Cina, un telefono per tutti?

Il paese delle censure di massa sta lavorando per portare nelle case di tutti i cittadini una linea telefonica. Nelle zone rurali condizioni di grande arretratezza
Il paese delle censure di massa sta lavorando per portare nelle case di tutti i cittadini una linea telefonica. Nelle zone rurali condizioni di grande arretratezza


Pechino – Il vecchio e caro telefono pesa non poco sulla bilancia dello sviluppo economico tanto caro al regime cinese e non sorprende, dunque, che gli oligarchi pechinesi abbiano ora espresso l’intenzione di dar vita ad un inedito programma di telefonizzazione di massa , per portare a tutti i concittadini una linea telefonica entro il 2020 .

Obiettivo impossibile? Di certo la sfida è rotonda: basti pensare che oggi nel paese sono attivi 430 milioni di cellulari e 350 milioni di linee fisse e che la stragrande maggioranza di queste linee è concentrata nelle grandi aree metropolitane . Sono le grandi città a trascinare la nuova economia cinese, nelle città si moltiplicano le imprese e le attività di import-export, mentre le aree rurali sono perlopiù indietro, spesso coinvolte solo per il reperimento di mano d’opera a basso prezzo.

Ma tutto questo, sembrano pensare i vertici della nomenklatura, potrebbe cambiare se all’intera popolazione giungesse un telefono, emblema della “connessione” con il resto della civiltà, e forse primo passo di quell’informatizzazione che Pechino ritiene centrale per il futuro del paese. Secondo dati riportati da Assolaw , le linee fisse nelle aree rurali oggi sono ferme ad un tasso di penetrazione del 16 per cento .

Per sbloccare la situazione il governo centrale dovrà “attivare” le istituzioni di 5 grandi regioni autonome, 4 municipalità e 22 province, e dovranno essere messi in campo enormi investimenti per i quali il governo cinese ha già iniziato ad adoperarsi.

In questo quadro giocheranno un ruolo fondamentale eventuali accordi con società internazionali interessate a consolidare la presenza in Cina. Già si stanno muovendo aziende americane, tedesche, francesi e giapponesi che puntano su joint-venture con società locali per partecipare a quello che viene presentato come il nuovo volano allo sviluppo cinese.

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21 11 2005
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