Cina, games di propaganda con censura

Sì ai videogiochi patriottici ma no alle stragi belliche: il regime vuole celebrare la vittoria sul Giappone nella Seconda Guerra Mondiale ma, per una volta, non sembra voler esaltare i sentimenti anti-nipponici
Sì ai videogiochi patriottici ma no alle stragi belliche: il regime vuole celebrare la vittoria sul Giappone nella Seconda Guerra Mondiale ma, per una volta, non sembra voler esaltare i sentimenti anti-nipponici


Pechino – Mentre uno staff di programmatori della divisione giovanile del Partito Comunista cinese va preparando qualche titolo videoludico che contribuisca alle celebrazioni del 60esimo anniversario della capitolazione del Giappone alla Cina nella Seconda Guerra Mondiale, il regime specifica di andarci… piano.

In una nota ufficiale diffusa dall’agenzia di stato Xinhua , i funzionari pechinesi hanno messo in chiaro che le importanti celebrazioni, che si terranno questo weekend, non devono inasprire i rapporti con il Giappone e il nazionalismo anti-nipponico che da sempre serpeggia nella popolazione non deve essere alimentato.

Per questa ragione i videogame, in particolare giochi di ruolo online basati sulle tecnologie del massive multiplaying , consentiranno ai gamers di immedesimarsi nei soldati nella ricostruzione dei principali scontri bellici tra i due paesi ma queste battaglie saranno rappresentate da un punto di vista “panoramico”, inteso come alternativo allo scontro “corpo a corpo” su cui si basano molti titoli di questo tipo. L’idea è cioè quella di non mostrare “da vicino” il nemico ucciso dalle armate cinesi.

Non solo, per calmare gli animi, i games non consentiranno ai giocatori di “massacrarsi” virtualmente l’un l’altro né permetteranno loro di prendere le parti dei giapponesi, quest’ultima una direttiva che tradisce la consueta volontà di controllo del regime.

I funzionari di Pechino non hanno peraltro intenzione di lasciar cadere l’occasione: al contrario di molti giochi attualmente in uso tra gli utenti cinesi, ritenuti poco “patriottici”, quelli sviluppati in seno al Partito Comunista cercheranno di infondere nuovo e maggiore orgoglio nazionale nei giovani cinesi.

Meno attendibile invece la dichiarazione degli autori dei giochi, che saranno comunque resi disponibili al di fuori della fase di testing soltanto tra qualche mese, secondo cui ” nei giochi porremo attenzione alla ricostruzione autentica dei fatti storici “, tesi che fa a pugni con la decennale mistificazione della realtà storica da parte del regime.

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01 09 2005
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