Chi festeggerà il wIndependence Day?

Per i linuxofili il prossimo 4 luglio avrà una nuova valenza simbolica: la conquistata indipendenza da Windows. Lo sostiene un noto sito pro-Linux


Palo Alto (USA) – Il Pinguino non è nato il 4 luglio né è stato partorito su suolo americano, tuttavia quale giorno migliore di questo – si devono essere detti quelli di DesktopLinux.com – per celebrare il “wIndependence Day”?. E’ questo un giorno in cui, a partire dal prossimo 4 luglio, la comunità di Linux festeggerà non solo la nota ricorrenza dell’indipendenza americana, ma anche il simbolico affrancamento degli utenti del Pinguino da Windows.

L’idea è venuta a DesktopLinux.com, una nota risorsa informativa dedicata all’utilizzo di Linux come sistema operativo desktop, che ha saputo coinvolgere nell’iniziativa diversi soggetti di primo piano del mondo open source e di Linux, fra cui Ximian, SuSE, Sun, Opera Software, Mandrake e Lindows.com. Tutto è buono ormai per evidenziare il profilo irresistibile del Pinguino ai danni, possibilmente, di Microsoft e del suo Windows.

“Coincidendo con l’Indipendence Day americano, il wIndependence Day celebra il crescente utilizzo di Linux all’interno delle imprese, dei governi, delle istituzioni accademiche e dei personal computer degli utenti finali, come un’alternativa alla dipendenza del sistema operativo Windows di Microsoft e dei relativi prodotti”, si legge in un comunicato di DesktopLinux.com.

In occasione dell’evento i lettori di DesktopLinux.com potranno inviare storie in cui descrivano come si siano “liberati di Windows” o come abbiano implementato, all’interno della loro azienda, soluzioni basate su Linux e alternative a Windows. In palio vi sono premi forniti dagli sponsor dell’iniziativa: Lindows.com mette ad esempio a disposizione un computer basato sul proprio sistema operativo, mentre Sun regala un cofanetto contenente la versione completa di StarOffice 6.0.

“La rapida maturazione di Linux ha fatto sì che esso sia divenuto una valida alternativa anche per le applicazioni desktop”, ha affermato MandrakeSoft, uno degli sponsor dell’iniziativa. “MandrakeSoft supporta con orgoglio la celebrazione del wIndependence Day e continuerà a sviluppare tecnologie open source”.

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  • Anonimo scrive:
    Re: se rimanessero solo i migliori...
    - Scritto da: munehiro
    e non mi si venga a parlare di prezzo... un
    amiga 1200 con 4 voci stereo e una scheda
    video di qualita' inimmaginabile la pagai
    700 mila lire, quando un pc ibm costava
    sicuramente piu' di un milione, con
    caratteristiche hardware pessime (VGA
    640x480x256, suono a base di cicalino)
    e chiunque mi e' testimone.Dimenticavo... Amiga 1200, 4 voci stereo a 12Bit pero'!Scheda grafica inimmaginabile? inimmaginabile non direi visto che rendono meglio 256 colori presi da una palette di 16 milioni invece delle risoluzioni amiga dove la palette era presa da 262144 o nel caso di Amiga 3000/2000 la palette era di soli 4096 colori.. e tutto cio' si sentiva tantissimo quando era necessaria una semplice sfumatura che era sempre bandizzata e i valori RGB variavano da 0 a 15 anziche ad 0 a 255.Con 256 colori da 16 milioni fai un simil truecolor e lo dimostrano le GIF che ancora oggi rendono benissimo anche su fotografie.Nel 1987 lavoravo per l'esercito con un sistema 286 a 256 colori e ti assicuro che le due cose non erano assolutamente paragonabili.
    • Anonimo scrive:
      Re: se rimanessero solo i migliori...

      Dimenticavo...
      Amiga 1200, 4 voci stereo a 12Bit pero'!
      Scheda grafica inimmaginabile?
      inimmaginabile non direi visto che rendono
      meglio 256 colori presi da una palette di 16
      milioni invece delle risoluzioni amiga dove
      la palette era presa da 262144 o nel caso di
      Amiga 3000/2000 la palette era di soli 4096
      colori.. e tutto cio' si sentiva tantissimoPiccola correzione: A500/600/2000/3000/CDTV Chipset OCS/ECS: palette 262144 max su schermo 4096. A1200/4000/CD32 palette 16M max su schermo 262144. Audio Paula su tutti 4 voci stereo 8bit 22Khz o 2 stereo 14bit 44Khz
      • Anonimo scrive:
        Re: se rimanessero solo i migliori...
        Hai ragione, il chipset AGA ha una palette di 16milioni di colori ma l'ECS ha una palette di 4096 colori e quindi 16 livelli di RGB.http://www.nethkin.com/bmori/amiga/files/tech/a2000.htm
  • Anonimo scrive:
    Che tristezza la pubblicità M$...
    Non mi permetto di giudicare le scelte della Redazione di PI, che sicuramente trae buon giovamento dalla pubblicità, ma trovarmi il mattone pubblicitario di Micro$ozz proprio in mezzo all'articolo che parla del rapporto open-closed source mi dà un po' fastidio.Vedete un po' voi...
  • Anonimo scrive:
    L'Open Source vincerà solo se migliore
    E' vero. Il migliore vincera'.Il problema e' che all'utete finale poco importa chi fa girare i siti web, chi smista le mail e chi gestisce i databases.L'utente finale sarebbe interessato ad alternative OpenSource per Photoshop (Gimp?) e Illustrator, After Effects e Digital Fusion, Maya e Softimage (pov ray?), Sound Forge e Acid Pro, Quake3 e Tribe2 e via discorrendo.Non ce lo vedo l'opensource nelle applicazioni produttive e videoludiche. Se poi l'OS pesa da 1/20 ad 1/100 nel complesso delle applicazioni necessarie per lavorare non ci vedo nemmeno linux con tutti i suoi problemi e la carenza di software commerciale da farci girare sopra.Poi se vi e' meglio del notepad o IE peggio di Mozzilla... poco importa.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'Open Source vincerà solo se migliore
      Un conto è la sfida fra Windows e Linux fra SO per l'affermazione nel mercato mondiale, un conto è il modello commerciale con cui si confeziona un prodotto.E' un po' come chiedersi se vincerà lo shareware o il freeware...non ha senso.Un modello commerciale non deve necessariamente prevale sull'altro.Basta solo che il SW sia miglioree bastaCiaoRR
  • Anonimo scrive:
    Non sono daccordo (RR è tornato!)

    Non capisco come in regimi di libero mercato si possa affermare che utilizzare degli standard anzichè altri porti una riduzione occupazionale e conseguentemente una riduzione di entrate fiscali
    pienamente daccordo Siiii questo è il punto!!
    ...e questo significa che l'innovazione tecnologica è andata sempre avanti grazie al software proprietario che è stato di stimolo al miglioramento del software libero.
  • Anonimo scrive:
    Re: se rimanessero solo i migliori...
    - Scritto da: munehiro
    amiga 1200 con 4 voci stereo e una scheda
    video di qualita' inimmaginabile la pagaideheheee ma dimmi dove vado a comprarlo oggi e comunque non e' free e neanche libero
  • Anonimo scrive:
    Re: developerz, seguite le tecnologie, non il buzi
    - Scritto da: matro
    vederono?
    • Anonimo scrive:
      Re: developerz, seguite le tecnologie, non il buzi
      - Scritto da: Pogoboy
      - Scritto da: matro


      vederono

      ?mi hai tolto le "parole" di bocca, anche se io mi sarei espresso in modo piu` colorito... ma in questa nazione c'e` ancora qualcuno che ha studiato l'italiano o vanno tutti al cepu con vieri?
      • Anonimo scrive:
        Re: developerz, seguite le tecnologie, non il buzi
        chiedo scusa per l'errore.quando fate interventi interessanti, avvertitemi via mail.
        • Anonimo scrive:
          Re: developerz, seguite le tecnologie, non il buzi
          - Scritto da: matro
          chiedo scusa per l'errore.

          quando fate interventi interessanti,
          avvertitemi via mail.non avrei saputo rispondere meglio
  • Anonimo scrive:
    Rido
    Sì, perchè non portiamo tutta la PA su un cluster di Spectrum? Rido.
    • Anonimo scrive:
      Re: Rido
      - Scritto da: rido
      Sì, perchè non portiamo tutta la PA su un
      cluster di Spectrum? Rido.deheheee perche' non sono veramente liberi ovvero free
  • Anonimo scrive:
    perché non dirla al contrario?
    "e questo significa che l'innovazione tecnologica è andata sempre avanti grazie al software proprietario che è stato di stimolo al miglioramento del software libero."diciamo che è stato il software libero a spingere al miglioramento quello proprietario ...vedi sicurezza, per esempio
    • Anonimo scrive:
      Re: perché non dirla al contrario?

      "e questo significa che l'innovazione
      tecnologica è andata sempre avanti grazie al
      software proprietario che è stato di stimolo
      al miglioramento del software libero."

      diciamo che è stato il software libero a
      spingere al miglioramento quello
      proprietario ...

      vedi sicurezza, per esempioperche' non e' cosi'a meno che per software closed non si intenda solo software Microsoft.Alcuni dei milgiori OS sono chiusissimi, addirittura coperti da segreto pari a quello militare.Uno dei migliori firewall software che si trovano in giro (firewall one), gira su solaris o windows NT (closed) ed e' a sua volta software closed.ciao
  • Anonimo scrive:
    Amiga?!?
    Mi sembra un poco esagerato rimpiangere il vecchio Amiga, il successo dei pc è che sono una tecnologia aperta e come tale migliorabile da chiunque. Non è quello che si dice anche per il software libero?Non vedo grande apertura in una piattaforma proprietaria come quella del buon vecchio Amiga.
    • Anonimo scrive:
      Re: Amiga?!?
      - Scritto da: C64
      Non vedo grande apertura in una piattaforma
      proprietaria come quella del buon vecchio
      Amiga.Nel mio vecchio Amiga500 ho installato 2 kickstart con un selettore di boot per scegliere se far partire il computer con la versione 1.3 o 2.04. Ho installato 1.5 mb di ram in uno slot dove in teoria ce ne dovevano stare solo 512 kb. Le ho "attaccato" un convertitore audio a/d d/a da 16 bit quando è stata costruita con dei convertitori ad 8bit. Conosco ragazzi che hanno installato su degli Amiga2000 HD ide da 4 gb, quando hai tempi chi aveva un hd da 300mb era un signore, e li ha visti essere rilevati e configurati al primo avvio. La tua "non apertura" non è che la confondi con una "base comune" a tutti su cui costruire qualsiasi cosa? Lo slot interno del mio Amiga500 fa le stesse cose dello slot interno dell amiga500 di un ragazzo tedesco, norvegese o chissachè...non nomino i vari chip custom perchè logicamente sono tutti uguali... Tu sei sicuro che la routine grafica che scriverai sul tuo windows funzionerà sul computer del tuo vicino di casa ?
  • Anonimo scrive:
    gli affari sono affari
    adesso che i signori del software proprietario hanno bisogno di non rimanere con il culo a terra, non gli sta bene che i CLIENTI facciano ciò che è meglio per il loro mercato.eppure loro, i m$iani, seguono regole di mercato.
  • Anonimo scrive:
    Da ke mondo e mondo il migliore nn vince
    Così come nello sport nn è certo il migliore a vincere (l'ultimo esempio è sicuramente il mondiale), così nn saranno gli standard migliori a prendere piede. Ci sono moltissime variabili ke fanno di uno standard o di un software quello scelto dai consumatori, siano essi aziende o privati. Pubblicità, politica, economia sono solo alcune variabili. La funzionalità è solo una di queste variabili.
  • Anonimo scrive:
    Un'intera PA sotto Open Source
    Riporto la notizia cosi come data sul forum a tema libero da Frankie che ringrazio.Un'intera PA sarà gestita, la dove vi era windows, da Linux distr. Mandrake.La PA è quella francese.Un grazie al nuovo gov. francese di centro DX, che continua la strada intrapresa da quello di centro SX precedente, e l'accelerà più di quest'ultimo.Sicuramente rimarranno quasi tutti grandi server UNIX proprietari, quindi il closed non scompare, comè giusto che sia: il sistema si adatta per fare le stesse cose, meglio, e a prezzo più basso per lo stato! L'importante è il funzionamento del sistema a costo il più basso possibile, e se poi funziona meglio, è ancora più piacevole.Attendiamo ora che anche il n.s. governo di centro DX segua l'esempio del suo cugino d'oltralpe. Vero è che non esiste una distro Linux italiana a livello della Mandrake, ma ogni distro Linux va bene; si risparmierà rispetto al sw M$ e si avrà portabilità e interoperabilità: Ma soprattutto il sw è a codice cmq aperto, anche se la soc. dovesse essere USA come Red Hat; al contrario di un'altra nota soc. USA.http://www.linuxvalley.com/news/news.php?IdNews=2605
    • Anonimo scrive:
      Re: Un'intera PA sotto Open Source
      Dal comunicato rilasciato da Mandrake, si evince che il sistema fornito nell'immediato, sarà Linux Mandrake Server, quindi nell'immediato il sistema Linux Mandrake sostituirà i server e le workstation windows.Aspettiamo fiduciosi un'altro comunicato Mandrake che riporti le cifre (utili per dimostrare che col sw open si risparmia in confronto a quello closed soprattutto se M$), la durata dell'accordo, i tempi e i modi con cui saranno sostituiti i sistemi win* nella PA Francese.
      • Anonimo scrive:
        Re: Un'intera PA sotto Open Source

        Aspettiamo fiduciosi un'altro comunicato
        Mandrake che riporti le cifre (utili per
        dimostrare che col sw open si risparmia in
        confronto a quello closed soprattutto se
        M$), la durata dell'accordo, i tempi e i
        modi con cui saranno sostituiti i sistemi
        win* nella PA Francese.dimmi nu OS "closed" (come lo chiamate voi) che costi meno di windows.Capirai che la frase "soprattutto in confronto a sofware MS" e' sbagliata.ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Un'intera PA sotto Open Source
          BeOS!Ah, già M$ ci ha messo del suo per farlo fuori con manovre d'abuso di monopolio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Un'intera PA sotto Open Source

            BeOS!
            Ah, già M$ ci ha messo del suo per farlo
            fuori con manovre d'abuso di monopolio.buh!!buh!!perdi colpi!dai su, adesso dimmi che su beos c'e' tutto il software che serve per farci lavorare tranquillamente una persona normale.Non ha una suite da ufficio, non ha un browser decente, non ha un parco di driver abbastanza ampio.La verita' e' che BeOS, per quanto ottimo, non ha suscitato interesse nel mercato ed e' spontaneamente morto.Non diamo sempre la colpa ad MS dei fallimenti altrui.Quando scopriremo che lindows avra' venduto pochissimo, direte che e' colpa della causa che gli ha fatto MS, invece di ammettere che lindows e' una sola.Linux + wine - sorgentiHanno pure dovuto togliere la scritta "puo' eseguire gran parte del software per windows"ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Un'intera PA sotto Open Source
            - Scritto da: maks


            BeOS!

            Ah, già M$ ci ha messo del suo per farlo

            fuori con manovre d'abuso di monopolio.

            buh!!
            buh!!
            perdi colpi!
            dai su, adesso dimmi che su beos c'e' tutto
            il software che serve per farci lavorare
            tranquillamente una persona normale.
            Non ha una suite da ufficio, non ha un
            browser decente, non ha un parco di driver
            abbastanza ampio.
            La verita' e' che BeOS, per quanto ottimo,
            non ha suscitato interesse nel mercato ed e'
            spontaneamente morto.[cut]Ipocrisia, stoltezza o ignoranza?BeOS era un eccellente sistema operativo,facilissimo da usare, stabilissimo e con ottime capacità di riconoscimento hardwareed autoconfigurazione. Certo, era poco diffusoe mancavano driver e software, ma queste coseovviamente non possono esserci subito, ma coltempo. E infatti stavano crescendo.Peccato che quando - per fare un es. - Toshibaha manifestato l'intenzione di vendere portatilicon BeOS preinstallato MS ha fatto la voce grossae l'ha minacciata di ritorsioni!Questa cosa è agli atti del processo in corso.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Un'intera PA sotto Open Source

            [cut]

            Ipocrisia, stoltezza o ignoranza?
            tutte e tre probabilmente...
            BeOS era un eccellente sistema operativo,
            facilissimo da usare, stabilissimo e con
            ottime capacità di riconoscimento hardware
            ed autoconfigurazione. Certo, era poco
            diffusoma va?e io che ho detto?che NON era una alternativa valida per l'uso giornaliero/domestico/aziendale
            e mancavano driver e software, ma queste cose
            ovviamente non possono esserci subito, ma col
            tempo. E infatti stavano crescendo.
            Peccato che quando - per fare un es. -
            Toshiba
            ha manifestato l'intenzione di vendere
            portatili
            con BeOS preinstallato MS ha fatto la voce
            grossa
            e l'ha minacciata di ritorsioni!e perche' Toshiba si e' piegata al volere MS?perche' windows e' piu' bello o perche' con windows ci guadagna di piu'?Non dimentichiamo la BeBox, fallimento totale, dopo il quale BeOS ha provato l'avventura su X86.Ricorda che BeOS e' nato con l'ambizione di essere venduto ad Apple per farne il nuovo MacOS, per questo la Bebox era PPC e il primo BeOS girava solo su PPC.Apple li ha "pisciati" e allora hanno tentato l'avventura sui pc.E' andata male, peccato, ma non e' certo colpa di MS.
            Questa cosa è agli atti del processo in
            corso.
            Gli atti non dimostrano nulla.Bisogna aspettare le sentenze.E in quella di colpevolezza di MS, sacrosanta, non c'e' traccia dell'affossamento di BeOS.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Un'intera PA sotto Open Source
            A parte che Linux nella PA costa meno di win (la PA francese se nè accorta); sul QNX debbo ricordare che per uso home (non sò se anche come client) è gratuito e ci girano molte applicazioni open.Se il problema rimane cmq un confronto tra sistemi completamente a pagamento, ribadisco che nei desktop e come sistemi user-friendly non c'è concorrenza per ora con win.Però una PA ha i suoi esperti (soc. ext. generalmente) per gestire dai server ai desktop; sia con win sia con Linux. Ragion per cui Linux risulta più competitivo di win.
    • Anonimo scrive:
      Re: Un'intera PA sotto Open Source
      - Scritto da: BSD_like
      Un grazie al nuovo gov. francese di centro
      DX, che continua la strada intrapresa da
      quello di centro SX precedente, e l'accelerà
      più di quest'ultimo.grandioso: questo dimostra quanto illogica e pregiudizievole sia la lettura solamente sinistrorsa della lotta agli abusi perpetrati dal monopolio microsoft.microsoft non è né di dx né di sx: qualsiasi monopolio è sempre dalla parte che le permette di rimanere a galla _comunque_LINUX o l'open source non sono né di dx né di sx: sono strumenti validi per chiunque in virtù della libertà di accesso al codice, e sono invisi solo a chi ha interesse a sopprimere i vantaggi delle offerte che LINUX o l'OS rappresentano
      http://www.linuxvalley.com/news/news.php?IdNeIo mi ritengo un LIBERALE, e penso che TUTTI coloro (di dx o di sx) che vogliono rendere INDIPENDENTE il proprio paese dal monopolio di un ente privato straniero (soggetto alle necessità di spionaggio militare e industriale del proprio paese d'origine), dovrebbero avere interesse a ripristinare almeno le libertà di mercato che il monopolio ha soppresso.Diamoci da fare: partecipiamo alle iniziative per promuovere l'abbattimento dello stato di monopolio in cui stiamo vivendo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Un'intera PA sotto Open Source

        Io mi ritengo un LIBERALE, e penso che TUTTI
        coloro (di dx o di sx) che vogliono rendere
        INDIPENDENTE il proprio paese dal monopolio
        di un ente privato straniero (soggetto alle
        necessità di spionaggio militare e
        industriale del proprio paese d'origine),
        dovrebbero avere interesse a ripristinare
        almeno le libertà di mercato che il
        monopolio ha soppresso.e' verotorniamo all'autarchiada oggi in poi luis armstrong sara' luigi braccioforteavanti, tutti a mietere il grano a petto nudo....
    • Anonimo scrive:
      Re: Un'intera PA sotto Open Source
      AHAHHAHAHAcosi' qualsiasi script kiddie puo' tranquillamente bucare i server ed eseguire qualsiasi comando..tie'.. fresco fresco da security-focushttp://downloads.securityfocus.com/vulnerabilities/exploits/apache-nosejob.cc'ha pure l'opzione per eseguire una serie di comandi appena l'exploit lancia la shell...com'era il motto?"5 anni senza una vulnerabilita' nell'installazione base"e non mi dite che c'e' gia' la patch...il 100% del software nelle PA viene aggiornato solo quando esce una nuova release e ci sono i soldi per pagarla...figurarsi se starebbero dietro ai bug del software, che per di piu' gli viene venduto come "inaffondabile"sto or ora provando lo script su yahoo.com... vulnerabile...bella scelta quella di passare ad apache.ola gringos- Scritto da: BSD_like
      Riporto la notizia cosi come data sul forum
      a tema libero da Frankie che ringrazio.
      Un'intera PA sarà gestita, la dove vi era
      windows, da Linux distr. Mandrake.
      La PA è quella francese.
      Un grazie al nuovo gov. francese di centro
      DX, che continua la strada intrapresa da
      quello di centro SX precedente, e l'accelerà
      più di quest'ultimo.
      Sicuramente rimarranno quasi tutti grandi
      server UNIX proprietari, quindi il closed
      non scompare, comè giusto che sia: il
      sistema si adatta per fare le stesse cose,
      meglio, e a prezzo più basso per lo stato!
      L'importante è il funzionamento del sistema
      a costo il più basso possibile, e se poi
      funziona meglio, è ancora più piacevole.
      Attendiamo ora che anche il n.s. governo di
      centro DX segua l'esempio del suo cugino
      d'oltralpe. Vero è che non esiste una distro
      Linux italiana a livello della Mandrake, ma
      ogni distro Linux va bene; si risparmierà
      rispetto al sw M$ e si avrà portabilità e
      interoperabilità: Ma soprattutto il sw è a
      codice cmq aperto, anche se la soc. dovesse
      essere USA come Red Hat; al contrario di
      un'altra nota soc. USA.

      http://www.linuxvalley.com/news/news.php?IdNe
      • Anonimo scrive:
        Re: Un'intera PA sotto Open Source
        Fai bene a rileggere il link.1) Non è venduto Apache (o regalato), ma Linux Mandrake su Workstation o Server o desktop, e la relativa assistenza.2) Non esiste nessun sw no-bugabile; l'unico che lo è finora (almeno dal rilascio in vers. stabile) è Qmail che la utilizza anche M$ sui server FreeBSD che dispone. Ma anche per questo sw non possiamo dire che è teoricamente non-bugabile, solo che finora non li ha avuti.Dal 96 al 2001 Apache ha avuto 6 bug, IIS oltre 60 (bug da piccoli a grandi); la vulnerabilità a cui accenni, è stata riportata da PI qualche giorno fà, e non fà molta differenza rispetto a prima: dal 96 al 2002 Apache 7 bug, IIS oltre 60.Se dovessi scegliere un sw tra i 2 che sia il più sicuro non avrei dubbi: è scegliendo IIS che gli hack/crack e i vari virus hanno più possibilità di fare la festa (come poi accade nella realtà).Ergo le tue considerazioni su Apache sono sbagliate (se raffrontate agli altri server web), per superare i 60 bug Apache ci dovrebbe mettere del suo, e molto!Ma qui non è venduto Apache, o almeno è un'aspetto marginale (se qualche ist. pubblica francese dovesse decidere d'usare Apache per server web, potrebbe farlo, su Linux Mandrake c'è).E cmq sarebbe sempre più sicuro di IIS; devo fidarmi dei dati, o delle impressioni?Ultima considerazione: se l'open source fosse meno sicuro, che aspetta M$ a togliere dai suoi server FreeBSD? Lo stiamo aspettando con ansia per fargli la festa!
  • Anonimo scrive:
    Cambiare atteggiamento per migliorare il futuro
    "Gli affari non lasciano spazio a preferenze o categorie" Così ha scritto Stefano Tagliaferri.O------------------------------------OCredo che questa concezione edonistica della convenienza sia profondamente sbagliata e pur portando a risultati soddisfacenti nell'immediato, può portare a situazioni chiuse e pericolose nel futuro.A mio parere bisognerebbe sempre avere la capacità di non subire il mercato così come ci viene imposto, ma cercare invece di indirizzarlo verso le soluzioni che possono giovare ai propri affari e all'intera comunità, nel medio e lungo termine.Non condivido affatto le posizioni di chi indica che non è corretto prendere posizioni a priori sulla scelta delle soluzioni tecnologiche. Anzi, credo che prendere posizione sia di estrema importanza, proprio per dare una impronta e una giusta direzione allo sviluppo delle nuove tecnologie e quindi al nostro futuro.Saluti a tuttiOracolo
  • Anonimo scrive:
    GPL???
    Per me l'unico GPL interessante e che fa risparmiare e' quello delle automobili...ZioBill
    • Anonimo scrive:
      Re: GPL???
      Peccato che Amazon abbia dimostrato il contrario; e l'abbia adottato.Ha dimostrato il contrario anche IBM, HP, etc.Ovviamente le opinioni personali, contano più dei fatti di queste house........
  • Anonimo scrive:
    Per il sig. Stefano Tagliaferri
    "questo significa che l'innovazione tecnologica è andata sempre avanti grazie al software proprietario che è stato di stimolo al miglioramento del software libero."Al di là dell'oggettività nel giudicare il sw Open come una valida alternativa e concorrenziale a quello proprietario (nonchè spesso superiore); l'inesattezza dell'ultima frase, chiude malamente il suo ottimo discorso.L'innovazione tecnologica, in campo informatico, è, e sottolineo è, sempre passata attraverso il sw open, o per lo meno lo è nella maggior parte dei casi. La sigla BSD le dovrebbe ricordare quanto è inesatta la sua affermazione.Il sw e le tecnologie nate nel/nei team/s BSD sono presenti almeno per il 50% su ogni o.s. (anche o.s. non propriamente "tecnici" come windows. Ed uso qui la parola tecnico nel senso vero del termine, non come oggi ha spinto ad interpretarla M$, e cioè: che nel termine tecnico di un sw rientri pure la facilità d'uso).Dal raid, al telnet, all'ftp, al TCP/IP e la maggioranza dei protocolli di comunicazione, etc.; senza contare insieme anche il sw open di provenienza GPL o altre lic. open. Il SysV attuale dell'AT&T per il 70% incorpora tecnologie e sw di provenienza BSD.Senza contare che anche dove il sw open non ha introdotto, ha migliorato rispetto a quello closed: come le RPC introdotte da Sun per l'NFS.Senza contare i sistemi che girano su o.s. di derivazione BSD.No, oggettivamente la vera innovazione, e alla grande, nasce nel sw open; il closed può al max migliorarla: migliorie che molto spesso sono legate al sw e all'hw propietario venduto che implementa quella tecnologia.Per cui la prefazione e la conclusione del suo articolo sono fuorvianti, ma soprattutto inesatte: per la maggioranza dei casi è il sw proprietario a inseguire quello open.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
      Niente da dire sul tuo reply, esaustivo come al solito, solo una piccola precisazione.Se quello che dici e' sacrosanta verita' nel ramo server e workstation, devi ammettere che nel settore desktop si tende a prendere come modello appunto sw proprietari, perche' piu' avanzati se non innovativi: Una qualsiasi suite da ufficio si rifa' per forza di cose a MS Office, un programma di grafica si ispira a Photoshop, e le migliorie a questi prodotti spingono chi cura Openoffice e Gimp a migliorare. Da questo punto di vista credo che l'affermazione dell'articolo sia, sostanzialmente, corretta
      • Anonimo scrive:
        Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
        Le innovazioni a cui ti riferisci riguardano spesso il modo di relazionarsi con l'ut. da parte del sw.Io mi riferivo alla parte tecnica del sw, o meglio strettamente tecnica.Sicuramente Photoshop & C. hanno introdotto delle innovazioni tecniche, ma nella globalità (nel fotoritocco non saprei) e nella maggioranza dei casi, le applicazioni sw closed, hanno preso codice e tecnologie dall'open.Sicuramente l'open manca come innovazioni in interfacce, modo di relazionarsi con l'ut., etc., dove nel campo ha inseguito il sw proprietario, il KDE ne è l'esempio più lampante (il KDE oltre a prender spunto dalla GUI win, per poi tracciare un suo stile, nel KDE 3, introduce anche temi che prendono spunto da Acqua di Mac OSX; di fatto rifacendosi alla base alle 2 GUI più intuitive e presenti sul mercato).M$ ad esempio destina molti programmatori a questo scopo: dei circa 5000 programmatori M$ sparsi nel mondo, solo meno di 1000 creano il codice che fà da motore al programma; i restanti curano linguaggi, frontend grafico, etc.Una nota dolente per M$: come mai a fronte di un cosi alto numero di persone impiegate allo scopo suddetto, si rifà continuamente al sw di casa Apple per questo scopo? Apple non ha certo un numero cosi alto di gente ivi destinata!Da notare che l'ultima creatura di Apple Mac OSX, nasce da Darwin (e Mach), Darwin è FreeBSD su Apple arch.; cioè uno degli o.s. più ostici esistenti. Eppure alla Apple sono riusciti a ricavarne (come sempre) un'o.s. semplice e innovativo nel frontend, etc.Non sò se esistono scuole, corsi, etc., che affrontano questo parte dell'innovazione tecnologica (oggi dobbiamo chiamarla cosi), in modo tecnico. Qualcuno ne sà qualcosa?
        • Anonimo scrive:
          Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri

          Da notare che l'ultima creatura di Apple Mac
          OSX, nasce da Darwin (e Mach), Darwin è
          FreeBSD su Apple arch.; cioè uno degli o.s.
          più ostici esistenti. Eppure alla Apple sono
          riusciti a ricavarne (come sempre) un'o.s.
          semplice e innovativo nel frontend, etc.
          Non sò se esistono scuole, corsi, etc., che
          affrontano questo parte dell'innovazione
          tecnologica (oggi dobbiamo chiamarla cosi),
          in modo tecnico. Qualcuno ne sà qualcosa?ecco hai capito il concetto dell'ultima frase finalmente.Il software closed ha le risorse per riuscire la' dove quello open non puo'.Alla apple sono riusciti a far diventare FreeBSD un MacOS evoluto.La comunita' open non ci e' ancora riuscita, neanche con linux.Perche'?La tecnica conta poco se poi e' intulizzabile o e' utilizzabile da pochi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            - Scritto da: maks
            Il software closed ha le risorse per
            riuscire la' dove quello open non puo'.Certo, ma come dimostrano gli esempi portati da bsd_like, e' vero anche il contrario. Bisogna solo trovare il modo di unire i vantaggi dei due modelli.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri


            Il software closed ha le risorse per

            riuscire la' dove quello open non puo'.

            Certo, ma come dimostrano gli esempi portati
            da bsd_like, e' vero anche il contrario.
            Bisogna solo trovare il modo di unire i
            vantaggi dei due modelli.io lo dico da una vita.Ma da certe campane pare che se l'uomo deriva da Adamo, il software deriva solo dalla universita' di Berkley.E spesso nessuno capisce che integrare e' diverso da copiare.Copiare vuol dire prendere una cosa e ripresentarla uguale, non mi pare che, per quanto MS possa aver attinto, BSD e Windows si somiglino molto.Anche se lo avessero peggiorato (cosa probabile) vorrebbe dire che non hanno copiato.Una copia puo' essere MacOSX, che ha "solo" messo il trucco a darwin.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            Concordo con la differenzazione tra adattare e copiare: però Mac OSX non è proprio Darwin, anche già a livello "kernelare", poichè il kernel non proviene solo da Darwin, ma anche dal Mach.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            Ehmmm, e poi mai sostenuto che l'opera di M$ si traducesse in una semplice copia (ne l'opera di altri, come Sun con il Solaris che è più vicino a BSD e ha più codice, o meglio parti di codice, BSD di quanto ne ha win*); se lo dico è riferendomi alla copia di parti di codice. E' chiaro che queste parti inserite in un'altro parte di codice, in un'insieme diverso, generano un risultato differente.Per quanto attiene al peggioramento del codice, hai ragione, basti guardare al TCP di win prima, e ora. Ora l'hanno "pulito" molto dalla "sporcizia" in cui l'avevano immerso, e il TCP BSD in win può esprimere all'incirca la stessa potenza che esprime nei *BSD, oggi con XP.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            Ehmmm, ho detto all'incirca, eh!
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            Dimenticavo; sul post iniziale ho scritto:"No, oggettivamente la vera innovazione, e alla grande, nasce nel sw open; il closed può al max migliorarla"Ma anche aggiunto che le migliorie spesso:"migliorie che molto spesso sono legate al sw e all'hw propietario venduto che implementa quella tecnologia."E da una soc. commerciale (qualunque essa sia) ovv. c'è d'aspettarselo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            - Scritto da: maks
            ecco hai capito il concetto dell'ultima
            frase finalmente.
            Il software closed ha le risorse per
            riuscire la' dove quello open non puo'.
            Alla apple sono riusciti a far diventare
            FreeBSD un MacOS evoluto.forse in questo caso e magari in altri chi sviluppa sw closed puo' concentrarsi sullo sviluppo dell'interfaccia proprio perche' attinge al sw open per il resto....apple si e' concentrata sull'interfaccia perche' il sistema gia'era pronto...FreeBSD...o sbaglio...sono sicuro che se il mondo open smettesse di interessarsi alle tecnologie e si concentrasse sulle interfacce prima o poi verrebbe fuori qualcosa di innovativo allo stesso livello...o magari superiore...
    • Anonimo scrive:
      Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
      - Scritto da: BSD_like
      No, oggettivamente la vera innovazione, e
      alla grande, nasce nel sw openInfatti. Non certo dal software sotto GPL, dato che nessuno ha voglia di regalare l'innovazione per 5 dollari a CD.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
      - Scritto da: BSD_like
      No, oggettivamente la vera innovazione, e
      alla grande, nasce nel sw open; il closed
      può al max migliorarla: migliorie che molto
      spesso sono legate al sw e all'hw
      propietario venduto che implementa quella
      tecnologia.Sono morbosamente curioso di sapere quale illuminato precursore opensource abbia ispirato tutta la sua innovazione ai seguenti programmi e sistemi:- QNX- VeRTeX- SMX- AutoCAD, ME30, ProEngineer- Norton Utilities e PCTools- Mathematica- LabWindows/LabView- L'interfaccia SAA/CUA del BCPP - Clipper- CAD EDA come Orcad, Mentor, Zucken-Redac...e l'elenco potrebbe andare avanti per qualche pagina, sempre limitandosi a pacchetti che si possono comprare sul mercato e senza citare neppure una volta l'azienda di redmond.
      • Anonimo scrive:
        Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
        I tuoi illuminati prodotti, usano tecnologie open source.Prova a far funzionare QNX senza il TCP anche solo per le chiamate a 127.0.0.1.I programmi di matematica giravano in bellisssima console testuale a Berkeley ben prima che facessero la loro comparsa su win*, dove poi i successori che esponi ne presero le tecnologie.Ah, le librerie di questi prodotti di matematica, anche se sono closed ne trovi la maggior parte come open.Ognuno dei prodotti da te citati sfrutta tecnologie nate in ambito open, soprattutto BSD.A cominciare dal RAID.Te ne cito un'altro: Oracle il re dei database.Come ogni database (anche di natura M$) sfrutta gli studi nati open nelle univ. Anno 1970 prof. E.D. Codd presentò il modello fino ad oggi ritenuto più efficiente per la gestione dei database, definito: modello relazionale, si fonda su 12 regole.Proprio nessuno eh?
        • Anonimo scrive:
          Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri

          I tuoi illuminati prodotti, usano tecnologie
          open source.
          Prova a far funzionare QNX senza il TCP
          anche solo per le chiamate a 127.0.0.1.allora per il telefono non ringraziare nokia, ma Meucci.
          I programmi di matematica giravano in
          bellisssima console testuale a Berkeley ben
          prima che facessero la loro comparsa su
          win*, dove poi i successori che esponi ne
          presero le tecnologie.BUM!!!magari quella e' solo una stupidissima trasposizione di teorie elaborate migliaia di anni prima.Al contrario di quello che si pensa, l'informatica non ha cambiato la matematica.Ha solo spinto piu' in avanti i limiti, ma non ha intaccato una, che sia una, delle sue regole fondamentali.E per il software scientifico si e' sempre usato fortran, a Berkley non hanno certo inventato i programmi per fare calcoli...
          Ah, le librerie di questi prodotti di
          matematica, anche se sono closed ne trovi la
          maggior parte come open.
          Ognuno dei prodotti da te citati sfrutta
          tecnologie nate in ambito open, soprattutto
          BSD.sisi..anche la mia macchinetta per il caffe' l'hanno inventata li'...
          A cominciare dal RAID.
          Te ne cito un'altro: Oracle il re dei
          database.
          Come ogni database (anche di natura M$)
          sfrutta gli studi nati open nelle univ. Anno
          1970 prof. E.D. Codd presentò il modello
          fino ad oggi ritenuto più efficiente per la
          gestione dei database, definito: modello
          relazionale, si fonda su 12 regole.
          Proprio nessuno eh?e' nato prima l'uovo o la gallina?se IBM non ne avesse fatto il sistema base per il suo DB2, montandolo sui mainframe OS/390, oggi non si parlerebbe di modello relazionale o algebra relazionale.Se IBM non avesse reso realta' cio' che era solo uno studio teorico, una ricerca, quella ricerca e' come se non fosse mai stata fatta.Tutti ci siamo chiesti come si faceva a vivere quando non c'era la corrente, si faceva in altri modi.Se non c'era il relazionale, ci sarebbe stato qualcos altro, stanne certo.L'importante e' che le aziende non hanno mai snobbato tecnologie interessanti, anche se provenienti da ambiti accademici, perche', come dice lo stesso stallman "why reinvent the wheel?"E anzi, hanno spesso investito in ricerche, ovviamente per poi poterle utilizzare, e non m sembra scandaloso, nel momento in cui tutti possono usufruirne, come accade per il software BSD.Oggi, invece, c'e' una parte del mondo dello sviluppo che vuole volontariamente tenere fuori le grandi aziende da cio' che produce, in nome di una fantomatica difesa della liberta', che si traduce in una sistematica e cieca opposizione a Microsoft.Come se tutto cio' che ruota intorno a MS sia solo colpa di MS.Non per difenderli, ma se ha il monopolio, vuol dire che a tutti stava bene cosi', che nessuno ha voluto farle concorrenza seriamente, quindi e' in qualche modo complice.BSD, la licenza, dice che con quel pezzo di codicesi puo' fare qualsiasi cosa.Berkely, l'universita', sa benissimo che quella licenza le fornisce i fondi per continuare a sperimentare nuove soluzioni.Zero investimenti, zero BSD.Ecco perche' non sono passati a GPL, a Berkley hanno inventato anche l'intelligenza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            - Scritto da: hurricane polimar

            I tuoi illuminati prodotti, usano
            tecnologie

            open source.

            Prova a far funzionare QNX senza il TCP

            anche solo per le chiamate a 127.0.0.1.

            allora per il telefono non ringraziare
            nokia, ma Meucci.Meucci non ha diffuso un prodotto ma inventato una tecnica, il TCP e' stato inventato e diffuso prima che venisse implementato in prodotti commerciali.

            Ah, le librerie di questi prodotti di

            matematica, anche se sono closed ne trovi
            la

            maggior parte come open.

            Ognuno dei prodotti da te citati sfrutta

            tecnologie nate in ambito open,
            soprattutto

            BSD.
            sisi..
            anche la mia macchinetta per il caffe'
            l'hanno inventata li'...
            e' nato prima l'uovo o la gallina?
            se IBM non ne avesse fatto il sistema base
            per il suo DB2, montandolo sui mainframe
            OS/390, oggi non si parlerebbe di modello
            relazionale o algebra relazionale.
            Se IBM non avesse reso realta' cio' che era
            solo uno studio teorico, una ricerca, quella
            ricerca e' come se non fosse mai stata
            fatta.
            Tutti ci siamo chiesti come si faceva a
            vivere quando non c'era la corrente, si
            faceva in altri modi.
            Se non c'era il relazionale, ci sarebbe
            stato qualcos altro, stanne certo.
            L'importante e' che le aziende non hanno mai
            snobbato tecnologie interessanti, anche se
            provenienti da ambiti accademici, perche',
            come dice lo stesso stallman "why reinvent
            the wheel?"
            E anzi, hanno spesso investito in ricerche,
            ovviamente per poi poterle utilizzare, e non
            m sembra scandaloso, nel momento in cui
            tutti possono usufruirne, come accade per il
            software BSD.La verita' e' che certe soluzioni sono nate dalla convergenza di risultati elaborati sia in ambito open/accademico che closed/industriale.
            BSD, la licenza, dice che con quel pezzo di
            codice
            si puo' fare qualsiasi cosa.
            Berkely, l'universita', sa benissimo che
            quella licenza le fornisce i fondi per
            continuare a sperimentare nuove soluzioni.
            Zero investimenti, zero BSD.
            Ecco perche' non sono passati a GPL, a
            Berkley hanno inventato anche
            l'intelligenza.GPL e' solo una delle varie possibilita' di licenza open. Non capisco perche' tanto accanimento: ognuno scegliera' quella che piu' gli aggrada. Se ti da fastidio non la usi e/ non usi prodotti con tale licenza.E' tropo difficile?
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            - Scritto da: hurricane polimar

            I tuoi illuminati prodotti, usano
            tecnologie

            open source.

            Prova a far funzionare QNX senza il TCP

            anche solo per le chiamate a 127.0.0.1.

            allora per il telefono non ringraziare
            nokia, ma Meucci.


            I programmi di matematica giravano in

            bellisssima console testuale a Berkeley
            ben

            prima che facessero la loro comparsa su

            win*, dove poi i successori che esponi ne

            presero le tecnologie.

            BUM!!!
            magari quella e' solo una stupidissima
            trasposizione di teorie elaborate migliaia
            di anni prima.
            Al contrario di quello che si pensa,
            l'informatica non ha cambiato la matematica.
            Ha solo spinto piu' in avanti i limiti, ma
            non ha intaccato una, che sia una, delle sue
            regole fondamentali.
            E per il software scientifico si e' sempre
            usato fortran, a Berkley non hanno certo
            inventato i programmi per fare calcoli...Ma chi ha parlato di teorie matematiche; ma di tecnologie informatiche per l'elaboarazione con i calcolatori di processi algebrici.


            Ah, le librerie di questi prodotti di

            matematica, anche se sono closed ne trovi
            la

            maggior parte come open.

            Ognuno dei prodotti da te citati sfrutta

            tecnologie nate in ambito open,
            soprattutto

            BSD.

            sisi..
            anche la mia macchinetta per il caffe'
            l'hanno inventata li'...No, pure il MIT rilascia in lic. open tra cui GPL e BSD.Il fatto che le librerie di tool sw matematici anche di prodotti commerciali siano in maggioranza open è una normalità: anzi sono spesso le ditte proprietarie del sw che incoraggiano quest'abitudine (come si vede che M$ non fà tool per la matematica).


            A cominciare dal RAID.

            Te ne cito un'altro: Oracle il re dei

            database.

            Come ogni database (anche di natura M$)

            sfrutta gli studi nati open nelle univ.
            Anno

            1970 prof. E.D. Codd presentò il modello

            fino ad oggi ritenuto più efficiente per
            la

            gestione dei database, definito: modello

            relazionale, si fonda su 12 regole.

            Proprio nessuno eh?

            e' nato prima l'uovo o la gallina?.........Ma cosa centra col fatto che la maggioranza delle tecnologie e anche gran parte del codice che implementano i sw proprietari sono nati in ambito open?
            BSD, la licenza, dice che con quel pezzo di
            codice
            si puo' fare qualsiasi cosa.
            Berkely, l'universita', sa benissimo che
            quella licenza le fornisce i fondi per
            continuare a sperimentare nuove soluzioni.
            Zero investimenti, zero BSD.
            Ecco perche' non sono passati a GPL, a
            Berkley hanno inventato anche
            l'intelligenza.Non mi pare che siano 0 gli investimenti sulla GPL e sulle altre. Anzi la GPl è quella che ultimamente attira più investimenti.A parte che io farei una lic. BSD ristretta al solo mondo UNIX: possono implementare il codice BSD solo o.s. di stile UNIX e sw UNIX. Una variante cioè della lic. BSD.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
      - Scritto da: BSD_like
      L'innovazione tecnologica, in campo
      informatico, è, e sottolineo è, sempre
      passata attraverso il sw open, o per lo meno
      lo è nella maggior parte dei casi.IMO questa è una ca**ata quanto quella di Tagliaferri.
      BSD le dovrebbe ricordare quanto è inesatta
      la sua affermazione....
      o.s....
      la maggioranza dei protocolli di comunicazione,
      etc.;...Scusa vorresti dire che sei in grado di classificare tutti i tipi di SW e soprattutto, tutti i tipi di innovazione + o - significativa intercorsi ed accavallatisi nel tempo?
      No, oggettivamente la vera innovazione, e
      alla grande, nasce nel sw open; il closed
      può al max migliorarla: migliorie che molto
      spesso sono legate al sw e all'hw
      propietario venduto che implementa quella
      tecnologia. Ripetizione della ca**ata :oggettivamente un bel corno!!!chi ha stabilito cosa?mi faccia il piacere....RR
      • Anonimo scrive:
        Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
        Le valutazioni, come le parole, sono soggettive vero, a volte.Però il punto fermo che adotto è la sola visione tecnica.Allora rileggi il post adottando quella visione, e togli il TCP (se puoi) dal tuo o.s.Se la sua tesi fosse giusta, equivarebbe a non poter stabilire in modo oggettivo se è più importante l'opera di A. Eistein (teoria relatività Ristretta e Generale) o quella di altri fisici anche importanti.La sua tesi avrebbe senso se confrontasse l'ordine d'importanza tra l'opera di Eistein e quella di Newton, o quella di Hilbert; però nel campo informatico non esiste questo dubbio: difatti l'equivalente delle opere di Newton, Eistein, Hilbert, in informatica sono passate per l'open source e soprattutto per Berkeley e il MIT.
        • Anonimo scrive:
          Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri

          sono passate per l'open source e soprattutto
          per Berkeley e il MIT.il successo del Mit passa per la diffusione esponenziale dei pc.Se fosse per loro e per chi produceva unix commerciali, oggi i pc sarebbero ancora scatoloni enormi che costano miliardi.Le tecnologie al servizio di pochi eletti sono inutili...Per esempio, le macchine elettriche.Finche' non costeranno poco, saranno inutili.E costeranno poco (il giusto) quando la grande industria comincera' la produzione di massa.E' un sistema del cazzo, ma non possiamo cambiarlo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per il sig. Stefano Tagliaferri
            Possiamo stare a discutere molto, su questo, e confrontare le posizioni:Ma il punto è che agli scienziati e ingegneri del MIT, come ad ogni ricercatore, mettono questi problemi in 3 piano, se non in 6°.A ogni ricercatore in primis interessa la scoperta e la tecnologia.Ed al MIT, nel campo tecnologie (su UNIX generalmente) non si sono certo risparmiati.
  • Anonimo scrive:
    Re: se rimanessero solo i migliori...
    - Scritto da: munehiro
    e non mi si venga a parlare di prezzo... un
    amiga 1200 con 4 voci stereo e una scheda
    video di qualita' inimmaginabile la pagai
    700 mila lire, quando un pc ibm costava
    sicuramente piu' di un milione, con
    caratteristiche hardware pessime (VGA
    640x480x256, suono a base di cicalino)
    e chiunque mi e' testimone.Se è per questo anche la Playstation alla sua uscita era superiore ad un PCIBM. Solo che nel PC IBM potevi (puoi) mettercipezzi che gli hanno permesso di surclassarein tutti i settoriqualsiasi Amiga o Mac o Playstation. Insomma l'architettura del PC ha avuto due caratteristiche che ne hanno determinato il success: 1) gli slot non proprietari2) la diffusione che deriva dal fatto di avere glislot non proprietari.Il resto è solo retorica inutile.
    • Anonimo scrive:
      Re: se rimanessero solo i migliori...

      Se è per questo anche la Playstation
      alla sua uscita era superiore ad un PCCosa c'entra la PSX con l'Amiga?
      IBM. Solo che nel PC IBM potevi (puoi)
      metterci
      pezzi che gli hanno permesso di surclassare
      in tutti i settori
      qualsiasi Amiga o Mac o Playstation.
      Insomma l'architettura del PC ha avuto due
      caratteristiche che ne hanno determinato il
      success:
      1) gli slot non proprietari
      2) la diffusione che deriva dal fatto di
      avere gli
      slot non proprietari.Non ne sono cosi` convinto: credo, invece, che la Commodore si sia tirata la zappa sui piedi con una politica dei prezzi che definire scellerata sarebbe un eufemismo. In piu`, come la storia insegna, non e` (quasi) mai lo standard migliore ad imporsi, altrimenti, per dirne una, non avrei un HD IDE, ma uno SCSI col controller integrato sulla scheda madre
      Il resto è solo retorica inutile.
      Cosi` non lasci molto spazio al dialogo
    • Anonimo scrive:
      Re: se rimanessero solo i migliori...
      parliamone... i primi PC di hardware proprietario ne avevano, eccome! il tuo discorso vale solo dai 386 in poi (e per alcune marche non prima dei 486). quindi ancora nei primi anni 90 (direi fino al 94-95) non era difficile trovarsi davanti HW proprietario (ma sempre IBM compatibile, questo senz'altro) su cui girasse Windows 3.11ciaogodz
    • Anonimo scrive:
      Re: se rimanessero solo i migliori...

      Se è per questo anche la Playstation
      alla sua uscita era superiore ad un PC
      IBM. Solo che nel PC IBM potevi (puoi)
      metterci
      pezzi che gli hanno permesso di surclassare
      in tutti i settori
      qualsiasi Amiga o Mac o Playstation. paragonare il mercato pc con quello delle console è decisamente fuori luogo...la plastation 1 è uscita nel 1996 e fino a qualche tempo fa era ancora vendutissima...chi ha preso nel 96 un computer x giocare... l'ha dovuto buttare l'anno dopo...vendevano + gli episodi di tomb raider su play che quelli su pc...non è un caso che bill gates abbia fatto uscire xbox...
  • Anonimo scrive:
    Re: se rimanessero solo i migliori...
    L'AmigaOS ? Lacrimuccia.....Purtroppo e' anche l'unico computer che ho sempre sognato di comperarlo e per una serie di concause mi e' sfuggita la occasione di acquistarlo :(((
    • Anonimo scrive:
      Re: se rimanessero solo i migliori...
      - Scritto da: AmigaOS
      L'AmigaOS ? Lacrimuccia.....

      Purtroppo e' anche l'unico computer che ho
      sempre sognato di comperarlo e per una serie
      di concause mi e' sfuggita la occasione di
      acquistarlo :(((
      ti e` successa la stessa cosa con la grammatica italiana? :-PPPPP
  • Anonimo scrive:
    Re: Quanto c'hai ragione!
    - Scritto da: munehiro
    e chiunque mi e' testimone.Grande munehiro!Ci avrei scommesso che anche tu eri un amighista.Lo spirito amighista si riconosce sempre.Ahime' è andata come è andata :(Vuoi per scelte commerciali di C= sbagliate, vuoi per la sfortuna di Amiga, il futuro non è come me lo immaginavo nel 1992.Mi veniva da ridere quando venivano a paragonarmi (all'epoca) un Windows 3.11 con il Workbench 3.0 di Amiga (per non parlare dell'avanzatissimo hardware multimediale dei vari Amiga rispetto ai costosissimi e ridicoli PC), eppure è sopravvissuto il primo.Onestamente me lo chiedo tutt'oggi come sia potuta andare così.Ringrazio dio che esiste Linux (cosi' come i vari BSD) che ci da la possibilità di poter scegliere.Ciao a presto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto c'hai ragione!

      Onestamente me lo chiedo tutt'oggi come sia
      potuta andare così.Semplicemente perche' a sopravvivere non e' cio' che e' tecnicamente migliore ma cio' che e' pubblicizzato meglio o che costa di meno (ai produttori, non ai consumatori).
  • Anonimo scrive:
    Parole sante
    Leggano bene chi spera che il software libero muorità, benchè l'intelligenza di tali individui non gli permette di accettare questa realtà posivita per tutti, dovranno prendere atto che l'esistenza di sw open sarà l'unico modo per far valere la loro libertà informatica, senza mezzi termini e mezze misure.Spero solo che un giorno se ne rendano conto.E poi l'articolo parla chiaro, sopravviverà solo il software migliore, il che è giustissimo e razionale.Se io azienda ho bisogno di un applicativo che mi risolva determinate problematiche è giusto prima di tutto poter scegliere, e se un prodotto closed è il migliore (solito rapporto: funzionalità/affidabilità/prezzo) in quel momento rispetto ad alternative open o free, allora ben venga. L'importante, e non finirò mai di ripeterlo, è il diritto a "poter scegliere".Infatti la cosa più sbagliata nel buon senso umano sono le prese di posizione in tutti i campi ed in tutte le circostanze. Solo gli sciocchi e superficiali si comportano cosi'.Chiaramente, per il bene dell'azienda o della persona individuale che usufruisce del servizio offerto da un dato pacchetto software, il concetto di Open Source è sempre più considerato come garanzia di sicurezza per il mantenimento verso il futuro dei propri dati (e non solo). Avere a disposizione i sorgenti del software è una grande cosa. E questo dovrebbe essere apprezzato da tutti, e senza mezze misure.E ricordo che Open NON VUOLE DIRE GRATUITO, assolutamente. Visto che molti associano erroneamente i termini "Gratuito" con "Open Source", ricordate, sono due cose completamente diverse.Ciao
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