Cina, 130 milioni gli utenti broadband nel 2010

Queste le stime dell'istituto di ricerca Ovum, suffragate dai dati ufficiali del governo di Pechino e dalle previsioni dei produttori di videogiochi. Entro il 2007 la Cina scavalcherà gli USA per numero di connessioni a banda larga

Pechino – La Cina, nel 2007, avrà un numero di connessioni broadband maggiore di quello degli Stati Uniti, grazie ad una eccezionale crescita annuale del 79%. È questo il risultato dell’ultima ricerca di mercato condotta dagli analisti di Ovum . Le proiezioni confermano e rafforzano ulteriormente i dati ufficiali rilasciati dal governo di Pechino sul numero di utenti cinesi in possesso di connessione a banda larga.

“Lo sviluppo di Internet ad alta velocità non si fermerà perché gode di tutta una serie d’effetti benefici dovuti al boom economico”, ha detto l’analista Kevin Lee del gruppo Ovum. La spinta verso l’alta velocità è trainata dalla richiesta di servizi VoIP da parte di aziende ed utenti individuali. China Telecom e China Mobile, i due operatori nazionali, hanno in progetto di ampliare le infrastrutture nazionali sia per la connessione dati su cavo, sia per la connessione ad alta velocità via etere per i terminali cellulari.

Entro il 2010, secondo le previsioni, il numero di utenti con connessione broadband sarà pari al 10% della popolazione cinese: 130 milioni di persone , molte delle quali utilizzeranno tecnologie ADSL2+ e VDSL, secondo Kevin Lee. L’aggiornamento delle linee, continua Lee, sarà assolutamente necessario per far fronte alla richiesta di un vero e proprio esercito di videogiocatori online . Le applicazioni multiplayer, infatti, verranno utilizzate da almeno 80 milioni di utenti entro il 2010, secondo una ricerca di Pacific Epoch .

Il problema fondamentale di Internet in Cina, al di là della censura governativa sempre più pervasiva, è che il paese non dispone di collegamenti internazionali abbastanza veloci da reggere il “peso” di un bacino utenti tanto vasto. Solitamente un utente cinese può aspettarsi una connessione verso indirizzi IP cinesi sempre molto veloce, soprattutto nella Cina costiera ed urbanizzata, mentre deve accontentarsi di velocità assai più ridotte nelle connessioni con computer stranieri.

Il problema è soprattutto marcato al fuori delle grandi zone metropolitane, come Chongqing, Shanghai, Pechino e Tianjin. Ma i problemi della Cina, sempre più lanciata verso l’alta tecnologia ed i mezzi di comunicazione digitali, non sono soltanto a livello infrastrutturale. L’intero settore delle telecomunicazioni risente delle politiche di regolamentazione volute dal partito comunista.

L’entrata nell’ Organizzazione Mondiale del Commercio , secondo alcuni esperti, potrebbe favorire l’arrivo di operatori stranieri sul territorio cinese. Tuttavia, una riforma del settore appare ancora molto lontana: il monopolio delle comunicazioni, tutto nelle mani dello stato, è uno strumento ancora troppo importante per esercitare controllo economico e sociale.

Tommaso Lombardi

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