Che fine ha fatto Google su iPhone?

La questione tiene banco da tre giorni. Dell'aggiornamento annunciato dell'app per il melafonino di BigG non c'è traccia. Contrattempo, disservizio o scelta strategica, le polemiche non mancano
La questione tiene banco da tre giorni. Dell'aggiornamento annunciato dell'app per il melafonino di BigG non c'è traccia. Contrattempo, disservizio o scelta strategica, le polemiche non mancano

Roma – Una novità interessante è in arrivo su iPhone: Google ha pronta una nuova versione della sua Mobile App per il melafonino che integra un sistema di riconoscimento vocale , che consente di interrogare il motore di ricerca più usato al mondo senza neppure dover digitare una singola lettera. Un’ idea che dal video di presentazione appare anche ben realizzata: peccato solo che dell’applicazione sull’App Store al momento non ci sia traccia .

In un primo momento, le comunicazioni ufficiali di Google indicavano venerdì come la data di rilascio della nuova versione del software: trascorsa la giornata del 14, tuttavia, del programma aggiornato non c’era traccia sull’App Store. Una ricerca della stringa suggerita “Google Mobile App” restituiva solo la vecchia release priva delle nuove funzionalità vocali.

Con il nuovo software di BigG basta cliccare su un bottone apposito, o semplicemente avvicinare il melafonino al viso mentre lo stesso programma è aperto, per inserire vocalmente la chiave di ricerca desiderata nel motore e visualizzare i risultati corrispondenti: l’algoritmo prevede che siano i server di Google ad identificare in remoto quanto detto al proprio cellulare. Il sistema tiene inoltre conto della localizzazione geografica del terminale in uso per determinare automaticamente il tipo di risposta da fornire: l’esempio mostrato riguarda la programmazione delle sale cinematografiche, scelte per fornire una risorsa utile al cittadino di San Francisco o di New York.

A quanto pare , BigG potrebbe essere rimasta vittima dell’ ormai famigerato programma di validazione del software messo in piedi da Apple per il suo marketplace: dalla richiesta all’effettiva disponibilità del programma online possono trascorrere ore, giorni e perfino settimane. La data di venerdì 14 era stata probabilmente indicata genericamente a Google come possibile giorno X, ma si è rivelata inesorabilmente fallace a causa di un ritardo che risulta impossibile imputare a chicchessia.

I meccanismi interni di Apple restano infatti, come sempre, un segreto gelosamente custodito : ora si parla di oggi, lunedì 17, come la data giusta per scaricare l’app gratuita di BigG dallo Store sul melafonino, ma si tratta ancora una volta dell’indiscrezione che potrebbe o non potrebbe trovare conferma nelle prossime ore. Non senza che tutto questo, ovviamente, scateni le consuete polemiche sull’approccio paternalistico di Cupertino nei confronti del suo telefonino.

Luca Annunziata

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16 11 2008
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