Contrappunti/ La parabola del frigorifero

di Massimo Mantellini - Il nuovo copyright vieta la copia privata in presenza di tecnologie anticopia, vieta il P2P, finanzia la SIAE, raddoppia il prezzo dei supporti. Gli utenti Internet? Una massa di delinquenti


Roma – La maniera migliore per spiegare che impressione mi faccia la nuova normativa italiana sul copyright in vigore da domani credo sia quella di citare letteralmente una frase di un importante discografico italiano rilasciata a Milena Gabanelli di Report qualche tempo fa. Adriano Solaro di Warner Chappell, riferendosi ai prodotti musicali affermava:

“Quel prodotto che tu hai comprato, l’hai comperato per ascoltarlo col tuo orecchio. A casa tua o da solo, con tua moglie, con i tuoi figli.”

Frasi del genere riuscirebbero a deprimere il tono dell’umore di chiunque. Eppure non c’è nulla di più azzeccato per descrivere l’abisso che divide la musica come noi la intendiamo (e come spero molti musicisti la intendano) dai suoi mercanti. Da quelli che, una volta eccettuati gli artisti, da tale prodotto traggono i propri guadagni.

Il mio orecchio, come dice il sig. Solaro, è certamente colpevole. Per colpa sua acquisto dischi da una trentina d’anni. Ma non ho cripte nelle quali andare ad ascoltarmeli. Non mi guardo intorno prima di accendere l’impianto stereo e se in casa oltre che a moglie e figli sciaguratamente c’è qualcun altro, beh lo confesso, ascolto musica ugualmente.

C’è qualcosa di più profondo da considerare, nella cosmologia della musica e dei suoi rapporti con la nostra vita. Un universo un poco più complicato di quello che passa per la testa degli industriali della musica. Un mondo che trascende di molto la concretezza spicciola di chi si ostina a far solo di conto senza pensare a null’altro.
L’errore orrendo e perdente di quanti confezionano le normative sul copyright in tutto il mondo (e si tratta dei colletti bianchi delle major e non certo dei nostri spennacchiati politici e nemmeno degli artisti di punta che pure ne avrebbero titolo) è oggi quello di vivere in una sorta di mondo a parte , nel quale tutto ciò che succede nelle nostre vite di ascoltatori sembra non contare. Questi signori si ostinano a non vedere. Impongono legislazioni, scelgono le ammende, spiegano quale orecchio ognuno di noi potrà lecitamente prestare ai loro prodotti e non si curano d’altro. Se c’è una ragione per cui l’agitarsi forsennato delle RIAA, della FIMI, della BSA e di mille altri organizzazioni è nel lungo periodo destinato a dimostrarsi perdente è proprio questa cecità autoimposta. Talmente patetica da farti venir voglia di dar loro una amichevole scrollata. “Ehi signori, sveglia. Uscite dal mondo dei sogni!”

Mette nero su bianco la nuova normativa di adeguamento al copyright appena approvata: finalmente in Italia viene riconosciuto il diritto alla copia personale. Si tratta di una bella notizia, certo. Se non di un qualcosa già esistente che andava anche solo sottolineato. Ogni poverocristo ha oggi diritto di fare una copia privata di materiale sotto copyright da lui regolarmente acquistato. Bene. Ma di cosa si tratta esattamente? Di una concessione? Di un gesto distensivo dopo tante imposizioni? Così sembrerebbe. Dopo l’ orecchio quindi, i grandi manager del circo multimediale abilitano anche l’utilizzo del cassetto . Un cassetto nel quale ripongo le copie di back up dei miei film e dei miei dischi preferiti. Perchè non vadano perduti.

Purtroppo pero’ se leggiamo un po’ meglio la nuova legge, ci accorgiamo che le cose non stanno in questi termini. La medesima normativa, con un cinismo che lascia stupefatti, con una mano dà e con l’altra toglie. Da una parte si riconosce infatti il diritto alla copia personale (una versione nostrana della dottrina americana del fair use), dall’altra si afferma la liceità e la intoccabilità dei sistemi software anticopia su CD e DVD e ne punisce l’aggiramento addirittura con il carcere. Che significa tutto ciò? Che nessuna copia lecita di quanto ho appena acquistato potrà essere fatta nel momento in cui tale prodotto sia fornito di misure di protezione anticopia.

Scrive a tale proposito molto lucidamente la Associazione Software Libero:
“Il riconoscimento legale delle “misure tecnologiche” di protezione sancisce, di fatto, l’introduzione di un nuovo privilegio per i detentori dei diritti sulle opere: la possibilità di poter influire sull’utilizzo delle opere stesse. Infatti le “misure tecnologiche” dichiarate intoccabili dall’EUCD potrebbero imporre restrizioni estremamente severe per gli utenti, ed esse non potrebbero essere aggirate per alcun motivo. Si pensi ai film in DVD che possono essere guardati solamente in certi Paesi, agli e-book che non possono essere stampati, o ai cosiddetti “CD anti-copia” che non possono essere ascoltati su computer: queste vere e proprie truffe ai danni degli utenti verrebbero protette dalla legge, e rese inaggirabili”.

La nuova normativa sul diritto d’autore è colma di brutture simili a quella appena paventata: c’è solo l’imbarazzo della scelta e forse anche per questo, prima di tediarvi con un altro punto importante avallato dai nostri politici tutti (nessuno escluso, nemmeno la dialettica parlamentare è riuscita a creare in materia due fronti contrapposti), vorrei citare ancora un passo di quella bellissima puntata sulla SIAE della trasmissione TV di Milena Gabanelli. Dice a un certo punto, in quel lontano 2001, Federico Kujawska di Emi Music Italy:

“Il nostro problema è quello di riuscire a stabilire dei principi. Perchè la gente contesta il principio. Il principio del diritto di proprietà. Se vogliamo abolire il diritto di proprietà, aboliamolo, pero’ io vengo a mangiare a casa tua, domani, apro il frigo e prendo quello che c’è.”

Chiaro ed efficace. Magari non elegantissima questa metafora del frigorifero , ma significativa. La seconda che ci capita sotto mano dopo quella dell’orecchio. Il fatto è che nel frigorifero, nel nostro frigorifero, le major dell’intrattenimento stanno frugando già da molti anni. Spiluccano un po’ qua e un po’ là, ma hanno da tempo campo sostanzialmente libero. Il discografico in questione forse finge di non saperlo ma purtroppo per noi è così. Perchè ciò accade? Perchè il frigorifero degli intermediari della musica a causa della loro formidabile miopia si è andato negli ultimi tempi svuotando, oppure rimpicciolendo. È diventato un minuscolo frigobar. La colpa di tutto ciò secondo loro, lo affermano da tempo con convinzione, è naturalmente di Internet. Del formato mp3. Dei formidabili software di file sharing che moltiplicano con un incantesimo tecnologico il numero delle orecchie in ascolto interrompendo il disegno virtuoso di “un ascoltatore=un disco venduto”.


Una sciocchezza talmente sciocca quest’ultima che solo chi se ne sta chiuso dentro un bunker a far di conto può crederci. Vagli a spiegare che il diritto di proprietà con la circolazione del pensiero ha da sempre parentele lontanissime. Provate a dirlo: non capiranno. E infatti la formidabile nuova legge vieta, tra le altre cose, lo scambio di musica attraverso i sistemi p2p.

E siccome il nostro frigo è ormai preda di un sistema nel quale i valori non contano, l’intelligenza non conta, la cultura non conta, la libertà non conta, ma importa solo il soldo, ecco che la nuova norma sul diritto d’autore ne approfitta per elevare in maniera esponenziale anche la tassazione sui supporti di registrazione. Erano nel nostro frigo, li usavamo per salvare le foto dei nostri figli ma qualcuno li ha presi e ha deciso che il loro prezzo da domani deve raddoppiare e che tale incremento servirà a finanziare la SIAE. Non solo la SIAE a voler essere precisi: ma anche lo Stato che ricarica tale somma di un bel 20% di IVA. Quello stesso Stato che si è sempre rifiutato di ridurre l’IVA sui prodotti musicali contribuendo al loro attuale esorbitante prezzo di mercato. Ci sono commenti da fare? No non ce ne sono. Gli immarcescibili sostenitori del provvedimento affermano trattarsi di un adeguamento alle tassazioni europee. Tanto basta. Agli altri, a noi tutti, resta solo l’amaro in bocca di sentirsi presi in giro, offesi e non considerati. Non tanto dai mercanti con la calcolatrice quanto da uno Stato colabrodo incapace di qualsiasi piccola tutela dei suoi cittadini.

La nuova normativa in vigore dal 29 aprile prossimo è piena di molte altre piccole perle. Sarebbe buona cosa elencarle ma per ora basta. L’unica constatazione banale e ovvia da fare oggi è che tutto ciò non servirà. Se si continua ad avere la presunzione di imporre il proprio mercato al mondo, incuranti del tempo che fa fuori si è destinati comunque a perdere. Internet esiste, i suoi utilizzatori non sono una massa di delinquenti. La tecnologia consente meraviglie di condivisione del sapere fino a ieri inimmaginabili. E se anche così non fosse, nessuno mi convincerà mai che prestare un CD a mia sorella che abita a cento metri da casa mia debba essere considerato un reato. Come cantare una canzone sotto copyright ad un compleanno in un ristorante senza compilare un borderò della SIAE. Come passare le cuffie in treno ad un amico dicendogli “senti che forte questo pezzo”. Siamo seri. Da domani i CD sui quali salvo i dati di backup di questo computer costeranno il doppio. Per finanziare – dicono – un carrozzone commissariato per anni nel quale mille interessi sembrano andare tutelati prima di quelli degli autori. In realtà molti di questi soldi ricaricati su tutti i supporti di registrazione, finiranno direttamente nelle tasche degli editori discografici. Che le legislazioni, le tasse ai cittadini e da qualche tempo anche l’attività di controllo di polizia condizionano sempre più pesantemente.

Il mio orecchio e il mio frigorifero . Amenità del genere se ne pronunciano ogni giorno in tutto il mondo. Ci sono posti dove – sembra incredibile – si riesce a fare perfino peggio che da noi. In Australia per esempio, dove 3 ragazzi di 20 anni che distribuivano mp3 gratuitamente attraverso un sito web universitario ora rischiano 5 anni di prigione. E’ notizia di questi giorni. Sentite cosa afferma al riguardo di questa operazione (l’ennesima operazione “simbolo” che sia d’esempio per tutti) Michael Speck il gran capo della Unità investigativa dell’industria musicale australiana:

“Si tratta di un risultato grandioso, un chiaro messaggio ai pirati di internet che non potranno più nascondersi dietro la mitologia di Internet. Che si è rivelata come e nient’altro che una altra forma di furto.”

Punti di vista. La mitologia di Internet in realtà ci racconta da tempo qualcosa di assai differente. Per esempio che il mondo è pieno di mediatori inutili. Che la tecnologia ha decretato da tempo la loro fine. E che con qualche difficoltà, prima o poi, si dovranno trovare un altro lavoro.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • Anonimo scrive:
    Re: complimenti
    Sono pienamente d'accordo con Lei quando dice che sia Lei che i suoi alunni del professionale vi sentite intelligenti e per questo POTENTI,perchè anch'io sono uno di loro e tutti i miei amici mi denigrano!Percio' appoggio tutto cio' che fate per rendere più interessante l'anno scolastico!!!CONTINUATE COSI' E NON PREOCCUPATIVI DI COLORO CHE VI ACCUSANO!!!!STUDENTE
  • Anonimo scrive:
    Re: ma chi mai avrebbe pensato ...
    Bell'intervento, giusto, propositivo e sdrammatizzante.Io non ci ho capito niente dei giovani.Lo ammetto. Meno male.Ero preoccupato.Ora sono tranquillo.
  • Anonimo scrive:
    E i massoni??
    Gli illuministi erano tutti massoni, per cui anche i linuxiani sarebbero massoni? Nahhhh mi pare strano....
  • Anonimo scrive:
    Grazie!
    Grazie per aver letto con attenzione i nostri temi!Ci riteniamo ragazzi intelligenti e non ci scoraggiamo di certoper le vostre critiche!Siamo consapevoli di essere considerati inferiori perchè frequentiamo un istituto professionale, ma siamo certe che i nostri coetanei del liceo non sarebbero in grado di svolgere un lavoro come il nostro!Giulia, Maura, Federica, Silvia della 4B besta
  • Anonimo scrive:
    quelli dei professionali..
    Sono molti, e qui è stato dimostrato, quelli che ritengono inferiori o "voglia di fare niente" gli studenti degli istituti professionali. Io penso che questi molti si sbaglino di grosso. Chi siete voi per giudicare quello che noi facciamo o quello che noi studiamo?Solo i nostri professori credo si possano permettere di dire qualcosa al riguardo!e credetemi che frequentare il corso B dell'istituto Besta non è per niente facile.Questa attività è stata solo un modo per imparare ed esprimere ciò che pensiamo della libertà e in virtù di questa è giusto non criticare in quei modi il nostro lavoro. Silvia
    • Anonimo scrive:
      Re: quelli dei professionali..
      -
      Sono molti, e qui è stato dimostrato, quelli
      che ritengono inferiori o "voglia di fare
      niente" gli studenti degli istituti
      professionali.Se aveste letto con attenzione il primo intervento avreste potuto rendervi conto che l'intervento non parlava male del professionale in quanto tale, ma voleva essere un intervento critico sui giovani e sulla loro formazione all'interno della scuola italiana. Persino in molti Licei troviamo ragazzi quasi completamente digiuni delle basi culturali essenziali per formulare pensieri scritti e orali con un minimo di coerenza e completezza.La colpa non è solo vostra, ma è anche vostra.Non chiedete, e non chiedono i vostri genitori, una migliore formazione culturale ma solo un migliore possibilità di essere inseriti in un mondo che all'apparenza è già fatto e potrebbe rifiutarvi. Ciò è comprensibile, ma non è scusabile. 2. Nessuno, mi pare, abbia voluto mettere in questione la validità del progetto in sé, solo la eventuale fattibilità in un mondo giovanile così pronto a bere qualsiasi verità(bugia) ripetuta dieci volte alla televisione o in una canzonetta di successo, e all'interno di una scuola (in generale) così poco educativa. Ma un si può anche sbagliare: uno potrebbe aver preso lucciole per lanterne (ma anche lanterne per lucciole) e vivere nel migliore dei mondi possibili. Io sono giunto a conclusioni diverse (questa è la mia opinione, non ho mai offeso nessuno di voi personlamente, parlavo per iperboli e, per così dire, ueberhaupt): penso che sia giusto coltivare il proprio giardino.P.S. Se non avete capito quest'ultima boutade, provate a farvela spiegare da qualche insegnante che faccia un corso sull'illuminismo.
    • Anonimo scrive:
      Re: quelli dei professionali..
      Tranquilli tanto la scuola non serve a nulla, qualunque sia. Non dateci troppo peso!! Certo, studiare è importante, ma il vero "studio" non è quello scolastico, è quello che nasce dalla passione. Almeno io la penso così.
  • Anonimo scrive:
    io non so la geografia?
    guarda che ho preso 9 sull'ultimo compito di geografia.... quindi ti conviene abbassare la testa, girarti e andare ad un corso accellarato di crescita..... LISA
    • Anonimo scrive:
      Re: io non so la geografia?
      - Scritto da: Anonimo
      guarda che ho preso 9 sull'ultimo compito di
      geografia.... quindi ti conviene abbassare
      la testa, girarti e andare ad un corso
      accellarato di crescita..... LISAE' alquanto palese che l'iniziatore del thread avrebbe bisgono di qualche ripasso di grammatica.
  • Anonimo scrive:
    CIAO!
    W LINUX!!!!!!!!!!LA STORIA E LA GEOGRAFIA LA SAPPIAMO ALLA GRANDE!!!!!
  • Anonimo scrive:
    per i critici
    a ragaaaaaa.... vergognateve..... vi siete arrabbiati così tanto solo perchè sapete di avere torto.... noi saremmo giovani ma ci accorgiamo prima di voi di ciò che è giusto o no.... il nostro cervello è più attivo del vostro... anonimi senza palle..... bacioni... le terrone
  • Anonimo scrive:
    L'illuminismo e le rivoluzioni
    ...sono una la conseguenza dell'altra.L'illuminismo ha preparato il risveglio delle coscienze, e le rivoluzioni hanno scardinato l'ordine (se così si poteva chiamare) pre-costituito e apparentemente immutabile.Oggi, come nel periodo Illuminista, pochi soggetti dalle capacità brillanti permettono alle idee di libertà di prevalere sulle tenebre del medioevo.La luce del nostro desiderio di libertà non sarà mai spenta.
  • Anonimo scrive:
    Sostenete la EFF!
    Se i padri fondatori dell'illuminismo avessero anticipato la frontiera digitale, ci sarebbe una clausola nella Costituzione per proteggere i vostri diritti anche su Internet.Come i patrioti che hanno combattuto per la libertà e i diritti civili, la EFF si batte per difendere i vostri diritti online.C'è stata una grande vittoria nel caso RIAA v. Streamcast & Grokster. Battaglie legali come questa sono costose. Per favore sostenete quanto più possibile la EFF!
  • Anonimo scrive:
    imparassero prima la storia e la geograf
    Non metto in dubbio la bontà del progetto. Benché la modularità sia la morte della parità di diritti e della libertà di parola (ma sarebbe qui troppo lungo spiegare, benché basti forse un sintagma: didattica di derivazione anglosassone!), non penso tanto a ciò quanto alla tipologia di studenti con i quali si trova ad aver a che fare la collega. Da quando lavoro nel mondo della scuola (e non è picciol tempo), non ho mai trovato, non dico in un professionale o in un commerciale, ma in un liceo scientifico, coetanei degli allievi della prof in questione che sapessero organizzare autonomamente argomentazioni scritte in un italiano corretto e che mostrassero cognizioni di geografia e di storia non superficiali e in generale approssimative o errate (tranne le ovvie, rarissime, eccezioni).Le cose sono due: o l'istituto della collega si trova in una zona con un'alta radiazione di fondo che ha prodotto mutazioni genetiche statisticamente improbabili che hanno modificato in positivo la mente degli studenti del Professionale in oggetto, sino a renderli capaci di affrontare il suesposto modulo senza suicidarsi o accoltellare coetanee restie alle profferte sessuali, oppure il modulo didattico è una mera esposizione di capacità interdisciplinari della docente con possibilità attuative prossime allo zero, restando così le cose nel nostro disperante mondo scolastico-culturale.Io preferirei, nel frattempo, che i colleghi docenti di tutto il mondo si unissero nello sforzo di insegnare ai loro allievi grammatica, aritmetica, geografia e storia: dopo saremo pronti a cantare i peana in onore di RMS e Torvalds (che io apprezzo moltissimo, sia ben chiaro)
    • Anonimo scrive:
      imparINO prima la storia e la geografia
      - Scritto da: Anonimo
      non penso tanto
      a ciò quanto alla tipologia di studenti con
      i quali si trova ad aver a che fare la
      collega. ne hai conoscenza diretta? intendo degli studenti di chi chiami "collega"per intanto l'errore grossolano lo hai fatto TU proprio nel titolo
      Da quando lavoro nel mondo della
      scuola (e non è picciol tempo), fai il bidello ? ("IMPARASSERO"!)non preoccuparti, comunque, ci vogliono competenze diverse dalla conoscenza della grammatica.Di sicuro non sono indispensabili concetti "difficili" come LIBERTA', FRATELLANZA, UGUAGLIANZA.
      • Anonimo scrive:
        Re: imparINO prima la storia e la geogra
        chiunque tu sia: guardati intorno! vedi giovani intorno ai diciotto anni consapevoli di se stessi e delle cose che dicono senza riesumare un qualche logoro slogan?conoscono essi il concetto di uguaglianza al di là del concetto di invidia per quello che POSSIEDE di più?conoscono essi un concetto di libertà che superi il puro arbitrio?pensi che abbiano sufficiente disciplina interiore da SACRIFICARSI per ottenere qualcosa che non sia un puro mp3 di scadente rumore ritmato da farsi masterizzare da qualcuno per ascoltarlo ossessivamente per due giorni continuati?chieditelo e risponditi: sono sicuro che troverai qualche esemplare che corrisponda a un tale modello.ADESSO FAI UNA STATISTICA
        • Anonimo scrive:
          Re: imparINO prima la storia e la geogra
          - Scritto da: Anonimo
          chiunque tu sia: guardati intorno! vedi
          giovani intorno ai diciotto anni consapevoli
          di se stessi e delle cose che dicono senza
          riesumare un qualche logoro slogan?Chiunque tu sia: Sì. Ne conosco. E in quantità tale da evitarmi la tua personale "disperazione".La tua personale e negativa esperienza non descrive tutto il mondoUn consiglio: se non vuoi rimanere sempre così depresso, cambia la zona in cui vivi, perché ti farà solo beneUna riflessione: parlare SOLO di come è merdoso il mondo non aiuta i suoi abitanti a eliminare il fetore. Parlare dei valori e delle lotte che ne hanno permesso un affrancamento (seppur minimo), invece che delle solite partite di calcio e dei soliti "sballi" notturni, è più interessante e stimolante. Chi è sensibile ai valori reagisce e l'esperienza ormai decennale dell'Open Source insegna che anche da POCHI si ottiene MOLTO. L'importante è far brillare quella pur fioca luce della candela. Maledire il buio non serve.
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            Chi è sensibile ai valori
            reagisce e l'esperienza ormai decennale
            dell'Open Source insegna che anche da POCHI
            si ottiene MOLTO. L'importante è far
            brillare quella pur fioca luce della
            candela. Maledire il buio non serve.citando diderot non eviti un problema: non ci sono solo i pochi e i molti, ci sono anche i forti e i deboli.un metodo infallibile per far sì che i deboli non soccombano contro i forti è tirare fuori i coglioni e stare uniti.ora tu potrai dire quello che ti pare sulle magnifiche sorti e progressive dell'italica gioventù, ma mi pare che se ne stiano bellamente ognuno per i cazzi loro.e i professionali non aiutano a educare la gente a stare assieme con un solido ideale, ma solo a preparare lo schiavo
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            - Scritto da: Anonimo
            Chi è sensibile ai valori

            reagisce e l'esperienza ormai decennale

            dell'Open Source insegna che anche da
            POCHI

            si ottiene MOLTO. L'importante è far

            brillare quella pur fioca luce della

            candela. Maledire il buio non serve.

            citando diderot non eviti un problema: il problema è tutto tuo.La Tua personale visione della "gioventù" italiana è tutta tua. Tu non conosci tutta la gioventù italiana, ma pretendi di farne addirittura una statisticaLiberati della cappa di piombo mentale che ti senti addosso.(e critica cercando di usare bene i verbi, la prossima volta)
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra

            il problema è tutto tuo.
            se il problema è mio, allora non ti dovresti inquietare. io sono il pessimista.posso dirti sommessamente che mi sembri un ingenuo della madonna?
            La Tua personale visione della "gioventù"
            italiana è tutta tua. Tu non conosci tutta
            la gioventù italiana, ma pretendi di farne
            addirittura una statisticahai ragione. non ho dati suffucienti a fare una statistica. e tu?
            Liberati della cappa di piombo mentale che
            ti senti addosso.io vivo bene. non sono io il problema. c'è stata una guerra: sono state violate delle norme internazionali accampando scuse fasulle. guarda ora. c'è contentezza in quasi chiunque. i giovani: se ne fottono. c'è il nuovo modello di cellulare UMTS con una pubblicità che ancora non si capisce cosa pubblicizzi.estathé è la bibita che va per la maggiore.si mangiano quattro salti in padella.non dico tutti: dico un numero pazzesco.
            (e critica cercando di usare bene i verbi,
            la prossima volta)questa storia dei verbi sai bene che è una cazzata. non sai cos'è un'iperbole (intendo la figura retorica non quella geometrica)?ma anche se fosse: ti prendo per il culo perché sei basso?io songo ignurante. nun me menà


          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            - Scritto da: Anonimo


            il problema è tutto tuo.



            se il problema è mio, allora non ti dovresti
            inquietare. quello che usa le maiuscole sei tu (ti ricordi la storiella delle STATISTICHE?)
            posso dirti sommessamente che mi sembri un
            ingenuo della madonna?citando Pierino la Peste non risolvi il tuo problema: hai una visione pessimistica e speri che questa debba essere condivisa da tutti Cerca di girare un po' di mondo e di uscire dalla tua cappa di nebbia prima di pontificare su come sono tutti gli altri

            La Tua personale visione della "gioventù"

            italiana è tutta tua. Tu non conosci tutta

            la gioventù italiana, ma pretendi di farne

            addirittura una statistica

            hai ragione. non ho dati suffucienti a fare
            una statistica. e tu?io non ho fatto nessuna dichiarazione da dover sostenere coi fatti, al contrario di te.Hai le statistiche di cui cianciavi? Mostrale o sembrerai al pari di una Cassandra senza il potere ad essa conferito_Questo_ è il "metodo scientifico" o forse lo hai scordato insieme ai verbi?

            (e critica cercando di usare bene i verbi,

            la prossima volta)

            questa storia dei verbi sai bene che è una
            cazzata.lo dici ogni volta che ti danno un 4 in pagella?o ogni volta che sbagli il target per la promozione del nuovo prodotto?La prossima volta che pretendi di insegnare a qualcuno cosa dovrebbe imparare, è bene che almeno ti sforzi di "sembrare" competente (oppure sembrerai un operatore della scuola: il bidello)
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            Non mi pare che l'autore del primo commento sia poi cosi' ignorante (consultare il dizionario alla parola "anacoluto" per chiarimenti - garantisco che non è pornografica).Mi sembra, invece, che abbia toccato un punto sensibile almeno a giudicare dal numero dei commenti.Tuttavia concordo solo in parte con il suo pessimismo.I giovani di oggi mi paiono non molto meglio e non molto peggio di come eravamo noi (ebbene sì: ho superato la cinquantina), certamente diversi.Sono favorevole alle iniziative come quelle della prof che ha dato motivo a questa discussione.Magari l'efficienza sarà bassa ma, almeno, si sarà creata una possibilità di miglioramento.
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            Grazie per la sua costruttiva anche se leggermente distruttiva opinione. Quello che ci siamo chiesti in molti è a quale tema lei si riferisse.
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            - Scritto da: Anonimo
            Grazie per la sua costruttiva anche se
            leggermente distruttiva opinione. questa è una SUA rispettabile opinione.
            Quello che
            ci siamo chiesti in molti molti? Lei è in grado di fornire un elenco di costoro?sulla base di quale presupposto Lei sarebbe in grado di farsi rappresentante di "Molti"?Attendo una Sua risposta cicrostanziata (Lei capirà bene che le risposte anonime non danno alcuna garanzia di rappresentatività di chicchessìa, spero)Nel frattempo spero che l'iniziatore del thread abbia fatto un pur breve ripasso di grammatica, vista la deludente sua precedente prestazione quale recensore dei comportamenti della gioventù.
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            - Scritto da: Anonimo
            Grazie per la sua costruttiva anche se
            leggermente distruttiva opinione. Quello che
            ci siamo chiesti in molti è a quale tema lei
            si riferisse. - Scritto da: Anonimo
            Grazie per la sua costruttiva anche se
            leggermente distruttiva opinione.questa è una SUA rispettabile opinione.
            Quello che
            ci siamo chiesti in moltimolti? Lei è in grado di fornire un elenco di costoro?sulla base di quale presupposto Lei (signor anonimo) sarebbe in grado di farsi rappresentante di "Molti"?Attendo una Sua risposta circostanziata (Lei capirà bene che le risposte anonime non danno alcuna garanzia di rappresentatività di chicchessìa, spero)Nel frattempo spero che l'iniziatore del thread (ammesso che non sia Lei stesso) abbia fatto un pur breve ripasso di grammatica, vista la deludente sua precedente prestazione quale recensore dei comportamenti della gioventù.
          • Anonimo scrive:
            Re: imparINO prima la storia e la geogra
            Caro signor anonimo, mi rimprovera di non essermi presentata ma mi sembra che lei sia sullo stesso mio piano. Io non mi nascondo dietro ai "Molti", e tanto meno ho la pretesa di sostituirmi alla mente dei miei compagni di classe. Quindi inizierò a parlare per me singolarmente. Trovo che Lei consideri le sue opinioni "oro colato", si atteggi dietro parole   che non appartengono ad un vocabolario attuale solo perchè così crede che rimaniamo impressionati dalla Sua intelligenza. Una cosa che ho imparato è questa: un concetto rimane ignorante anche se espresso in parole ricercate. Scomparin Erika
        • Anonimo scrive:
          Re: imparINO prima la storia e la geogra
          Noi siamo si dei ragazzi che a volte usano come modelli grandi personaggi della storia (Diderot) ma non siamo certo anonimi senza pensiero e questo lo dovresti capire dai nostri temi. se li rileggi attentamente e senza pregiudizi verso la nostra generazione ti accorgerai che non sono così orrendi. Scomparin Erika
      • Anonimo scrive:
        Re: i verbi...
        - Scritto da: Anonimo
        per intanto l'errore grossolano lo hai fatto
        TU proprio nel titolo
        fai il bidello ? ("IMPARASSERO"!)Ma come fai a dire che e` sbagliato se e` anche incompleto?Potrebbe essere "imparassero prima questo e quello, potrebbero anche fare x e y".Cambi il verbo, cambia il senso del titolo...
        • Anonimo scrive:
          Re: i verbi...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          per intanto l'errore grossolano lo hai
          fatto

          TU proprio nel titolo


          fai il bidello ? ("IMPARASSERO"!)

          Ma come fai a dire che e` sbagliato se e`
          anche incompleto?è una possibilità, questa, che non migliora certo la situazione di chi voleva fustigare le giovani generazioni.quindi le ipotesi sul campo sono 2:1-l'originale estensore Anonimo sbaglia i verbi fin dai titoli dei suoi interventi2- l'originale estensore Anonimo non sa dare un titolo completo ai suoi interventiIn ambo i casi l'iniziatore del thead non sembra in grado di sostenere la parte che sta recitando
          • Anonimo scrive:
            Re: i verbi...
            - Scritto da: Anonimo
            2- l'originale estensore Anonimo non sa dare
            un titolo completo ai suoi interventiIl campo del titolo di questo forum non accetta piu` di x caratteri (credo 30...). Infatti l'ultima parola e` "geograf". Probabilmente l'autore del messaggio originale supponeva che non necessitassero grossi sforzi di immaginazione per aggiungere "ia...".
          • Anonimo scrive:
            Re: i verbi...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            2- l'originale estensore Anonimo non sa
            dare

            un titolo completo ai suoi interventi

            Il campo del titolo di questo forum non
            accetta piu` di x caratteri (credo 30...).motivo in più per informarsi e ripetere il proprio intervento, cosa che non è avvenuta.L'originale anonimo estensore è un pressapochista che pretende maturità culturale ma non ne dimostra altrettanta.Prima di lanciarsi in filippiche trite e ritrite sulla sconsideratezza culturale dei giovani si dovrebbe dimostrare almeno un modo di espressione più consono al ruolo scelto (o meglio: alla parte scelta).L'alternativa è quella di discutere sui testi presentati dagli studenti, ma questo richiede uno sforzo maggiore di quello dimostrato dall'anonimo brontolone sgrammaticato
    • Anonimo scrive:
      Re: imparassero prima la storia e la geo
      ma imparASSI (tu per primo) la grammatica!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: imparassero prima la storia e la geo
      non le permettiamo di distruggere i nostri lavori perchè noi ci siamo fatti il culo in una maniera incredibile per fare questi lavori.sono già due anni che facciamo informatica e siamo molto più intelligenti dei nostri coetanei che frequentano i licei o gli istituti tecnici.perciò la preghiamo di non offendere i nostri lavori in quel modo perchè non siamo pezze da piedi ma forse lo sono proprio i suoi studenti.abbiamo si 18 anni ma siamo molto più furbi e intelligenti e molto preparati nel nostro lavoro di studente, non accettiamo le sue offese perchè se noi portiamo rispetto per il vostro e i vostri lavori, noi la preghiamo di non offendere i nostri.GRAZIE!!! Stefania Beltrame
    • Anonimo scrive:
      Re: imparassero prima la storia e la geo
      Solo perchè frequentiamo un istituto professionale non significa che non sappimo ne l'italiano ne la geografia!!! Stiamo utilizzando Linux da 2 anni e siamo una delle poche scuole in Italia che l'ha inserito nel programma scolastico, oltre alle altre materie!
    • Anonimo scrive:
      Re: imparassero prima la storia e la geo
      possiamo capire le sue perplessità sul nostro lavoro ma le vogliamo ricordare che ormai il mondo si va sempre più informatizzando, e le nuove tematiche sono LINUX, BILL GATES ed INTERNET.le materie scolastiche ormai sono obsolete, servono si, ma come si fa a vivere oggi in un mondo dove la praticità è la prima qualità richiesta per entrare nel mondo del lavoro.potremmo vivere nel giorno oggi studiando gli affluenti del PO od imparare a memoria l'INFINITO di Leopardi: le chiedamo soltanto di aprire un pò la mente e capire che anche i ragazzi della nostra età possono capire le tematiche del software libero!rispettando la sua opinione, le ricordiamo che tutti hanno un'intelligenza e tutti possono esprimere i propri pareri che possono subire delle critiche ma non delle offese.Luca Marchisano
    • Anonimo scrive:
      Re: SE imparassi
      - Scritto da: Anonimo
      Non metto in dubbio la bontà del progetto.
      Benché la modularità sia la morte della
      parità di diritti e della libertà di parola
      (ma sarebbe qui troppo lungo spiegare,
      benché basti forse un sintagma: didattica di
      derivazione anglosassone!), sintàgma: sintàgma (pl. -àgmi), s. m., termine della linguistica strutturale con il quale si designa ciascuna unità sintattica dotata di una propria autonomia significativa; p.e.: ascoltare con attenzione; dirigersi verso la scuola. . Da quando lavoro nel mondo della
      scuola (e non è picciol tempo), non ho mai
      trovato, non dico in un professionale o in
      un commerciale, ma in un liceo scientifico,
      coetanei degli allievi della prof in
      questione che sapessero organizzare
      autonomamente argomentazioni scritte in un
      italiano corretto e che mostrassero
      cognizioni di geografia e di storia non
      superficiali e in generale approssimative o
      errate (tranne le ovvie, rarissime,
      eccezioni).
      Le cose sono due: o l'istituto della collega
      si trova in una zona con un'alta radiazione
      di fondo che ha prodotto mutazioni genetiche
      statisticamente improbabili che hanno
      modificato in positivo la mente degli
      studenti del Professionale in oggetto, sino
      a renderli capaci di affrontare il suesposto
      modulo senza suicidarsi o accoltellare
      coetanee restie alle profferte sessuali,
      oppure il modulo didattico è una mera
      esposizione di capacità interdisciplinari
      della docente con possibilità attuative
      prossime allo zero, restando così le cose
      nel nostro disperante mondo
      scolastico-culturale.
      Io preferirei, nel frattempo, che i colleghi
      docenti di tutto il mondo si unissero nello
      sforzo di insegnare ai loro allievi
      grammatica, aritmetica, geografia e storia:
      dopo saremo pronti a cantare i peana in
      onore di RMS e Torvalds (che io apprezzo
      moltissimo, sia ben chiaro)
      • Anonimo scrive:
        Re: SE imparassi
        (ma sarebbe qui troppo lungo spiegare,

        benché basti forse un sintagma: didattica
        di

        derivazione anglosassone!),

        sintàgma: sintàgma
        (pl. -àgmi), s. m., termine della
        linguistica strutturale con il quale si
        designa ciascuna unità sintattica dotata di
        una propria autonomia significativa; p.e.:
        ascoltare con attenzione; dirigersi verso la
        scuola. non capisco dov'è il problema: sintagma è una unità sintattica dotata di una propria autonomia significativa: "didattica di derivazione anglosassone" è perfettamente significativo ed è una unità sintattica; ovviamente anche le succitate proposizioni sono unità sintattiche e autonomamente significative. Ma se avessi enunciato un proposizione avrei scritto: proposizione.ecco il busillis
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