Compri un dominio? Se lo tengono loro

Certi contratti non sono così trasparenti come dovrebbero. Lo sostiene un utente di Interhosting, che ritiene di essere vittima di una truffa


Web – Salve, con questo messaggio vorrei portare alla Vostra attenzione una offerta di Interhosting che personalmente ritengo ai limiti della truffa.

Interhosting è il servizio di gestione domini di Interfree S.p.a. Da qualche mese gli utenti di interfree.it ricevono di tanto in tanto una mail che li informa della possibilità di registrare un dominio per sole 36.000 lire.

Incuriosito dall’esiguità del prezzo ho letto la presentazione del servizio sul sito www.interhosting.it . Nella presentazione si dice chiaramente che l’offerta comprende la registrazione del dominio e non la fornitura di spazio web. Tuttavia è logico pensare che sia possibile reindirizzare il dominio verso uno spazio web esistente, come ad es. quello fornito gratuitamente dalla stessa interfree.it o da qualche altro provider. Infatti non avrebbe alcun senso registrare un dominio se poi non vi si può caricare un sito.

Invece, dopo aver effettuato la registrazione, la realtà si è presentata esattamente opposta: se digitate www.nicfer.it raggiungete una pagina con i banner di Interfree, che io non posso in alcun modo modificare.

Quando ho contattato il servizio domini di Interfree mi è stato risposto che se voglio inserire le mie pagine devo sottoscrivere un diverso contratto, al costo di L. 99.000.

Io non credo che questo sia il modo corretto di comportarsi con i clienti. Ho visto che altri siti indicano chiaramente quando è possibile reindirizzare un dominio verso uno spazio web già posseduto e quando ciò non è possibile.

Desidererei pertanto che segnalaste questa situazione in modo da evitare ad altri utenti di incorrere nel mio errore e conduceste una indagine per mettere a confronto le diverse offerte di web hosting che possono interessare gli utenti privati. E’ chiaro infatti che per le aziende il discorso è diverso: per esse il web hosting deve comprendere la fornitura di spazio web, di caselle e-mail, di tools per lo sviluppo delle pagine e dei servizi di e-commerce o addirittura la possibilità che sia la stessa società di web hosting a realizzare materialmente il sito.

L’utente privato, invece, al massimo aspira a vedere il proprio nome o soprannome come indirizzo web e niente più, affidandosi per il resto alle decine di offerte gratuite di spazio web accompagnate dalla comparsa di banner pubblicitari.

Saluti da Nicola Ferrando

Caro Nicola, il problema della trasparenza dei contratti e della chiarezza dei rapporti commerciali in rete è annoso e pesantissimo. Ci auguriamo che Interfree voglia al più presto su queste pagine spiegare l’accaduto e la propria posizione. Un saluto, Lamberto Assenti

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  • Anonimo scrive:
    Mi piacciono sempre queste dimostrazioni...
    ...di scarsa lungimiranza da parte di progettistiirrimediabilmente idioti. Bella la pensata dimisurare in sessantesimi, davvero. Va bè, va bèla scarsità di memoria, ma almeno avrebbero potutousare dei decimi di secondo... a chi importavascandire i sessantesimi? Mah...Quindi il 2038 diverrà il 1902, a occhio e croce,con 136 anni di differenza... bello, peggio dell'Y2K quello sbagliava "solo" di 100 anni.
  • Anonimo scrive:
    slashdot
    C'era qualcosa su Slashdot, si parlava anche di un party, credo. Ora pero' non riesco ad arrivare al Search. Saluti, Marco
  • Anonimo scrive:
    Titolo errato!
    ...
  • Anonimo scrive:
    ma è importante?
    Mi sembra ovvio che se si inizia a contare, da uno si arriva a 100 e via di seguito. Provo a ipotizzare: magari tra altri 31 anni circa si arriva a 2 miliardi.....Ma allora ci sarà un supercomputer che ci saprà chiarire la faccenda.....
    • Anonimo scrive:
      Re: ma è importante?
      - Scritto da: jp
      Mi sembra ovvio che se si inizia a contare,
      da uno si arriva a 100 e via di seguito.gia'... pensa che si e' iniziato a contare gli anni e ad un certo punto siamo arrivati a 2000... e tutti hanno festeggiato.
      Provo a ipotizzare: magari tra altri 31 anni
      circa si arriva a 2 miliardi.....pensa...tra altri 1000 anni sara' il 3000. Speriamo che ci sia ancora qualcuno per festeggiare.
  • Anonimo scrive:
    millenium bug
    anche windows usa il time_t. Il problema del millenium bug e' comunque tipico dei sistemi unix, perche' spesso i programmatori si sono inventati la 'loro' gestione del tempo, salvando, ad essempio, la data in una stringa.E' una stupidata dire che un sistema operativo ne soffre e un'altro no, dipende dai programmi e da come sono stati implementati.
    • Anonimo scrive:
      Re: millenium bug
      E' vero, il problema esiste, ma è sempre chi fa il progetto che deve starci con le tempie in queste cose...Tempo fa sono stato costretto ad utilizzare un campo testo per immagazzinare delle date, ed ho usato il time_t.Se non avessi preventivamente inserito uno 0 davanti alle date più corte avrei avuto ora un grave problema di ordinamento (fondamentale per quel lavoro).
      • Anonimo scrive:
        Re: millenium bug
        - Scritto da: luk
        E' vero, il problema esiste, ma è sempre chi
        fa il progetto che deve starci con le tempie
        in queste cose...Ci sono state almeno un paio di applicazioni che hanno avuto problemi. Una e'http://devel-home.kde.org/~kmail/bug.htmll'altra che ho visto ora mi sfugge.
  • Anonimo scrive:
    bordelloz
    c'e' un po' di caos... un link lasciato aperto.
    • Anonimo scrive:
      Re: bordelloz
      non so più chi è Mune.Sei davvero tu?Forse il vecchio Mune ha cambiato nick perché altri lo usavano per le boGLiate.mah!
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