Come hanno oscurato il sito su Papetti

Un punto di riferimento su web per l'opera del celebre sassofonista è stato affossato da una policy alquanto discutibile


Web – Spett.le redazione di “Punto-informatico.it”, Vi sarò grato se vorrete fare il “punto-informatico” della seguente vicenda:

Sono un docente di informatica, in pensione, che verso la fine dell’anno scorso decise di fare un sito Web in onore di Fausto Papetti, il sassofonista italiano morto nel 1999, che con la sua musica ha segnato un’epoca dagli anni ’60 in poi. Ho quindi attivato un sito presso Digiland con il nome “Papetti aglio e olio” (per le versioni: italiana e spagnola), “Fausto Papetti, the sax symbol” (per le versioni: inglese, francese e tedesca). Ho poi mandato e-mail a tutte le case discografiche dando loro l’indirizzo del sito, spiegando il mio intento e pregandole di inviarmi tutti i dati concernenti la loro discografia relativa a questo artista. Nessuna ha risposto, tranne una.

Quell’unica risposta sembrava però scritta dei famosi carabinieri delle barzellette, perché diceva che per utilizzare i loro dati avevo bisogno della loro autorizzazione, come se la richiesta di utilizzazione non fosse implicita nella richiesta dei dati. Feci presente che non intendevo mettere nel sito canzoni intere, ma solo “samples” di massimo 30 secondi, così come fanno tutti i rivenditori di CD del Web, ed immagini delle copertine miniaturizzate.
Aggiunsi che, comunque, se loro non erano d’accordo potevano inviarmi l’elenco delle canzoni di cui detenevano il copyright ed io avrei eliminato i samples. Risposero che avrebbero trasmesso la mia e-mail al loro ufficio legale e al Direttore di Catalogo.

In attesa di una risposta definitiva eliminai comunque ogni copertina e ogni “sample” che mi risultasse essere di quella casa discografica. Trascorsi oltre quattro mesi senza alcuna risposta, mi convinsi che si fossero resi conto che, lungi dal arrecare loro il minimo danno, il sito era per loro un potente strumento di pubblicità gratuita e re-inserii anche le loro samples e covers.

Infatti avevo raccolto otre 800 titoli di canzoni, centinaia di nomi di album e compilation, avevo chiesto ed ottenuto dalla SIAE i nomi di quasi tutti gli autori, elencato i film, sceneggiati TV, musical da cui Papetti aveva tratto molti suoi brani, pubblicato foto di Papetti, articoli sulla sua vita artistica, e messo link a siti che lo riguardassero.

Avevo poi inviato centinaia di messaggi a potenziali suoi fans ed altri a newsletter e forum di carattere musicale (in particolare musica jazz e pop). Ho segnalato ad un sito francese in cui erano riportati i sassofonisti di tutto il mondo, che Fausto Papetti non era presente. Lo hanno citato e messo un link al mio sito, così come hanno fatto in seguito altri siti. Il sito è stato inserito in diverse decine di motori di ricerca.

Ricevevo e-mail entusiastiche da parte di collezionisti di Papetti che mi ringraziavano per aver dato loro modo di conoscere come la produzione di questo artista fosse stata molto più ampia di quanto avevano creduto e di amanti di musica che ringraziavano per aver potuto conoscere ed “assaggiare” attraverso i samples questo artista che non conoscevano. Molti mi chiedevano dove potevano acquistare i CD, ed io rispondevo che non potevo fornire loro questa risposta, in quanto il sito non aveva alcuno scopo commerciale (nessun banner o pubblicità di altro genere, nessuna richiesta di lasciare indirizzi). Ho anche evitato di pubblicare delle copertine di CD russe, realizzate da composizioni di altre copertine, in quanto potevano essere state prodotte illecitamente.

Sembrava tutto a posto, quando improvvisamente mi perviene una e-mail con la quale Digiland mi informa che la FIMI (Federazione industria musicale italiana) le ha segnalato che il sito contiene brani di aziende loro associate riprodotti senza autorizzazione e mi invita a rimuoverli entro 24 ore.

Rispondo che la richiesta non ha senso in quanto non vengono elencati i brani che sarebbero da rimuovere. Chiedo di inviarmi copia della e-mail della FIMI o di darmi almeno il loro indirizzo perchè io possa chiarire con loro la questione. Non ottenendo risposta, faccio una ricerca su Internet, trovo l’indirizzo della FIMI (www.fimi.it) e scrivo loro, pregando che l’autore della e-mail alla Digiland si metta in contatto con me.

In risposta mi arriva una e-mail, inviata per conoscenza alla Digiland, in cui si afferma che…”la quasi totalità delle registrazioni sono di proprietà di…” due loro affiliate. Subito dopo la Digiland mi scrive di eliminare entro la giornata il file http://digilander.iol.it/gandreola/songs/ , pena l’oscuramento del sito.

Rispondo che quello non è un file, ma una directory, contenente tutti (oltre 700) samples ed impormi di cancellarlo significa eliminare tutti i “samples”, anche quelli sui quali la FIMI non ha alcun titolo. Concludo che, anche se considero questo un sopruso, lo subisco.

Impiego tutta la giornata a modificare tutti i link presenti nei vari files del sito affinchè non puntino più ai “samples” di quella directory e quando alla fine tento di cancellare la directory ricevo la ovvia segnalazione di errore: directory non cancellabile perché piena. Rimando all’indomani la cancellazione dei files e della directory, ma il giorno dopo risulto già oscurato.

Ritenendo assurdo questo comportamento delle case discografiche e/o della FIMI, e che prima o poi dovrebbe essere possibile farli ragionare, magari in un dibattito pubblico, e che quindi il sito possa essere riattivato, magari altrove, mi preoccupo di evitare che i tentativi di accesso al sito “oscurato” provochino messaggi di errore.

Pertanto invio alla Digiland cinque piccoli files in cui, in ciascuna delle cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo) avverto che il sito sarà probabilmente riattivato altrove entro il prossimo settembre, con preghiera alla Digiland di metterli all’indirizzo dell’ex-sito.

La mia richiesta non viene esaudita, non ricevo nessuna risposta, Infostrada (155) interpellata mi informa che non esiste un ufficio reclami per l’operato di Digiland.

Vi ringrazio e saluto cordialmente

prof. Giuseppe Andreola

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  • Anonimo scrive:
    Mantellini stavolta ha ragione
    Sì, Mantellini ha ragione, per una volta sono completamente d'accordo con lui. Avevo letto la notizia di cui parla più o meno due settimane fa.Quando l'ho letta ho pensato: "ecco, la classica notizia che magari ai più non dirà assolutamente niente. Invece è una di quelle notizie che può cambiare il mondo"Sì, perchè se è vero che la gente (e non sono in Italia) usa Internet solo per:1) chattare;2) leggere la propria posta;3) scaricare musica da Napster e compagnia bella;4) e altre cazzate del genere,chi ce lo fa fare a noialtri di darci da fare per creare siti Internet intelligenti e innovativi, siti che facciano informazione, cultura, ecc. ecc. se poi tanto non li vede nessuno?Un saluto sconsolato a tutti gli amici di PI
  • Anonimo scrive:
    Fregati? E perché mai?
    La maggior parte dei navigatori seglie liberamente in quali siti o portali andare. Capisco che questo fatto possa dar fastidio a qualcuno ma non dimentichiamoci che gli utenti hanno il diritto di scegliere e di leggere ciò che preferiscono e non ciò che si vorrebbe loro imporre, con la scusa della cultura.
  • Anonimo scrive:
    Audience
    Non vedo perchè stupirci del fatto che il 50% del tempo speso in rete dai navigatori di Internet è stato impiegato dentro 4 grandi siti (Yahoo, AOL, Napster, Microsoft). La percentuale di idioti al mondo è ben vicina al 50% e non vedo perchè internet debba fare eccezione.I programmi più seguiti in TV non sono forse (tranne rare eccezioni) i peggiori?Internet si sta dividendo in 3:. L'internet dei grandi portali generalisti (da ciao web a Jumpy), degli SMS, degli oroscopi, della pubblicità (delle multinazionali) e degli idioti (quella più vicina al media televisivo).. L'internet degli affari (aziende on line, eccetera.. L'internet della libertà di espressione.Ci dobbiamo stupire che quest'ultima sia la meno frequentata? Io non credo. E non credo nemmeno che quest'ultima debba cercare nella pubblicità le ragioni del suo esistere.Non voglio che questo sia un monologo: che qualcuno mi risponda!
    • Anonimo scrive:
      Re: Audience
      - Scritto da: Topogrigio
      I programmi più seguiti in TV non sono forse
      (tranne rare eccezioni) i peggiori?Saranno i peggiori secondo te ma non secondo chi li guarda.Rispettare le opinioni di tutti è una delle regole fondamentali delle persone civili.Dar degli idioti a chi non usa Linux o non la pensa come te sui programmi in TV ti qualifica come intollerante e maleducato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Audience


        I programmi più seguiti in TV non sono
        forse (tranne rare eccezioni) i peggiori?

        Saranno i peggiori secondo te ma non secondo
        chi li guarda.

        Rispettare le opinioni di tutti è una delle
        regole fondamentali delle persone civili.

        Dar degli idioti a chi non usa Linux o non
        la pensa come te sui programmi in TV ti
        qualifica come intollerante e maleducato.Sì sono intollerante: sono stanco di idioti e di idiozie. Opinioni? Biscardi è un'opinione? Le barzellette e Gerri Scotti sono opinioni?Sì: sono intollerante.
    • Anonimo scrive:
      Re: Audience
      - Scritto da: Topogrigio
      Non vedo perchè stupirci del fatto che il
      50% del tempo speso in rete dai navigatori
      di Internet è stato impiegato dentro 4
      grandi siti (Yahoo, AOL, Napster,
      Microsoft). La percentuale di idioti al
      mondo è ben vicina al 50% e non vedo perchè
      internet debba fare eccezione.Personalmente *non* definirei tali persone "idioti" perchè, in questo modo puoi solo offenderli.Termine più adatto è "Dormienti" (inteso come coloro che che *non* vogliono essere coscienti).Cmq, concordo con la tua stima: personalmente ritengo che tale percentuale dovrebbe variare dal 40% al 70% a seconda della dislocazione geografica.
      I programmi più seguiti in TV non sono forse
      (tranne rare eccezioni) i peggiori?I quiz, le telenovele, le partite di calcio, i vari processi & appelli del Lunedì ed altre cose poco impegnative sono generalmente molto seguiti dai dormienti (loro hanno bisogno di crearsi/vedersi_risolti/discutere_su finti problemi ...).
      Internet si sta dividendo in 3:
      . L'internet dei grandi portali generalisti
      (da ciao web a Jumpy), degli SMS, degli
      oroscopi, della pubblicità (delle
      multinazionali) e degli idioti (quella più
      vicina al media televisivo).
      . L'internet degli affari (aziende on line,
      eccetera.
      . L'internet della libertà di espressione.
      Ci dobbiamo stupire che quest'ultima sia la
      meno frequentata? Io non credo. E non credo
      nemmeno che quest'ultima debba cercare nella
      pubblicità le ragioni del suo esistere.Non credo: Internet si stà dividendo solo in due (una è la parte del business, l'altra è la parte libera che porta dentro se l'animo degli hackers che hanno realizzato il suo embrione).Ora bisognerà vedere se la ragione del business riuscirà ad eliminare anche la più piccola isola di libertà ... eliminando definitivamente i luoghi dove possono coabitare/documentarsi i liberi pensatori ed approdare i dormienti quando (e se) si sveglieranno.
      Non voglio che questo sia un monologo: che
      qualcuno mi risponda!Esaudito.
    • Anonimo scrive:
      Re: Audience


      Non voglio che questo sia un monologo: che qualcuno mi risponda!Secondo me, hai torto: il 50% e' una percentuale troppo bassa, io punterei attorno al 95% o giu' di li'.
  • Anonimo scrive:
    ma è proprio vero?
    io in fondo sto leggendo pi.sto commentando ed interagendo con Voi.In alcuni casi ho "osato" scrivere direttamente ad alcuni.E' sempre stato utile e costruttivo.E, a mio vedere, anche civile. Non sempre con la netiquette e non sempre partendo con "pane e ammore".Eppure è stato utile.Come nella RL.E anche oggi premo "CERCA" su Google (grazie PI) e trovo quello che voglio.Non ho mai dato ascolto al blogging perché non mi è mai capitato di vedere nulla, cercando quello che mi interessava.Ma ogni volta che voglio sapere qualcosa, che cerco qualcosa, che voglio avere anche solo una minima idea, se non addirittura un approfondimento, entro in rete e vado.Non sono diventato un esperto e forse qualcuno mi direbbe che farei meglio ad accendere la TV, invece di occupare banda...ma ci sono un sacco di persone che usano internet in maniera interessante.Forse non si troveranno i link su WEB-Panorama ... ma se navighi, li trovi.Se sono interessanti ci torni, se no addio.Ci sono sempre i siti molto vecchi, che sono ancora buonissimi... e ci sono quelli che fanno sparire i documenti ... rendendo instabile tutto quanto.Ci sono anche i meravigliosi siti pirata, dove si imparano un sacco di cose: guidare una ferrari senza possederla.Se mai dovessi averla, saprei già usarla.Uso sempre un programmino on-line di una rete civica...Leggo le news di un appassionato della marmotta sarda incappucciata... insomma ... ho frequentato una chat con argomento "il bassotto".Ho anche imparato cosa sia la gestaltica, cosa significa TROLL, ad usare un newsgroup e lo uso.Il mio sito non ha mai avuto più di 50 visitatori alla settimana... eppure mi arrivano un sacco di mail con domande varie e io cerco di fare del mio meglio.Lo faccio nel tempo libero.Ho prodotto qualcosa di utile, ho sperimentato quello che forse abbiamo visto tutti.Adesso uso quello che mi serve.E' vero però che questa connettività qualcuno la deve pagare. Io pago finché mi conviene. Se dovesse cambiare... beh, la mia testa è qui ed è gratis; anche quelle dei miei amici.
  • Anonimo scrive:
    Ma di cosa ci stupiamo?
    Scusate tutti... ma di cosa vi stupite? Se Internet è diventata un fenomenodi massa è chiaro che lo diventa con tutti i pregi e i difetti conseguenti.Se le persone quando sono off-line guardano programmi scemi in TV e leggononovella 2000 è chiaro che il fatto di collegarsi non li rende di colpo degliUmberto Eco...E' inutile domandarsi se è morta la cultura digitale... semplicemente, pocoalla volta, la cultura avrà su web lo stesso spazio che ha negli altri media(cioè molto poco). Se prima era diverso era perchè ad internet sicollegavano solo studenti universitari, ricercatori e docenti (cioè lacultura in rete era superiore alla media).Abbiamo di buono che un sito con dei contenuti decenti lo puoi visitare 24ore su 24, mentre in TV è piazzato in orari indecenti.
    • Anonimo scrive:
      Bravo, chi si stupisce è ingenuo
      Sottoscrivo e approvo in pieno.- Scritto da: Mayò
      Scusate tutti... ma di cosa vi stupite? Se
      Internet è diventata un fenomeno
      di massa è chiaro che lo diventa con tutti i
      pregi e i difetti conseguenti.

      Se le persone quando sono off-line guardano
      programmi scemi in TV e leggono
      novella 2000 è chiaro che il fatto di
      collegarsi non li rende di colpo degli
      Umberto Eco...

      E' inutile domandarsi se è morta la cultura
      digitale... semplicemente, poco
      alla volta, la cultura avrà su web lo stesso
      spazio che ha negli altri media
      (cioè molto poco). Se prima era diverso era
      perchè ad internet si
      collegavano solo studenti universitari,
      ricercatori e docenti (cioè la
      cultura in rete era superiore alla media).

      Abbiamo di buono che un sito con dei
      contenuti decenti lo puoi visitare 24
      ore su 24, mentre in TV è piazzato in orari
      indecenti.
  • Anonimo scrive:
    Non è più di un medium
    Anche internet è uno strumento, un contenitore.Poco differente da una rivista o da una trasmissione televisiva.Una pubblicazione come tante altre.La gente non si avvicina facilmente alle pubblicazioni indipendenti o particolari, preferisce il salotto generalista, sia quello delle televisioni della domenica pomeriggio, dei giornali come panorama o l'espresso, e parallelamente dei portaloni "di tutto di più".Abbiamo pensato che Internet fosse diverso, lo è.Erano diversi anche le tv "private" degli anni ottanta, le riviste indipendenti, e anche i manifesti murali quando furono inventati.Erano "diversi", ma i "lettori" sono sempre gli stessi, uguali a se stessi.
  • Anonimo scrive:
    Per chi non se ne fosse accorto.
    Ma voi, signori di punto-informatico, lo sapete quanto potente è l'informazione?Vi rendete conto che non esiste forma di energia nota all'uomo in grado di dare il potere che deriva dal possesso dell'informazione?Ma capite cosa significa controllare l'opinione pubblica? Pensate davvero che tale arma possa essere restituita in mano alla gente?Non vedete come tutti i paesi del mondo si stiano muovendo per censurare, affossare ed abbattere internet?Non si era mai vista una tale mobilitazione e un tale accordo, e non si vedrà mai più: stanno vincendo.Credevate che alla gente sarebbe stato permesso di scambiarsi qualsiasi informazione, in qualsiasi momento?"Internet è pericolosa, Internet è business, Internet è dove usi la carta di credito"Questo è il messaggio che passa attraverso i media, ed è questo che le nuove genrazioni dovranno sapere di Internet.Non sentirete mai dire:"Internet è libertà, Internet è uguaglianza, Internet è una voce data a tutti, buoni o cattivi, falsi o giusti, furbi o ingenui: fatene ciò che ritenete giusto farne."...basterebbe imparare ad usarlo,ma un popolo colto non lo vuole nessuno,figuriamoci se fosse anche libero.Amore e pace sono i primi passi verso la libertà.
  • Anonimo scrive:
    come se internet gratis esistesse davvero..
    se qualcuno riesce a collegarsi in rete a costozero assoluto mi faccia un fischio...come se quello che spendiamo non fosse sufficiente....ma vaff
  • Anonimo scrive:
    Forse il problema è anche nell' "audiweb"
    Non è che Mantellini abbia torto in quello che scrive... credo però che sia un po' troppo pessimista.Da tecnico "nel giro" dei portali italiani, posso dire la mia: un fattore deviante nell'analizzare statistiche come quella riportata - i "pecoroni" del web - è il metodo di rilevazione dei clic. Perchè l'utente medio regala un bel po' di clic ai portali come MSN e Kataweb più che altro per ignoranza tecnica (giustificata): magari le rispettive homepage sono impostate come default all'apertura del browser. Ed ecco l'utente Rossi che apre il browser, caricando l'homepage di Kataweb perchè a suo tempo attivò un account con quel provider tramite cd, per poi accedere ad un sito "intelligente" (su chi e come decide poi quali siti siano intelligenti c'è da discuterne, la via della ghettizzazione e del razzismo culturale è tortuosa).Se 50 utenti hanno attivato il loro account su Kataweb e questi hanno - ancora - la loro homepage impostata sul browser, pur accedendo ognuno ai loro siti informativi preferiti, hanno regalato al provider 50 hits che da soli bastano a farlo saltare al primo posto, etichettandoli come "pecoroni".Il problema è che non esiste attualmente un metodo sicuro, tecnologicamente non impegnativo e universalmente riconosciuto per quantificare il livello di attenzione dell'utente verso la pagina X. Esistono delle soluzioni, ma non ricoprono tutte le caratteristiche che ho elencato contemporaneamente. Si dovrebbe analizzare una "surfata" tenendo conto del periodo di permanenza sulle singole pagine e sul particolare percorso fatto trans-sito, calcolando pure la porzione di schermo visualizzata (se, in pratica, l'utente schiaccia PAGE-DOWN per leggere il resto dell'articolo).Un browser non è un televisore, ed adottare le stesse regole per stabilire le abitudini internettiane degli italiani è sbagliato. Sarebbe come avere un televisore dove per vedere un telegiornale di devi per forza sorbire un quiz prima, il quale ti accende magari altri 5 televisori sullo stesso quiz: all'auditel risultano 6 quiz e 1 telegironale, peccato che l'utente ha acceso l'apparecchio solo per quest'ultimo.Matro
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse il problema è anche nell'
      - Scritto da: Matro

      Da tecnico "nel giro" dei portali italiani,
      posso dire la mia: un fattore deviante
      nell'analizzare statistiche come quella
      riportata - i "pecoroni" del web - è il
      metodo di rilevazione dei clic. caro matro,e' indubbiamente come dici e non e' un caso che la statistica di media metrix citata abbia ricevuto amplissime critiche di metodo ( per esempio JMM analizza il tempo di collegamento a Napster come tempo "speso su napster" quando tutti sanno che in realta' chi scarica(va) mp3 da napster contemporaneamente spende(va) il suo tempo-web altrove)ma tutte le stats recenti in ogni caso indicano una riduzione violenta della variabilita' di navigazione sul web (leggi a proposito anche quanto scrive sempre Parrella qui:http://www.apogeonline.com/webzine/2001/06/29/13/200106291301)ed in ogni caso temo che non sia solo questo il problema.....nessuno si attende ovviamente da certe iniziative "culturali" sul web i grandi numeri......specie se si tratta di progetti con qualche velleita' di autonomia e originalita'......ma oggi non e' possibile nemmeno pensare, nella crisi di investimenti e di fiducia che c'e', a nulla che esca di qualche millimetro dalla traccia segnata dell'ovvio e del becero che si ritiene adatto e funzionale al grande pubblico.......si ripete insomma in piccolo la barbarizzazione dei contenuti cui abbiamo assistito negli ultimi 10-15 anni in tv...con la differenza che non esiste una fascia notturna nella quale relegare i programmi piu' intelligenti (con tutti i limiti e le variabili che la parola "intelligenti" porta con se)salutiM.
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse il problema è anche nell'
      - Scritto da: Matro
      Non è che Mantellini abbia torto in quello
      Un browser non è un televisore, ed adottare
      le stesse regole per stabilire le abitudini
      internettiane degli italiani è sbagliato.Tra parentesi, come diavolo fanno a sapere quanto tempo passo su una certa pagina? Il mio browser apre una connessione al sito, manda la richiesta, il server la evade e chiude la connessione; A quel punto io potrei passare un secondo o un ora su quel sito, e all'esterno non cambierebbe nulla.Mah. Se qualcuno ha un'idea..
      • Anonimo scrive:
        Re: Forse il problema è anche nell'
        Ti rispondo anche se è OT, giusto una parentesi tecnica.Almeno un paio di volte ho avuto a che fare con tecnologie in grado di rilevare il periodo di permanenza. Entrambi i casi si basavano su un applet Java in grado di fare le dovute temporarizzazioni: detto in due parole, manda un hit quando ti scarichi una pagina, un altro quando la lasci. L'idea è buona, ma tutti sappiamo che non tutti i browser hanno una JVM (java virtual machine) abilitata ed operante, pesante e potenzialmente insicura.Inoltre, non essendoci a tutt'oggi uno standard universalmente riconosciuto, quel metodo lo adotterebbero solo alcune società, quelle che in quella tecnologia ci credono e che hanno comunque i soldi per adottarla.Credo che siamo piuttosto lontani dal risolvere il problema alla radice, anche per via delle reticenze dei navigatori al software "spione": accenno alla possibilità di installare in qualche modo un "audiweb" sul client, piuttosto che sui server. Ma siamo, ripeto, molto lontani.- Scritto da: rdce
        Tra parentesi, come diavolo fanno a sapere
        quanto tempo passo su una certa pagina? Il
        mio browser apre una connessione al sito,
        manda la richiesta, il server la evade e
        chiude la connessione; A quel punto io
        potrei passare un secondo o un ora su quel
        sito, e all'esterno non cambierebbe nulla.
  • Anonimo scrive:
    l'intelligenza IN GENERALE non paga
    appena diventa un mezzo di massa, sono le idiozie, le grandifratellate, la CIATT ... bruzzi (per quanto simpatico e intelligente) diventa più imporante di molte fonti storiche... di una pagina con un brutto indirizzo ed un contenuto imperdibile.... bastardidentro consulato quotidianamente è molto più TRENDY (oppure "fa più figo" ... perché anche i grezzi-non-alla-moda sono alla LORO moda...) che saper usare dei newsgroup ...gli spazi free chiudono ... mettere su un server a casa è disdicevole, se non sei un superesperto di sicurezza... eppure tu magari volevi fare informazione, dire la tua... ma... FARE INFORAMZIONE... non si può, devi essere un giornalista...insomma, lo vedete da voi cosa paga... e da quanti fronti arrivano le bombe...la violenza non è mai la strada che io apprezzo... ma come vedete ... gli unici profeti della giustizia cibernetica saranno ancora i pirati, gli hacker, e i cracker... buoni o cattivi comunque vedono la rete per quello che è ... un mare di informazioni.Se veicolano stronzate, non li vedono che per la loro struttura... se veicolano un contenuto intelligente, lo faranno proprio, e passeranno oltre.Ragazzi, salvate le vecchie versioni dei programmi, salvatevi le pagine, stampate quello che potete, mettete via i PDF ... non durerà molto e lo sapete.Siate pro-free, pro GNU, pro GPL ... abituatevi un po' alla scomodità ... della lIBERTA'.Altrimenti guardate cosa succederà: la tv mi è testimone. La Tv pubblica stava accrescendo gli standard qualitativi negli anni.Ora è solo in concorrenza con il privato.Ho sentito parlare del WTO e dell'unione europea DOPO LE 24! Eppure è quello il servizio pubblico... ma la gente è rincoglionita!Pensate un po' com'erano gli anni bui, quando non c'era l'elettricità ... qualcuno si sarebbe sognato di buttare il sonno dietro ad una stronzata televisiva di intrattenimento? Pensate alle vostre bisnonne! Nanna!E chi invece ci teneva, leggeva. Credete che avrebbero acceso il lume a petrolio per una stronzata? no! Avrebbero usato tempo e impegno solo per roba che accresce.E la gente si interessava alla propria vita.I "comunisti" alla Peppone... saranno anche stati buffi e ignoranti... ma erano molto più interessati alla vita propria e del paese.Ci comprano tutto e poi ci rivendono quello che potevamo avere gratis.AUGH
    • Anonimo scrive:
      Re: l'intelligenza IN GENERALE non paga

      appena diventa un mezzo di massa, sono le
      idiozie, le grandifratellate, la CIATT ...
      bruzzi (per quanto simpatico e intelligente)
      diventa più imporante di molte fonti
      storiche... di una pagina con un brutto
      indirizzo ed un contenuto imperdibile.
      ... bastardidentro consulato quotidianamente
      è molto più TRENDY (oppure "fa più figo" ...
      perché anche i grezzi-non-alla-moda sono
      alla LORO moda...) che saper usare dei
      newsgroup ...e che ti aspettavi ??? a volte guardando qualcuno in faccia mi rendo conto di sopravvalutare le persone in un modo pazzesco...e il mondo reale alla fine...
      gli spazi free chiudono ... mettere su un
      server a casa è disdicevole, se non sei un
      superesperto di sicurezza... eppure tu
      magari volevi fare informazione, dire la
      tua... ma... FARE INFORAMZIONE... non si
      può, devi essere un giornalista...
      insomma, lo vedete da voi cosa paga... e da
      quanti fronti arrivano le bombe...prima o poi doveva succedere...non pensavi davvero che sarebbe durata all'infinito ???...ormai internet e un diamante buttato in pasto ai porci...
      la violenza non è mai la strada che io
      apprezzo... ma come vedete ... gli unici
      profeti della giustizia cibernetica saranno
      ancora i pirati, gli hacker, e i cracker...
      buoni o cattivi comunque vedono la rete per
      quello che è ... un mare di informazioni.
      Se veicolano stronzate, non li vedono che
      per la loro struttura... se veicolano un
      contenuto intelligente, lo faranno proprio,
      e passeranno oltre.statisticamente c'e sempre qualcuno che soppravive a una catastrofe...e sara sempre cosi...
      E chi invece ci teneva, leggeva. Credete che
      avrebbero acceso il lume a petrolio per una
      stronzata? no! Avrebbero usato tempo e
      impegno solo per roba che accresce.continuera ad essere cosi...per fortuna...
  • Anonimo scrive:
    Maccaroni news
    Scott Rosenberg dice anche:Of course, look a little more closely at that report and you find all sorts of holes. For starters, there's the notoriously inaccurate methodology of the survey takers at Jupiter Media Metrix. Then there's the definitions of all these terms -- "site," "surfing," "control." Does AOL "control" the time that its users are sending e-mail? Are Napster users "surfing" when they're trading music files? Who assembled this ludicrous data, anyway?Nel vostro articolo questa ricerca viene invecepresa piu' o meno per per oro colato facendocredere che la "gggente" consulta solo 4 sitio giu' di li'.
    In USA non so, Bernardo, qua da noi la
    sensazione è che forse non sia nemmeno mai nata.In effetti... Facendo un paragone tra la vostraanalisi e quella di Rosenberg c'e' un abissodifficilmente colmabile.P.s. Adesso Salon da "servizio a pagamento", comeavevo letto su Pi qualche tempo fa, si e'trasformato in un "servizio ridimensionato"? ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Maccaroni comments

      P.s. Adesso Salon da "servizio a pagamento",
      come
      avevo letto su Pi qualche tempo fa, si e'
      trasformato in un "servizio ridimensionato"?
      ;-)non sei informato, figliolo, Salon ha gia' licenziato un sacco di personale.sveglia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Maccaroni comments
        - Scritto da: auguri pero'
        non sei informato, figliolo,su cosa padre?
        Salon ha gia'
        licenziato un sacco di personale.e allora? notavo semplicemente come da "servizioa pagamento", cosi' e' stato definito in un pezzodi pi qualche tempo fa che ne segnalava il cambiodi rotta, ora viene definito "servizioridimensionato" visto che tutti possono ancoraleggere almeno una parte degli articoli
        sveglia.tu impara a leggere piuttosto
  • Anonimo scrive:
    Non è così male!
    Un giorno, quando Rupert Murdock aveva appenacomprato quasi tutti i giornali UK, e pretendeva+ cronaca rosa, un giornalista disse: - Manon possiamo! I nostri lettori si indigneranno!Il buon Rupert gli rispose: - lei sta sopravvalutando i lettori! - E aveva ragione,perché da allora le vendite sono cresciute.E` sempre stato così. Ma guardiamo il latopositivo. Se non ci fossero tutti quei milionidi tonti che pagano la bolletta per guardare4 siti, che tariffe saremmo costretti a pagarenoi 4 gatti per tutto il resto?Internet non è come i giornali stampati. I contenuti ci sono anche se sono in pochi aleggerli. Ci sono dei costi infrastrutturaliche vengono condivisi tra la massae gli altri, questo è bene.Qualche sito ha chiuso? Pazienza, altri apriranno. E poi guardate il dibattitoche c'è su nature riguardo allapossibilità di portare in retel'editoria scientifica.Io direi che non siamo affatto fregati, anziper la prima volta non siamo in competizione per avere dello spazio, mapossiamo avere il loro appoggio. Se servirannobackbone sempre più veloci per far passare lostreaming video del grande fratello2,3,4,5...noi ne otterremo un grande guadagno!
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è così male!

      Se serviranno backbone sempre più veloci per
      far passare lo streaming video del grande
      fratello2,3,4,5...
      noi ne otterremo un grande guadagno!1) di certo non ci regaleranno le backbone2) la maggiore velocita e l'unica cosa positiva introdotta dalla new economy (almeno una cosa, cazzo)...
  • Anonimo scrive:
    una lacrima sul video....
    e' triste ma non e' una novità....come hai tempi delle BBS e l'Amiga con 4persone che scrivono cose degne e400 che scaricano l'ultimo gioco crakkatodella Team17.si...forse la cultura e' una nicchia...
  • Anonimo scrive:
    La cultura in Internet è una nicchia
    ...lo è sempre stata, e credo che sempre lo sarà.E' triste, lo so, ma è dannatamente vero.E non importa se la nicchia vuol dire 200.000 persone al mondo. Resta nicchia, in confronto ai milioni e milioni di pecore che stanno su 4 siti.
    • Anonimo scrive:
      Re: La cultura in Internet è una nicchia
      Guarda, a prescindere dal fatto che la cultura e' una nicchia non solo in internet, ma la notizia non mi stupisce per nulla.Recentemente qualcuno ha scritto che il computer e internet dovevano diventare semplici e accessibili come la TV. Io ho risposto a quel messaggio dicendo che il rischio di un approccio simile e' che avrebbe reso il PC e internet come la TV anche nell'utilizzo.Di fatto l'articolo e' un'ulteriore conferma a cio' che dicevo. Il problema non e' di certo nella facilita' di utilizzo (sempre benvenuta) ma nel tipo di approccio. Internet dovrebbe essere utilizzato per cercare/scambiare informazioni piu' o meno approfondite. Non per andare su un portale generico per andare vedere quel che propone quel giorno e magari finire per leggere l'oroscopo o i pettegolezzi sulla bellona di turno. Invece abbiamo assistito alla nascita di decine di mega portaloni fotocopia contenenti tonnellate di banalita'. Cio' non ha di certo guidato i nuovi utenti ad un utilizzo piu' consapevole di internet.In compenso e' arrivata la beffa: l'ingresso massiccio su internet del mondo dell'economia (la niueconomi ....) non ha fruttato quel che si sperava e quindi adesso ci vengono a dire che dovremmo pagare per utilizzare internet ...- Scritto da: Salkaner
      ...lo è sempre stata, e credo che sempre lo
      sarà.

      E' triste, lo so, ma è dannatamente vero.

      E non importa se la nicchia vuol dire
      200.000 persone al mondo. Resta nicchia, in
      confronto ai milioni e milioni di pecore
      che stanno su 4 siti.
      • Anonimo scrive:
        Re: La cultura in Internet è una nicchia

        In compenso e' arrivata la beffa: l'ingresso
        massiccio su internet del mondo
        dell'economia (la niueconomi ....) non ha
        fruttato quel che si sperava e quindi adesso
        ci vengono a dire che dovremmo pagare per
        utilizzare internet ...Beh mettiti il cuore in pace e cerca di capire che è finita l'era del baratto e che i soldi sono l'attuale veicolo di scambio. I servizi gratuiti spariranno ed Internet diverrà a pagamento. Ed è giusto che sia così, poiché la gente per darti quello che sei stato abituato a prenderti gratis, grazie alla new economy (che tanto disprezzi), si deve fare un culo così dalla mattina alla sera.E visto che io, così come altri, di farci il culo per te e per quelli come te, non ne abbiamo più voglia, allora un domani se vorrai leggere Punto-Informatico, pagherai un abbonamento mensile, così come ora fai per Playboy!
        • Anonimo scrive:
          Re: in questa nicchia ci sto benissimo
          - Scritto da: Dedalo

          In compenso e' arrivata la beffa:
          l'ingresso

          massiccio su internet del mondo

          dell'economia (la niueconomi ....) non ha

          fruttato quel che si sperava e quindi
          adesso

          ci vengono a dire che dovremmo pagare per

          utilizzare internet ...

          Beh mettiti il cuore in pace e cerca di
          capire che è finita l'era del baratto e che
          i soldi sono l'attuale veicolo di scambio. I
          servizi gratuiti spariranno ed Internet
          diverrà a pagamento. Ed è giusto che sia
          così, poiché la gente per darti quello che
          sei stato abituato a prenderti gratis,
          grazie alla new economy (che tanto
          disprezzi), si deve fare un culo così dalla
          mattina alla sera.
          E visto che io, così come altri, di farci il
          culo per te e per quelli come te, non ne
          abbiamo più voglia, allora un domani se
          vorrai leggere Punto-Informatico, pagherai
          un abbonamento mensile, così come ora fai
          per Playboy!anche l'accesso alle biblioteche pubbliche a pagamento??? non lo auguro a nessuno, neppure a coloro che credono che senza la molla dei soldi non si possa creare nulla !!!
    • Anonimo scrive:
      Re: La cultura in Internet è una nicchia
      La cultura e` di nicchia non solo in Internet, manella vita di tutti i giorni, percio` cosa vi aspettavate??Ma cio` non significa che deve morire, probabilmente quella piccola percentuale dipersone sono veramente interessate e sarebberodisposte a pagare, quindi cambierebbe solamenteil mezzo di sostentamento.- Scritto da: Salkaner
      ...lo è sempre stata, e credo che sempre lo
      sarà.

      E' triste, lo so, ma è dannatamente vero.

      E non importa se la nicchia vuol dire
      200.000 persone al mondo. Resta nicchia, in
      confronto ai milioni e milioni di pecore
      che stanno su 4 siti.
  • Anonimo scrive:
    INTERNET in ITALIA NON è MAI ESISTITA... a parte..
    le NOTIZIE SUI PEDOFILI E TUTTA LA MERD@ NEGATIVA CHE HA VIAGGIATO SU QUESTO MERAVIGLIOSO MEDIA.APRITE GLI OCCHI:1) MP3 GRATIS2) SMS GRATIS3) CHAT LINEQUESTA è L'INTERNET ITALIANAE PER SOSTENERE I COSTI SOLO I GRANDI PORTALI POSSONO INVESTIRE (E POI FALLISCONO NEL GIRO DI 1 ANNO)PRENDIAMO IL CASO DI KATAWEB con gli SMS GRATUITIora SOLO 1 SMS al GIORNO.PRENDIAMO SUPER EVA, anche qui solo 3 SMS al giornoCLARENCE, che fu "il capitano" della protesta contro gli SMS a pagamento che ORA HA MESSO IL LIMITE A 5 o 3 SMS.e cosi' via dicendo....ANCHE I GRANDI PORTALI (CHE VALGONO MENO DI ZERO)HANNO I GIORNI CONTATI.NON SIAMO FREGATI, LORO SARANNO E SONO FOTT*TI.CONTA 4 MESI A PARTIRE DA ORA E VEDI QUANTI NE CHIUDONO.PAROLA DI UNO CHE CON LA RETE CI LAVORA DA ANNI.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: INTERNET in ITALIA NON è MAI ESISTITA... a parte..

      CONTA 4 MESI A PARTIRE DA ORA E VEDI QUANTI
      NE CHIUDONO.

      PAROLA DI UNO CHE CON LA RETE CI LAVORA DA
      ANNI.

      CiaoCadrà Babiloina la grande e sulle sue rovine nascerà il nostro regno
      • Anonimo scrive:
        Re: INTERNET in ITALIA NON è MAI ESISTITA... a parte..
        - Scritto da: kat

        CONTA 4 MESI A PARTIRE DA ORA E VEDI
        QUANTI

        NE CHIUDONO.



        PAROLA DI UNO CHE CON LA RETE CI LAVORA DA

        ANNI.



        Ciao

        Cadrà Babiloina la grande e sulle sue rovine
        nascerà il nostro regnoNon dite cazzate, con la 62/2001 ti hanno già derubato
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