba 230 e Roomba 700. Le due aziende, leader nel settore della pulizia domestica, hanno presentato le loro futuristiche proposte alla nota fiera dell’elettronica di consumo. I primi test sul campo parlano di un pulito a prova di glitch.

La nuova gamma Roomba 700 , composta dai modelli Roomba 760, 770 e 780, rappresenta il top dei dispositivi intelligenti iRobot. Si presenta con un’interfaccia utente ancora più intuitiva, un sistema di pulizia perfezionato, una batteria che dura il 50 per cento in più e un nuovo design, ancora più raffinato. I prezzi oscilleranno tra i 450 e i 550 dollari.

Il neonato Scooba 230 è invece una versione miniaturizzata del classico robot lavapavimenti, che misura circa 16 centimetri di diametro. Pensato prevalentemente per la pulizia del bagno, riesce a girare intorno ai sanitari e muoversi in spazi molto ristretti. Nonostante le dimensioni contenute, il robotico lavapavimenti autonomo è dotato di una “vescica” adattabile, che separa il liquido detergente dall’acqua sporca raccolta.

Tutti i sistemi presentati includono inoltre una nuova revisione del software con tecnologia iAdapt Responsive che utilizza i sensori inclusi per controllare l’ambiente più di 60 volte al secondo e tornare sulle aree che necessitano di una ulteriore passata. I robot utilizzano poi 40 routine di movimento, per cambiare continuamente “comportamento” e garantire la pulizia di ogni angolo del pavimento.

Il DC35 Digital Slim, della Dyson , è invece una scopa elettrica verticale che deve essere guidata dalla mano dell’uomo, ma di “classico” ha comunque ben poco. Dietro al look da fucile laser spaziale, si nasconde infatti un elettrodomestico senza fili, potente quanto flessibile. La sua batteria ricaricabile consente di lavorare per 15 minuti in modalità normale o aspirare per 6 minuti al massimo della forza. I componenti extra in dotazione permettono di trasformarlo per adattarsi alle diverse esigenze.

Roberto Pulito

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  • pentolino scrive:
    Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
    ... non tanto per la rete locale, sulla quale mi proteggo io, quanto a livello di ISP, che potrebbe finire sotto il controllo di forze dell'ordine eventualmente deviate in un regime autoritario.Insomma giusto che gli sviluppatori di TOR ci diano un'occhiata
    • pabloski scrive:
      Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
      ho letto l'articolo di arstechnica e l'implementazione è tutt'altro che semplicein pratica l'ISP in questione deve settare un nodo TOR lui stesso, sperare che le comunicazioni dell'utente da intercettare passino per quel nodo ( altrimenti nada ), produrre un certo traffico verso i siti che vuole "intercettare" e quindi rilevare come quegli url vengono criptati ( costruendo un db come fanno gli antivirus con i malware ) e a quel punto può ragionevolmente, entro certi margini, riuscire a capire quali siti stai visitandoil problema è che pur sapendo quali siti sto visitando non saprà in ogni caso cosa ci vado a fare
      • pentolino scrive:
        Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
        insomma possiamo abbastanza dormire sonni tranquilli :-)E se poi ci beccano sui siti rivoluzionari possiamo sempre dire che qualcuno si è connesso a scrocco alla nostra wi-fi :-D
        • pabloski scrive:
          Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
          ma infatti non è capito perchè tanto baccano per una cosa così banale....è chiaro che se sei in Cina, quel 60% basta e avanza per farti torturare a morte, ma per noi non è un problema....almeno si spera :D
          • pentolino scrive:
            Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
            eh PER ORA non è un problema, in futuro non sai mai che derive potrebbe prendere il potere in Italia in seguito ad avvenimenti assolutamente possibili di cui già si vedono le avvisaglie - ma non approfondiamo questo discorso più di tanto, rimaniamo sul tecnologico :-)
          • 01234 scrive:
            Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
            in realtà che si sappia dove ho navigato tanto paicere non mi fa...cmq la chiave pare essere "il potenziale attacco all'anonimizzazione di TOR perde ancora di efficacia se si prova a contattare più di un sito web in contemporanea"...basta fare così e addìo, no?
      • Nome e cognome scrive:
        Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...


        in pratica l'ISP in questione deve settare un
        nodo TOR lui stesso, Non è così. L'ISP può intercettarti indipendentemente dal nodo che usi, la tua connessione prima di arrivare al primo nodo Tor (il nodo di entrata) passa *TRAMITE* l'ISP che volendo ti intercetta in qualsiasi caso.Per cui, l'analisi statistica sui trasferimenti a basso padding e bassa latenza è fattibile.
        • Nome e Cognome scrive:
          Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
          - Scritto da: Nome e cognome



          in pratica l'ISP in questione deve settare un

          nodo TOR lui stesso,

          Non è così. L'ISP può intercettarti
          indipendentemente dal nodo che usi, la tua
          connessione prima di arrivare al primo nodo Tor
          (il nodo di entrata) passa *TRAMITE* l'ISP che
          volendo ti intercetta in qualsiasi
          caso.Intercetta solo una trasmissione criptata verso un nodo Tor, e dunque ???
          Per cui, l'analisi statistica sui trasferimenti a
          basso padding e bassa latenza è
          fattibile.
          • Nome e cognome scrive:
            Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...

            Intercetta solo una trasmissione criptata verso
            un nodo Tor, e dunque
            ???
            E dunque come c'è scritto nell'articolo: "sarebbe comunque vulnerabile a una sorta di indagine statistica tesa a identificare i siti web visitati" [...] "nuovo attacco al network della cipolla si basa sull'implementazione di un database di "impronte digitali" corrispondenti a siti web specifici, una lista nera a cui far attingere un software di "pattern recognition" che avrà il compito di eseguire un'analisi statistica sui pacchetti di traffico trasferiti dal netizen sulla rete di TOR"
        • cognome scrive:
          Re: Un po' di preoccupazione ci sterebbe...
          - Scritto da: Nome e cognome



          in pratica l'ISP in questione deve settare un

          nodo TOR lui stesso,

          Non è così. L'ISP può intercettarti
          indipendentemente dal nodo che usi, la tua
          connessione prima di arrivare al primo nodo Tor
          (il nodo di entrata) passa *TRAMITE* l'ISP che
          volendo ti intercetta in qualsiasi
          caso.Bho, non so per TOR, ma via VPN l'ISP non puo intercettare proprio nulla, perchè vede solamente che tu sei collegato a un IP (il server VPN remoto) e basta.Se poi si mette a sniffare i pacchetti, che comunque sono criptati, è un'altro discorso.Ma non puo vedere su quale sito stai navigando, scaricando, caricando o altro.
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