L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito medico è oggetto di discussione fin dal lancio di ChatGPT. Dal momento in cui qualcuno ha iniziato a chiedere a un algoritmo consigli e suggerimenti sui problemi di salute. Alcuni studi testimoniano rischi elevati, altri invece risultati incoraggianti. E mentre si dibatte se sia il caso o meno di affidarsi all’AI per diagnosi e cura, c’è chi entra a gamba tesa sulla questione autorizzando i chatbot a prescrivere psicofarmaci.
Un’AI a pagamento al posto dello psichiatra
È esattamente quanto avvenuto negli Stati Uniti. Più precisamente nello Utah, dove le autorità locali hanno deciso di consentire l’utilizzo del chatbot di Legion Health per rinnovare alcune ricette. Il servizio è fornito da una startup di San Francisco al prezzo mensile di 19 dollari (un dettaglio su cui torneremo più avanti).

Si tratta di un programma accessibile inizialmente solo tramite una lista d’attesa e che in un primo momento coinvolgerà un numero limitato di pazienti. Sono stati selezionati tra quelli che non sono passati da un’ospedalizzazione o da un cambio di terapia nell’ultimo anno. Ci sono in totale 15 medicinali inseriti nell’elenco di quelli prescrivibili dall’AI. Tra questi figurano il Prozac (fluoxetina), lo Zoloft (sertralina), il Wellbutrin (bupropione) e altri come mirtazapina e idrossizina usati comunemente per trattare ansia e depressione.
La pagina dedicata sul sito ufficiale di Legion Health sottolinea che il servizio è attivo 24/7 e che dopo il debutto nello Utah è atteso un rollout in tutti gli Stati Uniti entro il 2026. E in merito alla sua natura premium, già citata, vale la pena fare una riflessione: è forse una delle dimostrazioni più emblematiche di come l’innovazione legata all’intelligenza artificiale possa diventare esclusiva, elitaria, non per tutti, anche se il tema in questione è la salute. E sia chiaro: per innovazione si intende cambiamento, senza attribuire al termine alcuna accezione, positiva o negativa.