Cina, un intero paese in rete

Alla fine di quest'anno si conteranno 78 milioni di cinesi tra gli utenti che nel mondo hanno accesso ad internet. E questo nonostante censure, arresti e condanne per chi pensa con la propria testa
Alla fine di quest'anno si conteranno 78 milioni di cinesi tra gli utenti che nel mondo hanno accesso ad internet. E questo nonostante censure, arresti e condanne per chi pensa con la propria testa


Roma – Le cifre più interessanti sono quelle che riguardano la internet cinese perché sono la dimostrazione di una singolarissima situazione: quella di una forte crescita nell’utenza della rete pari soltanto all’estensione delle censure e dei controlli del regime su quello che in rete si dice .

Stando alle cifre ufficiali fornite dal ministero delle Telecomunicazioni cinese attraverso la Internet Society del paese e pubblicate dalle agenzie di stampa di Stato, alla fine del 2003 la Cina potrà dichiarare che 78 milioni dei propri cittadini sono anche utenti internet. Si tratta di numeri significativi che continuano a porre la Cina quale secondo paese nel mondo come ampiezza di utenza dopo gli Stati Uniti.

All’agenzia di stampa Xinhua, Hu Qiheng, la segretaria di Internet Society, ha dichiarato che alla fine del 2002 il numero di utenti registrati in Cina era di poco superiore ai 59 milioni. Questo significa che nel giro di un anno c’è stato un aumento del 32 per cento, ben oltre quindi le crescite registrate in Occidente.

Sono numeri, come si diceva, tanto più significativi perché figli di una connettività monitorata e controllata dalle autorità di Pechino capaci, talvolta, persino di scovare i contenuti delle email, di seguire i siti visitati dai propri concittadini, di accusare i provider che non censurano, di impedire l’accesso ad una serie sempre più nutrita di siti internazionali, di individuare ed arrestare chi partecipa in modo troppo indipendente ai forum online, magari per parlare di democrazia e altri concetti pericolosi per l’integrità del paese.

Mentre Hu parlava con la Xinhua, infatti, sulle reti informative internazionali è giunta la conferma della condanna a due anni di carcere per Yan Jun, un 32enne accusato di sovversione per aver pubblicato libelli democratici su internet. Yan era stato arrestato lo scorso aprile dopo la pubblicazione di una critica alla repressione dei moti del 1989 sfociati nella dimostrazione di piazza Tienanmen.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

08 12 2003
Link copiato negli appunti