Comeg accusa Telecom Italia sui 709

In una lettera giunta in redazione ieri sera, il provider spiega allarmato le vicissitudini che circondano l'attivazione del numero verde di accesso
In una lettera giunta in redazione ieri sera, il provider spiega allarmato le vicissitudini che circondano l'attivazione del numero verde di accesso


Roma – Spett. Redazione, dobbiamo purtroppo segnalare che a tre mesi delle delibera dell’Authority che istituiva il 709 quale numero verde per l’accesso alla rete internet senza alcun addebito al chiamante e a due mesi dalla attivazione della nostra rete, chiamando il 187 in gran parte d’Italia si riceve come risposta che il 709 non è un numero verde e che l’unico numero verde è l’800.

Vi lasciamo immaginare le reazioni dei nostri abbonati a simili informazioni. Come se non bastasse “per motivi tecnici”, Telecom Italia fa girare i contascatti degli utenti anche se con apposita comunicazione (da noi più volte sollecitata), ci assicurano che nessun addebito sarà in bolletta.

Il problema è che gli utenti che utilizzano il portatile da un albergo si vedono addebitare il traffico sia da noi che dall’albergo il quale (in perfetta buona fede) fa pagare gli scatti che dovrebbero essere “fittizi”.

Come se non bastasse abbiamo da tempo chiesto a Telecom Italia, l’attivazione di una seconda rete con “Revenue Sharing” e chiamate a carico del chiamante. Questa rete dovrebbe, analogamente al 709, viaggiare su 702. Abbiamo inoltrato nel mese di agosto regolare ordinativo e a tutt’oggi continuiamo a ricevere rinvii alla “prossima settimana”. Tale situazione non solo non ci permette di ampliare l’offerta commerciale ma è evidentemente assurda e al di fuori di ogni logica sulla concorrenza.

Questo comunicato stampa viene inviato in copia a tutti i dirigenti Telecom Italia che seguono il rapporto con Comeg e alla Direzione generale.

Cordiali saluti

Eugenio Gualano
Comeg S.p.a.

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05 11 2001
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