Comcast, specchietto per le allodole da 10 milioni di pixel

Cosa fanno gli ISP americani quando gli utenti sono inviperiti e la stampa specializzata fa sentire il fiato sul collo? Imbastiscono showcase da milioni di dollari per sviare l'attenzione
Cosa fanno gli ISP americani quando gli utenti sono inviperiti e la stampa specializzata fa sentire il fiato sul collo? Imbastiscono showcase da milioni di dollari per sviare l'attenzione

Inutile negarlo: il nome di Comcast, il discusso provider statunitense da mesi alla ribalta delle cronache della net neutrality richiama alla mente dei netizen una realtà fatta di filtri alle connessioni e pratiche monopolistiche. Ma Comcast ha qualche asso nella manica che intende giocare per tentare di rifarsi un nome o, quantomeno, mostrare al pubblico un volto meno arcigno .

Una sfaccettatura di questo volto è stata installata e inaugurata nel Comcast Center di Philadelphia , il grattacielo che ha aperto i battenti nei giorni scorsi e che diverrà ben presto la nuova base operativa di uno degli ISP più criticati degli States. La hall dell’imponente edificio – il più alto della città di Philadelphia e della Pennsylvania – mostra a un pubblico estasiato quello che è probabilmente uno dei più sofisticati ritrovati delle tecnologie di trasmissione video attualmente in circolazione, vale a dire un pannello di quasi 200 metri quadri dalla stratosferica definizione di 10 milioni di pixel .

Il pannello – che appare quantomeno riduttivo definire “display” è composto da LED luminosi spessi 4 millimetri, conglobati assieme a formare un unico, massiccio apparato di riproduzione che macina video e immagini a una risoluzione cinque volte maggiore della fantomatica alta definizione full HD tipica di Blu-ray e componentistica associata.

Un’alta definizione che appare quantomeno preistorica in confronto a esibizioni come quella di Comcast, che ha impressionato la vasta platea di curiosi, invitati e professionisti di settore presenti all’inaugurazione dell’edificio. La presentazione della nuova meraviglia ha fatto sfoggio di video a effetto, finto-3D, ballerini retrò e performance di baseball, il tutto naturalmente documentato in una serie di video disponibili su YouTube e sui circuiti di video networking come quello riprodotto di seguito.

Comcast non ha evidentemente badato a spese: l’installazione è stata commissionata alla società Barco che per la somma di 22 milioni di dollari ha approntato il display, i router, i processori video e tutto l’hardware necessario a controllare un simile “bestione” e i suoi 27mila gigabyte di informazioni scambiati in unità di tempo che non sono state rese note.

Inutile negarlo, anche l’occhio vuole la sua parte . E se lo showcase di Philadelphia non servirà forse a Comcast per ricostruirsi una reputazione avvizzita dai filtri anti-P2P, di certo farà felici i maniaci della altissima definizione, sicuramente ben disposti a sorbirsi la carrellata di video e immagini auto-esplicative raggiungibile su DVICE.com .

Alfonso Maruccia

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23 06 2008
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