Chi dubita del digitale terrestre?

Al bando gli scetticismi: a suon di finanziamenti pubblici arriva la nuova televisione che promette un mondo di cose buone. Dalla concorrenza al t-government l'opinione degli esperti della Bocconi
Al bando gli scetticismi: a suon di finanziamenti pubblici arriva la nuova televisione che promette un mondo di cose buone. Dalla concorrenza al t-government l'opinione degli esperti della Bocconi


Milano – Già terzo in Europa per l’offerta di canali TV digitali, il mercato italiano potrà essere terreno per un ulteriore avanzamento nell’offerta di canali e servizi interattivi dopo l’approvazione delle legge sul sistema radiotelevisivo . Questo è quanto prevedono gli esperti dell’ Università Bocconi e in particolare del laboratorio sull’economia dei new media Media&Tv-Lab.

A loro dire, il passaggio al digitale terrestre, infatti, potrà fungere da driver alla concorrenza consentendo l’ingresso a nuovi operatori e offrendo la possibilità di arricchire i servizi offerti grazie alla qualità e interattività, con notevoli implicazioni sull’innovazione del settore.

I dati elaborati dai ricercatori affermano che “il passaggio al digitale consente l’apertura del mercato a nuove piattaforme e canali digitali con una maggiore competizione e innovazione nella creazione di canali e servizi interattivi”. Gli esempi sono quelli della Gran Bretagna , dove il digitale terrestre è stato lanciato nel 1996 e che oggi guida l’Europa nel settore con sei piattaforme di TV interattiva e un totale di 337 servizi interattivi. Oppure della Francia , che conta 5 piattaforme e 139 servizi.

Secondo i ricercatori i maggiori mercati europei, che oltre a Gran Bretagna e Francia sono Germania, Spagna e Italia, dal 2000 ad oggi hanno visto salire i servizi della TV interattiva del 63 per cento, con picchi di crescita laddove maggiore è la competizione tra gli operatori.

L’applauso degli studiosi è rivolto alla Legge Gasparri appena approvata dal Parlamento che prevede il passaggio definitivo al digitale terrestre dal 2006 e che, a loro dire, “allinea l’Italia al resto d’Europa dove il mercato della televisione digitale è attualmente composto da oltre 25.368.000 abbonati di cui il 40 per cento nel Regno Unito, seguita da Francia (17 per cento), Germania (10,5) e Italia (9,5)”.

Non considerando le sperimentazioni in corso, emerge che solo il 6 per cento degli abbonati europei ricevono il segnale digitale per via terrestre contro il 78 per cento per via satellitare .

Il successo della nuova televisione in Italia sarebbe agevolato, secondo gli esperti della Bocconi, dal fatto che fino ad ora l’unica tecnologia digitale di trasmissione disponibile nel nostro paese era il satellite o la fibra ottica, con “l’ADSL ancora in fase embrionale”. Una situazione diversa da quella di paesi, come la Gran Bretagna o la Spagna, dove “il terrestre è fallito”. “Inoltre – osservano i ricercatori del Lab bocconiano – la penetrazione del terrestre analogico in Italia è maggiore del 90 per cento, la più alta in Europa, e dunque facilita la conversione alla televisione digitale”.

“La TV digitale – spiegano i ricercatori – svolge anche un ruolo di driver all’innovazione dei servizi visto che quasi la metà (46 per cento) dei servizi offerti dalle piattaforme digitali in Europa fanno parte della categoria enhanced TV (arricchimento informativo). Seguono i giochi con il 13 per cento e lo home shopping con il 12 per cento”. “In Italia – concludono i ricercatori – esistono notevoli spazi per lo sviluppo di servizi di e-commerce su tale piattaforma, considerando che sono attualmente inesistenti mentre negli altri paesi compongono un 8-22 per cento del totale dei servizi offerti. Tra gli altri servizi messi a disposizione dal digitale, in Italia si prospetta una notevole evoluzione di quelli di pubblica utilità attraverso il televisore”, il cosiddetto t-government .

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09 05 2004
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