Cina, Hotmail usato per un arresto?

La polizia cinese mette le mani su un giornalista dissidente che sfruttava il celebre servizio di posta elettronica del big di Redmond. Che nega però qualsiasi coinvolgimento nella vicenda


Pechino – L’associazione Human Rights in China scaglia accuse pesantissime contro il distaccamento cinese di Microsoft : l’azienda di Redmond avrebbe collaborato col regime cinese, permettendo l’ arresto di un giornalista dissidente , Li Yuanlong, utente del servizio Hotmail .

Il giornalista, pubblicato su vari quotidiani online cinesi ospitati oltreoceano, avrebbe utilizzato il proprio account Hotmail per inviare e firmare alcuni articoli scottanti che criticano aspramente il Partito Comunista. L’arresto di Li è avvenuto lo scorso settembre.

Le autorità di Pechino, stando alla versione fornita dall’organizzazione umanitaria, hanno catturato Li Yuanlong dopo che aveva affrontato due delicatissimi argomenti, notoriamente off-limits : povertà e degrado nelle regioni rurali della Repubblica Popolare Cinese. Li rischia adesso fino a 10 anni di reclusione per attività sovversiva contro l’ordine socialista.

Stando a quanto pubblicato nei verbali ufficiali delle forze dell’ordine, ottenuti da HRIC soltanto nei giorni scorsi, il nome del servizio di posta elettronica offerto da Microsoft viene citato più volte tra le prove utilizzate per incarcerare Li. Il timore degli attivisti è che gli inquirenti cinesi abbiano ottenuto accesso agli archivi di Hotmail, sfruttando le ampie libertà investigative fornite dalle leggi in vigore nella Repubblica Popolare.

In linea con una strategia ultrarepressiva volta al controllo totale dell’informazione, le forze di polizia possono infatti sequestrare arbitrariamente qualsiasi tipo di documento informatico – senza il bisogno di alcuna autorizzazione preventiva.

I rischi connessi all’esplosione di un nuovo scandalo Yahoo! , responsabile dell’arresto del giornalista Shi Tao, spaventa il colosso internazionale del software: Microsoft nega ogni coinvolgimento . “In base alle informazioni in nostro possesso”, ha dichiarato un portavoce di Microsoft, “la nostra azienda non ha avuto alcun ruolo nella cattura e nell’arresto del giornalista”.

L’azienda di Redmond ha reso noto che “i database degli utenti cinesi di Hotmail non vengono conservati sul territorio della Repubblica Popolare Cinese”. Microsoft è presente in Cina già da tempo e recentemente ha dovuto affrontare l’ ira del parlamento americano , che accusa numerose aziende statunitensi di “collaborare con un regime ostile ad ogni tipo di libertà e di diritto umano”.

Tommaso Lombardi

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  • Santos-Dumont scrive:
    C'est la merde
    ... :@
  • Anonimo scrive:
    E' finita
    L'ultimo baluardo dell'orgoglio nazionalista europeo, la Francia, ha dovuto anche lei piegare la testa con le leggi sul P2P e i passaporti elettronici.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' finita
      - Scritto da: Anonimo
      L'ultimo baluardo dell'orgoglio nazionalista
      europeo, la Francia,Rimane ancora la nazionalistissima Russia.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' finita

        Rimane ancora la nazionalistissima Russia.dove pochi hanno soldi per viaggiare
        • Anonimo scrive:
          Re: E' finita
          - Scritto da: Anonimo


          Rimane ancora la nazionalistissima Russia.

          dove pochi hanno soldi per viaggiarema quie pochi li cacano dalle orecchie
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