Contrappunti/ Aumenta la banda? Quale?

di Massimo Mantellini - La marcia forzata di operatori e provider verso una televisione da far correre in rete si lascia alle spalle cose ormai dimenticate, ovvero buona parte dell'innovazione rappresentata da Internet

Roma – C’è qualcosa di ineluttabile e nello stesso tempo di nuovissimo nella notizia di questi giorni delle nuove querele di RIAA nei confronti di centinaia di studenti di grandi università americane che si sarebbero scambiati file musicali attraverso le linee ad altissima velocità della rete universitaria.

Si tratta, se vogliamo guardarci bene, di una non notizia poiché nulla differenzia nella sostanza lo scambio di un file mp3 che avviene in qualche minuto da quello che si consuma in un paio di secondi. Come è noto però, ogni scusa è buona per suonare a ripetizione le trombe della propaganda minacciosa che equipara ogni studente con un collegamento a Internet ad un pericoloso delinquente. Uno sport (e uno spot) mediatico che la RIAA conosce perfettamente.

Non è in questo aspetto la novità della pirateria ad alta velocità ma semmai nella constatazione che l’evoluzione tecnologica sta creando nuovi mostri insieme a nuove fantastiche opportunità. Se le grandi università americane sono ormai collegate da quella che un po’ pomposamente viene chiamata Internet 2, le medesime tendenze al gigantismo dei collegamenti possono essere trovate un po’ in tutto il mondo e perfino nel nostro paese, quando osserviamo l’incremento quasi esponenziale della banda DSL che gli operatori delle comunicazioni ci stanno promettendo da qualche settimana a questa parte.

Prima 1 MB, poi 4, qualcuno rilancia fino a 6, i più ottimisti ci dipingono prossimi imminenti collegamenti con banda in download di 12 MB. Internet 2 per tutti insomma, non solo per Harvard.

Come sappiamo, tale immenso, continuo e non richiesto sforzo di aggiornamento tecnologico deriva dal progetto, che gli ISP hanno ormai fatto proprio, di convergenza fra internet e Tv. Argomento di cui si parla ormai da molti anni sul quale oggi nessuno sembra avere più alcun dubbio. Quello che fino a ieri ci veniva fatto pagare a caro prezzo (la banda) oggi ci viene invece regalato: un investimento per il futuro delle grandi telco che potrebbe anche scatenare qualche ansia da prestazione. Ma troppo luccicante è oggi il miraggio di partecipare un mercato ricchissimo come quello della TV, da parte di soggetti che fino a ieri si limitavano a trasmettere parole lungo un filo di rame.

Così accade che simili scelte strategiche portino con sè valutazioni di significato opposto. Da un lato l’incremento di banda delle connessioni DSL indispensabile allo streaming audiovideo andrà ad arricchire e facilitare il traffico sui circuiti P2P, creando un ulteriore danno ai possessori dei diritti sui contenuti; dall’altro, in un dualismo camaleontico, gli stessi operatori godranno di simili nuove caratteristiche anche per attirare nuovi clienti. Come è sempre accaduto in questi anni, gli operatori delle TLC da un lato si prestano ben volentieri a firmare inutili codici di autoregolamentazione sugli usi etici delle loro reti come il recente Patto di Sanremo, dall’altro ricevono con sopita soddisfazione l’incremento dei contratti a banda larga legato agli usi meno nobili della loro connettività. ” Pecunia ? come è noto ? non olet “, ed il sacro principio della separazione fra lo strumento ed il suo utilizzo è, non solo un ombrello salvatutto per gli ISP, ma anche una sacrosanta verità alla quale appellarsi al bisogno.

Volendo dirla tutta si potrebbe ragionevolmente obiettare che l’incremento di performance delle ADSL non sposta di molto l’eventuale attitudine a delinquere dei suoi utilizzatori. Poco cambia se lo stesso file mp3 viene scaricato in pochi secondi piuttosto che in qualche minuto, almeno per i collegamenti always on. Nello stesso tempo ? e questa è invece caratteristica di ben differente importanza ? la grande maggioranza dei contratti disponibili per l’utenza casalinga limita fortemente la banda disponibile in upload che è rimasta, negli ultimi aggiornamenti contrattuali, praticamente invariata. Questo, da un lato ostacola in qualche maniera la messa in rete di contenuti pirata, ma dall’altro limita in maniera considerevole lo sviluppo di innovativi utilizzi dei nostri collegamenti a Internet. E’ il prezzo da pagare alla vecchia idea, che oggi i grandi ISP, con puntuale “cortomiranza” sembrano aver sposato in pieno, di disporre di una clientela il più possibile “ricevente” ed il meno possibile “trasmettente”. Che il rumore, come è noto, disturba il manovratore e la sua capacità di far soldi.

Oggi il collo di bottiglia in trasmissione dei nostri collegamenti casalinghi rende vani o estremamente difficoltosi esperimenti innovativi come le internet radio personali o la partecipazione ad aggregatori di contenuti audiovideo come quello inaugurato da Google nei giorni scorsi o come altre opzioni che verosimilmente seguiranno. Ostacola inoltre molte forme di telelavoro e soprattutto spiana l’orizzonte dall’eventualità di nuove e non ancora immaginate opportunità innovative. Inutile inventarsi grandi servizi se non esistono opzioni tecnologiche per svilupparli. Gli operatori delle telecomunicazioni insomma continuano a sognare il sogno mille volte sognato di diventare grandi distributori di contenuti televisivi, e così facendo abdicano alla loro funzione principale: quella di fornire strumenti tecnologici utilizzabili da tutti, adatti a rendere possibile il cambiamento. Non si tratta d una miopia da poco.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • Anonimo scrive:
    Comunicato Stampa lavoratori di Yahoo!
    L?Assemblea dei lavoratori di Yahoo! Italia, riunitasi all?esterno della propria azienda durante lo sciopero di protesta contro il licenziamento (notificato ieri sera) di una delegata sindacale, ha espresso la massima solidarietà alla collega licenziata, condannando il grave provvedimento della direzione aziendale e denunciandone l?evidente carattere antisindacale.I lavoratori di Yahoo!Italia confermano lo stato di agitazione, che si intensificherà ulteriormente nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con l?effettuazione di scioperi e forme di lotta che si articoleranno fino al reintegro della delegata sindacale nel proprio posto di lavoro, presso la sede di Yahoo! Italia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Comunicato Stampa lavoratori di Yahoo!
      - Scritto da: Anonimo
      L?Assemblea dei lavoratori di Yahoo! Italia,
      riunitasi all?esterno della propria azienda
      durante lo sciopero di protesta contro il
      licenziamento (notificato ieri sera) di una
      delegata sindacale, ha espresso la massima
      solidarietà alla collega licenziata, condannando
      il grave provvedimento della direzione aziendale
      e denunciandone l?evidente carattere
      antisindacale.
      I lavoratori di Yahoo!Italia confermano lo stato
      di agitazione, che si intensificherà
      ulteriormente nei prossimi giorni e nelle
      prossime settimane, con l?effettuazione di
      scioperi e forme di lotta che si articoleranno
      fino al reintegro della delegata sindacale nel
      proprio posto di lavoro, presso la sede di Yahoo!
      Italia.Bravi!Fate benissimo,dovrebbero tutti reagire come voi di fronte a queste porcherie!!!
  • XavierX scrive:
    Sindacato del nuovo millennio?
    Forse questo è solo il primohttp://www.breadandroses.itBread&Roses nasce nel 2001 in un momento particolare caratterizzato dalla crisi sociale di Internet e dall'emergere di una nuova categoria di lavoratori i Net Workers che, secondo gli ultimi dati del settore dell'ICT in Italia, sono 500 mila.Una categoria che è stata finora tenuta ai margini e probabilmente considerata poco rivelante, ma che sta diventando sempre più importante e numerosa.Per questo abbiamo deciso di dar vita al primo sindacato dedicato ai Net Workers: per dar voce a questa realtà nuova e particolarmente significativa di un mercato del lavoro che è in cerca di un equilibrio tra flessibilità e garanzie per il lavoratore.Un sindacato innovativo, costituito da giovani provenienti dal mondo della Net economy e che utilizza Internet come strumento di informazione e di discussione (attraverso inchieste e approfondimenti, ma anche con una TV Online), di erogazione di servizi e consulenze (consulenza fiscale, sul contratto di lavoro ed altri temi di interesse) di formazione (e-learning sulle professionalità della net economy) di aggregazione (comunità online delle professioni dell'Ict), di ricerca di lavoro (attraverso lo spazio recruiting).Bread&Roses si propone come uno dei luoghi in cui intraprendere una nuova stagione dei diritti dei lavoratori nell'era dell'economia digitale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacato del nuovo millennio?
      - Scritto da: XavierX
      Forse questo è solo il primo
      http://www.breadandroses.it


      Bread&Roses nasce nel 2001 in un momento
      particolare caratterizzato dalla crisi sociale di
      Internet e dall'emergere di una nuova categoria
      di lavoratori i Net Workers che, secondo gli
      ultimi dati del settore dell'ICT in Italia, sono
      500 mila.
      Una categoria che è stata finora tenuta ai
      margini e probabilmente considerata poco
      rivelante, ma che sta diventando sempre più
      importante e numerosa.

      Per questo abbiamo deciso di dar vita al primo
      sindacato dedicato ai Net Workers: per dar voce a
      questa realtà nuova e particolarmente
      significativa di un mercato del lavoro che è in
      cerca di un equilibrio tra flessibilità e
      garanzie per il lavoratore.

      Un sindacato innovativo, costituito da giovani
      provenienti dal mondo della Net economy e che
      utilizza Internet come strumento di informazione
      e di discussione (attraverso inchieste e
      approfondimenti, ma anche con una TV Online), di
      erogazione di servizi e consulenze (consulenza
      fiscale, sul contratto di lavoro ed altri temi di
      interesse) di formazione (e-learning sulle
      professionalità della net economy) di
      aggregazione (comunità online delle professioni
      dell'Ict), di ricerca di lavoro (attraverso lo
      spazio recruiting).

      Bread&Roses si propone come uno dei luoghi in cui
      intraprendere una nuova stagione dei diritti dei
      lavoratori nell'era dell'economia digitale.Certo che questi fighetta radical-scic della Milano bene sono formidabili:riescono, con una laurea del balle come scienze politiche,a inventarsi dei posti al sole stabili e ben remunerati (lavoro come insegnante all'Università Cattolica del Sacro Cuore o alla CISL di Milano) prendendo per il *ulo tecnici e ingegneri che vivono nel buio del precariato dopo essersi fatto un mazzo tanto per ottenere un diploma o una laurea VERA.Diciomlo, sono veramente dei grandi!E dovremmo anche ringraziarli di esistere!Bhe,che dire: i loro genitori li hanno consigliati bene!Mio padre invece mi diceva sempre: "lavora e studia e vedrai che un giorno..."MA ROTFL.
  • XavierX scrive:
    Posso dire la mia?
    Io penso che il mondo del lavoro sia cambiato ma che purtroppo in Italia non ce ne siamo accorti, ma soprattutto non vogliamo prenderne atto. Ed il perchè è molto semplice: ci sono sì i diritti conquistati con anni e anni di lotte nei decenni passati che dovrebbero essere preservati, ma soprattutto un sacco di privilegi ai quali nessuno è disposto a rinunciare che dovrebbero sparire.In questa situazione di crisi economica nazionale, aggravata oltretutto dall'instabilità internazionale e dalla concorrenza dei paesi emergenti, a tutti i livelli, in tutti i settori, bisognerebbe rimboccarsi le maniche. Ma come al solito si tende a prendersela solo con alcune categorie per non toccarne altre e mantenere il sistema attuale.Purtroppo manca la volontà politica di fare ciò: se voi foste dei politici andreste dai dipendenti pubblici, che sono anche il vostro elettorato, a dire "Signori, siete in troppi e in molti casi non fate un cavolo. Qualcuno deve andare a casa". Andreste dai vostri amici della Banca d'Italia, con cui avete più di un affare lecito o illecito in ballo, a dire: "Signori, qui ci vuole un giro di vite, abbiamo e avete mangiato troppo, è ora di cambiare il sistema". Andreste dai notai, dagli avvocati, dai dentisti e da tutte quelle categorie super associate, a dire "Signori, è ora di liberazzizare i prezzi e le professioni. Già che ci siamo non tolloreremo più l'evasione fiscale, quindi niente più nero per voi". Andreste dai vostri compagni di merende in Telecom, Autostrade, Ferrovie e aziende ex-statatali varie a dire: "Carissimi (in tutti i sensi), la pacchia è finita, Pantalone ha terminato il dinero. Non chiedeteci più favoreggiamenti, soprattutto ora che apriremo il mercato e faremo l'interesse dei cittadini".
  • Anonimo scrive:
    Coltelli e manici
    Non mi sarei mai aspettato di dover scrivere un articolo per difendere i sindacati, anche perchè non sono un entusiasta della loro attuale conformazione, ne dei privilegi di cui loro affiliati godono. Ma la storia è fatta di corsi e ricorsi, le riprese e le recessioni si rincorrono sempre, i sindacati hanno acquisito gran parte del loro potere in un periodo di forte sviluppo, quando la domanda di lavoro superava di gran lunga l'offerta, allora il coltello dalla parte del manico ce l'avevano i lavoratori e le compagini sindacali hanno lavorato bene per ottenere quello che oggi, giorno dopo giorno, vediamo sgretolarsi davanti ai nostri occhi. Oggi non tempo di conquiste sindacali, chi non ha diritti non ha nessuna leva per ottenerne. In regime di stagnazione o di recessione va da sè che il manico del coltello passa dall'altra parte, e quello che può fare il sindacato è solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni offensiva delle aziende, arretrare alla trincea più vicina alle proprie spalle, sperando che la tendenza generale dell'economia si inverta presto. L'alternativa a questo lento concedere alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi chi può", perchè in quel caso i carrarmatini delle aziende avrebbero vita facile a conquistare i 18 (o più) territori.Tenete duro. Ciao, Cxar
    • Anonimo scrive:
      Re: Coltelli e manici
      - Scritto da: Anonimo
      Non mi sarei mai aspettato di dover scrivere un
      articolo per difendere i sindacati, anche perchè
      non sono un entusiasta della loro attuale
      conformazione, ne dei privilegi di cui loro
      affiliati godono. Ma la storia è fatta di corsi e
      ricorsi, le riprese e le recessioni si rincorrono
      sempre, i sindacati hanno acquisito gran parte
      del loro potere in un periodo di forte sviluppo,
      quando la domanda di lavoro superava di gran
      lunga l'offerta, allora il coltello dalla parte
      del manico ce l'avevano i lavoratori e le
      compagini sindacali hanno lavorato bene per
      ottenere quello che oggi, giorno dopo giorno,
      vediamo sgretolarsi davanti ai nostri occhi. Oggi
      non tempo di conquiste sindacali, chi non ha
      diritti non ha nessuna leva per ottenerne. In
      regime di stagnazione o di recessione va da sè
      che il manico del coltello passa dall'altra
      parte, e quello che può fare il sindacato è
      solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni
      offensiva delle aziende, arretrare alla trincea
      più vicina alle proprie spalle, sperando che la
      tendenza generale dell'economia si inverta
      presto. L'alternativa a questo lento concedere
      alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi
      chi può", perchè in quel caso i carrarmatini
      delle aziende avrebbero vita facile a conquistare
      i 18 (o più) territori.

      Tenete duro.
      Ciao, CxarLe uniche lotte sindacali che mi ricordo di quei tempi sono leserate al Regio di Torino di Luciano Lama e Giovanni Agnellio i picchetti di Giugliano Ferrara davanti alla 31 a Mirafiori:lui alla sera andava a mangiare al partito, mio padre inveceaveva tre bocche da sfamare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Coltelli e manici
      [cut]
      parte, e quello che può fare il sindacato è
      solamente una ritirata ordinata, cioè, ad ogni
      offensiva delle aziende, arretrare alla trincea
      più vicina alle proprie spalle, sperando che la
      tendenza generale dell'economia si inverta
      presto. L'alternativa a questo lento concedere
      alle aziende è il rompere i ranghi, è il "salvi
      chi può", perchè in quel caso i carrarmatini
      delle aziende avrebbero vita facile a conquistare
      i 18 (o più) territori.ma in italia c'è stata una ritirata ordinata o si sono mandate le truppe allo sbaraglio per permettere ai capoccia di blindarsi nelle loro roccaforti di privilegio a spese dei poveri fanti mandati al massacro...oppure le truppe sono state vendute dai generali in cambio di una nuova casacca e una nuova bandiera ?
  • Anonimo scrive:
    Seguiamola 'sta storia
    voglio proprio vedere che succede qui... i sindacati stanno scomparendo dalla faccia del paese
  • Anonimo scrive:
    Tutta la mia solidarietà alla delegata!
    La delegata sindacale licenziata durante una agitazione dei lavoratori,a Milano,nel 2005,in una moderna azienda di un grande gruppo internazionale?Veramente pazzesco.E gravissimo:si vergognino i dirigenti di Yahoo!Comportamenti come questo non miglioreranno certo la nomea di azienda ottusa e padronale che comincia a diffondersi(fondatamente!) sul conto di Yahoo.Tutta la mia solidarietà alla delegata licenziata ed a tutti i lavoratori di yahoo!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Tutta la mia solidarietà alla delegata!
      - Scritto da: Anonimo
      La delegata sindacale licenziata durante una
      agitazione dei lavoratori,a Milano,nel 2005,in
      una moderna azienda di un grande gruppo
      internazionale?
      Veramente pazzesco.
      E gravissimo:si vergognino i dirigenti di Yahoo!
      Comportamenti come questo non miglioreranno certo
      la nomea di azienda ottusa e padronale che
      comincia a diffondersi(fondatamente!) sul conto
      di Yahoo.
      Tutta la mia solidarietà alla delegata licenziata
      ed a tutti i lavoratori di yahoo!!dicendo "vergogna vergogna" non si arriva da nessuna parte.la vergogna si basa su un senso di onore, dignità, giustizia ... oggi non si vergogna più nessuno.qui ci sono da mettere in campo diritti, legge.e soldi.
  • Anonimo scrive:
    guerre fra poveri
    leggo interventi di molti precari incavolati. perchè "per una volta" un non-precario viene licenziato e qualcuno si arroga il diritto di difenderlo..forse dovremmo tutti ragionare un po' su cosa sta succedendo, a prescindere dalla situazione in sè. su questa, posso solo dire che per la mia esperienza (positiva) i sindacati non fanno mai scioperi e comunicati stampa senza sapere di aver ragione.se i precari non godono di diritti sindacali, forse dovrebbero andare a leggersi la legge biagi e chiedersi chi l'ha scritta. forse dovrebbero andare dagli ultimi governi che abbiamo avuto e chiedere di render conto sulle varie leggi e leggine che man mano hanno "liberalizzato" il mercato del lavoro, l'hanno reso "flessibile"; hanno messo le famiglie in condizione di non poter pagare un mutuo o vivere serenamente.però se i non-precari, invece di chinare il capo alla somma fortuna che gli è "toccata" (un lavoro a tempo indeterminato!) e stare buoni buoni, insistono ad esercitare senso critico e osano anche pretendere di far rispettare regole e leggi - beh, come sembra dimostrare questa vicenda non lo fanno certo per se stessi. lo fanno per chi in quelle aziende ci lavora, tutti: ma anche per voi precari che vi lamentate di non avere difese. per far capire che non ci siamo addormentati tutti, che conosciamo ancora le leggi di questo stato.avete ragione, lavorare in Italia è un'agonia: ma perchè invece di fare la gara a chi sta peggio non provate a organizzarvi, a pretendere che anche i vostri diritti vengano rispettati? è forse più semplice stare nell'angolino a mugugnare?
    • Anonimo scrive:
      Re: guerre fra poveri
      - Scritto da: Anonimo
      leggo interventi di molti precari incavolati.
      perchè "per una volta" un non-precario viene
      licenziato e qualcuno si arroga il diritto di
      difenderlo..
      forse dovremmo tutti ragionare un po' su cosa sta
      succedendo, a prescindere dalla situazione in sè.
      su questa, posso solo dire che per la mia
      esperienza (positiva) i sindacati non fanno mai
      scioperi e comunicati stampa senza sapere di aver
      ragione.

      se i precari non godono di diritti sindacali,
      forse dovrebbero andare a leggersi la legge biagi
      e chiedersi chi l'ha scritta. forse dovrebbero
      andare dagli ultimi governi che abbiamo avuto e
      chiedere di render conto sulle varie leggi e
      leggine che man mano hanno "liberalizzato" il
      mercato del lavoro, l'hanno reso "flessibile";
      hanno messo le famiglie in condizione di non
      poter pagare un mutuo o vivere serenamente.

      però se i non-precari, invece di chinare il capo
      alla somma fortuna che gli è "toccata" (un lavoro
      a tempo indeterminato!) e stare buoni buoni,
      insistono ad esercitare senso critico e osano
      anche pretendere di far rispettare regole e leggi
      - beh, come sembra dimostrare questa vicenda non
      lo fanno certo per se stessi. lo fanno per chi in
      quelle aziende ci lavora, tutti: ma anche per voi
      precari che vi lamentate di non avere difese. per
      far capire che non ci siamo addormentati tutti,
      che conosciamo ancora le leggi di questo stato.

      avete ragione, lavorare in Italia è un'agonia: ma
      perchè invece di fare la gara a chi sta peggio
      non provate a organizzarvi, a pretendere che
      anche i vostri diritti vengano rispettati?Diritti che doveveno fare rispettare i sindacati durante il governo di sinistra non firmando la legge TREU e contrastandola con tutte le forze come hanno fatto con l'articolo 18 durante il governo di destra.Strano che "sapessero di avere ragione" solo in quest'ultimo caso. No? è
      forse più semplice stare nell'angolino a
      mugugnare?Giusto dobbiamo uscire dall'angolino in cui ci hanno messo i sindacati daccordo con il padronato e andargli a fare un *ulo così )(.Questi incapaci hanno il posto fisso ma nessuna competenza ne le palle per fare crescere le aziende e il paese, solo la spocchia di teorizzare la lotta sociale di chi hanno tradito. Carogne di *erda!
    • Anonimo scrive:
      Re: guerre fra poveri
      - Scritto da: Anonimo
      leggo interventi di molti precari incavolati.
      perchè "per una volta" un non-precario viene
      licenziato e qualcuno si arroga il diritto di
      difenderlo..
      forse dovremmo tutti ragionare un po' su cosa sta
      succedendo, a prescindere dalla situazione in sè.
      su questa, posso solo dire che per la mia
      esperienza (positiva) i sindacati non fanno mai
      scioperi e comunicati stampa senza sapere di aver
      ragione.
      ROTFL, ormai i sindacati non sono associazioni di lavoratori per la tutela dei medesimi, sono solamente pseudopartiti politici, che mirano in primo luogo ai loro interessi anche a costo di andare contro la base.http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3900
      se i precari non godono di diritti sindacali,
      forse dovrebbero andare a leggersi la legge biagi
      e chiedersi chi l'ha scritta. e a che legge, la Treu, cerca di mettere le toppe. Come mai i sindacati non si sono battuti per una regolarizzazione dei dipendenti di fatto ? per una seria riforma degli ammortizzatori sociali ? Parliamo del contratto dei dipendenti dei call center e della loro regolarizzazione ?per non parlare del referendum sull'articolo 18...è un diritto di tutti i lavoratori o no ? come mai i sindacati glissano alla grande sulla questione ?
      forse dovrebbero
      andare dagli ultimi governi che abbiamo avuto e
      chiedere di render conto sulle varie leggi e
      leggine che man mano hanno "liberalizzato" il
      mercato del lavoro, l'hanno reso "flessibile";hai detto bene, gli ultimi governi. Perchè non ci si è scagliati da subito contro chi ha iniziato le storture ma ci si è svegliati quando è andato al governo il berlusco ?Non bisognava disturbare gli amici?
      hanno messo le famiglie in condizione di non
      poter pagare un mutuo o vivere serenamente.

      però se i non-precari, invece di chinare il capo
      alla somma fortuna che gli è "toccata" (un lavoro
      a tempo indeterminato!) e stare buoni buoni,
      insistono ad esercitare senso critico e osano
      anche pretendere di far rispettare regole e leggileggi che vietano ad esempio di bloccare porti o autostrade, ma in italia si da ragione solo a chi urla di più.perchè ad un dipendente fiat deve essere stratutelato con ammortizzatori sociali e cassa integrazione mentre un dipendente della rossi spa, se non arrivano commesse finisce in mezzo ad una strada senza che nessuno muova un dito?perchè i due pesi e le due misure ?
      - beh, come sembra dimostrare questa vicenda non
      lo fanno certo per se stessi. lo fanno per chi in
      quelle aziende ci lavora, tutti: ma anche per voi
      precari che vi lamentate di non avere difese. per
      far capire che non ci siamo addormentati tutti,
      che conosciamo ancora le leggi di questo stato.

      avete ragione, lavorare in Italia è un'agonia: ma
      perchè invece di fare la gara a chi sta peggio
      non provate a organizzarvi, a pretendere che
      anche i vostri diritti vengano rispettati? è
      forse più semplice stare nell'angolino a
      mugugnare?oh beh, una cosa è lo sciopero organizzato dagli operai (a ti e con il diritto di sciopero) di una grossa azienda come la fiat, una cosa è uno sciopero organizzato da quattro gatti cococo dipendenti di una microditta di servizi appaltatrice per conto di una qualche grossa società.Pensi che qualcuno ne parli dello sciopero? pensi che i proprietari vogliano venire a patti ?semplicemente chiudono i contratti e chiamano altri poveracci. Tutto lecito e alla luce del sole. Hai un contratto a termine e non viene rinnovato, non puoi appigliarti a niente altro.Come mai in piazza si è andati per difendere l'articolo 18 e poi, quando si poteva estendere ad altri lavoratori ci si è ritirati alla grande ?
      • Anonimo scrive:
        Re: guerre fra poveri
        e quindi? la vostra soluzione?
        • Anonimo scrive:
          Re: guerre fra poveri
          - Scritto da: Anonimo

          e quindi? la vostra soluzione?il ritorno dei sindacati a organizzazioni per la tutela dei lavoratori da società consorziate per l'occupazione di poltrone...
  • Elwood_ scrive:
    Centinaia di licenziati co.co.pro.
    Ogni giorno ma di quelli non gliene frega un cazz a nessuno!Ma cosa hanno fatto i sindacati per noi poveri precari?Bene finissero in mezzo ad una strada... così si rendono conto che significa fare la sindacalista cocopro a 1000 euro al mese, senza cassa malattia, ferie tredicesima etc etc.E se l'hanno buttata fuori se vede che si erano proprio rotti i coglioni.Mi dispiace io sono a favore dei lavoratori sfruttati, dei sindacalisti non me ne frega proprio niente.Che hanno fatto i sindacati per il lavoro precario?nienteAnzi hanno appoggiato il pacchetto Treu e non vedo nessuno sciopero a favore dei precari.Spero proprio che vada in mezzo ad una strada così si rende conto cosa significa lavorare a progetto.Io di sindacaliste ne ho incontrate in una grossa azienda. Quando sono arrivate non e' che mi hanno chiesto che tipo di contratto avessi e se avevo i diritti sindacali che mi spettavano, mi hanno chiesto se la mia postazione era comoda e mentre loro si godevano le ferie di natale me le godevo anche io solamente che a loro gliele pagavano e a me non mi pagavano una cippa!Ma andate affanc...Sempre a favore dei poveri lavoratori sempre a sfavore dei sindacalisti e della triplice.E SPERIAMO CHE CI VADA VERAMENTE A PROGETTO O INTERINALE COSI' SI RENDERA' CONTO CHE CAZZ DI VITA FACCIAMO TUTTI QUANTI! MA VEDRETE CHE LA RIASSUMERANNO==================================Modificato dall'autore il 19/04/2005 1.03.49
    • shevathas scrive:
      Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
      - Scritto da: Elwood_
      Ogni giorno ma di quelli non gliene frega un cazz
      a nessuno!sacrosanto, ormai i "diritti" sindacali sono diventati dei privilegi destinati solamente ai lavoratori a t.i. "privilegi" che godono sulle spalle dei poveri cocopro...Ferie pagate? straordinari pagati? gravidanze e malattia? e cosa sono per i cocopro?
      Ma cosa hanno fatto i sindacati per noi poveri
      precari?Nulla, basta vedere con la legge Biagi cosa è successo: invece di battersi per una seria regolamentazione dei parasubordinati, norme per una regolarizzazione di quelli che di fatto erano dipendenti, si sono arrocati a diffendere i loro privilegi.Articolo 18? un diritto dei lavoratori? di tutti vero... perchè non avevano sostenuto il referendum ? :@
      Bene finissero in mezzo ad una strada... così si
      rendono conto che significa fare la sindacalista
      cocopro a 1000 euro al mese, senza cassa
      malattia, ferie tredicesima etc etc.[cut]
      così si rende conto cosa significa lavorare a
      progetto.quelli sono ancora fermi agli anni 70, quando c'era la grossa fabbrica da una parte e gli operai dall'altra...non sanno gestire la situazione odierna, ormai sono completamente anacronistici.
      • danieleNA scrive:
        Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
        - Scritto da: shevathas
        ...
        quelli sono ancora fermi agli anni 70, quando
        c'era la grossa fabbrica da una parte e gli
        operai dall'altra...
        non sanno gestire la situazione odierna, ormai
        sono completamente anacronistici.purtroppo i cambiamenti si fanno in decine di anni! cambiando le persone, non basta firmare una Legge!E poi, ad esempio, non vedo la flessibilità che consentirebbe a me cinquantenne di essere licenziato da una parte ma assunto dopo pochi gioni in un'altra azienda.
      • ishitawa scrive:
        Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.

        quelli sono ancora fermi agli anni 70, quando
        c'era la grossa fabbrica da una parte e gli
        operai dall'altra...
        non sanno gestire la situazione odierna, ormai
        sono completamente anacronistici.devo purtroppo concordare: sentendo parlare dei sindacalisti esistono solo gli "operai" (e già gli impiegati sono visti come mezzi traditori, dalla parte del nemico) e dall'altra parte "il padrone": tutto è visto solo in ottiche di lotte e scontro di classeNon hanno ancora capito (o non vogliono visto che questo toglierebbe loro potere) che la situazione è cambiata
        • Anonimo scrive:
          Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
          - Scritto da: ishitawa


          quelli sono ancora fermi agli anni 70, quando

          c'era la grossa fabbrica da una parte e gli

          operai dall'altra...

          non sanno gestire la situazione odierna, ormai

          sono completamente anacronistici.

          devo purtroppo concordare: sentendo parlare dei
          sindacalisti esistono solo gli "operai" (e già
          gli impiegati sono visti come mezzi traditori,
          dalla parte del nemico) e dall'altra parte "il
          padrone": tutto è visto solo in ottiche di lotte
          e scontro di classe
          Non hanno ancora capito (o non vogliono visto che
          questo toglierebbe loro potere) che la situazione
          è cambiata
          La verità è che i contratti a progetto sono la vergogna del genere umano : ti tolgono dignità e possibilità di progettare il tuo futuro ! @^
          • Anonimo scrive:
            Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
            mi pare un po' sia la solita guerra tra poveri...la realta e' che ormai i giovani non riescono a comprarecasa, a fare una famiglia etc...non e' un caso che in italia siamo noti per avere un tasso di natalità che e' fra i peggiori in europa
          • Anonimo scrive:
            Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
            - Scritto da: Anonimo

            La verità è che i contratti a progetto sono la
            vergogna del genere umano : ti tolgono dignità e
            possibilità di progettare il tuo futuro !almeno in parte sono daccordo con te.Nell'ufficio pubblico dove lavoro io, ad esempio, vi sono i Lavoratori Socialmente Utili (LSU) che non si può dire abbiano risolto i loro problemi economici né sociali.Forse esagera, ma mia madre ricorda come alla fine della guerra alcune persone venivano pagate per scavare delle buche. Dopo alcuni giorni venivano chiamati loro o altri per riempirle. Con questo espediente si dava loro qualcosa di soldi per andare avanti in qualche modo. Certi contratti attuali mi ricordano molto questi episodi non molto lontani.Tuttavia la società si evolve. Sbaglia chi dice che l'unica soluzione è nel lavoro fisso a tempo indeterminato. La sinistra italiana dovrebbe prendere esempio dai Democratici americani, per certi versi sono più liberali di Berlusconi. Speriamo che Prodi riesca a contrastare questi rigurgiti di una sinistra conservatrice con idee moderne ma rispettose della dignità delle persone.
          • shevathas scrive:
            Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.

            almeno in parte sono daccordo con te.
            Nell'ufficio pubblico dove lavoro io, ad esempio,
            vi sono i Lavoratori Socialmente Utili (LSU) che
            non si può dire abbiano risolto i loro problemi
            economici né sociali.
            Forse esagera, ma mia madre ricorda come alla
            fine della guerra alcune persone venivano pagate
            per scavare delle buche. Dopo alcuni giorni
            venivano chiamati loro o altri per riempirle. Con
            questo espediente si dava loro qualcosa di soldi
            per andare avanti in qualche modo.già ma questo assistenzialismo può essere utile se ti consente di sopravvivere per un breve periodo finquando non trovi un nuovo lavoro. Diventa inutile se incentiva le persone ad adagiarsi su quel lavoro senza cercare altro.
            Certi
            contratti attuali mi ricordano molto questi
            episodi non molto lontani.
            Tuttavia la società si evolve. Sbaglia chi dice
            che l'unica soluzione è nel lavoro fisso a tempo
            indeterminato. La sinistra italiana dovrebbe
            prendere esempio dai Democratici americani, per
            certi versi sono più liberali di Berlusconi.
            Speriamo che Prodi riesca a contrastare questi
            rigurgiti di una sinistra conservatrice con idee
            moderne ma rispettose della dignità delle
            persone.
            quello che a me fa paura della sinistra è che sono ancora legati a idee e logiche degli anni 70 senza accorgersi che il mondo è cambiato. Peggio non vogliono modernizzarsi per paura di dare l'impressione di cedere al berlusconismo... Temo che preferiscano illudersi di vivere ancora negli anni 70 che accorgersi che, di fatto, la flessibilità è già arrivata, e che far finta che non esista è un'ottima non soluzione che servirà solamente a rendere il problema più esplosivo.Come avevo letto nel corriere, molti avevano votato berlusconi sperando fosse una nuova Tacher, e, delusi, adesso voterebbero a sx speranod di trovare un Blair, ma temo ci si troverà solamente prodi
          • Anonimo scrive:
            Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
            http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=965585&tid=964086&p=1#965585
          • Anonimo scrive:
            flessibilità

            Diventa inutile se incentiva le persone ad
            adagiarsi su quel lavoro senza cercare altro.Giustissimo. Purtroppo la sinistra ma soprattutto il centro nei decenni passati hanno consentito che situazioni di assistenzialismo più o meno velato, sotto forma di tanti privilegi diversi, divenmtassero la norma tanto da entrare nella forma mentis del nostro lavoratore.
            Temo che preferiscano illudersi di vivere ancora
            negli anni 70 che accorgersi che, di fatto, la
            flessibilità è già arrivata, Qui dissento, la flessibilità NON è arrivata in Italia, è semplicemente arrivata una paurosa stretta economica che deriva dal nuovo assetto geopolitico ed economico su scala globale.Questo ha spinto molte aziende presenti in Italia a cercare di rendere più facili i licenziamenti per ridurre il personale e/o esportare il lavoro nel terzo mondo.Questa è flessione, non flessibilità!Al di là del gioco di parole, flessibilità significa un mercato del lavoro agile, che consenta al lavoratore e alle aziende ampi margini di trattativa, quindi con flessioni a volte a pro e a volte contro gli interessi immediati di una o l'altra parte. Da venti anni in italia la flessione è a senso unico, di aspra reazione delle aziende al bengodi che alcune categorie di privilegiati avevano acquisito (in pensione dopo 15 anni di contributi, finanziamenti come se piovesse ai soliti noti e alle solite categorie...) e tentativo delle stesse aziende di mettere le mani avanti con ampi licenziamenti per esportare il lavoro in previsione degli scenari che oggi si stanno verificando.Una volta che le aziende hanno misurato la loro forza e l'inadeguatezza dei sindacati ad individuare ed accettare le nuove sfide del nuovo mondo economico/geopolitico sono partiti con almeno venti anni di anticipo per piegare la bilancia a loro favore ed impoverire i lavoratori italiani, come se questo magicamente non influisse sul potere d'acquisto dei loro stessi clienti...Ora non abbiamo lavoratori più flessibili, cioè in grado di trovare più in fretta un nuovo lavoro o un nuovo businness, abbiamo semplicemente lavoratori più poveri, che non possono fare piani a media e lunga scadenza, che non hanno più fiducia nelle aziende come leader dell'economia nazionale, nè nei sindacati come paladini in grado di percepire da dove vengono le minacce ai loro diritti, nè nello stato come ente previdenziale, che non hanno più fondi e fiducia da dare al mercato, che non possono accedere ai canali di finanziamento che sono rimasti vincolati a canoni che il mito della flessibilità ci vuole presentare come superati.Provate a chiedere un mutuo, vi chiedono fondi a garanzia e certezza di guadagno, provate a spiegargli che non ne avete bisogno prchè "siete flessibili" e vi rideranno dietro perchè sanno benissimo fare i loro conti e sanno perfettamente che la nostra "flessibilità" significa solo possibilità di perdere in fretta un buon lavoro e trovarne in fretta uno peggiore, non il contrario come nei paesi (oggi pochi) che hanno una economia sana ed in crescita.Inevitabilmente questo si rifletterà sulle aziende stesse che hanno iniziato a violentare la bilancia del mercato dei beni e del lavoro...
    • Anonimo scrive:
      Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.

      E SPERIAMO CHE CI VADA VERAMENTE A PROGETTO O
      INTERINALE COSI' SI RENDERA' CONTO CHE CAZZ DI
      VITA FACCIAMO TUTTI QUANTI! MA VEDRETE CHE LA
      RIASSUMERANNOSe il tuo contratto a co.co.pro. ti fa schifo, come e' giusto che faccia, perche' ti lamenti con chi cerca di difendere un contratto di lavoro onesto.I varii co.co.co. sono una presa per il sedere dei lavoratori e sinceramente a me non interessa che chi ha un contratto migliore del mio lo perda ma mi interessarebbe migliorare il mio.
      • Anonimo scrive:
        Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.

        Se il tuo contratto a co.co.pro. ti fa schifo,
        come e' giusto che faccia, perche' ti lamenti con
        chi cerca di difendere un contratto di lavoro
        onesto.

        I varii co.co.co. sono una presa per il sedere
        dei lavoratori e sinceramente a me non interessa
        che chi ha un contratto migliore del mio lo perda
        ma mi interessarebbe migliorare il mio.
        Sono perfettamente daccordo... se uno ha un contratto con certi diritti mi sembra il minimo cercare di farli rispettare.Se tu firmi un contratto che dice che a fine progetto te ne vai a casa, e poi succede, non e' che puoi andare a rompere le balle ai sindacati che ti hanno licenziato. Quanti ne ho visto pure di ragazzini che si svendono per due soldi e se provi a spiegargli che l'istituzione del sindacato serve a creare una tutela per il futuro.. come parlare al muro. Poi pero' quando si trovano per le peste vedi come vanno a piagnucolare dai sindacati.. e poi si lamentano pure che questi per aiutarli gli chiedono di iscriversi. OOOOH!!! Ma che c'avevte le tarme nel cervello?Generazione di viziati che pensa che tutto gli sia dovuto. :(
        • Anonimo scrive:
          Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
          - Scritto da: Anonimo


          Se il tuo contratto a co.co.pro. ti fa schifo,

          come e' giusto che faccia, perche' ti lamenti
          con

          chi cerca di difendere un contratto di lavoro

          onesto.



          I varii co.co.co. sono una presa per il sedere

          dei lavoratori e sinceramente a me non interessa

          che chi ha un contratto migliore del mio lo
          perda

          ma mi interessarebbe migliorare il mio.



          Sono perfettamente daccordo... se uno ha un
          contratto con certi diritti mi sembra il minimo
          cercare di farli rispettare.
          Se tu firmi un contratto che dice che a fine
          progetto te ne vai a casa, e poi succede, non e'
          che puoi andare a rompere le balle ai sindacati
          che ti hanno licenziato.
          Quanti ne ho visto pure di ragazzini che si
          svendono per due soldi e se provi a spiegargli
          che l'istituzione del sindacato serve a creare
          una tutela per il futuro.. come parlare al muro.
          Poi pero' quando si trovano per le peste vedi
          come vanno a piagnucolare dai sindacati.. e poi
          si lamentano pure che questi per aiutarli gli
          chiedono di iscriversi.
          OOOOH!!! Ma che c'avevte le tarme nel cervello?
          Generazione di viziati che pensa che tutto gli
          sia dovuto. :(tu sei proprio un cretino o peggio un sindacalista quindi duevolte cretino
        • Anonimo scrive:
          Re: Centinaia di licenziati co.co.pro.
          - Scritto da: Anonimo


          Se il tuo contratto a co.co.pro. ti fa schifo,

          come e' giusto che faccia, perche' ti lamenti
          con

          chi cerca di difendere un contratto di lavoro

          onesto.



          I varii co.co.co. sono una presa per il sedere

          dei lavoratori e sinceramente a me non interessa

          che chi ha un contratto migliore del mio lo
          perda

          ma mi interessarebbe migliorare il mio.



          Sono perfettamente daccordo... se uno ha un
          contratto con certi diritti mi sembra il minimo
          cercare di farli rispettare.
          Se tu firmi un contratto che dice che a fine
          progetto te ne vai a casa, e poi succede, non e'
          che puoi andare a rompere le balle ai sindacati
          che ti hanno licenziato.
          Quanti ne ho visto pure di ragazzini che si
          svendono per due soldi e se provi a spiegargli
          che l'istituzione del sindacato serve a creare
          una tutela per il futuro.. come parlare al muro.
          Poi pero' quando si trovano per le peste vedi
          come vanno a piagnucolare dai sindacati.. e poi
          si lamentano pure che questi per aiutarli gli
          chiedono di iscriversi.
          OOOOH!!! Ma che c'avevte le tarme nel cervello?
          Generazione di viziati che pensa che tutto gli
          sia dovuto. :(AAAh adesso ho capito!I sindacati avevano bisogno della legge TREU per avere deinuovi peones da taglieggiare!
  • Anonimo scrive:
    Licenziano una sindacalista e non
    succede il finimondo?Allora è proprio iniziato il lustro Prodiano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Licenziano una sindacalista e non
      si guarda, con tutte quste tutele non so dove si andra' a finire!!!ormai i sindacati sono anacronistici in europa, anzzi pure dannosi. scioperi, lavori male e poco? ti licenziano, e' ovvio, perche' se non lo fanno la'zienda fallisce!!!!!!!!dovrebbe capire che i periodi di vacche grasse son finiti....
      • Anonimo scrive:
        Re: Licenziano una sindacalista e non
        E uno che scrive come te dovrebbe essere licenziato per manifesta incapacità lessicale?Io non sarei d'accordo!
  • Anonimo scrive:
    sciopero bianco
    mai che i lavoratori facciano uno sciopero bianco, lavorando di piu eh ?! :-)scioperando si peggiora solo la situazione precaria di una azienda... (ALITALIA in testa)in merito all'articolo, credo che bisogna ascoltare sempre le due campane. oggigiorno ci si schiera troppo velocemente da una parte o dall'altra...
  • rootINO scrive:
    Redaziiiioneee

    in cui, come noto, il persone ha
    annunciato lo stato di agitazione.il personale.(tze...correttore bozze ufficiale) :)
  • Giacks3d scrive:
    Sindacalisti veramente tartassati?
    Questo comunicato è piuttosto fazioso. Non si fà nessun riferimento ai motivi ufficiali del licenziamento. Probabilmente qualche volta può succedere che un membro del sindacato venga licenziato per questo ma in italia è più probabile che succeda il contrario. Ovvero che possino fare i cavolacci loro tanto sanno di non poter venire licenziati perchè senno succede un puttanaio(come in questo caso è successo).Scusate per la franchezza ma mi sono rotto di vedere cittadini di serie a(lavoratori a tempo indeterminato protetti dal sindacato) e cittadini di serie b come i disoccupati e i lavoratori con contratti a tempo determinato e collaborazioni. Perchè così con la scusa di difendere i diritti si creano condizioni disparate di trattamento da chi un posto già ce l'ha e può permettersi di non fare un cazzo e chi deve farsi il culo per farsi rinnovare il contratto perchè l'azienda non può licenziare il dipendente più anziano che magari non fà nulla visto che è assunto a tempo indeterminato per sostituirlo magari con un giovane che è più competente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      Fazioso è questo post,visto che i licenziamenti,in Italia,riguardano(purtroppo)tutti:precari,Part time,a tempo indeterminato ed addirittura sindacalisti(che dovendo rappresentare gli altri lavoratori sono molto spesso i più esposti!).E purtroppo la cultura "padronale" non cambia...neppure nella neweconomy.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Sindacalisti veramente tartassati?
        - Scritto da: Anonimo
        Fazioso è questo post,visto che i
        licenziamenti,in
        Italia,riguardano(purtroppo)tutti:precari,Part
        time,a tempo indeterminato ed addirittura
        sindacalisti(che dovendo rappresentare gli altri
        lavoratori sono molto spesso i più esposti!).Ok ma a quanto risulta dalle lamentele dei lavoratori delle suddette categorie sembra proprio che i sindacati (e i sindacalisti) rappresentino, oltre se stessi, solo i dipendenti "normali", cioe' quelli a tempo indeterminato e se ne freghino bellamente di tutto il resto...non so se te ne sei accorto ma e' esattamente questo il motivo dei messaggi di protesta che tu definisci faziosi..., forse dovresti meditare su dove stia la faziosita'.==================================Modificato dall'autore il 19/04/2005 12.21.03
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      - Scritto da: Giacks3d
      Ovvero che
      possino fare i cavolacci loro tanto sanno di non
      poter venire licenziati perchè senno succede un
      puttanaioMa te possino...Tz tz.Comunque onore a chi si sbatte per i lavoratori in questo periodo buio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      Hai perfettamente ragionetristemente_famoso
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      può succedere anche l'esatto contrario. Che giovani rampanti appena assunti si arruffianino in maniera spudorata i vertici dell'azienda o quasi, con questo e quel favoretto e piacere , e parlando forse male di quel dipendente "anziano" che magari ha sempre fatto i suo lavoro, senza pretendere avanzamenti e senza pestare i piedi a nessuno.... ci possono essere molte realtà! Tutti dopo qualche anno che si lavora in una ditta si diventa per così dire "anziani".... O:)
      • Anonimo scrive:
        Re: Sindacalisti veramente tartassati?
        - Scritto da: Anonimo
        può succedere anche l'esatto contrario. Che
        giovani rampanti appena assunti si arruffianino
        in maniera spudorata i vertici dell'azienda o
        quasi, con questo e quel favoretto e piacere , e
        parlando forse male di quel dipendente "anziano"
        che magari ha sempre fatto i suo lavoro, senza
        pretendere avanzamenti e senza pestare i piedi a
        nessuno.... ci possono essere molte realtà! Tutti
        dopo qualche anno che si lavora in una ditta si
        diventa per così dire "anziani".... O:)Ma i lavoratori precari non diventano anziani nel lavoro, rimangono schiavi.Invecchiano fisicamente diventando anziani sapendo che non avranno una pensione.Chi e' che sta peggio?
        • Anonimo scrive:
          Re: Sindacalisti veramente tartassati?
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          può succedere anche l'esatto contrario. Che

          giovani rampanti appena assunti si arruffianino

          in maniera spudorata i vertici dell'azienda o

          quasi, con questo e quel favoretto e piacere , e

          parlando forse male di quel dipendente "anziano"

          che magari ha sempre fatto i suo lavoro, senza

          pretendere avanzamenti e senza pestare i piedi a

          nessuno.... ci possono essere molte realtà!
          Tutti

          dopo qualche anno che si lavora in una ditta si

          diventa per così dire "anziani".... O:)

          Ma i lavoratori precari non diventano anziani nel
          lavoro, rimangono schiavi.
          Invecchiano fisicamente diventando anziani
          sapendo che non avranno una pensione.
          Chi e' che sta peggio?Cosa vuol dire??? Allora addosso ai lavoratori assunti con posto fisso che hanno diversi anni di servizio, e che magari si sono fatti un bel mazzo, solo perchè ci sono dei lavoratori che sono precari?Non è questa la soluzione ...e il tuo scrivere è critico verso chi hà un posto fisso, a priori; ma guarda che non è questo il motivo per il quale ci sono molti lavoratori precari...Mah !!! (geek)
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      - Scritto da: Giacks3d
      ... Non si fà
      nessun riferimento ai motivi ufficiali del
      licenziamento ... se è lo stesso caso discusso in ZeusNews, è la stata licenziata perché ha rifiutato il trasferimento a Londra. Non posso negare di pensare, però, che tale trasferimento possa essere solo un modo per togliersela di torno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sindacalisti veramente tartassati?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Giacks3d

        ... Non si fà

        nessun riferimento ai motivi ufficiali del

        licenziamento ...

        se è lo stesso caso discusso in ZeusNews, è la
        stata licenziata perché ha rifiutato il
        trasferimento a Londra. Non posso negare di
        pensare, però, che tale trasferimento possa
        essere solo un modo per togliersela di torno.esistono solo due motivi per licenziare una persona: giusta causa e motivo oggettivo. i trasferimenti sono motivi oggettivi. però l'azienda deve dimostrare di non avere la possibilità di reimpiegare la persona, e vedo che yahoo sta assumendo.. http://it.download.yahoo.com/pr/lavoro.html
        • Anonimo scrive:
          Re: Sindacalisti veramente tartassati?

          esistono solo due motivi per licenziare una
          persona: giusta causa e motivo oggettivo.
          i trasferimenti sono motivi oggettivi. però
          l'azienda deve dimostrare di non avere la
          possibilità di reimpiegare la persona, e vedo che
          yahoo sta assumendo..
          http://it.download.yahoo.com/pr/lavoro.html
          questo non vuol dire niente, magari la persona licenziata ha un profilo superiore rispetto alle posizioni per le quali stanno ricercado personale (e in italia non puoi retrocedere un dipendente) oppure possiede qualifiche diverse da quelle richieste.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacalisti veramente tartassati?
      - Scritto da: Giacks3d
      Ovvero che
      possino fare i cavolacci loro tanto sanno di non
      poter venire licenziati perchè senno succede un
      puttanaio(come in questo caso è successo).
      Scusate per la franchezza ma mi sono rotto di
      vedere cittadini di serie a(lavoratori a tempo
      indeterminato protetti dal sindacato) e cittadini
      di serie b come i disoccupati e i lavoratori con
      contratti a tempo determinato e collaborazioni.
      Perchè così con la scusa di difendere i diritti
      si creano condizioni disparate di trattamento da
      chi un posto già ce l'ha e può permettersi di non
      fare un cazzo e chi deve farsi il culo per farsi
      rinnovare il contratto perchè l'azienda non può
      licenziare il dipendente più anziano che magari
      non fà nulla visto che è assunto a tempo
      indeterminato per sostituirlo magari con un
      giovane che è più competente.Direi che prima di lamentarti che il sindacato non protegge il lavoratore co.co.pro, questa categoria dovrebbe come minimo iniziare a firmare le iscrizioni al sindacato.. se vai a vedere le percentuali di iscritti non e' molto rosea per questa categoria. Quando la gente imparera' che nulla gli e' dovuto a priori forse spariranno pure quelli come te che si lamentano...
      • Anonimo scrive:
        Re: Sindacalisti veramente tartassati?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Giacks3d

        Ovvero che

        possino fare i cavolacci loro tanto sanno di non

        poter venire licenziati perchè senno succede un

        puttanaio(come in questo caso è successo).

        Scusate per la franchezza ma mi sono rotto di

        vedere cittadini di serie a(lavoratori a tempo

        indeterminato protetti dal sindacato) e
        cittadini

        di serie b come i disoccupati e i lavoratori con

        contratti a tempo determinato e collaborazioni.

        Perchè così con la scusa di difendere i diritti

        si creano condizioni disparate di trattamento da

        chi un posto già ce l'ha e può permettersi di
        non

        fare un cazzo e chi deve farsi il culo per farsi

        rinnovare il contratto perchè l'azienda non può

        licenziare il dipendente più anziano che magari

        non fà nulla visto che è assunto a tempo

        indeterminato per sostituirlo magari con un

        giovane che è più competente.

        Direi che prima di lamentarti che il sindacato
        non protegge il lavoratore co.co.pro, questa
        categoria dovrebbe come minimo iniziare a firmare
        le iscrizioni al sindacato.. se vai a vedere le
        percentuali di iscritti non e' molto rosea per
        questa categoria. Quando la gente imparera' che
        nulla gli e' dovuto a priori forse spariranno
        pure quelli come te che si lamentano...Il fatto è che il Mobbing all'interno delle ditte dilaga e moltihano paura delle ritorsioni sul lavoro e desistono dal prendere una posizione più precisa e chiara. Se il problema del Mobbing fosse inquadrato a livello di legge e fosse come in certi paesi (svezia) dove all'interno delle ditte esiste un responsabile antimobbing, e se sgarri e crei danni ai dipendenti la legge ti sega: allora le cose sarebbero migliori...I soprusi sul lavoro sono un grande male taciuto per tatnto tempo e solo ultimamente se ne parla... almeno quì in italia.C'è si chi non ha voglia di lavorare e fà quello che vuole, ma ricordate che c'è anche chi ha sempre fatto il suo lavoro e magari si è visto negare dei diritti importanti e ridicolizzare magari a causa di un neo assunto piacione e leccapiedi :)
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