Combattenti su Internet per la causa di Allah

Un magazine elettronico jihadista propone soluzioni per la sicurezza in Rete. C'è chi lo legge come un indicatore della pericolosità di certe attività online
Un magazine elettronico jihadista propone soluzioni per la sicurezza in Rete. C'è chi lo legge come un indicatore della pericolosità di certe attività online

Technical Mujahid , combattente tecnico: il lessico dell’ideologia islamica prospetta un futuro di guerra santa combattuta nel cyberspazio? Nulla a che vedere con gli attacchi contro istituzioni finanziarie statunitensi, paventati dall’ United States Computer Emergency Readiness Team (US-CERT) . Technical Mujahid è un magazine elettronico di 64 pagine, denso di informazioni, consigli e discussioni riguardo alla sicurezza e all’anonimato in Rete, che sembra rispondere alle richieste di supporto tecnico espresse da Abu Hamza al-Muhajir, leader di Al Quaeda in Iraq.

Si rivolge ai ” gentili fratelli combattenti tecnici “, invita a non sottostimare le proprie conoscenze, proponendo a tutti di condividere il proprio patrimonio di competenze, promette che ogni piccolo contributo servirà a guadagnarsi la riconoscenza di Allah. Technical Mujahid ha iniziato a circolare la scorsa settimana in alcuni forum di discussione jihadisti protetti da password, finché non è stato intercettato dall’occhio vigile del Search for International Terrorist Entities (SITE) , l’organizzazione che si occupa di scovare e sgominare le minacce terroriste internazionali.

“Informatica facile per la causa di Allah”, potrebbe essere il payoff di questo magazine per utenti esperti e meno esperti, che spiega in modo puntiglioso il funzionamento dei sistemi GPS , della codifica di video e documenti , che offre consigli per mantenere l’ anonimato in Rete .

Technical Mujahid compila una lista, opportunamente corredata di link, che elogia pregi e spulcia difetti di software e utility capaci di blindare documenti e archivi; fornisce key generator per sbloccare funzioni dei programmi offerti gratuitamente in versione parziale. E attenzione, nel prossimo numero, tutti i segreti per costruire un perfetto sito web jihadista. Trucchetti, spiegazioni e panoramiche: nulla più di quanto si possa rintracciare su forum e magazine occidentali, se non fosse intriso di retorica fondamentalista.

“Il settore informatico è una colonna portante dell’Islam contro i Crociati e il credo politeista”, si fiammeggia nell’editoriale di apertura; il magazine è distribuito da al-Fajr Information Center , che già si era reso protagonista della diffusione di video inneggianti alla guerra santa.

“I militanti della jihad condividono con noi le preoccupazioni riguardo alla sicurezza su Internet”, rassicura, in una dichiarazione riportata da PC World, Marcus Sachs, vice direttore dell’ SRI International’s Computer Science Laboratory . E raccomanda di non alimentare la spirale del terrore, fin troppo comune nella società del rischio in cui viviamo.

Gaia Bottà

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05 12 2006
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