Cina, il grande occhio sui video online

La censura di stato per arginare violenza e pornografia. Moderazione preventiva su tutto per salvare le giovani menti che si affacciano al Web. Ma come si fa per lo user generated content?

Roma – È la risposta cinese alla crescita esplosiva dei filmati online, spesso contenenti materiale pornografico, volgare, eccessivamente violento secondo Pechino. Come proteggere al meglio le giovani generazioni? Come riuscire a promuovere la produzione di programmi web ad alta qualità? Con lo strumento più drastico, la censura di stato.

Emanate dall’organismo che controlla a livello nazionale le produzioni radiofoniche, cinematografiche e televisive, le nuove regole impongono ai vari provider di controllare i vari contenuti prima che vengano caricati su Internet . Piattaforme di video sharing come YouTube dovrebbero pertanto evitare la proliferazione di materiale offensivo visionando tutto in anticipo.

Tutti i fornitori di servizi video saranno dunque costretti a seguire gli standard previsti dal governo cinese, per proteggere al meglio il sano sviluppo dei netizen più giovani . Restano avvolte nel mistero le eventuali misure punitive per le piattaforme che non analizzeranno il materiale, in particolare nel caso dello user generated content . ( M.V. )

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