Dopo Claude per la Salute, Anthropic lancia le integrazioni dei dati sanitari per il suo assistente AI. Da oggi, gli utenti USA abbonati a Claude Pro o Max possono collegare le app di salute preferite e ottenere analisi e spiegazioni dall’intelligenza artificiale.
Claude di Anthropic diventa consulente sanitario
Claude può riassumere la storia clinica, spiegare i parametri in un linguaggio più semplice, e in teoria, dovrebbe fornire consigli personalizzati basati sui propri dati reali. Attenzione però: Anthropic ci tiene a specificare che Claude è pur sempre un chatbot AI e non un medico. Quindi se si ha qualcosa di serio, meglio rivolgersi a un professionista vero.
Claude can now securely connect to your health data.
Four new integrations are now available in beta: Apple Health (iOS), Health Connect (Android), HealthEx, and Function Health. pic.twitter.com/tTCnxOGt7i
— Claude (@claudeai) January 20, 2026
Naturalmente, quando si parla di dati sanitari, la prima domanda che viene in mente è: ma dove finiscono? Anthropic ha previsto l’obiezione e ha tirato fuori l’arsenale delle rassicurazioni. Collegare l’app sanitaria richiede un consenso esplicito, le conversazioni sulla salute non vengono usate per addestrare i modelli AI e non finiscono nella memoria della chat.
Peccato che Anthropic non abbia specificato se i dati vengano elaborati per altre finalità, tipo l’erogazione del servizio, il monitoraggio della sicurezza, il debugging, la prevenzione degli abusi o la conformità normativa. Insomma, le solite formule vaghe.
L’azienda parla di una “camera sicura” all’interno del sistema, un termine che evoca immagini di caveau blindati e protocolli di sicurezza militari. Ma la verità è che nessuno sa davvero cosa succede ai dati una volta consegnati. Ci si può fidare delle promesse di Anthropic oppure no.
Claude per la Salute
All’inizio della scorsa settimana, Anthropic ha lanciato Claude per la Salute, la versione pensata per i professionisti sanitari. Conforme allo standard HIPAA, questa versione permette ai medici di collegare Claude a database di polizze assicurative, codici diagnostici ICD-10 e cartelle cliniche dei pazienti.
In questo modo, invece di passare ore a consultare montagne di documentazione, i medici potrebbero avere più tempo da dedicare ai pazienti. Sembra fantastico e l’intento è nobile, ma se Claude sbaglia un’interpretazione, chi paga il conto? Il medico che si è fidato troppo? L’azienda che ha sviluppato l’algoritmo? Il paziente che non ha capito cosa stava succedendo?
Alcuni utenti sono entusiasti, altri meno. E gli scettici hanno ragione a esserlo. Affidare i propri dati sanitari a un’azienda tecnologica è un atto di fede che richiede una dose di ingenuità o di disperazione. Perché non si può più tornare indietro una volta che quei dati sono là fuori, anche dentro la “camera sicura” più blindata del mondo. E se domani Anthropic decidesse di cambiare politica, o di vendere l’azienda, o di fare qualsiasi altra cosa che le startup fanno quando cercano di monetizzare, cosa succederebbe?
La corsa all’oro della salute digitale
Anthropic non è sola in questa corsa. OpenAI ha lanciato ChatGPT Salute, Microsoft sta piazzando Copilot ovunque riesca a trovare uno spiraglio, e tutti i grandi player dell’AI stanno cercando di infiltrarsi in ogni aspetto della vita degli utenti.
La salute è il nuovo campo di battaglia. Non solo perché è un mercato enorme, ma perché è uno dei pochi ambiti in cui le persone sono disposte a pagare senza troppi problemi. L’AI applicata alla salute potrebbe effettivamente rivoluzionare la medicina, rendere le cure più accessibili, salvare vite. Oppure no, e rivelarsi un completo disastro.
Per ora, Claude può “solo” leggere le analisi e spiegare cosa significano. Domani potrebbe essere il medico di base virtuale.