Cinese il più vasto network IPv6

Nel paese della censura sorge una rete con il protocollo Internet di nuova generazione, presentata come la maggiore al mondo. Ma è un vantaggio per chi?
Nel paese della censura sorge una rete con il protocollo Internet di nuova generazione, presentata come la maggiore al mondo. Ma è un vantaggio per chi?


Pechino – Le agenzie di stato battono la notizia con entusiasmo: è stato attivato in Cina il maggiore network telematico del mondo basato su IPv6, la versione 6 dell’Internet Protocol che promette, come noto, maggiore robustezza e flessibilità.

Ad annunciare il varo di “CERNET2”, così viene chiamata la rete, è stato il Centro per l’istruzione e la ricerca CERNIC secondo cui la nuova realizzazione cinese pone il paese tra quelli maggiormente impegnati nello sviluppare la rete di nuova generazione.

L’enfasi dell’annuncio, peraltro tipica del regime pechinese, non è ovviamente accompagnata dalla descrizione delle singolarissime modalità con cui la Cina ha fin qui “adottato” Internet. Come noto le connessioni interne passano tutte per proxy di stato e sofisticati sistemi di filtering pensati per impedire l’accesso ad una quantità di siti cinesi ed extracinesi, per monitorare le comunicazioni elettroniche e reprimere sul nascere pulsioni democratiche o filo-occidentali degli utenti cinesi.

Ad ogni modo l’annuncio cinese rimane rilevante per l’affermazione di IPv6, protocollo che rispetto all’attuale IPv4, consentirà di moltiplicare quasi all’infinito gli IP disponibili, rispondendo così alla crescente necessità di collegare alla grande rete la più ampia varietà di dispositivi. Una possibilità che apre le porte ad una marea di nuovi servizi ed innovazioni destinati ad influire non solo sul mondo della produzione ma anche sulla vita di tutti i giorni degli utenti. A tutto questo, poi, si aggiunge una maggiore robustezza del protocollo, ritenuta indispensabile per consentire questa crescita.

Per il mercato interno cinese l’annuncio è fondamentale, vista la rapidità della sua crescita e l’impellenza delle richieste che provengono anche dal mondo accademico. Non è un caso che il primo grande network cinese IPv6 colleghi al momento 25 università di 20 diverse città cinesi.

Va detto che in tutto il mondo si sta spingendo sempre più verso IPv6. Anche l’Italia ha fatto grandi passi in avanti ma è tutta l’Europa a muoversi . Negli USA già alla fine del 2003 era stata annunciata la prima megarete IPv6 .

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03 01 2005
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