Cinema e digitale, rivedere il diritto d'autore

Ne parlano esperti di NewGlobal.it in una lettera aperta alla Commissione Cultura. Il decreto Urbani può rappresentare uno spunto per aggiornare il diritto d'autore all'era digitale?


Roma – Spett. On.Adornato presidente 7a commissione camera dei deputati
Spett. On. Carlucci Relatrice ddl Urbani

L’associazione NewGlobal.it si felicita con la vostra scelta, comunicata a mezzo stampa , di escludere conseguenze penali per chi utilizza materiale protetto da copyright senza fine di lucro, come altresì accoglie con molto favore la contrarietà di gran parte del mondo politico compresi alcuni ministri del governo in carica a trasformare in maniera impropria il provider da fornitore di servizio in guardiano dei propri clienti, attentando alla segretezza delle loro comunicazioni private ed in genere alla loro riservatezza.

Ne conseguirebbe, a nostro modesto avviso, una evidente alterazione delle competenze relative alla pubblica sicurezza ed alla repressione degli illeciti, così come disegnate dalla nostra Carta costituzionale all’art. 15 e, comunque, fuori da qualsiasi garanzia giurisdizionale, in aperta violazione dell’art. 109 della stessa Costituzione (che pone la polizia giudiziaria alle dirette dipendenze e sotto il controllo della magistratura). Se è vero, infatti, che il testo del d.l. 72/2004 dispone che “a seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria, i fornitori di connettività e di servizi comunicano alle autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate”, è altrettanto vero che la raccolta di tali informazioni avviene prima ed a prescindere da ogni provvedimento (e da ogni controllo) della magistratura. Una impostazione quest’ultima in linea con quanto i parlamentari hanno stabilito poco tempo fa relativamente ad un altro decreto divenuto tristemente famoso come decreto Grande Fratello .

Notiamo però la mancanza della volontà di affrontare in modo organico, anche e soprattutto nelle competenti sedi internazionali, (promuovendo, ad esempio, la rimeditazione del TRIPs e della convenzione di Berna), tutte le problematiche connesse al ruolo del diritto d’autore nella società moderna.

Giova osservare, poi, che una analisi approfondita e fortemente orientata alla valorizzazione di tutti gli artisti mal si concilia con la decretazione d’urgenza. Riteniamo, pertanto, che sia molto più opportuno seguire l’iter ordinario di formazione della legge, al fine di consentire il più ampio dibattito – nelle Camere e nel Paese – su un tema ormai così delicato.

Nello specifico, notiamo come l’azione del decreto legge miri a tutelare non gli autori, in quanto tali, ma le posizioni di rendita maturate dalle cosiddette major, titolari dei diritti di sfruttamento economico di una larghissima parte delle opere cinematografiche, consolidando un reticolo di privilegi che non può che nuocere alla libera circolazione dell’arte e della cultura. Riteniamo che l’azione di uno Stato democratico debba essere “promozionale”ed indirizzarsi verso la rimozione degli ostacoli che impediscono di fatto il pieno dispiegamento della personalità del singolo e che ne frustrano le aspirazioni e le inclinazioni naturali.

Pertanto, appare francamente inaccettabile l’adozione di provvedimenti normativi che – attraverso il rafforzamento delle tutele poste a salvaguardia dell’interesse di poche multinazionali – creano ostacoli ulteriori al singolo, accentuando, anziché attenuare, le posizioni di squilibrio.

La particolare formulazione del nuovo testo dell’art. 171, lett. A-bis), della l.d.a., appare per più aspetti infelice, a cominciare dalla “lett. a-bis)”, laddove era pienamente disponibile una “lett. e)”, il cui contenuto era stato lasciato libero a seguito dell’abrogazione intervenuta nel 1981. Ma, sia chiaro, la nuova previsione dell’art. 171 introduce ben altri problemi, introducendo una previsione di reato – punito con una multa – per chi “in violazione dell’articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti,un’opera cinematografica o assimilata protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere”.

Una previsione che – posta in relazione con il dovere di controllo e raccolta dei dati posto a carico dei provider – non si teme di definire liberticida. Visto, infatti, che tutte le opere dell’ingegno di contenuto artistico sono protette dal diritto d’autore, per il solo fatto di essere state create, andrebbero sottoposti alla misura penale anche gli stessi autori – o le piccole realtà imprenditoriali – che liberamente mettono a disposizione in rete le proprie opere. E’ evidente che chi ha redatto il testo del d.l. In questione non ha tenuto in alcun modo presente il ricchissimo (artisticamente) circuito dei cortometraggi, che – salvo rarissime eccezioni – sono prodotti dagli stessi autori o da piccole case di produzione indipendenti. Questi, proprio grazie all’abbattimento dei costi consentito dalle tecnologie informatiche, riescono a confezionare film di buon livello, rendendoli poi disponibili in rete, proprio per superare le difficoltà distributive che nascono dal controllo oligopolistico delle sale cinematografiche, da una parte, e da una vera e propria attività di selezione operata dai distributori, dall’altra.

Piuttosto che impedire il pieno dispiegarsi della fantasia e dell’abilità imprenditoriale di questi piccoli produttori ed artisti, attraverso norme ingiuste e poco meditate, evidentemente ispirate da logiche monopolistiche, per noi è primario compito dello Stato permettere a tutti coloro che hanno delle qualità artistiche di sfuggire alle forche caudine dei pochi intermediari capaci di elevare pochi e stroncare molti. Lo Stato deve fare uno sforzo serio e creare le condizioni affinché per tutti sia possibile tentare la carta della carriera artistica, senza doversi sottomettere a regole imposte dalle direzioni generali delle major, con la conseguente perniciosa omologazione mondiale del gusto e la allarmante emersione del pensiero unico.

Il drammatico epilogo della parabola artistica di una grandissima interprete come Gabriella Ferri dovrebbe costituire una ragione per riflettere, più che un pretesto per la solita retorica ipocrita e per l’esibizione del dolore-spettacolo e delle lacrime di coccodrillo. Una donna, dalla evidente fragilità emotiva, che aveva portato in classifica di vendita il folk italiano – un prodotto ritenuto, evidentemente a torto, invendibile dalle case discografiche – è stata completamente abbandonata dal sistema produttivo e ghettizzata, anche a causa della sua volontà di non voler scendere a compromessi. Questo è il risultato ultimo dell’eccessiva tutela che lo Stato sta fornendo a società commerciali multinazionali che non producono (e non hanno alcun interesse a produrre) cultura ed arte, ma che badano esclusivamente al fatturato.

Restano inoltre dei macigni legati proprio all’istituto diritto d’autore. L’autore in realtà è il classico nano tra i giganti, il suo apporto è infinitesimo rispetto a quanto gli altri o l’ambiente circostante hanno già realizzato. E’ la storia del progresso umano, ognuno continua da dove l’altro ha smesso. Il diritto d’autore così come oggi è stato estremizzato impedisce ad una società di evolversi. Oggi Terenzio e Plauto sarebbero stati citati in tribunale e costretti a risarcimenti miliardari.

L’attuale durata della protezione del diritto patrimoniale d’autore, estesa a 70 anni dalla morte dell’autore (e nelle opere cinematografiche a 70 anni dalla morte dell’ultimo dei coautori), rappresenta un’assurdità incomprensibile. Se l’opera ha avuto successo, i proventi della stessa arricchiranno non certo l’autore, giacché è morto né, probabilmente, i suoi eredi. Se l’opera non ha avuto alcuna risonanza durante la vita dell’autore, difficilmente ne potrà avere dopo la sua morte. Basti pensare a tutte le pellicole dimenticate in questo o quel magazzino umido, che stanno marcendo, per l’assurda opposizione delle case di produzione al loro restauro (giudicato troppo costoso e poco redditizio). Queste pellicole andranno probabilmente distrutte per sempre prima che siano trascorsi i 70 anni, con la definitiva perdita di un patrimonio espressivo dal valore incalcolabile.
C’è allora bisogno di intervenire con coraggio affinchè la creatività sia lasciata libera di esprimersi, producendo e diffondendo cultura. C’è bisogno di adottare misure adeguate, guardando al nuovo, al futuro e non al passato.

Ettore Panella
Avv. Gianluca Navarrini
NewGlobal.it

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  • Anonimo scrive:
    Re: Raffronto offerte musicali
    E NON DIMENTICARTI LA COSA PIU' IMPORTANTE CHE PAGHI 2 VOLTE I DIRITTI D'AUTORE E QUESTO NON MI SEMBRA PER NIENTE GIUSTO
  • Anonimo scrive:
    Re: Troppi soldi alle major
    - Scritto da: Silent
    Il P2P era, è e dovrà essere
    sempre libero!!!!!!!!!!!!!!

    Se le major dei film, della musica e dei
    software abbassassero i prezzi, allora tutto
    cambierebbe.

    Mi spiegate voi dove li trovo ,IO STUDENTE,
    968 Euro per comprarmi magari i programmi di
    Macromedia???

    Oppure 630 euro per Microsof Project 2003.

    Ma secondo voi è possibile fare
    pagare così tant un programma ????

    Se i prezzi diventassero ragionevoli tutto
    cambierebbe....

    Pensateci.Concordo in piene... e se nel caso della musica o di film si poteva ribatire che nn erano beni indispensabili nel caso di sw soprattutto se ad uso didattico (compra maya unlimited ad uso didattico...se manco il figlio del premier credo!) sono da considerarsi 1 bene culturale!e la cultura dovrebbe essere libera!oltrettutto da 1 pto di vista + pragmatico nn ci sarebbe alcuna pirateria visto che chi scarica (x esempio) 3dsmax x imparare ad usarlo nn lo avrebbe comprato cmq (visto i prezzi) anche senza il p2p (al massimo ci sarebbe stata 1 persona in meno che sapeva usare 3ds), oltrettutto che sw scaricato x uso didattico molto spesso sono poi seguiti da acquisto di libri su tali sw......discorso a parte ovviamente se il sw lo si rivende o lo si usa x produrre materiale commerciale, ma negli altri casi trovo che sia intollerabile questo clima da proibizionismo..la cultura e di tutti anche delle classi sociali meno fortunate e nn solo dei ricchi signorotti!!
  • nefasto scrive:
    Raffronto offerte musicali
    premessa 1? =1.09$ iTunes vende un brano a 0.99$ pari a 0.9083?un album (mediamente 12 brani) viene 0.9083?x12=10.90?(il servizio non si puo' utilizzare in Italia)RossoAlice vende un brano a 1.39?12 brani costano 1.39?x12=16.68?Conclusione: agli utenti italiani un servizio analogo a uno americano (anche se pare che il formato americano sia molto meglio qualitativamente parlando) costa circa 5.70 euro in più. Inoltre bisogna calcolare anche il costo del collegamento, dell'elettricità e del supporto CD. Queste voci sono indipendenti dai fornitori dei servizi citati ma soprattutto per il costo dei supporti è probabile che siano più gravose per un utente italiano rispetto ad un suo omologo USA, considerando anche l'enorme divario fra i redditi medi dei due Paesi.N.B.: alcuni degli elementi da me citati potrebbero risultare non corretti e me ne scuso con i diretti interessanti. Il presente ragionamento vuol far solo riflettere sui costi che gravano sulla fruizione della musica in Italia.==================================Modificato dall'autore il 06/04/2004 22.04.46==================================Modificato dall'autore il 06/04/2004 22.05.55
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    - Scritto da: Anonimo
    condividere merda?
    no grazieConcordo. Infatti non condivido film, specie se di prima visione.
  • Anonimo scrive:
    Re: Convenzioni
    Ecco un'altra cosa assolutamente irragionevole e inaccettabile (finchè esisterà il buonsenso).Come si fa a trovare una soluzione quando la legge è così palesemente irragionevole? Se io faccio una festa (e quindi non ci lucro in nessun modo, anzi, magari ci spendo) non dovrei pagare nulla, tranne il CD ...comprandolo originale.Se faccio un programma e decido di cederlo ad un amico ad un prezzo simbolico, dovrei essere totalmente nella legalità e non dovrei pagare nulla a nessuno.Se mi registro qualcosa dalla TV o dalla radio, dovrebbe essere completamente legale.Se canto una canzone famosa, anche in pubblico, dovrei poter essere arrestao al massimo per disturbo della quiete, non perchè ho leso i diritti di qualcuno....
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    Dove la vedi la merda?Le cose vecchie sono merda? In realtà sono in media migliori delle nuove.
  • ABNormal scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    Non solo sono daccordo, ma io proporrei un obbligo a mettere online tutte le opere che la casa discografica/cinematografica non intente pubblicare in almeno 2000/10000 copie all'anno.Le opere dell'ingegno sono un bene dell'umanità, non un bene occultabile se non redditizio.Se siete capaci trovatemi in un qualsiasi negozio un CD dei ... DUB WAR, per esempio.Perchè mi devo sentire un criminale quando ne ho diffuso un torrent che qualche centinaio di utenti ha scaricato? Quegli utenti erano persone che come me ancora si emozionano a trovare (e sentire/godere) musica anche quella che i distributori non intendono mettere nei negozi (x la cronaca io HO il cd originale, comprato di importazione). Lo stesso per molti film (daunbailo',il vecchio Hellzapoppin'....)
  • Anonimo scrive:
    Re: Convenzioni
    beh, pagare la SIAE per una festa in 20-30 persone, in casa privata ?Ma sei matto ?Anche se fosse così, non ci penso nemmeno !
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    e pertanto gli avvoltoi dovranno sukare :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Convenzioni

    Alla fine il video noleggiato posiamo
    vederlo da soli o in venti/trenta Da soli, o in famiglia, si'. In venti/trenta credo di no.Esempio: fai la festa per il tuo compleanno, a casa tua, inviti venti/trenta persone, e metti della musica: devi pagare la SIAE. Credo la stessa cosa valga anche per un film.
  • Anonimo scrive:
    Convenzioni
    Viviamo in un mondo che è fatto prevalentemente da persone che usano "convenzioni" per la comunicazione sia verbale che non. Basti pensare al semaforo rosso che indica il divieto di accesso, oppure ai meno famosi "gesti convenzionali" che indicano accordo o disaccordo e (scomodando i massimi sistemi) pensiamo alla giornata suddivisa in 24 ore. Tutto cio' per rendere comprensibile a tutti determinate situazioni, circostanze e eventualità. Mi pare di capire che per quello che riguarda il p2p queste "convenzioni" siano assenti o indecifrabili. Leggevo da qualche parte che sarebbe meglio poter condividere materiale che abbia superato i 3 anni dall'uscita pubblica... direi che cio' sarebbe corretto e leale se nell'ambito di questo lasso di tempo, esistesse una "convenzione" per la quale determinati prodotti o opere di ingegno potessero essere disponibili alla maggioranza dell'utenza... e perchè no... a tutti. In realtà accade un'altra cosa: prendiamo l'esempio di un piccolo grande campione di incassi al botteghino; "alla ricerca di Nemo". Questa pellicola se non ricordo male è uscita nelle sale non più tardi di pochi mesi orsono ed ora è in DVD disponibile per l'acquisto e il noleggio. Nello stesso periodo (o poco dopo) sono uscite altre pellicole "gonfiate" dalla pubblicità martellante che ci hanno fatto sorbire, ma il quale prodotto se venisse definito "scadente" non diremmo nulla di offensivo per nessuno. Senza voler andare a cercare casi "particolari" di film usciti nelle sale in una versione e riprodotti poi su supporti per la vendita con minuti e minuti in meno!! senza che nessuno sulla confezione si prenddesse la briga di indicare che la pellicola non era quella uscita nelle sale.A mio parere la vera forza del p2p stà proprio in questo.la possibilità di visionare un prodotto prima di procedere all'acquisto. In fondo a voler essere "convenzionalisti sino in fondo" possiamo dire che se nel noleggiare un Cd o un DVD comporta il pagamento dei diritti d'autore, la stessa cosa potrebbe essere applicata alle linee veloci o ultraveloci che i fornitori di servizi di connettività mettono a disposizione. Alla fine il video noleggiato posiamo vederlo da soli o in venti/trenta (il prezzo non cambia) non lo commercializziamo, non ne facciamo un uso improprio (anche se è banale ricordare come sia sempre possibile duplicarlo). Il file sharing in effetti svolge la stessa funzione del "noleggiatore", pertanto se nell'ambito dei vari abbonamenti vi fosse a monte previsto un importo equo da "devolvere" alla SIAE credo che nessuno avrebbe da ridire. Anche in questo caso le "convenzioni" adottate potrebbero in qualche modo rendere tutti più sicuri ma sopratutto restando nell'ambito della legalità, consentirebbero cio' che per decreto è stato stabilito fuori legge. I pubblicitari e le grandi case discografiche e cinematografiche, sanno bene che la vera forza dei loro prodotti stà nella possibilità di "incuriosire" e "interessare" la maggior parte dei possibili utenti, fregandose altamente se il prodotto poi si rivela di qualità scadente. Non esistendo un "soddisfatti o rimborsati" in questi mondi, il povero utente non ha nessuna arma per difendersi se non quella del p2p. Alzi la mano chi dopo aver ascoltato un CD o aver visto un film, non sia mai stato tentato di chiedere il rimborso di quanto speso!.Per finire una cosa sul famigerato diritto d'autore, ch e purtroppo, è cosi tanto abusato come termine da far rabbrividire. Nella realtà non si salvaguardia il diritto di autore ma il diritto delle Major di vendere il loro prodotto al prezzo che gli pare.... perchè per taluni se valesse la legge del "libero mercato" i prezzi sarebbero ridicolazzati. Dovrebbero riflettere un po certi Signori prima di mettere in produzione cose che a livello di valore ne hanno davvero poco.
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    condividere merda?no grazie
  • Silent scrive:
    Troppi soldi alle major
    Il P2P era, è e dovrà essere sempre libero!!!!!!!!!!!!!!Se le major dei film, della musica e dei software abbassassero i prezzi, allora tutto cambierebbe.Mi spiegate voi dove li trovo ,IO STUDENTE, 968 Euro per comprarmi magari i programmi di Macromedia??? Oppure 630 euro per Microsof Project 2003.Ma secondo voi è possibile fare pagare così tant un programma ????Se i prezzi diventassero ragionevoli tutto cambierebbe....Pensateci.
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    - Scritto da: Anonimo
    Il delitto perfetto presuppone una vittima.
    Per ora non c'è...la vittima sarà il p2p stesso...
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    - Scritto da: Anonimo
    a me sembra che la distinzione tra chi
    scarica e chi condivide sia solo "ASTRATTA",
    in quanto chi scarica nello stesso tempo
    condivide parte di ciò che sta
    scaricando.Dipende dal programma, molti permettono di scegliere una o più cartelle da condividere senza condividere quello che stai scaricando.
    Inoltre che senso avrebbe in tema di
    "sharing" questa distinzione ? Se non
    c'è chi condivide non può
    esistere chi scarica, per cui mi sembra una
    vera presa per i fondelli dire che il dwld
    è legale e l'upload no !Appunto! In questa maniera si avrà una diminuzione del fenomeno senza danneggiare nessuno in particolare...appunto parlavo di delitto perfetto, la vittima è il p2p ma il colpevole chi è? la legge? i leecher?
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    - Scritto da: Anonimo
    a me sembra che la distinzione tra chi
    scarica e chi condivide sia solo "ASTRATTA",
    in quanto chi scarica nello stesso tempo
    condivide parte di ciò che sta
    scaricando.Non con tutti i sistemi. Con Winmx, ad esempio, puoi anche non condividere nulla.
    Inoltre che senso avrebbe in tema di
    "sharing" questa distinzione ? Se non
    c'è chi condivide non può
    esistere chi scarica, per cui mi sembra una
    vera presa per i fondelli dire che il dwld
    è legale e l'upload no !Io tempo proprio sara' cosi': nessuna sanzione per chi scarica, sanzioni per chi condivide.Cosi' il sitema implode su se stesso. Del resto, ad essere veramente perseguiti sono sempre stati gli uploaders, non chi scarica (checche' ne dicano i titoli dei giornali)
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    -
    Se proprio vogliamo regolamentare in modo
    etico (e su questo sono d'accordo) diciamo
    che è *tollerato* condividere
    qualunque cosa che sia più vecchia di
    3 anni.Esatto. Sono d'accordo. A me sembra assurdo condividere film in prima visione, o cd appena usciti. E' vero, costano troppo, ma si puo' anche non acquistare. E scegliere di far circolare quello che e' vecchio.Faccio un esempio: i libri. Le edizioni nuove, rilegate, costano anche 20/25 Euro. Quasi sempre io aspetto il tascabile, che costa meno della meta'.Ma questo per i cd e i film non esiste...E non venitemi a dire che ci sono i Nice Price, stesso catalogo da 10 anni e comunque a prezzi superiori a qualunque tascabile
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    Non è applicabile.Lo spirito di condivisione prevede anche il cercare di condividere qualcosa che sia fatto il meglio possibile.Inoltre il p2p è per sua natura libero...altrimenti chiamalo in un altro modo.Se proprio vogliamo regolamentare in modo etico (e su questo sono daccordo) diciamo che è *tollerato* condividere qualunque cosa che sia più vecchia di 3 anni.In 3 anni il film è uscito di programmazione, il CD e il DVD hanno venduto quello che dovevano vendere, mentre gli appassionati li compreebbero comunque anche dopo 10 anni.In questo modo si smonterebbero tutte le accuse (peraltro folli per non definirle in modo più corretto ma meno adatto ad un forum) delle major e dei cineasti, il p2p resterebbe libero e la maggior parte degli utenti non avrebbe nulla da ridire.Inoltre, se la maggior parte degli utenti accettasse condizioni come queste (libertà come prima, un solo limite, molta più tranquillità), sarebbe anche facile controllare che la legge sia rispettata (perchè quelli che non la rispettano sarebbero pochi).
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    Il delitto perfetto presuppone una vittima.Per ora non c'è...
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    a me sembra che la distinzione tra chi scarica e chi condivide sia solo "ASTRATTA", in quanto chi scarica nello stesso tempo condivide parte di ciò che sta scaricando.Inoltre che senso avrebbe in tema di "sharing" questa distinzione ? Se non c'è chi condivide non può esistere chi scarica, per cui mi sembra una vera presa per i fondelli dire che il dwld è legale e l'upload no !
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    - Scritto da: Anonimo

    ...... appunto, bella stronzata, se non si
    può condividere, che cazzo scarichi
    le foto di famiglia di qualche individuo a
    caso .... ?!?!
    E' proprio vero che in Italia, facciamo
    ridere i polli !!!guarda che anche in europa il concetto è il medesimo e del resto c'è da capirlo; se fosse legale sia scaricare che condividere, a quel punto, chi oggi non utilizza o utilizza poco il p2p si attaccherebbe a questi sistemi h24 sapendo di non rischiare nulla; invece se tu sai di non poter condividere, non condividi, oppure condividi materiale legale e alla fine il p2p implode su se stesso; ma cosa pensi, che le leggi le facciano per favorirlo il p2p? per quanto mi riguarda permettere il download ma non l'upload è il delitto perfetto.
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    ...... appunto, bella stronzata, se non si può condividere, che cazzo scarichi le foto di famiglia di qualche individuo a caso .... ?!?!E' proprio vero che in Italia, facciamo ridere i polli !!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Sto diventando vecchio...
    - Scritto da: Anonimo
    ...a forza di dirlo: NON E` NECESSARIO
    ABOLIRE IL P2P, BASTA REGOLAMENTARLO
    (ETICAMENTE)

    Come ?

    File audio: solo 32 KHz mono (magari in
    Vorbis)
    File video: solo 352 x 288 - 22 KHz/mono
    (magari Theora)

    E` tanto difficile ?si, perché chi controlla? il p2p è nato libero, e non credo che sia possibile regolamentarlo in questa maniera al suo interno...
  • Anonimo scrive:
    Re: DOMANDA ...
    - Scritto da: Anonimo

    ...... ma se non è più reato
    scaricare ..... non è più
    reato neanche condividere musica, film
    ecc.... ?!?! grazieassolutamente no, anche se il download verrà reso legale (io ci credo molto poco...), l'upload e quindi la condivisione saranno sempre considerati illegali; del resto se nessuno condivide non c'è più nulla da scaricare...
  • Anonimo scrive:
    Sto diventando vecchio...
    ...a forza di dirlo: NON E` NECESSARIO ABOLIRE IL P2P, BASTA REGOLAMENTARLO (ETICAMENTE)Come ?File audio: solo 32 KHz mono (magari in Vorbis)File video: solo 352 x 288 - 22 KHz/mono (magari Theora)E` tanto difficile ?
  • Anonimo scrive:
    DOMANDA ...
    ...... ma se non è più reato scaricare ..... non è più reato neanche condividere musica, film ecc.... ?!?! grazie
  • Anonimo scrive:
    Dal DL Urbani alla carta igienica
    era più consono :D
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