Computer forensics: la perquisizione

di Emanuele Florindi - Un percorso guidato tra le varie fase delle indagini che conducono al processo per reato informatico. L'arrivo delle forze dell'ordine a casa dell'indagato

Perugia – La scorsa settimana , l’Avv. Florindi ha illustrato le modalità di avvio delle indagini, fino al momento dell’emissione del cosiddetto “avviso di garanzia”. La trattazione riprende da questo punto.

La perquisizione ed il sequestro
Tipicamente la poco simpatica notizia dell’informazione di garanzia arriva congiuntamente ad un decreto di perquisizione e sequestro, ma non è detto. Un soggetto potrebbe subire una perquisizione senza aver ancora assunto formalmente lo status di indagato. È il caso classico della perquisizione presso terzi, tipicamente nel caso di indagini a carico di ignoti oppure nel caso in cui l’autore del reato non sia il proprietario del bene sequestrato (per esempio un dipendente commette un reato informatico con il computer dell’ufficio).

L’apparente paradosso è che, almeno secondo me, la prassi di aprire un procedimento nei confronti di ignoti rappresenta la soluzione giuridicamente più corretta nella maggior parte dei reati informatici. L’alternativa, infatti, sarebbe quella di iscrivere al registro degli indagati il titolare dell’utenza telefonica utilizzata per commettere il reato ed individuata sulla base dell’indirizzo IP. È appena il caso di notare che una simile soluzione appare, se non scorretta da un punto di vista strettamente giuridico, quantomeno ingiusta nei confronti di un soggetto che viene ad essere indagato per il semplice fatto di aver stipulato un contratto. È il caso di ricordare che, mentre nel diritto civile vi sono varie forme di responsabilità per fatto altrui, nel diritto penale la responsabilità è strettamente personale.

Facciamo un esempio: Tizio, studente, convive con altri sei studenti in un appartamento. Il contratto di locazione è a nome di Mevio mentre l’utenza telefonica è intestata a Caio. Pippo, utilizzando un programma di P2P, scambia materiale illegale finché un bel giorno il suo IP viene individuato e vengono avviate delle indagini. Chi deve essere iscritto nel registro degli indagati?

Secondo me nessuno, almeno fino alla perquisizione si dovrebbe procedere nei confronti di ignoti e poi, in quella sede o successivamente, si cercherà di capire chi, tra i coinquilini, ha commesso il reato. È ovvio che non appena la responsabilità di Pippo inizia a delinearsi questi deve essere iscritto nel registro degli indagati ed acquisire i relativi diritti. Ovviamente non si tratta dell’unica strada percorribile, dato che è ben possibile iscrivere tutti i coinquilini al registro degli indagati e, come avrebbe detto Amaury, lasciare che sia poi Dio a riconoscere i suoi.

In ogni caso la perquisizione rappresenta un momento fondamentale dell’indagine, soprattutto per la labilità e la deperibilità delle prove informatiche: eventuali reperti non individuati in prima battuta sono probabilmente destinati a sparire in maniera definitiva. Si tratta della sede dove devono essere compiute quelle operazioni in grado di “cristallizzare” le prove evitando ogni possibile contaminazione degli elementi probatori: per esempio, è necessario evitare di accendere i computer trovati spenti e ponderare bene se, come e quando spegnere quelli trovati accesi. Laddove possibile, sarebbe opportuno annotare con cura, eventualmente anche scattando fotografie o utilizzando una videocamera, la disposizione degli apparati all’interno dell’ufficio o dell’abitazione: oggetti a prima vista insignificanti possono rappresentare un’ottima fonte di informazioni o, addirittura, essere elementi di prova: il mouse era a destra o a sinistra?

In questa fase l’imputato, ma anche chi abbia la materiale disponibilità dei luoghi, ha la facoltà di farsi assistere o rappresentare da una persona di fiducia “purché prontamente reperibile e idonea”. Quindi già in questa fase è possibile nominare il proprio difensore e, eventualmente, richiederne l’intervento in loco. Colgo l’occasione per sfatare il mito della perquisizione notturna: le perquisizioni presso il domicilio devono essere svolte tra le ore 7:00 e le ore 20:00 (art. 251 cpp) salvo casi di particolare urgenza in cui l’autorità giudiziaria può disporre per iscritto che le operazioni vengano svolte al di fuori di questi termini temporali.

Una volta sbrigate tutte le formalità, si procede alla caccia al “tesoro” ed all’acquisizione dei supporti informatici. In caso di computer spento, nessun problema: si prende l’hard disk, lo si clona, si acquisisce il relativo hash, lo si annota nel verbale e si imballa l’originale preferibilmente apponendo i sigilli alla scatola.

Laddove ve ne sia la possibilità è sempre buona norma verificare che l’hard disk (il clone non l’originale!) sia leggibile e che non vi siano nel PC schede particolari, in grado di inibire l’accesso all’hard disk ove non presenti. A tal proposito è assai utile la lettura dei manuali delle schede o una verifica tramite internet delle caratteristiche dei componenti. In caso di dubbio è opportuno prelevare tutto il materiale spiegandone le ragioni. In ogni caso la prassi ci insegna che di solito è sufficiente l’hard disk (meglio ancora un suo clone, ma su questo torneremo poi).

Purtroppo sempre più spesso, i PC rimangono costantemente accesi. Che fare in caso di computer in funzione? L’ottimo sarebbe poter disporre, direttamente in sede di perquisizione, di un soggetto con adeguata competenza che, alla presenza della parte, possa analizzare (con le modalità proprie dell’ispezione) la macchina accesa, verificare i processi in esecuzione e procedere infine allo spegnimento della macchina (annotando e riprendendo tutte le operazioni eseguite), ma nel caso in cui ciò non fosse possibile o non si fosse certi dell’assenza di sistemi di sicurezza particolari, la soluzione pratica migliore è quella di staccare direttamente la spina dal computer procedendo anche alla rimozione delle batterie in caso di computer portatile.

Tralasciamo, per semplicità, l’ipotesi in cui si rilevi la presenza di partizioni o dischi virtuali in mount, dato che questa fattispecie richiede un approccio completamente differente rendendo necessaria l’ispezione della macchina direttamente in loco.

Avv. Emanuele Florindi
http://www.accademiascienzeforensi.it
http://www.telediritto.it

La trattazione dell’Avv. Florindi proseguirà nelle prossime settimane analizzando le fasi successive dell’indagine: le differenze tra sequestro e copia, l’istruzione del processo e il trattamento dei reperti, l’entrata in campo dei periti e l’interpretazione delle prove.

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  • asvero panciatici scrive:
    Vedo solo un uso...
    Una polaroyd può servire se si viaggia e si vuol fotografare la gente. Le persone collaborano più volentieri se fai loro vedere le foto sullo schermo della digitale, sono curiosi. Se hai una polaroyd puoi fargli una foto con quella e regalarlgliela, si stabilisce un rapporto, si comunica e si ha la possibilità di scattare quanto si vuole. Una persona con cui ho viaggiato ne aveva una, in Mongolia. Ha avuto un sucXXXXX indescrivibile. Peccato che esaurito il primo caricatore ci siamo accorti che gli altri che si era procurata erano del formato sbagliato (era una polaroyd di 20 anni fa... ) e il gioco è finito.Certo, non è un utilizzo che garantisca un mercato accettabile, alla fine sarà un flop...
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Oggetto fuori dal tempo
    Non è la stessa cosa, non c'era tutto quel che ruotava attorno alla macchina fotografica di oggi, ma poi chi vuole fermare per stampare le foto ?Oggi non devi necessariamente andare dal fotografo per avere le tue foto, e soprattutto sono subito godibili su televisore e altre periferiche.Quindi sarà un flop.
  • idea scrive:
    Foto autografate
    ...ma vi è mai capitato di andare ad una evento, concerto o similare con gli amici, dove ad un certo punto avete avuto modo di conoscere personalmente il compositore/cantante/ecc. e avere desiderato di avere lì con voi una Polaroid che potesse fissare l'evento memorabile in UNA FOTO ISTANTANEA che sarebbe stata IMMEDIATAMENTE autografata con dedica ?A me è capitato più volte. Ma la Polaroid non la avevo... :(In questi casi una Polaroid NON HA PREZZO !!!ciao
    • asvero panciatici scrive:
      Re: Foto autografate
      Se ti fai la foto CON il cantante suddetto, non ti serve l'autografo, insomma, sei nella foto con lui/lei...
  • nicola scrive:
    Errore articolo
    La dimensione non è 10 x 15 ma circa 5 x 7 cm!
    • . . scrive:
      Re: Errore articolo
      Errore non da poco ... Inoltre 5x7 e' piccolissimo: piu' o meno come un display da 3.4". Almeno una volta non serviva una lente per guardare una polaroid.
      • il signor rossi scrive:
        Re: Errore articolo
        - Scritto da: . .
        Errore non da poco ...
        Inoltre 5x7 e' piccolissimo: piu' o meno come un
        display da 3.4". Almeno una volta non serviva una
        lente per guardare una
        polaroid.già, ma la polaroid era molto più grande!
  • Valeren scrive:
    La vedo dura...
    Il grosso vantaggio delle digitali è che posso valutare cosa "sviluppare" dopo essermele guardate sul PC ed averci giocato un po'.Tutto il fotoritocco che vogliono, ma su un display da 3" perdi i dettagli che ti fanno decidere se stampare la foto o meno.Magari qualcuno impazzirà all'idea della foto digitale con stampa istantanea, personelmente non mi convince proprio.
    • Wolf01 scrive:
      Re: La vedo dura...
      Bhe è già un bene che almeno puoi vedertele le foto prima di stamparle, con le vecchie Polaroid te le stampavi direttamente e come venivano venivano :D
      • deactive scrive:
        Re: La vedo dura...
        e i refill costavano un sacco .. soltanto da 10 scatti peraltro.Pero', che tempi ...
        • ottomano scrive:
          Re: La vedo dura...
          - Scritto da: deactive
          e i refill costavano un sacco .. soltanto da 10
          scatti
          peraltro.
          Pero', che tempi ...L'ultima affermazione è quella che farà fallire queste nuove polaroid.Il bello della polaroid sono i colori sfalsati - tendenti al giallo - e quel qualcosa che la rendeva "magica" mentre aspettavi che si sviluppasse la foto...Una stampa digitale istantanea non la vedo così "magica".Nicola
          • deactive scrive:
            Re: La vedo dura...
            beh gli appassionati potranno comunque apprezzare.Un amico ha acquistato la Holga (macchina giocattolo) abbinata ad un accrocchio polaroid da applicare per la stampa delle foto.I colori sono fantastici se proprio devo dirla tutta ;-)http://www.kontain.com/fabrizio/#entries/entry/27846
          • Andrea scrive:
            Re: La vedo dura...
            Beh, riassumendo mi pare siamo tutti d'accordo: non ci sarà alcun boom di Polaroid, resterà per appassionati e nostalgici.
          • roko scrive:
            Re: La vedo dura...
            - Scritto da: Andrea
            Beh, riassumendo mi pare siamo tutti d'accordo:
            non ci sarà alcun boom di Polaroid, resterà per
            appassionati e
            nostalgici.non credo, a me ad esempio la cosa incuriosisceda quando ci sono le digitali nessuno conserva più le foto del compleanno di "gigi"... finiscono tutte nel PC e poi nel cestino, oppure vanno via con il vecchio computersolo una piccolissima parte decide di stamparleuna volta c'erano centinaia di foto ricordo, adesso le foto sono diventate consumabili e subito dopo passano in fase "delete"
          • Wolf01 scrive:
            Re: La vedo dura...
            Chiamasi risparmio e comoditàSinceramente sfogliando le foto in tv collegandoci la macchina fotografica, oppure una galleria di 12341241 foto nel pc è molto più conveniente che cercare un librone di 6kg sopra all'armadio, dove poi le foto ingialliscono o si rovinano perchè si appiccicano, poi col pc le ordini in 4 click, sui portafoto puoi credere se mi metto lì ore a ordinare le foto, e ne ho molti di portafoto
          • icex scrive:
            Re: La vedo dura...
            Si ma si perde la memoria cosi', quella storica intendo, che poi sia "solo" di una famiglia e' irrilevante.Lo sappiamo tutti e' inutile negarlo, la foto digitale alla fin fine la "perdiamo".Il librone resta (ed e' bello per i futuri...)Saluti
          • elettrocoms umerrr scrive:
            Re: La vedo dura...
            beh pero bisogna tenere conto che se da una parte non le stampiamo più, dall'altro siamo sommersi di apparecchiature digitali di ogni tipo il cui smaltimento è tutt'altro che ecologico :)
          • elettrocoms umerrr scrive:
            Re: La vedo dura...
            per l'appuntohttp://punto-informatico.it/2633715/PI/News/non-crisi-tecnorifiuti.aspx
          • Nadar scrive:
            Re: La vedo dura...
            Forse non avete idea dell'impatto dei materiali chimici fotografici necessari per la produzione del negativo nonchè per il procedimento di sviluppo C-41 per i negativi o e6 per le dia e tutto ciò che seve per lo sviluppo dei positivi.E poi, come la mettiamo con il fatto che su 36 foto, forse 3 o5 meritavano di essere tenute? (la carta politenata come la ricliamo?).Certo, una digitale ha il suo impatto sopprattutto la baatteria, ma in teoria, se finirà l'idiota corsa al megapixel, una digitale potrà durare mezza vita... :)
          • elettrocoms umerrr scrive:
            Re: La vedo dura...
            effettivamente non ci avevo pensato :)però hai fatto bene a far notare come oggi il consumo di queste apparecchiature è molto più accentuato..ma tutte le sostanze e i materiali di cui parli, venivano smaltiti dal produttore? o riutilizzati più volte se lo prevedevano?perché appunto oggi la tecnologia a noi costa poco.. però è perche alla fine non la smaltiamo noi. e soprattutto non viene smaltita correttamente da chi la riceve (se poi è costretto non è il punto).secondo me oltre che la corsa al pixel deve anche essere introdotto il vero costo di smaltimento
          • Nadar scrive:
            Re: La vedo dura...
            - Scritto da: elettrocoms umerrr
            effettivamente non ci avevo pensato :)

            però hai fatto bene a far notare come oggi il
            consumo di queste apparecchiature è molto più
            accentuato..

            ma tutte le sostanze e i materiali di cui parli,
            venivano smaltiti dal produttore? o riutilizzati
            più volte se lo
            prevedevano?

            perché appunto oggi la tecnologia a noi costa
            poco.. però è perche alla fine non la smaltiamo
            noi. e soprattutto non viene smaltita
            correttamente da chi la riceve (se poi è
            costretto non è il
            punto).

            secondo me oltre che la corsa al pixel deve anche
            essere introdotto il vero costo di
            smaltimentoNon sono del settore ma so per certo che i chimici utilizzati, dopo essere stati correttamente "rigenerati" per essere usati più volte, andavano (leggi: vanno) smaltiti come rifiuti speciali (con tanto di registro di carico/scarico).Sul costo di smaltimento aggiunto al bene (come avviene per esempio le batterie auto) mi trovi perfettamente daccordo. Sarei proprio curioso di vedere la fine che fanno tutti gli elettrodomestici oggetto di "campagne rottamazione"
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