Cina, denuncia contro la censura

Un fornitore di connettività di proprietà dello stato è accusato di bloccare illecitamente l'accesso ai servizi di Google: una azione legale che ha il sapore della protesta
Un fornitore di connettività di proprietà dello stato è accusato di bloccare illecitamente l'accesso ai servizi di Google: una azione legale che ha il sapore della protesta

Il venticinquenne cinese Wang Long ha denunciato China Unicom, il secondo più grande operatore telefonico cinese e il terzo più grande al mondo, per l’impossibilità ad accedere a Google e a Gmail .

Si tratta della prima denuncia depositata da un residente cinese nei confronti dell’operatore telefonico, di proprietà dello stato, ed il ragazzo sembra essere preparato: “Con China Unicom ho una rapporto contrattuale: dovrebbero offrimi un servizio di connessione, ma ancora non riesco a connettermi (a tali siti e servizi). Dovrebbero dunque essere ritenuti responsabili per tale mancanza”.

Wang Long sa anche che ha poche chance, ma non si scoraggia, consapevole anche del valore simbolico della sua azione : “Perché dovrei rinunciare alla denuncia? Voglio mostrare alle persone, ed in particolare alle masse online, che bisogna combattere per i propri diritti”.

A decidere del caso sarà la corte di Shenzhen, della provincia di Guangdong: per il momento China Unicom non ha commentato la situazione, ma davanti alla Corte sembra aver già confermato l’impossibilità a fornire l’accesso a siti e servizi a cui Pechino guarda con sospetto.

Claudio Tamburrino

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