Chiuso sito di critica a Monte Paschi

Lo annuncia con sdegno l'Associazione degli utenti e dei consumatori. Il motivo ufficiale è la sigla MPS contenuta nel dominio del sito dei clienti delusi della banca. Ma i consumatori parlano di inaudita censura


Roma – Si chiama mpsclientidelusi.it il sito web che è finito sotto la scure delle autorità giudiziarie italiane perché il suo dominio contiene la sigla “MPS”, riconducibile direttamente al Monte dei Paschi di Siena.

Stando alla ricostruzione della vicenda fornita dall’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, ADUC , il Tribunale di Siena su ricorso dell’istituto senese ha ordinato la sospensione dei contenuti del sito che fino a ieri ospitava commenti negativi sul Monte dei Paschi (vedi la cache di Google) e che oggi invece risulta “in costruzione”.

Nell’ordinanza del Tribunale si legge che “l’uso del segno mps o MPS, tanto più unito all’espressione clienti delusi, certamente ha il potere di captare l’attenzione di chi naviga in Internet (magari alla ricerca di uno dei numerosi siti della Banca ricorrente), sia esso un cliente della Banca Monte dei Paschi di Siena, sia esso un qualsivoglia consumatore, mentre lo stesso potere attrattivo certamente non deriverebbe dall’utilizzo di un sito privo di segni così distintivi”.

Da quel che si legge nella cache di Google è peraltro ovvio che l’intento dei “clienti delusi” fosse appunto quello di informare altri utenti e clienti del Monte dei Paschi. Secondo l’ADUC siamo di fronte ad una censura che mette a rischio la libertà di critica in internet.

L’associazione, che ha già preannunciato di voler ripubblicare sul proprio sito al più presto i contenuti che si trovavano su mpsclientidelusi.it, considera la scelta del Tribunale “pericolosissima”. “Perché – spiega una nota – tende a inibire qualunque scritto in Internet, se non di elogi e compiacimenti, cioè tende ad inibire la critica, il dissenso e le conseguenti azioni legali per rivalersi: i motori di ricerca non segnalano solo i nomi dei domini, ma tutte le parole che sono state registrate. Per cui è pacifico che possa essere segnalato anche uno scritto che parli male della banca MPS. A tutti questi scritti e rispettivi siti deve essere aggiudicata altrettanta sorte?”

Il 7 agosto ci sarà la prima udienza di quello che si annuncia come un caso importante per determinare i limiti della libertà di parola su Internet in Italia.

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