Contrappunti/ Spam! Spam Spam!

di Massimo Mantellini - Ma chi ha detto che gli spammer più grossi sono sempre gli stessi? Sono molti i miti sullo spam che sono, appunto, miti. Come quello che basti un filtro o una legge. Impossibile lamentarsi dell'Italia


Roma – Parliamo di spam. Argomento mica tanto originale – me ne rendo conto – ma sempre valido. Specie in questi giorni nei quali, di fronte alla marea montante di messaggi non sollecitati che ciascuno di noi quotidianamente riceve, ci sono alcune notizie ed iniziative da segnalare.

La prima: Pew Research – come dico spesso, un istituto serio che fa ricerche serie – ha appena pubblicato i dati di una sua indagine sullo spam fra l’utenza americana. I risultati sono sconfortanti e raccontano assai bene a che punto siano ormai arrivate le cose. Basta leggere la prima frase delle conclusioni della ricerca: Lo spam sta iniziando ad indebolire l’integrità della posta elettronica e a degradare la vita online . Seguono numeri, molti numeri che concordemente descrivono i termini di una insofferenza che ormai ha raggiunto livelli di guardia. Per chi abbia voglia di darci una occhiata il sunto della ricerca è qui .

Altra notizia in tema. Trovo citato sul blog di Mauro Lupi un interessante articolo di Rebecca Lieb apparso su Clicz.com. Anche qui si parla di spam ed in particolare dei suoi miti. Girano da tempo immemore favole sullo spam. Storielle che sono ormai diventate luoghi comuni senza che nessuno abbia mai avuto voglia di approfondirne l’eventuale veridicità. Come ad esempio sostenere che il numero di spammer, a fronte di un numero di junk mail sempre crescente, sia sostanzialmente il medesimo da anni, specie per quanto attiene agli spammer di contenuti pornografici. Scopriamo poi che gli americani sono convinti assertori della teoria secondo la quale la maggior quantità di spam origini in Asia. Gli europei pensano che tale spazzatura provenga in gran parte dagli USA ecc. ecc. Lo spam è insomma come la bella Cecilia, quella che alla fine nessuno se la piglia. La Lieb smonta poi, uno ad uno, un grappolo di altri piccoli e grandi miti sullo spam, come per esempio quello secondo il quale Microsoft stia facendo tutto il possibile dal lato software per arginare il fenomeno o come quello secondo il quale un rigido utilizzo dell’opt-in o dei deterrenti legislativi possa metterci in salvo da questa piaga biblica.

Per arrivare a parlare dell’ Italia, da tempo Paolo Attivissimo, uno dei più lucidi ed indipendenti osservatori della Internet italiana, ha aperto sul suo sito una utilissima sezione antispam nella quale chiunque lo desideri puo’ scaricare un facsimile della mail da inviare ad eventuali spammer italiani. Chi avesse la pazienza di rispondere colpo a colpo al diluvio di messaggi non richiesti che ingolfano le nostre mailbox, specie se in maniera oculata ed informata come quella indicata da Attivissimo, scoprirà poi che il nostro paese, per merito di un garante della privacy che in questi anni ha preso posizione spesso ed in maniera molto incisiva, è forse uno dei pochi nel quale esistono strumenti efficaci di dissuasione dell’invio delle mail spazzatura. Unica luccicante eccezione – quella della gestione Rodotà- in un panorama di politica delle reti per il resto assai deprimente.

In ogni caso il fulcro del problema se ne sta come sempre alla periferia. Ho letto con interesse le posizioni espresse qualche giorno fa da Cesare Veneziani e Silvano Fraticelli di McLink in una intervista apparsa su questo giornale. Sono posizioni che condivido, specie quando si dice che “sul piano culturale prima di tutto, l’utente sia il primo a gestire la propria sicurezza, aggiornando il proprio antivirus e usando l’email in modo responsabile.” Demandare interamente agli ISP il controllo dei propri messaggi di posta elettronica (una opzione che anche commercialmente sta iniziando a far capolino nelle offerte di molti ISP) in nome del rischio spam è una semplificazione che va presa con le molle. E questo senza dover per forza pensar male sulle sempre possibili opzioni di controllo che tali scelte potrebbero presupporre.

Abbiamo per fortuna una rete molti a molti e sarà il caso di mantenercela così finche sarà possibile. Senza dimenticare che molti a molti significa anche una promessa di responsabilità individuale che è un aspetto fondante di questa architettura. Per questo ogni opzione individuale di risposta allo spam come quella immaginata da Paolo Attivissimo – in un contesto legislativo efficace – è oggi così importante. Una dichiarazione chiara di opposizione ai furbi, agli idioti e a quanti vorrebbero che Internet diventasse cio’ che nessuno di noi vuole.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • pppaolo scrive:
    Portatili per barboni?
    Gia', Stanca pensa di rendere obbligatorio per la PA l'uso delle EMail, e la PA potra' spedirne, ma come faranno i cittadini a riceverle? Forse Stanca pensa di rendere obbligatorio l'acquisto di un computer e di un collegamento Internet? E come si fara' per i poveri e per i SFD (=barboni), lo Stato gli regalera' un computer a manovella, di quelli che possono funzionare anche nel deserto, dove non ci sono prese di corrente? Piu' realisticamente sarebbe possibile estendere al mondo telematico il sistema finora usato per i barboni, non potendo scrivergli a casa, si appendeva un avviso all'albo pretorio dell'ultimo comune di residenza: si potrebbe realizzare un albo pretorio telematico di tutti i comuni italiani insieme, cosi' chi e' fuori casa, anche senza essere un barbone, possa ogni tanto consultarlo da punti Internet pubblici e gratuiti (e' importante che ci siano, per le comunicazioni tra PA e cittadini) posti negli uffici comunali, o postali, o nelle biblioteche pubbliche. Tale albo potrebbe essere utilizzato per notifiche di vario genere, anche per comunicare la morte di parenti da cui forse si deve ereditare, l'arrivo di bollette del gas, o di multe o altro. Paolo
    • Anonimo scrive:
      Re: Portatili per barboni?
      Evviva il pc gratis e internet gratis :-!!!!???
    • Lecta scrive:
      Re: Portatili per barboni?
      Guarda che l'email obbligatoria riguarda, IMHO, lo scambio di dati e di informazioni interno alla PA.Ovviamente se un cittadino che non ha accesso a internet fa una richiesta ad una qualsiasi amministrazione pubblica mica gli si risponde per email.:)
    • Anonimo scrive:
      Re: Portatili per barboni?
      Forse non hai letto bene: Stanca intende rendere obbligatorio l'uso delle mail all'interno della pubblica amministrazione. Tutti gli uffici pubblici sono dotati di computer e accesso alla rete (RUPA), ma molti dipendenti pubblici preferiscono scrivere, stampare, firmare e spedire per posta... Agli altri uffici pubblici!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Portatili per barboni?
        ma scusa tu pensi che i barboni non ricevano le email ma se nemmeno hanno un indirizzo e una cassetta delle lettere di sicuro sono gli ultimi a cui cambia qualcosa...
  • Anonimo scrive:
    Posta certificata: esperienze?
    Ciao a tutti, mi è stato chisto di valutare l'installazione di un server di posta certificata, io ho letto il DL, e mi sono fatto una mia idea, ma vorrei sapere se qualcuno ha esperienze sistemistiche dirette e mi può fare qualche esempio di server utilizzati per questo servizio e quanto sia stato lungo l'iter di certificazione.Grazie a tutti quelli che vorranno aiutarmiGiorgetto
  • Anonimo scrive:
    Problemi a valanga..
    L'email e' una gran cosa se utilizzata correttamente ma diventa un problema se- e' invasa dallo spam- si ricevono messaggi da persone non abituate a scrivere- si da per scontato che una volta inviata una mail sicuramente raggiungera' il destinatario e verra' letta.- oltre che email dedicate al lavoro cominciano ad essere spedite barzellette o "pesantissime" immagini oscene.- viene intasata dai virus.Questo succede in molte medie/grandi aziende in cui e' difficile controllare il contenuto delle stesse per via delle leggi sulla privacy.
  • Anonimo scrive:
    Che pacchia per i lamers........
    se (com'è adesso) quasi tutti usano windows!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Lo dica a tutti gli uffici statali...
    - Scritto da: ldsandon
    ... che rispondere ad una e-mail è un
    obbligo! L'Ambasciata Italiana di Bucarest
    ad una mia richiesta inoltrata via e-mail ha
    risposto così:
    non è un obbligo, lo sarà. Il problema comunque e che in italia di leggi se ne fanno anche molto buone ma poi manca da parte della PA la volontà di cambiare. Il ministro fa bene a rendere l'uso delle email obbligatorio ma purtroppo quando si ha a che fare con le PA ci si deve ricordare coem ancora oggi sono indietro in ogni campo. Sono elefanti che si muovno lentamente e che non hanno voglia di muoversi e che a ogni variazione di eprcorso si incazzano. Per non parlare poi degli uffici attivi solo per non togleire il alvoro ai dipendenti, vedi il PRA che doveva essere abolito ma che non lo è stato perchè altrimenti i suoi dipendenti erano tutti a spasso, così abbiamo lungaggini, errori e costi di voltura per le auto usate allucinanti. E in Italia se andassimoa scremare quanti di questi uffici sarebbero da chiudere? I problemi dell'Italia partono dal basso comuqneu e proprio perchè partono da caste (dipendenti delle PA) spesso e voelntieri non saranno mai risolti
  • Anonimo scrive:
    Peccato che...
    Ogni email ricevuta poi venga regolarmente 'stampata' per essere protocollata... LOL. Gran risparmio di carta.HotEngine.
    • Lecta scrive:
      Re: Peccato che...
      - Scritto da: Anonimo
      Ogni email ricevuta poi venga regolarmente
      'stampata' per essere protocollata... LOL.
      Gran risparmio di carta.finora è stato così, è vero.Ma dal 1 gennaio 2004 entrerà in vigore l'obbligo del protocollo informatizzato che permetterà, tra le altre cose, di protocollare direttamente i documenti elettronici senza necessità di stamparli.Il vero problema non sarà più, quindi, la protocollazione (uhm, si dice così?) ma il necessario cambio di mentalità che dovrà avvenire, soprattutto nel personale più anziano. Troppo spesso i documenti elettronici devono venire stampati perché il dipendente li prenda in considerazione. E' un fattore prettamente psicologico: la carta stampata, quindi fisicamente percepibile, ha ancora una valenza maggiore nel subconscio, ma anche nel conscio, della gente.Questo è almeno quello che ho percepito (e continuo a percepire) dopo 4 anni di lavoro nella pubblica amministrazione.Saluti!==================================Modificato dall'autore il 24/11/2003 1.27.31
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...
        - Scritto da: Lecta
        - Scritto da: Anonimo

        Ogni email ricevuta poi venga regolarmente

        'stampata' per essere protocollata... LOL.

        Gran risparmio di carta.

        finora è stato così, è vero.Non vi preoccupate, che tanto le mail vengono regolarmente stampate anche quando non devono essere protocollate.....e non solo nel pubblico.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...

        Ma dal 1 gennaio 2004 entrerà in vigore
        l'obbligo del protocollo informatizzato che
        permetterà, tra le altre cose, di
        protocollare direttamente i documenti
        elettronici senza necessità di stamparli.
        Ma tu sai che il Ministero dell'Interno ha fatto sviluppare un sistema di protocollazione (sempre dai soliti noti, Telecom. IBM, ecc.) che non prevede la stampa del registro di protocollo, nonostante l'obbligo previsto dal D.P.R. del 2000 sul protocollo informatico?Ha voglia Stanca di snocciolare dati, se poi non sa quello che succede in periferia.:@
        • kabuby scrive:
          Re: Peccato che...
          - Scritto da: Anonimo


          Ma dal 1 gennaio 2004 entrerà in vigore

          l'obbligo del protocollo informatizzato
          che

          permetterà, tra le altre cose, di

          protocollare direttamente i documenti

          elettronici senza necessità di stamparli.



          Ma tu sai che il Ministero dell'Interno ha
          fatto sviluppare un sistema di
          protocollazione (sempre dai soliti noti,
          Telecom. IBM, ecc.) che non prevede la
          stampa del registro di protocollo,
          nonostante l'obbligo previsto dal D.P.R. del
          2000 sul protocollo informatico?

          Ha voglia Stanca di snocciolare dati, se poi
          non sa quello che succede in periferia.:@..vi dirò....lavoro in una società abbastanza grossa e nonostatne tutte le innovazioni informatiche...le email vengono stampate...la stampa viene scansionata e poi viene protocollata e archiviata la scansione dell'email...tristezza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Peccato che...
            è verissimo!!!!Io sono l'EDP di un'azienda con 11 impiegate al reparto commerciale.Sono 3 anni che sto combattendo per cercare di fargli capire che stampare le email ed archiviarle non ha alcun senso ma non c'è niente da fare. Stampano addiritura le email di ricevuta dei messaggi!E' un fattore psicologico difficile da sradicare......E intanto i produttori di stampanti, toner e carta vedono salire i fatturati.Solo all'ufficio commerciale ho una 5000 GN che ha già fatto il "terzo tagliando" con 350.000 (avete letto bene) pagine stampate!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...
        -

        Ma dal 1 gennaio 2004 entrerà in vigore
        l'obbligo del protocollo informatizzato che
        permetterà, tra le altre cose, di
        protocollare direttamente i documenti
        elettronici senza necessità di stamparli.

        Il vero problema non sarà più, quindi, la
        protocollazione (uhm, si dice così?) ma il
        necessario cambio di mentalità che dovrà
        avvenire, soprattutto nel personale più
        anziano. Troppo spesso i documenti
        elettronici devono venire stampati perché il
        dipendente li prenda in considerazione. E'
        un fattore prettamente psicologico: la carta
        stampata, quindi fisicamente percepibile, ha
        ancora una valenza maggiore nel subconscio,
        ma anche nel conscio, della gente.

        Questo è almeno quello che ho percepito (e
        continuo a percepire) dopo 4 anni di lavoro
        nella pubblica amministrazione.... la tanto vilipesa carta, adeguatamente conservata, si conserva per secoli. Negli archivi di stato sono tranquillamente leggibili documenti pre-unitari e nelle biblioteche si conservano atti e bolle addirittura risalenti al basso medioevo. Altrettanto NON è per i supporti magnetici. Un CD si dovrebbe conservare leggibile per 15-25 anni a seconda del materiale, ma si sono già riportati casi di durata nettamente inferiore. Il componente più soggetto a guasti in un PC statisticamente è l'HD. Sullo stesso con cui scrivo l'hard disk è già stato sostituito in garanzia dopo un anno scarso di "vita". Sul desktop Packard Bell che avevo in precedenza idem, dopo nemmeno tre mesi. Almeno spero caldamente che in P.A. tutti i dati a protocollo esclusivamente elettronico viaggeranno su sistemi raid in parallelo, ma ne dubito fortemente. Nel frattempo la carta resta, come sempre è stata e a lungo continuerà ad essere, garanzia di autenticità degli atti anzitutto per lo stesso cittadino.
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...
          Un CD-ROM non è magnetico.Se correttamente conservato nella sua custodia ed in un luogo senza sbalzi termici (come un archivio) può durare per sempre.La differenza è nello spazio occupato, che nel caso del CD-ROM è inferiore di circa 500.000 volte.'Iao
          • Anonimo scrive:
            Re: Peccato che...
            - Scritto da: Anonimo
            Un CD-ROM non è magnetico.
            Se correttamente conservato nella sua
            custodia ed in un luogo senza sbalzi termici
            (come un archivio) può durare per sempre.Sarebbe un'ottima conquista.. ma sembra che le case produttrici di supporti badino di più alla velocità d scrittura che nn alla durata dei dati. Un cd-r ha una durata limitata, che può essere di pochi, come di decine d'anni... ma mai paragonabile ad un archivio cartaceo.
            La differenza è nello spazio occupato, che
            nel caso del CD-ROM è inferiore di circa
            500.000 volte.

            'Iao
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...

          ... la tanto vilipesa carta, adeguatamente
          conservata, si conserva per secoli. NegliVuoi mettere conservare 100 CD o 10 tonnellate di carta? Per non parlare di eventuali copie di sicurezza... magari conservate pure in posti diversi come il buon senso suggerisce per i documenti molto importanti!Meglio le fotocopie o un masterizzatore 52x da 30 euro?Ah... il CD non è magnetico! E' ottico! In sostanza il laser passa attraverso dei "buchi" fisicamente prodotti sulla superficie (realizzati dal masterizzatore o in fase di stampa del supporto) riflettente producendo una sequenza di "luce passa"/"luce non passa" da cui derivano gli 0/1 che compongono i byte! Non si possono attenuare con il tempo come i campi magnetici. Al massimo degrada il materiale (e ci mette parecchio, soprattutto per i CD stampati, meno per i masterizzati) ma tutto sta nelle condizioni di conservazione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...
          Vabbe, ma cosa mi interessa conservare una email per 30, 100 o 1000 anni. per lo piu conservare i dati piu importanti per 20 è piu che sufficiente nella maggioranza dei casiAlex
          • Anonimo scrive:
            Re: Peccato che...
            - Scritto da: Anonimo
            Vabbe, ma cosa mi interessa conservare una
            email per 30, 100 o 1000 anni. per lo piu
            conservare i dati piu importanti per 20 è
            piu che sufficiente nella maggioranza dei
            casi

            Alexmi sembra che sottovaluti l'importanza del problema. come fai a sapere oggi quali sono i dati piu' importanti? se guardi con una lunga prospettiva stiamo parlando della memoria storica della nostra civilta'.la forma digitale ha indubbiamente vantaggi enormi (occupa poco spazio, e' economica, flessibile, permette sistemi d'archiviazione molto potenti) ma e' anche molto piu' fragile della carta, con tutti i difetti di questa.non e' che sto difendendo la carta, pero' bisogna rendersi conto degli svantaggi cosi' come dei vantaggi.E' inutile nascondere che il problema esiste e al momento io non vedo una soluzione.
          • Anonimo scrive:
            Re: Peccato che...
            - Scritto da: Anonimo
            mi sembra che sottovaluti l'importanza del
            problema. come fai a sapere oggi quali sono[snip]
            molto potenti) ma e' anche molto piu'
            fragile della carta, con tutti i difetti di
            questa.concordo pienamente. Io non affiderei certe informazioni solo ad un supporto "informatico"; ad esempio il contratto della casa, le ricevute di pagamento delle tasse, referti medici. Ed io sono solo un privato cittadino, figuriamoci se una PA puo' fidarsi a lasciare i dati solo su supporti quali CD ed affini.Piero
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...
          - Scritto da: Anonimo
          ... la tanto vilipesa carta, adeguatamente
          conservata, si conserva per secoli. Negli
          archivi di stato sono tranquillamente
          leggibili documenti pre-unitari e nelle
          biblioteche si conservano atti e bolle
          addirittura risalenti al basso medioevo.Mi chiedo quanto resista un documento stampato conn una banale getto d'inchiostro...HotEngine.
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...
          - Scritto da: Anonimo

          -



          Ma dal 1 gennaio 2004 entrerà in vigore

          l'obbligo del protocollo informatizzato
          che

          permetterà, tra le altre cose, di

          protocollare direttamente i documenti

          elettronici senza necessità di stamparli.



          Il vero problema non sarà più, quindi, la

          protocollazione (uhm, si dice così?) ma il

          necessario cambio di mentalità che dovrà

          avvenire, soprattutto nel personale più

          anziano. Troppo spesso i documenti

          elettronici devono venire stampati perché
          il

          dipendente li prenda in considerazione. E'

          un fattore prettamente psicologico: la
          carta

          stampata, quindi fisicamente percepibile,
          ha

          ancora una valenza maggiore nel
          subconscio,

          ma anche nel conscio, della gente.



          Questo è almeno quello che ho percepito (e

          continuo a percepire) dopo 4 anni di
          lavoro

          nella pubblica amministrazione.

          ... la tanto vilipesa carta, adeguatamente
          conservata, si conserva per secoli. Negli
          archivi di stato sono tranquillamente
          leggibili documenti pre-unitari e nelle
          biblioteche si conservano atti e bolle
          addirittura risalenti al basso medioevo.
          Altrettanto NON è per i supporti magnetici.
          Un CD si dovrebbe conservare leggibile per
          15-25 anni a seconda del materiale, ma si
          sono già riportati casi di durata nettamente
          inferiore. Il componente più soggetto aI CD dovrebbero durare al piu' 70anni (ovviamentenon quelli riscrivibili).Il problema non e' che i supporti magneticinon sono affidabili. Non sono affidabili per periodidi tempo cosi' lunghi. Ma la soluzione e' moltosemplice: si chiama BACKUP. Ovvero ogni uncerto numero di anni, si passano i dati dalsupporto vecchio a uno nuovo, offerto dallenuove tecnologie. Cosi passeremo man mano il contenutodegli hard disk da 10GB in quelli da 100GB, i CD neiDVD, e cosi' via. D'altro canto se cosi' non fosse ci troveremmo sommersi dai floppy da 5 pollici 1/4, che invecesono spariti.Un secondo problema che tempo fa l'amministrazioneamericana studio, e' il fatto che i dati risultanoilleggibili, perche' i formati con i quali sono scrittirisultano obsoleti (pensate ad esempio allacodifica EBCDIC).. Tempo fa l'amministrazioneamericana si trovo' con molti dati illeggibiliperche' i programmi con i quali erano stati scrittinon esistevano piu'.
          guasti in un PC statisticamente è l'HD.
          Sullo stesso con cui scrivo l'hard disk è
          già stato sostituito in garanzia dopo un
          anno scarso di "vita". Sul desktop Packard
          Bell che avevo in precedenza idem, dopo
          nemmeno tre mesi. Almeno spero caldamente
          che in P.A. tutti i dati a protocollo
          esclusivamente elettronico viaggeranno su
          sistemi raid in parallelo, ma ne dubito
          fortemente. Nel frattempo la carta resta,
          come sempre è stata e a lungo continuerà ad
          essere, garanzia di autenticità degli atti
          anzitutto per lo stesso cittadino.
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...

        Il vero problema non sarà più, quindi, la
        protocollazione (uhm, si dice così?) ma il
        necessario cambio di mentalità che dovrà
        avvenire, soprattutto nel personale più
        anziano. Troppo spesso i documenti
        elettronici devono venire stampati perché il
        dipendente li prenda in considerazione. E'
        un fattore prettamente psicologico: la carta
        stampata, quindi fisicamente percepibile, ha
        ancora una valenza maggiore nel subconscio,
        ma anche nel conscio, della gente.Se a questo aggiungi che nelle PA oltre a essere notoriamente meno efficienti dei dipendenti privati, e questo scusate è sotto gli occhi di tutti, la mancanza di alcun controllo, e la mancanza di preparazione e spesso professionalità farà si che quello che viene recipito nelle aziende private, già molto lente, sia di decine di volte più lento. Ho sentito personale pubblico lamentarsi della mole di lavoro che ha, ho guardato quanto e coem lavorano, ho paragonato uan segretaria privata a una pubblica per fare un es. e la seg. privata lavora almeno 2 volte di più e più efficientemente. Mio cugino lavora all'INPS, quando è entrato si metteva le mani nei capelli, ha cercato di dare uan svolta al personale ha subito lotte interne da parte dei sottoposti, non ha potuto cambiare nulla e si è adeguato, sono 25 anni che lavora e oramai fa come tutti gli altri. Le mail ridurranno solo il costo del francobollo
        • Anonimo scrive:
          Re: Peccato che...
          le solite menate ritrite che mio cugino dice che il fratello ha detto che ha sentito uno al bar dirlo.......ma hai mai comperato qualcosa da euronics ( ditta privata ) senza che nessuno dei trenta vestiti di blu che giravano in tondo sapesse che cosa stesse vendendo ed arrivando alla cassa non hai potuto usare il bancomat perche' il collegamento, ecc. ecc...hai idea di che cosa significhi il solo flusso di dati in una rete geografica con 400 sedi e piu' di 30 mila posti di lavoro? credi che i sistemisti di quella rete lavorino come quelli di una semplice lan da una cinquantina di posti? oppure che ne sappiano meno?... e quando un sistema va fuori servizio mentre il pubblico aspetta che fanno, mettono un cartello e vanno a casa? perche' generalizzare sempre?......- Scritto da: Anonimo

          Se a questo aggiungi che nelle PA oltre a
          essere notoriamente meno efficienti dei
          dipendenti privati, e questo scusate è sotto
          gli occhi di tutti, la mancanza di alcun
          controllo, e la mancanza di preparazione e
          spesso professionalità farà si che quello
          che viene recipito nelle aziende private,
          già molto lente, sia di decine di volte più
          lento. Ho sentito personale pubblico
          lamentarsi della mole di lavoro che ha, ho
          guardato quanto e coem lavorano, ho
          paragonato uan segretaria privata a una
          pubblica per fare un es. e la seg. privata
          lavora almeno 2 volte di più e più
          efficientemente. Mio cugino lavora all'INPS,
          quando è entrato si metteva le mani nei
          capelli, ha cercato di dare uan svolta al
          personale ha subito lotte interne da parte
          dei sottoposti, non ha potuto cambiare nulla
          e si è adeguato, sono 25 anni che lavora e
          oramai fa come tutti gli altri. Le mail
          ridurranno solo il costo del francobollo
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...
        il fatto è che il protocollo informatizzato di cui tanto si parla, se implementato MALE, è 1000 volte meno flessibile del registro normale. Guarda caso nell'Istituto dove lavoro l'innovazione è un programma in DOS.Comunque il problema maggiore è la burocratizzazione del lavoro. Purtroppo, a differenza delle aziende private, la procedura da seguire per portare a termine un certo lavoro è FISSA. Ma fissa nel senso che i revisori CONTROLLANO che si siano eseguite tutte le attività che la compongono, anche se paurosamente inefficienti.Aggiungo anche: governo ladro. Coi tempi che corrono non fa mai male ricordarlo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato che...
        Qualcuno ha idea di che cosa vuol dire archiviare e conservare un "documento informatico" per la PA?Se volete farvene una idea andate a leggere la delibera AIPA 42/2001 recentemente sostituita dalla delibera CNIPA 11 del 19 febbraio 2004 (conservazione dei documenti informatici).Lavoro da 3 anni su progetti di Protocollo Informatico nelle Pubbliche Amministrazioni di Roma e non ho ancora visto NESSUN ente o ministero che sia riuscito ad attuare la normativa sulla conservazione. In sostanza il problema è: una volta che ho ricevuto il documento informatico per e-mail, dove lo archivio? come faccio a garantire la autenticità del documento informatico nel tempo? e via giù con una serie di norme che l'AIPA e poi il CNIPA sono andate a definire per affrontare il problema; risultato? il documento informatico la PA non lo vuole perchè non saprebbe come conserverlo (la frase tipica è: e poi cosa porto davanti al giudice?). E non hanno neanche torto!!!:(
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