Contrappunti/ Aumenta la banda? Quale?

di Massimo Mantellini - La marcia forzata di operatori e provider verso una televisione da far correre in rete si lascia alle spalle cose ormai dimenticate, ovvero buona parte dell'innovazione rappresentata da Internet
di Massimo Mantellini - La marcia forzata di operatori e provider verso una televisione da far correre in rete si lascia alle spalle cose ormai dimenticate, ovvero buona parte dell'innovazione rappresentata da Internet

Roma – C’è qualcosa di ineluttabile e nello stesso tempo di nuovissimo nella notizia di questi giorni delle nuove querele di RIAA nei confronti di centinaia di studenti di grandi università americane che si sarebbero scambiati file musicali attraverso le linee ad altissima velocità della rete universitaria.

Si tratta, se vogliamo guardarci bene, di una non notizia poiché nulla differenzia nella sostanza lo scambio di un file mp3 che avviene in qualche minuto da quello che si consuma in un paio di secondi. Come è noto però, ogni scusa è buona per suonare a ripetizione le trombe della propaganda minacciosa che equipara ogni studente con un collegamento a Internet ad un pericoloso delinquente. Uno sport (e uno spot) mediatico che la RIAA conosce perfettamente.

Non è in questo aspetto la novità della pirateria ad alta velocità ma semmai nella constatazione che l’evoluzione tecnologica sta creando nuovi mostri insieme a nuove fantastiche opportunità. Se le grandi università americane sono ormai collegate da quella che un po’ pomposamente viene chiamata Internet 2, le medesime tendenze al gigantismo dei collegamenti possono essere trovate un po’ in tutto il mondo e perfino nel nostro paese, quando osserviamo l’incremento quasi esponenziale della banda DSL che gli operatori delle comunicazioni ci stanno promettendo da qualche settimana a questa parte.

Prima 1 MB, poi 4, qualcuno rilancia fino a 6, i più ottimisti ci dipingono prossimi imminenti collegamenti con banda in download di 12 MB. Internet 2 per tutti insomma, non solo per Harvard.

Come sappiamo, tale immenso, continuo e non richiesto sforzo di aggiornamento tecnologico deriva dal progetto, che gli ISP hanno ormai fatto proprio, di convergenza fra internet e Tv. Argomento di cui si parla ormai da molti anni sul quale oggi nessuno sembra avere più alcun dubbio. Quello che fino a ieri ci veniva fatto pagare a caro prezzo (la banda) oggi ci viene invece regalato: un investimento per il futuro delle grandi telco che potrebbe anche scatenare qualche ansia da prestazione. Ma troppo luccicante è oggi il miraggio di partecipare un mercato ricchissimo come quello della TV, da parte di soggetti che fino a ieri si limitavano a trasmettere parole lungo un filo di rame.

Così accade che simili scelte strategiche portino con sè valutazioni di significato opposto. Da un lato l’incremento di banda delle connessioni DSL indispensabile allo streaming audiovideo andrà ad arricchire e facilitare il traffico sui circuiti P2P, creando un ulteriore danno ai possessori dei diritti sui contenuti; dall’altro, in un dualismo camaleontico, gli stessi operatori godranno di simili nuove caratteristiche anche per attirare nuovi clienti. Come è sempre accaduto in questi anni, gli operatori delle TLC da un lato si prestano ben volentieri a firmare inutili codici di autoregolamentazione sugli usi etici delle loro reti come il recente Patto di Sanremo, dall’altro ricevono con sopita soddisfazione l’incremento dei contratti a banda larga legato agli usi meno nobili della loro connettività. ” Pecunia ? come è noto ? non olet “, ed il sacro principio della separazione fra lo strumento ed il suo utilizzo è, non solo un ombrello salvatutto per gli ISP, ma anche una sacrosanta verità alla quale appellarsi al bisogno.

Volendo dirla tutta si potrebbe ragionevolmente obiettare che l’incremento di performance delle ADSL non sposta di molto l’eventuale attitudine a delinquere dei suoi utilizzatori. Poco cambia se lo stesso file mp3 viene scaricato in pochi secondi piuttosto che in qualche minuto, almeno per i collegamenti always on. Nello stesso tempo ? e questa è invece caratteristica di ben differente importanza ? la grande maggioranza dei contratti disponibili per l’utenza casalinga limita fortemente la banda disponibile in upload che è rimasta, negli ultimi aggiornamenti contrattuali, praticamente invariata. Questo, da un lato ostacola in qualche maniera la messa in rete di contenuti pirata, ma dall’altro limita in maniera considerevole lo sviluppo di innovativi utilizzi dei nostri collegamenti a Internet. E’ il prezzo da pagare alla vecchia idea, che oggi i grandi ISP, con puntuale “cortomiranza” sembrano aver sposato in pieno, di disporre di una clientela il più possibile “ricevente” ed il meno possibile “trasmettente”. Che il rumore, come è noto, disturba il manovratore e la sua capacità di far soldi.

Oggi il collo di bottiglia in trasmissione dei nostri collegamenti casalinghi rende vani o estremamente difficoltosi esperimenti innovativi come le internet radio personali o la partecipazione ad aggregatori di contenuti audiovideo come quello inaugurato da Google nei giorni scorsi o come altre opzioni che verosimilmente seguiranno. Ostacola inoltre molte forme di telelavoro e soprattutto spiana l’orizzonte dall’eventualità di nuove e non ancora immaginate opportunità innovative. Inutile inventarsi grandi servizi se non esistono opzioni tecnologiche per svilupparli. Gli operatori delle telecomunicazioni insomma continuano a sognare il sogno mille volte sognato di diventare grandi distributori di contenuti televisivi, e così facendo abdicano alla loro funzione principale: quella di fornire strumenti tecnologici utilizzabili da tutti, adatti a rendere possibile il cambiamento. Non si tratta d una miopia da poco.

Massimo Mantellini
Manteblog

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