Cina: vi cambieremo le idee

Pechino passa ad una nuova fase di evangelizzazione: le guardie rosse non sventoleranno più il libretto di Mao per le strade, invaderanno il mondo digitale della Rete per manipolare forum e chat
Pechino passa ad una nuova fase di evangelizzazione: le guardie rosse non sventoleranno più il libretto di Mao per le strade, invaderanno il mondo digitale della Rete per manipolare forum e chat


Pechino (Cina) – Libretti rossi? Carta obsoleta. Parate militari nei villaggi e flagellazione dei reazionari? Metodi adatti al medioevo. La piccola rivoluzione culturale promossa dai vertici del Partito Comunista Cinese sarà tutta digitale . Dopo pesantissime ed asfissianti politiche censorie applicate a tutti i mass media, il governo di Pechino ha annunciato l’inizio di una nuova era per la propaganda di regime.

Un esercito di guerriglieri dell’informazione, al soldo dell’ultimo Impero Rosso del pianeta, invaderà la Rete. Dispongono di uffici speciali presso le prefetture di oltre 700 città della grande Repubblica Popolare e presto inizieranno la loro opera di propaganda online. La notizia proviene da un articolo apparso sul quotidiano cantonese Nanfang Daily , immediatamente rimosso non appena pubblicato. Fortunatamente l’episodio ha subito fatto il giro del mondo grazie all’intervento di Reporters Sans Frontieres ed altri osservatori internazionali.

Le guardie rosse digitali dovranno difendere l’immagine del PCC e mantenere sotto stretto controllo proprio i gangli vitali dell’ informazione sovversiva , evitando che i cittadini cinesi entrino in contatto con messaggi negativi. La loro missione è manipolare in maniera occulta l’ opinione pubblica , contaminandone la sua sorgente più viva e più accessibile: chat, forum e gruppi di discussione.

Pubblicando notizie manipolate ed intrise di retorica partitica, le guardie telematiche (definite “lavoratori dell’opinione”) potranno reagire contro ogni forma di critica e dissenso sull’operato del regime. Secondo fonti ufficiali, oltre 120 ufficiali dell’esercito avrebbero ricevuto un addestramento speciale per entrare a far parte di questa task force antilibertà, che agisce -garantiscono gli esponenti del PCC nell’articolo rimosso- per il “bene comune della nazione”. Le tattiche impiegate vanno dalla mera confutazione di semplici questioni fino alla pubblicazione di false opinioni in grado di confondere i frequentatori delle comunità online.

Naturalmente questi professionisti della propaganda di regime, già ben oltre i limiti di pervasività ed efficacia conosciuti dalle dittature del secolo scorso, godranno di tutti i benefici degli strumenti informatici: possibilità di rimanere nascosti , avere molteplici identità ma sopratutto raggiungere una visibilità incredibile grazie alla propagazione virale dei messaggi.

Appositi centri per il controllo dell’opinione pubblica sono già spuntati nelle zone di Suqian e Wuxi ed impiegano oltre 30 militari ciascuno. Il progetto del governo, secondo quanto riportato nell’articolo originale del Nanfang Daily , è di creare appositi distaccamenti locali per ogni grande città. I Centri di Propaganda Cittadina agiranno su tutto il territorio nazionale allungando la propria mano invisibile su tutto ciò che è informazione: dalla stampa fino ai siti web.

Tommaso Lombardi

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22 05 2005
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