Chi ha paura di Freenet?

La comunità di sviluppatori che lavora sul progettone di rete anonima ideato da Ian Clarke è in fermento: la Cina ed altri paesi che censurano Internet ora avrebbero Freenet nel mirino. Scattano le prime reazioni
La comunità di sviluppatori che lavora sul progettone di rete anonima ideato da Ian Clarke è in fermento: la Cina ed altri paesi che censurano Internet ora avrebbero Freenet nel mirino. Scattano le prime reazioni


Web – Che Freenet faccia paura si sa e non è difficile capire che una rete non controllabile faccia ancora più paura a quei regimi che si reggono sul controllo dell’informazione. In queste ore la comunità di sviluppatori che si occupa del progetto ideato dallo scozzese Ian Clarke è in fermento, perché si ha notizia che la Cina ed altri paesi che già censurano Internet avrebbero iniziato a bloccare l’accesso degli utenti di quei paesi ai siti che parlano di Freenet.

In una mail diffusa nelle scorse ore sulla lista italiana che riunisce gli sviluppatori di Freenet, si legge: “Il governo cinese, che peraltro limita pesantemente da sempre l’accesso ad Internet, sta censurando *attivamente* la diffusione di Freenet tra la sua popolazione. Questa censura è realizzata con il reinvio sistematico al mittente di qualunque messaggio contenga la parola “Freenet” e con il blocco degli accessi ai siti relativi, a cominciare da http://freenet.sourceforge.net/lang/en/ “.

Nell’email si evidenzia la necessità di reagire immediatamente alla censura cinese inventando metodi di “aggiramento”: “Chi fosse contrario, e volesse aiutare coloro che desiderano sviluppare Freenet in questo paese, può realizzare *creativamente* mirror dei sorgenti o del sito, in modo da rendere difficile la censura. Vi prego di realizzare i mirror in *inglese* per ovvi motivi, di mantenerli aggiornati, e di mascherare i riferimenti a Freenet nel mirror, come raccomanda Ian Clarke nel suo messaggio originale”. L’idea è quella di sostituire, nei siti di “appoggio”, il termine Freenet con alternative valide: “fr33n3t”, “fre*net” o “freene7”.

Difficile, d’altra parte, per gli oligarchi pechinesi digerire un sito, quello di Freenet, che si apre con una celebre frase di Mike Godwin, della Electronic Frontier Foundation: “Mi preoccupo continuamente di mia figlia e di Internet, anche se lei è troppo giovane per collegarsi. Mi preoccupo che tra 10 o 15 anni lei venga da me a chiedermi: Papà, dov’eri quando hanno eliminato la libertà di informazione da Internet?”.

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27 05 2001
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