Cina: chi non si registra è perduto

Scade il termine imposto da Pechino per la registrazione obbligatoria dei siti web. Obiettivo: censurare le pagine web che offrono contenuti sgraditi. Gli abusivi rischiano la chiusura immediata del sito
Scade il termine imposto da Pechino per la registrazione obbligatoria dei siti web. Obiettivo: censurare le pagine web che offrono contenuti sgraditi. Gli abusivi rischiano la chiusura immediata del sito


Pechino (Cina) – Tempi duri per gli utenti Internet della lontana Cina. Specialmente se possiedono una pagina web e non hanno ancora provveduto a segnalarne l’esistenza agli appositi uffici pubblici. Infatti, dopo mesi di ripetuti avvertimenti, è scaduto definitivamente il limite imposto dal Ministro dell’Informazione di Pechino per la registrazione obbligatoria delle pubblicazioni online. Sembra che nessuno verrà risparmiato da questo ennesimo giro di vite contro la libertà d’espressione: i controllori statali, a caccia di propaganda antigovernativa e contenuti “pericolosi”, coinvolgerà davvero tutti. Dagli autori di semplici blog personali fino agli amministratori di grandi portali aziendali.

A partire dal mese di Giugno, gli oltre 800mila siti del web cinese verranno schedati e monitorati attentamente. “Se non avete provveduto a registrarvi”, annuncia un funzionario del governo nel frequentatissimo portale Sohu rivolgendosi ai cento milioni di cinesi online, “il vostro sito rischia la chiusura immediata”. Questo perchè gli utenti potranno pubblicare solamente dopo aver ricevuto un apposito permesso del Ministro dell’Informazione. Una specie di patentino che certifica la bontà dei propri intenti.

La paura più grande del regime pechinese è che le nuove generazioni possano utilizzare la Rete per criticare le scelte del Partito, facendo circolare informazioni e pensieri sovversivi. Nonostante i vertici della nomenklatura cinese abbiano più volte plaudito agli usi commerciali della comunicazione telematica, si sono sempre opposti ad una sua crescita incontrollata. Chiamando addirittura in campo un esercito di moderne Guardie Rosse informatiche .

Il provvedimento per l’archiviazione delle pubblicazioni web, emanato nello scorso aprile, è soltanto l’ultimissimo capitolo di una serie di colpi bassi sferrati dal governo di Pechino alla libertà in Rete. Si tratta solamente di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di quella che potremmo definire la ricetta del regime per l’ Internet in mandarino : un sistema completamente depurato da violenza e pornografia, ma altamente restrittivo per i singoli individui .

Un progetto che prevede l’uso della cosidetta muraglia cinese – il blocco di firewall statali che tiene “al sicuro” gli utenti cinesi. Un poderoso strumento di controllo definito da alcuni studiosi di Harvard come il più imponente e sofisticato sistema tecnologico per la censura sistematica e totale dell’informazione.

Tommaso Lombardi

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31 05 2005
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