Convegno/ Dalla Carta ad Internet

A Roma


Roma – Il 6 maggio alle 10,30 in c.so Vittorio Emanuele II, 349, a Roma, si terrà l’incontro-convegno Dalla Carta a Internet , sottotitolo: “L?informazione alla prova dei nuovi media: chance di lavoro, di sviluppo e di indipendenza del giornalismo nell?era del digitale”.

Nella sala “Walter Tobagi” della FNSI, l’incontro organizzato da Uomini e New Media affronterà, come si legge in una nota, “il delicato tema del futuro della comunicazione nell?era del digitale”.

“L?80 % dei giovani tra i 18 e i 20 anni, secondo uno studio dell’Università dell’Illinois – spiega la nota – leggeranno informazione nei prossimi anni attraverso i media digitali. Ci si chiede quali saranno le conseguenze dell?avvento della multimedialità nei settori del giornalismo e della comunicazione, e quali ripercussioni sulla professione giornalistica e sullo sviluppo dell?editoria”.

Partendo da questo dato e dall?esigenza di trovare equilibri, di fornire preparazione adeguata per la professione del giornalista, di stimolare una cultura giornalistica tecnologica adeguata ai tempi, il convegno, diviso in due sessioni, affronterà sia gli aspetti sociologici che quelli più prettamente tecnici: trasformazioni, linguaggi, possibilità nel giornalismo multimediale; ma anche i costi, le macchine, le competenze per realizzare contenuti sui nuovi media, da internet alla tv digitale.

Tra i partecipanti ai due incontri anche Ernesto Assante (La Repubblica), Mattia Losi (Il Sole 24 Ore), Elia Zamboni (Radio24 e Ventiquattroretv), Giovanni Valentini (La Repubblica) ed Enrico Pulcini (giornalista-consulente su nuovi media e Ict).

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  • carobeppe scrive:
    Dopo 4 anni...
    mi piacerebbe vedere se questo signore dopo 4 anni che ha scritto questa epistola, non si sia fatto un account gmail pure lui, visto che va di moda fra i linari (intendiamoci, ho anch'io la gmail!)
  • Anonimo scrive:
    Re: redazione?
    - Scritto da: Anonimo
    "Il lavoro che Google, Microsoft e
    praticamente tutti i grandi provider di
    connessione fanno, hanno fatto in passato e
    faranno sempre più in futuro è
    il data mininig"

    data miningPiù che altro... dalla frase si mettono insieme Google e Microsoft ai provider di connessione... ma da quando??
  • Anonimo scrive:
    Re: ma che cavolo dice sto qua
    Effettivamente scrivi un po' come un cane...Sembri più che altro animato dalla voglia di sollevare un po' di polverone ma senza nemmeno sapere troppo bene di cosa parli..Se, inoltre, situazioni come queste:
    Se entri in casa mia (anche un camper), ed
    io ti sparo nelle gengive, va bene fino a
    prova contraria; e' il mio ranch!ti sembrano un esempio di civiltà da seguire, anziché risoluzioni barbare e scellerate volute dalle pressioni delle industrie di armi... ah beh, allora si spiega tutto: hai veramente una grande confusione in testa.Vorrei solo farti notare che serve a poco mettere la privacy al di sopra di tutto, visto che è indispensabile essere vivi per difenderla.Ciao...
  • Anonimo scrive:
    il mondo anglosassone
    Questa famosa cultura della privacy che questo signore invidia al mondo anglosassone dov'è? Forse in Florida, quella di cui si parla in un altro articolo di puntoinformatico? Chissà perchè, puntualmente salta sempre fuori questo confronto del cavolo, noi è il supercivilizzatissimo mondo anglosassone, Forse l'unica cosa di buono che ha veramente questo mondo anglosassone è che non ci abitiamo.
    • Anonimo scrive:
      Re: il mondo anglosassone
      - Scritto da: Anonimo
      Questa famosa cultura della privacy che
      questo signore invidia al mondo anglosassone
      dov'è? Forse in Florida, quella di
      cui si parla in un altro articolo di
      puntoinformatico? Chissà
      perchè, puntualmente salta sempre
      fuori questo confronto del cavolo, noi
      è il supercivilizzatissimo mondo
      anglosassone, Forse l'unica cosa di buono
      che ha veramente questo mondo anglosassone
      è che non ci abitiamo.Sul signore in questione ho qualche dubbio anch'io, visto che l'idea che tanto aspramente critica viene proprio dal mondo anglosassone...mah! :s
  • DKDIB scrive:
    Re: Ti basta l'abbastanza?
    Eaman wrote:
    [...] bisogna cominciare a produrre i tappi prima che capitino
    i casini.Di grazie, invece di parlare di "casini", qualcuno potrebbe cominciare ad elencarne qualcuno?E non tiratemi fuori lo spam per favore: esistono metodi ben piu' econimici e pratici di GMail per procurasi gli indirizzi email da spammare.
  • Anonimo scrive:
    Re: Basta palle! Abilitassero GMail invece
    - Scritto da: Anonimo
    A me di tutte queste chiacchere non puo'
    proprio fregar di meno.
    Questi mi danno una mail da 100mega aggratis!1 giga, non 100 mega
  • eaman scrive:
    Re: profilo tuo!
    - Scritto da: Anonimo
    io do sempre dati FALSI per cui profilano
    una minchia ...Analizzano (o almeno conservano) il contenuto delle tue mail, non solo il modulo di adesione al servizio!
  • eaman scrive:
    Re: Ti basta l'abbastanza?
    - Scritto da: Terra2
    Per quanto mi risulta Google non raccoglie
    dati, non profila e conseguentemente non
    può rivendere o rivelare a terzi i
    dati dei propri utenti.Di questo bisogna essere _sicuri_, anche per il futuro.

    GMail "dovrebbe" limitarsi a inserire
    automaticamente dei link evidenziando alcune
    parole sulle nostre mail. Ovvero, se un
    nostro amico ci scrive "Ciao, mi sono
    comperato un televisore Zony per la
    mia casa a Bergeggi!" e la ZONY è
    uno sponsor GMail, allora, GMail
    inserirà automaticamente un link per
    fare si che cliccando su "televisore Zony"
    venga aperta la pagina web della Zony.
    Il tutto avviene automaticamente, senza che
    nessuno legga la nostra mail o che la Zony
    venga "collegata" al nostro account di posta
    in qualche modo.Giusto, e se poi non e' cosi' o cambia in futuro?

    Quello che avviene è una
    "manipolazione" della posta, che può
    piacere o meno (in tal caso si è
    liberi di non attivare il servizio)... ma
    dove sia l'invasione della privacy, proprio
    non riesco a capirlo.Sta nel fatto che loro hanno questi dati a disposizione: come puoi essere sicuri che domani non si quotino in borsa e cambino indirizzo, vengano attaccati da un cracker, vengano controllati da un governo con leggi antiterroristiche idote che gli permettono di usare diversamente questi dati.Potenzialmente TROPPI dati di TROPPI utenti.

    O almeno... questo è quanto conosco
    sul servizio GMail. Nessuno fin'ora mi ha
    illuminato maggiormente. Sarei felicissimo
    di approfondire il discorso.Be' tu almeno ti prendi la briga di cercare info su un forum: pensa a quei potenziali miglioni di utenti che cliccheranno "Accetta" per poi preoccuparsi di possibili conseguenze anni dopo a frittata fatta.


    Che poi l'invasione della privacy e la
    vendita dei "profili" sia una pratica
    vergognosa non ci sono dubbi... ma prima di
    sparare a zero su Google, se proprio abbiamo
    a cuore l'argomento, forse, è il caso
    di informarci su come vengono trattati i
    nostri dati presso:

    Banche
    Società telefoniche
    Provider telefonia cellulare
    Provider internet
    Società finanziarie
    Agenzie di lavoro
    Gestori carta di credito
    Ipermercati (tessere "fedeltà")
    Vendite per corrispondenza
    Abbonamenti (es. riviste)
    ex Scuola Superiore
    Comune
    Ente autostrade e telepass
    Enel
    Italgas
    StatoGoogle ha una potenza di calcolo, una visibilita' e competenza tecnica che personalmente mi preoccupano piu' di quanto accade per molti degli enti citati.E per lo stato: basta che domani approvi una legge scema sull'antiterrorismo o simile e si appropri di questi dati.

    A mio parere, combattere questo fenomeno
    prendendosela con Google è un po'
    come combattere una esondazione mettendo il
    tappo alla bottiglia dell'acqua minerale in
    salotto.Oggi costruire e far funzionare queste "bottiglie" di dati e' diventato molto piu' economico ed efficace rispetto a soli 10 anni fa: quindi bisogna cominciare a produrre i tappi prima che capitino i casini.Saluti.
  • eaman scrive:
    Re: Io ci provo...[nota]
    - Scritto da: Anonimo
    Se si decidessero ad attivarmi l'account io
    sarei disposto a dargli perfino nome e
    cognome in cambio (almeno per quanto
    riguarda la casella principale).Perche' scusa, tu non firmi _mai_ nessuna tua mail con nome o cognome? Magri ci metti anche di peggio: tipo dare il tuo numero di cel. a qualche amico.E loro indicizzano...
  • eaman scrive:
    Re: Io ci provo...[nota]
    - Scritto da: AnonimoNota: sempre di eaman il post precedente: non accetto cookie o balle varie ;-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Marco, anglosass, ma scherzi???
    - Scritto da: Anonimo
    Mi stupisco marco.
    basta scrivere INGHILTERRA nel motore di
    ricerca di PI per vedere quante orrende
    violazioni della privacy siano semplicemente
    legali perchè hano cambiato la legge
    ... tu che ti occupi di freenet ... in
    inghilterra se ti chiedono la password di
    PGP glie la devi dare e basta.
    lo screening dei contenuti delle mail
    è legale
    la lettura delle mail dei dipendenti e di
    chiunque ...
    telecamere dappertutto ...


    ma scherzi?????????Stupisciti pure, poi leggiti per favore l'altra risposta.Ma tu a Firenze ci sei mai stato ?Non stai mica parlando di cose che in Italia non ci sono...
  • Anonimo scrive:
    Re: ma che cavolo dice sto qua
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Ho scritto "cultura della privacy" non

    "privacy".

    Spero non ti sfugga la differenza...
    beh, in

    effetti ti e' sfuggita.

    un po' di autocritica come scrittore non
    guasterebbe.
    anche a me è sfuggito il senso che
    volevi dare, allora.E' probabile, se sbaglio corrigeme.....
    il mondo anglosassone propone prima di tutti
    le VIOLAZIONI della privacy in un modo
    così pervasivo e intrusivo da far
    sempre venire alla mente il personaggio del
    tuo progetto.

    fino a unire tutto alla biometria (perlomeno
    Winston poteva andare con la sua donna in
    quel boschetto... ma con la biometria come
    fai?)Finalmente uno che si ricorda qualcosa di "1984" !

    La privacy l'hanno "inventata" loro; il

    fatto che oggi ci sia molta gente che la

    baratta con una maggiore sicurezza
    (illusi)

    non cambia questo fatto.

    ma che dici!
    il fatto che "uno se ne sta per i fatti
    suoi" non l'ha inventato un popolo.
    sempre sollevato.Ma per la miseria, dove ho MAI detto che in Inghilterra la situazione della privacy e' meglio che da noi ????Ma leggete una parola si ed una no ????Ho detto che in quei paesi esiste una CULTURA della privacy, e che mediamente la gente sa di cosa si sta parlando quando se ne parla.Il fatto che poi a molti vada bene essere spiati o che Blair somigli piu' al GF di Berlusconi non c'entra niente.In america poi l'individualismo e' ancora un bene rispettato, almeno in buona parte.Se entri in casa mia (anche un camper), ed io ti sparo nelle gengive, va bene fino a prova contraria; e' il mio ranch!Se tu intercetti dei dati miei ed io riesco a provarlo, ti levo anche i peli; sono solo c...i miei!Che poi ti mitraglino prima di aprire la porta, o che se ti trovano con in mano dei dati raccolti da qualcun'altro vada bene cosi' cambia la sostanza, non la forma.In italia, tanto per cominciare, la forma non c'e' (od almeno ce ne e' molto meno). La sostanza poi ......Ciao. Marco
  • Anonimo scrive:
    Basta palle! Abilitassero GMail invece
    A me di tutte queste chiacchere non puo' proprio fregar di meno.Questi mi danno una mail da 100mega aggratis!Tutto il resto sono solo bla bla bla!Se si decidessero ad attivarmi l'account io sarei disposto a dargli perfino nome e cognome in cambio (almeno per quanto riguarda la casella principale).
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    - Scritto da: Anlan

    - Scritto da: Anonimo



    parla di email. Non si ha più a
    che

    fare con semplici dati quantitativi
    (oggi

    tizio, impiegato trentenne, ha comprato
    5

    bottiglie di vodka e 8 birre), ma con i

    pensieri e la vita personale di una
    persona.

    Io li metterei sullo stesso piano dei
    dati

    biometrici tanto preziosi dovrebbero
    essere.

    Ciò che dici è vero ma ...
    sottovaluti quello che viviamo
    quotidianamente. Esistono professionisti
    strapagati dalle aziende della grande
    distribuzione per analizzare e incrociare
    quello che compri e posso assicurarti che
    fanno miracoli (nel senso della
    eccezionalità delle analisi) di un
    possessore di tessera fedeltà ti
    possono dire di quante persone è
    composto il nucleo familiare oppure se sei
    single, se sei donna in quali giorni ti
    arriva il ciclo, se sei allegro o depresso,
    se sei un tipo curato o badi all'essenziale,
    l'effetto che ti ha fatto la tal
    disposizione di scaffali (perchè in
    genere non compri quel tal prodotto ma
    stavolta che lo hanno cambiato di posto lo
    hai preso) e quindi come rispondi agli
    stimoli..... insomma ti fanno pelo e
    contropelo arrivando a ricostruire un
    profilo dettagliatissimo.
    Io che ho lavorato proprio presso alcune delle catene di supermercati citate in questo thread, proprio curando i dati delle carte fidelity, posso tranquillizzare tutti quanti che al momento non viene effettuata alcuna analisi personale dei dati raccolti, voglio dire che non frega niente a nessuno di quanta birra ha comperato il sig. Rossi in particolare, ma le statistiche sono finalizzate a valutare per esempio quanta birra viene acquistata dai clienti tra i 30 e i 40 anni nei vari periodi dell'anno.E comunque tali informazioni sono finalizzate unicamente a mirare i rifornimenti di merce da parte loro e quindi proporre i prodotti ad un prezzo migliore.Del singolo sig. Rossi non frega proprio niente.Questo era lo stato delle cose fino a 3 anni fa.Ora non seguo piu' quel progetto quindi non so se nel frattempo quei dati vengano utilizzati diversamente.Personalmente ne dubito parecchio.Poi voi pensate quello che meglio credete...
  • Anonimo scrive:
    Re: redazione?
    mi dici che cazzo di utilità ha scriverlo in un forum?domani fanno la correzione e il forum ha roba inutilemanda una mail, no?
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma la libertà quanto vale ?
    a parte che è divertente come un gatto attaccato ai maroni; ma quanto vale?come dire "quanto vale NON essere in galera?"quanto vale?io non capisco come possiate starvene li a farvi fottere la vita ... non ha prezzo!la normalità è che se io non voglio che tu ti faccia i cazzi miei TU NON TE LI PUOI FARE e basta!non guardi la mia roba, non metti via i fatti miei, non mi riprendi, non mi rompi le palle, non mi tracci, non mi spii senza il mio consenso.pensatelo in termini industriali o di governo ... quello che NON si può fare con una industria e le sue informazioni (di persone o di cose, di progetti, di idee, di politiche, di fatti) o di uffici, organizzazioni politiche o governative, NON si deve poter fare nemmeno per le case , le vite, le vie , le strade e i luoghi e le persone normali, fisiche, singole o gruppi nella vita normale!
  • Anonimo scrive:
    Re: E i provider?
    - Scritto da: nop

    piccola considerazione estremizzata:

    i provider che mi vendono il servizio di
    connessione conoscono sito per sito tutti i
    siti che ho visitato ...

    a quando l'abolizione di Internet per
    violazione della privacy?non dire stronzatea quando l'obbligo di crittografia del traffico passante?a quando norme severissime per chi spia i contenuti, a partire dagli abusi di potere del governo?
  • Anonimo scrive:
    Re: se fossero questi i problemi!!...
    - Scritto da: Anonimo
    Se a uno gli da proprio tanto fastidio che
    le sue email vengano usare per dargli
    pubblicità specifica, allora
    semplicemente fa a meno di una casellona da
    un giga...basta usare spymac.com e pgp, tanto con spymac puoi usare il pop e presto imap4.crittografi tutto e via! :)
  • Anonimo scrive:
    Marco, anglosass, ma scherzi???
    Mi stupisco marco.basta scrivere INGHILTERRA nel motore di ricerca di PI per vedere quante orrende violazioni della privacy siano semplicemente legali perchè hano cambiato la legge ... tu che ti occupi di freenet ... in inghilterra se ti chiedono la password di PGP glie la devi dare e basta.lo screening dei contenuti delle mail è legalela lettura delle mail dei dipendenti e di chiunque ...telecamere dappertutto ...ma scherzi?????????
  • Anonimo scrive:
    decisamente non capisco...
    ...tutto questo voler accanirsi contro un sorvizio come tanti altri..c'è un contratto, lo leggi, ti dicono che in base alle parole che ci sono nella tua mail ti fanno vedere pubblicità che "potrebbe interessarti", non ti profilano, dichiarano che non venderanno i dati raccolti (a differenza di quello che viene detto in questa lettera...)cioè... siamo grandi, vaccinati, non siamo i bimbi pacioccosi che cliccano dappertutto (credo)....non mi interessa nulla delle azioni che google fa? voglio dargli fiducia? bene, mi faccio l'account..google mi fa paura? la mia privacy deve restare immacolata? bene, non lo sottoscrivo...ma ricordatevi... che se google ha dichiarato come userà i vostri dati, tanti non lo hanno detto ma agiscono magari anche peggio di lui...e poi smettiamola con tutta sta privacy... un giorno mi chiama un operatore della mia compagnia telefonica mobile... mi chiede come mi chiamo, gli ripondo che non erano affari suoi, e di tutta risposta che mi dice? "guardi che mi basta fare 2 click e so tutto di lei..." (non era una fregatura... l'id del chiamante effettivamente era del servizio assistenza del mio operatore)....a proposito... visto che ci tenete tanto alla vostra privacy... dove lavoravo poco tempo fa, la macchina che faceva da proxy aveva l'account di administrator lasciato senza password...sapete quanto ci voleva a scrivere \nome_della_macchina_col_proxyc$, loggarsi come administrator senza password e avere i logs dell'isa server per sapere i cavoli privati di ogni persona? più o meno nulla...io non li ho mai guardati... ma non so se tutti quelli che se ne erano accorti erano stati in grado di resistere alla tentazione...vediamo di entrare nell'ottica che su internet mantenere la privacy su di se non è così semplice...un saluto a tutti!! :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ecco perché Calamari (in parte) sbaglia

    Fai pure l'avvocato della difesa di Google,
    ma per favore fallo con chi attacca
    *specificatamente* loro.A questo punto, prendo atto del fatto che la tua lettera "Ecco perché accanirsi contro GMail" non era indirizzata specificatamente a GMail/Google.Avrò capito male.Prendo anche atto del fatto che espressioni del tipo 'questi signori stanno comprando a prezzi stracciati la privacy ed i dati personali di coloro che diventeranno "soddisfatti" utenti di Gmail.' non siano specificatamente indirizzate al servizio di Google.Avrò capito male.Prendo infine atto del fatto che, nonostante io abbia (non a caso) chiarito sin dall'inizio che non si trattava di una "difesa di Google", il fatto che tu voglia attribuirmi il ruolo di suo difensore è semplicemente un modo per classificarmi. Dividere a tutti i costi la lavagna in "buoni" e "cattivi" e classificare chiunque si proponga per uno scambio di battute, è una pratica che non porta benefici alla discussione.La gente legge, magari ci sono potenziali futuri utilizzatori di GMail, si chiede quali siano i problemi di privacy che nascono con tale servizio, e invece di risposte CIRCOSTANZIATE si sente parlare di pannolini.Ti ho chiesto quali caratteristiche tecniche del servizio a tuo parere minavano la privacy, e non mi hai risposto.Non disprezzo affatto la tua lettera a P.I., ma volevo capire "quali caratteristiche di GMail ne determinano l'appartenenza a quel sistema che SIA TU CHE IO detestiamo?", e nessuno dei lettori di questo thread ha ottenuto da te una risposta chiara.Peccato, era una buona occasione per fornire chiarimenti sullo specifico argomento (GMail), e invece nessuno ci ha guadagnato nulla. Tante affermazioni generiche e pochi dati di fatto.Cordiali saluti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ecco perché Calamari (in parte) sbaglia
    - Scritto da: Anonimo
    Una compravendita "sottobanco" (visto che
    Google nega) sarebbe GRAVISSIMA, se reale.

    Ti chiedo dunque le prove di tale tua
    affermazione.

    E intendo le prove su QUESTO caso, non
    ipotesi generiche basate sull'"assunto della
    marmellata".

    Come avrai compreso, sono una persona
    alquanto pratica. Se avrai la bontà
    di indicarmi una o più attuali
    caratteristiche tecniche di GMail che
    potrebbero minare la privacy degli utenti,
    sarò lieto di cambiare opinione sul
    servizio offerto da Google.

    Fino a quel momento, sostenere che ci sia
    compravendita di informazioni personali
    senza portare prove, beh... ammetterai che
    è un po' troppo comodo.Non ho mai detto di aver prove di azioni di Google, e neppure parlavo unicamente di loro, ho parlato anche di Passport, ma nessuno se ne e' eletto alfiere. Forse perche' sono meno popolari di partenza ?Non ho prove (anche perche' il servizio e' ancora sperimentale), non ho detto di averle e quindi non devo motivarti alcunche'.Mi piacerebbe pero' chiederti se tu non hai mai visto arrivare a casa campioni omaggio di pannolini alle puerpere.Ma forse lo vedi come un mutuo vantaggio, o come una cosa non molto importante. Come forse vedi poco importanti mille altre azioni quotidiane, dalle "telecamere amiche" al tuo GSM.Fai pure l'avvocato della difesa di Google, ma per favore fallo con chi attacca *specificatamente* loro. Non con chi racconta il "quotidiano vivere" di cui loro fanno parte.Io sono un esperto di formazione, e forse tu no; credimi, anche queste lettere, che tanto disprezzi, sono meditate quanto un buon software.Ciao. Marco
  • shevathas scrive:
    la versione di Google...
    http://gmail.google.com/gmail/help/more.html
  • Anonimo scrive:
    Re: La pubblicità ci condiziona
    - Scritto da: Anonimo
    Il problema è che Google afferma che
    non ha intenzione di produrre quel tipo di
    statistiche.

    Per cui chi sostiene che il pericolo privacy
    esiste, deve in qualche modo riuscire prima
    a dimostrare che "essere in grado" equivale
    a "volerlo fare".Curioso rovesciamento dell'ordine della prova.Per poter dire che il mio vicino ha installato un microfono con cui puo' sentire tutto quello che vien detto nel condominio, devo dimostrare (io) che ha intenzione di usarlo; non basta che dimostri che tecnicamentelo puo' fare.DI solito e' lui che deve dimostrare di aver costruito un microfono con cui potra' sentire solo il pianto del suo bambino e nient'altro.O credere ciecamente nellla buonafede di tutti e' diventato un obbligo ? Marco
  • Anonimo scrive:
    Re: Io ci provo...


    Sarà massimo esperto, non metto
    in

    dubbio, ma come si diceva anche qua
    sotto da

    decenni il popolo si beve contento
    raccolte

    punti e fidelity card, usa carte di
    credito

    e bancomat, telepass...
    La portata é differente.

    tutto cio che scrivi su internet e' a portata di tuttianche su questo forumo sui NGe la tua posta e' gia in balia di diverse decine di host in tutto il mondo su cui transita allegramenteche loggano da chi parte una email e a chi arrival'email e' un tipo di comunicazione NON privatoa meno di non usare criptazionee' sciocco pensare che un sistema pubblico possa garantire la privacycome sperare che girando in automobile per strada la gente non possa riconoscere la nostra auto semplicemente guardando la targacosa facciamo?una legge per vietare di leggere le targhe?la privacy si difende in ambito privatoovvero nessuno dovrebbe poter entrare in casa mia, spiare cio che io tengo sul MIO pc, leggere la mia corrispondenza quando e' privatama se invio una cartolina so gia che il suo contenuto e' fruibile da chiunque ne venga a contattol'email e' una specie di cartolina.. se voglio garantire la privacy via email uso pgp o alzo il telefono che e' molto piu sicuro ancora oggi
  • Anonimo scrive:
    Re: ma che cavolo dice sto qua
    Ho scritto "cultura della privacy" non "privacy".Spero non ti sfugga la differenza... beh, in effetti ti e' sfuggita.La privacy l'hanno "inventata" loro; il fatto che oggi ci sia molta gente che la baratta con una maggiore sicurezza (illusi) non cambia questo fatto.Prova a leggere la Dichiarazione di Indipendenza; secondo me parte tutto da una fondamentale maggior rispetto dei diritti individuali, che in Europa e' sempre stato molto piu' condizionato.Ciao. Marco- Scritto da: Anonimo
    lo sai solo te dove la vedi la privacy nel
    mondo anglosassone

    e` molto meglio qua in itaglia che c'e` il
    far west , ognuno fa quello che gli pare ma
    almeno e` possibile vivere al di fuori di
    tutta questa merda commerciale, non lascio
    informazioni a nessuno e a quei pochi le do`
    false, fine

    invece nei cari paesi anglosassoni dopo il
    9/11 ci pensa il governo a schedare
    obbligatoriamente tutti e a costringere le
    compagnie private a farlo per lui, la cara
    inghilterra poi e` talmente anglosassone che
    c'e` giusto oggi la notizia che stanno x
    varare il progetto di schedatura biometrica
    del popolo e che tali identita` saranno
    addirittura usate come supporto commerciale,
    minchia che privacy gli anglosassoni oh
    • Anonimo scrive:
      Re: ma che cavolo dice sto qua
      - Scritto da: Anonimo
      Ho scritto "cultura della privacy" non
      "privacy".
      Spero non ti sfugga la differenza... beh, in
      effetti ti e' sfuggita.un po' di autocritica come scrittore non guasterebbe.anche a me è sfuggito il senso che volevi dare, allora.il mondo anglosassone propone prima di tutti le VIOLAZIONI della privacy in un modo così pervasivo e intrusivo da far sempre venire alla mente il personaggio del tuo progetto.fino a unire tutto alla biometria (perlomeno Winston poteva andare con la sua donna in quel boschetto... ma con la biometria come fai?)
      La privacy l'hanno "inventata" loro; il
      fatto che oggi ci sia molta gente che la
      baratta con una maggiore sicurezza (illusi)
      non cambia questo fatto.ma che dici!il fatto che "uno se ne sta per i fatti suoi" non l'ha inventato un popolo.
      Prova a leggere la Dichiarazione di
      Indipendenza; secondo me parte tutto da una
      fondamentale maggior rispetto dei diritti
      individuali, che in Europa e' sempre stato
      molto piu' condizionato.anglosassone però è anche l'Inghilterra.a te sembra che RISPETTINO la privacy? forse in qualche romanzo vittoriano, e solo per i nobili.Per tutti gli altri il sassetto è sempre sollevato.
  • Anonimo scrive:
    Re: non usate gmail.
    - Scritto da: Anonimo
    non sadda' fare.grazie del tuo consiglio tecnico...ne prenderò atto...
  • Bruco scrive:
    Re: La pubblicità ci condiziona
    - Scritto da: Anonimo

    perchè Google parte già
    con un

    quasi monopolio degli utenti internet,
    che

    oggi come oggi non sono pochi.

    infatti sono pochissimi
    200-300 milioni di persone su 6 miliardi a
    voler essere super ottimisti
    e soprattutto la maggior parte situati in
    USA e nord EuropaSono i 200-300 milioni che contano, come in tutte le cose, perché sono quelli che consumano. A Google come a nessun altro interessa profilare l'africano che muore di fame.
  • Anonimo scrive:
    Re: La pubblicità ci condiziona

    E il problema non è quello che Google
    potrà fare oggi con quei dati
    raccolti, ma quello che Google potrà
    fare tra 1 anno o 5 anni con quei dati
    raccoltiNon è nemmeno questo, il problema.Il problema è che Google afferma che non ha intenzione di produrre quel tipo di statistiche.Per cui chi sostiene che il pericolo privacy esiste, deve in qualche modo riuscire prima a dimostrare che "essere in grado" equivale a "volerlo fare".
  • Anonimo scrive:
    Re: Ti basta l'abbastanza?

    GMail "dovrebbe" limitarsi a inserire
    automaticamente dei link evidenziando alcune
    parole sulle nostre mail.Non lo faranno mai. Modificare il testo della mail è una tecnica troppo invasiva, preferiscono limitarsi a pubblicare qualche pubblicità a fianco della mail.
  • Anonimo scrive:
    Ecco perché Calamari (in parte) sbaglia
    Ritengo di conoscere Google (la società, le tecnologie, la filosofia con cui è nata, le differenze con altre società simili, ecc.) molto bene.Cercherò di spiegarvi come stanno le cose su GMail, cominciando dalle modalità con cui Goggle attiva solitamente nuovi servizi per gli utenti.Esistono due principali "tragitti" attraverso cui Google progetta nuovi servizi, diversi dalla semplice ricerca sul web.Il primo di questo tragitti inizia da una sorta di laboratorio virtuale (http://labs.google.com/), in cui vengono sperimentate nuove tecnologie e soluzioni.Il secondo di questi tragitti ha origine dal "progetto 20%": Google richiede ad ogni dipendente di dedicare il 20% del proprio tempo lavorativo ad un progetto personale, NON legato al suo lavoro in Google.Adesso, bisogna avere ben chiaro che FINO A QUESTO PUNTO IL DENARO E IL BUSINESS NON C'ENTRANO NIENTE, con questi progetti.I progetti del "labs" nascono dalla volontà di sperimentare nuove tecnologie, quelli del "20%" nascono dalla passione dei dipendenti di Google.Se qualcuno di voi ha mai programmato per pura passione, per cercare nuove soluzioni, allora avrà un'idea chiara della filosofia con cui questi progetti nascono.Il denaro subentra, come spiegherò, in un secondo momento. Ma torniano ai progetti.Tempo addietro nacquero le "news" di Google (http://news.google.com/) e si mostrarono al pubblico in versione "beta", ovvero in versione preliminare.Google rende spesso pubblica una versione beta per due motivi: 1) i progetti possiedono ancora bug e il feedback col pubblico può aiutare ad individuarli, 2) è sempre possibile che qualcuno abbia qualcosa da ridire sul servizio.Pertanto il periodo di beta serve anche a cercare di "accontentare tutti": Google attiva un indirizzo e-mail al quale spedire eventuali critiche, che VENGONO accolte con la finalità di rassicurare anche gli "animi più combattivi".Quello che sta succedendo adesso con GMail è successo già in passato con il servizio News. Vennero fuori diverse lamentele, fondate, e Google modificò il servizio in modo che quei difetti scomparissero.Tutto ciò significa che ESISTE un indirizzo email che è stato attivato sin dall'inizio per accogliere le proteste e le critiche riguardanti GMail, che è un servizio in fase BETA, aperto agli input degli utenti.Adesso, GMail è nato dal "progetto 20%". Alcuni dipendenti di Google hanno realizzato GMail per loro stessi la privacy degli utenti non era un problema, perché i dipendenti di Google si fidavano ovviamente del proprio lavoro.I casini son venuti solo quando a qualcuno è venuto in testa di rendere il servizio a disposizione di tutti.STOP! Questo momento rappresenta la linea di confine tra un progetto interno e una sua evoluzione che ha bisogno di molto denaro per essere realizzata e che non rientrava nei piani iniziali (ecco perché attualmente l'interfaccia di GMail è ben poco cross-platform).Fermiamoci un attimo per PENSARE e per avere BEN CHIARA la situazione da cui il progetto è nato.Non con lo scopo di fare (quoto) "data mining e la profilazione degli utenti" ma per CERCARE IL MODO di rendere fruibile a tutti un ottimo servizio, coprendo le spese e guadagnandoci in maniera "pulita".Questo tanto per chiarire le INTENZIONI DI BASE DEL PROGETTO, e mo' procediamo pure a smontare il "modus operandi" e qualche affermazione di Calamari. :-DTempo fa nacque un servizio X, che fece insorgere Y utenti nei confronti della società Z, creatrice del servizio.Ci furono articoli contro X e Z, i forum brulicavano di utenti incavolati con Z e gli utenti "contro" aumentarono principalmente perché invece di ragionare con la testa propria diedero credito a quello che si diceva in giro.In quell'occasione io mostrai tutta la mia intelligenza superiore. Perché, vedete, io sono un genio, sono in grado di trovare soluzioni rivoluzionarie e fuori dalla portata di voi comuni mortali, grazie al mio innevato (per quanto è alto) quoziente intellettivo: HO SCRITTO A "Z", chiedendo chiarimenti. :-DSuccesse che presi atto del fatto che Z aveva GROSSI problemi a capire i timori di tutti gli utenti Y, perché Z sapeva di operare con filosofia e obiettivi ben diversi da quelli di M$, ma TUTTO IL RESTO DEL MONDO, no.Invitai altri utenti a scrivere a Z e quando Z capi dove stava la "falla" nelle comunicazioni col pubblico, fece uscire un comunicato che dissipò dubbi e timori.Spesso la cecità mentale è utile.Una senatrice americana ha proposto una nuova legge, per impedire a Google di attivare GMail, nella sua forma attuale.Benché io ritenga queste soluzioni politiche una idiozia e per quanto io sia certo che la senatrice non abbia capito un c.... di come funziona GMail, ritengo che la sua reazione rimanga utile.Perché più sarà la pressione su Google, e più gli utenti finali saranno garantiti, più il servizio sarà migliore e rispettoso della privacy.Però è anche vero che se invece di blaterare frasi sconnesse si scrivesse un cavolo di email di chiarimento da spedire a Google, i risultati "globali" sarebbero molto migliori.Leggo sul sito di GMail "Google does not send any email content or other personally identifiable information to advertisers" e da questa frase qualcuno è riuscito a capire "stanno comprando a prezzi stracciati la privacy ed i dati personali".Com'è possibile? Cioè, loro dicono che le informazioni personali non verranno vendute, mentre Calamari dice che i dati personali sono oggetto di compravendita.Ok, Calamari. Me lo provi. :-)Tutto sta nel decidere se fidarsi della parola di Google o delle affermazioni di Calamari che, lo evidenzio, non vengono argomentate né tantomeno provate, nate dall'assunto "tutti cercano di rubare la marmellata, quindi lo farà anche Google".Il problema di Google è che è molto carente nelle P.R. Parlando con alcuni ingegneri, scoprireste che loro NON CAPISCONO tutta la confusione e i dubbi generatisi attorno a GMail.La ragione è che loro danno per scontato che non c'è alcuna intenzione di "fregare informazioni personali" mentre, PIU' CHE GIUSTAMENTE, molti utenti non danno per scontata la cosa.I dipendenti di Google pensano "rendiamo pubblico il servizio e finanziamolo con pubblicità tematiche" (qui entra in gioco il denaro: i PETABYTE necessari sono TANTI), il resto del pianeta pensa che ci sia una fragatura sotto.Partire all'attacco del mulino a vento non serve. Meglio scrivere un'email all'indirizzo apposito e porre DOMANDE TECNICHE su quali informazioni verranno raccolte, quali informazioni verranno ESTRAPOLATE e quali informazioni verranno diffuse.Chi ha già fatto ciò, ha ricevuto risposte rassicuranti. E Google ha già pubblicato una prima apposita pagina sull'argomento. CHIEDERE CHIARIMENTI A GOOGLE FUNZIONA.Fine delle crociate ideologiche, nate più da cieche pulsioni bellicose che da una logica che porterebbe ad una soluzione del problema.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco perché Calamari (in parte) sbaglia
      Ti ringrazio delle informazioni interessanti su Google, l'80% delle quali non conoscevo.Non posso dire altrettanto della sintonia della tua risposta con la lettera (lettera, non articolo) che io avevo scritto in risposta ad una precedente.Nelle poche righe che ho scritto (esattamente un terzo del tuo commento) ho per ben tre volte fatto i miei complimenti od apprezzato aspetti del comportamento di Google.Mi piacerebbe anche che tu rileggessi anche i miei anni di attivita' sul fronte della privacy in una forma leggermente meno approssimativa, e senza battite denigratorie.Ma il punto della situazione e' un altro; G-Mail, Passport, e compagnia cantando sono iniziative in sommo grado deleterie per la privacy; il fatto che Google, per fare un parallelo, anestetizzi i cuccioli di foca prima di spaccargli la testa a bastonate li rende i migliori del settore delle pelli di foca, ma comunque (per me) avversari da combattere.Combatterli con il massimo rispetto che viene sia dalla conoscenza dell'avversario che dal fatto che anche lui ha fatto cose buone, ma senza patteggiamenti.Ed esercitando solo una funzione di informazione verso i (prevalentemente) ignari possibili utenti.Nessuno vuole negare a chicchessia il diritto (ci mancherebbe) di comprarsi la pelliccia. Solo, sappiano cosa sono quelle macchie rosse.Ciao (chiunque tu sia). Marco Calamari
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco perché Calamari (in parte) sbaglia

        Nelle poche righe che ho scritto
        (esattamente un terzo del tuo commento) ho
        per ben tre volte fatto i miei complimenti
        od apprezzato aspetti del comportamento di
        Google.Se le mie argomentazioni fossero frutto di una particolare "affezione" nei confronti di Google, allora forse i tuoi complimenti nei loro confronti potrebbero psicologicamente (e stupidamente) spingermi a rivalutare quelle tue affermazioni che dovrebbero giustificare espressioni del tipo "ecco perché accanirsi".Purtroppo tale presunta affezione non esiste, e quanto da me affermato si basa esclusivamente su considerazioni e informazioni che possiedo, e che chiunque può acquisire, documentandosi.Tali informazioni, va evidenziato, rimangono immutate di fronte ai miei e tuoi dati anagrafici, alla mia e tua esperienza nel campo della privacy, alla mia e tua capacità di discernere. Le mie o tue capacità e competenze non sono in discussione e non possono mutare la sostanza delle informazioni da me acquisite. Ci si basa sui fatti, indipendentemente da chi siamo tu o io.Da questa parte c'è un utente che conosce a fondo l'oggetto del contendere (GMail) e prima ancora Google.Ritengo di conoscerlo tanto bene da concludere che non esistono problemi di privacy. Non così tanti da giustificare "accanimento".E' un discorso tecnico, non ideologico. Sono giorni che leggo pareri (autorevolissimi) sulla privacy di GMail, ma ogni volta giungo alla conclusione che sono pareri nati dalla poca informazione in merito.Approvo e ammiro l'ideologia di fondo che sta alla base della tua lettera a P.I. ma un'ideologia acquisisce validità se, invece di essere fine a sé stessa, trova il modo di produrre un beneficio PRATICO alle persone.Adesso, in QUESTO caso (GMail), hai affermato che vi sarà compravendita di informazioni personali.Una compravendita "sottobanco" (visto che Google nega) sarebbe GRAVISSIMA, se reale.Ti chiedo dunque le prove di tale tua affermazione.E intendo le prove su QUESTO caso, non ipotesi generiche basate sull'"assunto della marmellata".Come avrai compreso, sono una persona alquanto pratica. Se avrai la bontà di indicarmi una o più attuali caratteristiche tecniche di GMail che potrebbero minare la privacy degli utenti, sarò lieto di cambiare opinione sul servizio offerto da Google.Fino a quel momento, sostenere che ci sia compravendita di informazioni personali senza portare prove, beh... ammetterai che è un po' troppo comodo.Un saluto cordiale, scusandomi per la lunghezza dei commenti. Purtroppo sono logorroico.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma la privacy quanto vale ?
    - Scritto da: Anonimo
    AAA privacy vendesi al migliore offerente.

    p.s. già che ci sono: bbb cercasi
    signorina per notti infuocate, possibilmente
    zona orvieto nord. grazie. cell 899899899,
    costo euro 100 alla risposta + euro 10.000
    al minuto.
    Citofonare Giusy.La privacy vale a seconda di cosa si considera privacy. La privacy della ragione sociale e indirizzo di uan azienda o i dati che sono sulla guida telefonica o sul campanello di casa non sonoc erto privati secondo me e non andrebbero considerati il resto è da proteggere, ma fino a 10 anni fa in italia di privacy non si parlava e domani sarà sempre peggio in ivsta della globalizzazione completa del mondo.
  • Terra2 scrive:
    Ti basta l'abbastanza?
    Per quanto mi risulta Google non raccoglie dati, non profila e conseguentemente non può rivendere o rivelare a terzi i dati dei propri utenti.GMail "dovrebbe" limitarsi a inserire automaticamente dei link evidenziando alcune parole sulle nostre mail. Ovvero, se un nostro amico ci scrive "Ciao, mi sono comperato un televisore Zony per la mia casa a Bergeggi!" e la ZONY è uno sponsor GMail, allora, GMail inserirà automaticamente un link per fare si che cliccando su "televisore Zony" venga aperta la pagina web della Zony.Il tutto avviene automaticamente, senza che nessuno legga la nostra mail o che la Zony venga "collegata" al nostro account di posta in qualche modo.Quello che avviene è una "manipolazione" della posta, che può piacere o meno (in tal caso si è liberi di non attivare il servizio)... ma dove sia l'invasione della privacy, proprio non riesco a capirlo.O almeno... questo è quanto conosco sul servizio GMail. Nessuno fin'ora mi ha illuminato maggiormente. Sarei felicissimo di approfondire il discorso.Che poi l'invasione della privacy e la vendita dei "profili" sia una pratica vergognosa non ci sono dubbi... ma prima di sparare a zero su Google, se proprio abbiamo a cuore l'argomento, forse, è il caso di informarci su come vengono trattati i nostri dati presso:BancheSocietà telefonicheProvider telefonia cellulareProvider internetSocietà finanziarieAgenzie di lavoroGestori carta di creditoIpermercati (tessere "fedeltà")Vendite per corrispondenzaAbbonamenti (es. riviste)ex Scuola SuperioreComuneEnte autostrade e telepassEnelItalgasStatoA mio parere, combattere questo fenomeno prendendosela con Google è un po' come combattere una esondazione mettendo il tappo alla bottiglia dell'acqua minerale in salotto.
  • Anonimo scrive:
    Re: La pubblicità ci condiziona

    perchè Google parte già con un
    quasi monopolio degli utenti internet, che
    oggi come oggi non sono pochi. infatti sono pochissimi200-300 milioni di persone su 6 miliardi a voler essere super ottimistie soprattutto la maggior parte situati in USA e nord Europa
  • Anonimo scrive:
    C'è una difesa: non usare roba gratuita
    Ma perché utenti e aziende continuano a pretendere la Rete gratis? Alcune considerazioni sul luogo comune di Internet gratishttp://www.biraghi.org/archives/001972.html
  • Anonimo scrive:
    Re: E i provider?
    io direi.. a quando l'abolizione dei log e a quando l'abolizione della persona ..(urb...) che ne chiede la conservazione per 5 anni..e quando l'abolizione dei post stupidi?!!?!
  • Anonimo scrive:
    [OT] Una funzionalita` di google
    Non ricordo bene se me la sono sognata o no, ma mi sembra che una volta Google avesse messo a disposizione un link che permetteva di vedere le ricerche effettuate dagli altri utenti in quel momento.Sapete se esiste ancora? Era divertente... :)
  • Anonimo scrive:
    profilo che ?
    io do sempre dati FALSI per cui profilano una minchia ...
  • Anonimo scrive:
    ma che cavolo dice sto qua
    lo sai solo te dove la vedi la privacy nel mondo anglosassonee` molto meglio qua in itaglia che c'e` il far west , ognuno fa quello che gli pare ma almeno e` possibile vivere al di fuori di tutta questa merda commerciale, non lascio informazioni a nessuno e a quei pochi le do` false, fineinvece nei cari paesi anglosassoni dopo il 9/11 ci pensa il governo a schedare obbligatoriamente tutti e a costringere le compagnie private a farlo per lui, la cara inghilterra poi e` talmente anglosassone che c'e` giusto oggi la notizia che stanno x varare il progetto di schedatura biometrica del popolo e che tali identita` saranno addirittura usate come supporto commerciale, minchia che privacy gli anglosassoni oh
  • Anonimo scrive:
    Re: Io ci provo...

    OK: se tu usi il servizio di posta del
    provider della tua parrocchia e questo
    analizza le mail dell´oratorio é unEh, eh... Questo mi fa venire in mente una cosa.la parrocchia manda ai parrocchiani una serie di mail in cui si parla della pornografia e di come combatterla, GMAIL legge la parola "pornografia" e aggiunge banner pornografici alle mail... :D :DSolo per questo varrebbe la pena di provare... :D
  • Anonimo scrive:
    se fossero questi i problemi!!...
    Se a uno gli da proprio tanto fastidio che le sue email vengano usare per dargli pubblicità specifica, allora semplicemente fa a meno di una casellona da un giga...Che ce ne faremo, poi, di un giga... giusto per vantarsi con gli amici...Comunque è vero, se loro ti danno un servizio del genere gratis, in qualche modo devono riprenderci un po' di soldi, lo trovo giusto...Prendete analoghi servizi italiani, una volta gratis e ora a pagamento sia reale sia per connettività (cioè "se non ti colelghi a internet con noi, non vedi la tua posta")...Uno mica tiene su tutti quei server, buttandoci un sacco di soldi, solo per sfizio...Credo che ci siano problemi di gran lunga più importanti e su cui protestare abbondantemente, uno per tutti lo SPAM...
  • Anonimo scrive:
    Re: non usate gmail.
    Io lo userò senza problemi, tanto in un modo o nell'altro sanno già tutto di te.Se devo stare a preoccuparmi anche di questo...
    • Anonimo scrive:
      Re: non usate gmail.
      - Scritto da: Anonimo
      Io lo userò senza problemi, tanto in
      un modo o nell'altro sanno già tutto
      di te.

      Se devo stare a preoccuparmi anche di
      questo... quello ke dici è vero ma è una questione di principio..
  • Anonimo scrive:
    Re: E i provider?
    Ma i provider non vendono queste informazioni a chi offre di più.Non sono i provider a cercare di abozzare un ritratto del cliente tramite i siti che visita...............sono i cookies che gli stessi siti ti scrivono sul pcCiao
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    - Scritto da: Anlan
    Esistono professionisti
    strapagati dalle aziende della grande
    distribuzione per analizzare e incrociare
    quello che compri e posso assicurarti che
    fanno miracoli (nel senso della
    eccezionalità delle analisi) di un
    possessore di tessera fedeltà ti
    possono dire di quante persone è
    composto il nucleo familiare oppure se sei
    single, se sei donna in quali giorni ti
    arriva il ciclo, se sei allegro o depresso,
    se sei un tipo curato o badi all'essenziale,
    l'effetto che ti ha fatto la tal
    disposizione di scaffali (perchè in
    genere non compri quel tal prodotto ma
    stavolta che lo hanno cambiato di posto lo
    hai preso) e quindi come rispondi agli
    stimoli..... insomma ti fanno pelo e
    contropelo arrivando a ricostruire un
    profilo dettagliatissimo.Si certo fanno un bel rapportino.Il problema e' verificare che abbia una qualche attinenza con la realta'.Ti do' uno spunto: due mie amiche si scambiano regolarmente la carta fedelta' del supermercato che usano. Se questo fosse un comportamento diffuso capisci da solo che le analisi sopracitate le puoi infilare direttamente nel cesso...
    Qui è vero che si parla di pensieri e
    parole ma ... non vedo questa grande
    differenza.A be'... allora ti meriti questo e peggio. :
  • Anonimo scrive:
    Re: Scusate qualcuno mi spiega...
    - Scritto da: Anonimo
    che vuol dire questo calamaro?Provo a spiegartelo sillabando; dunque .....
    Sarà massimo esperto, non metto in
    dubbio, Affermazione certamente falsa; i massimi esperti hanno altro da fare che scrivere lettere alla redazione.Se conosci un po' il PWS pero', sai che e' lo scopo "istituzionale" fare in-formazione su questi temi.ma come si diceva anche qua sotto da
    decenni il popolo si beve contento raccolte
    punti e fidelity card, usa carte di credito
    e bancomat, telepass...Scusa, ma il "popolo" non siamo anche tu ed io ?O tu sei un superuomo ?
    Controlli incrociati eventuali a parte,
    tutti i fornitori di beni/servizi registrano
    e ci fanno sopra marketing per
    vendere/migliorare altri beni/servizi...
    google lo farebbe con la posta
    elettronica... allora?

    Continuo a non capire perché devo
    scagliarmi contro questo servizio come fosse
    il peggior nemico da combattere quando, nel
    caso in cui non mi garbasse, potrei
    semplicemente non sottoscrivere.Mi dispiace che tu non capisca, ma IMHO non devi "scagliarti" contro Gmail, ma contrastare in maniera intelligente ed efficace tutti quelli che fanno queste cose.
    Dovrei pensare che le email (come le
    ricerche) rivelino chissà cosa della
    mia persona? Esatto, vedi che ci arrivi ?anche se messi tutte in fila le
    mie mail (comprese quelle di lavoro) non
    hanno un valore così pazzesco.Mah, le tue forse no, ma le mie e quelle di quasi tutti quelli che conosco certamente si.
    Il fatto è che se uno è idiota
    e si sputtana la vita con questi servizi
    forse si merita di essere sputtanato dagli
    stessi (visto che acconsente).Non penso che chi sottoscrive a Gmail sia un idiota (tu sei iscritto ?)
    Se voglio essere _veramente riservato_ io
    non uso nemmeno il telefono, altro che
    GMail... vado dalla persona interessata con
    cui interloquisco de visu e in PRIVATO.

    Dovrei pensare di poter avere una sfera
    privata su internet?
    Aiutatemi, forse sono io? C'è
    qualcuno che pensa una cosa del genere?Tantissimi, purtroppo.
    Bah, io non so nemmeno perché ne sto
    a parlare; Su questo punto mi dispiace ma non posso aiutarti; magari la prossima volta pensaci prima.a dire il vero non capisco la
    ragione di una pubblicazione del genere da
    parte di PI... Ci fosse stato un alito di
    concretezza in quell'"articolo".Era una lettera e parlava di un problema di attualita'; strano che tu non ci abbia visto nulla di serio. Sara' colpa mia .....
    Dev'essere un amico della redazione che
    voleva promuovere il suo sito, è
    l'unica.Si, mi hai scoperto, quest'anno volevo andare ai Caraibi con i proventi del "mio" sito (a proposito, quale?); ora non potro' piu' farlo... arghhhh....Ciao. Marco Calamari
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate qualcuno mi spiega...

      Se conosci un po' il PWS pero', sai che e'
      lo scopo "istituzionale" fare in-formazione
      su questi temi.Tenuto conto che alcune asserzioni della lettera sono false, mi sa che fa anche disinformazione.Magari rientra nella loro logica di divulgazione, "sensibilizzare gli animi a costo di creare obiettivi fasulli".
  • nop scrive:
    E i provider?
    piccola considerazione estremizzata:i provider che mi vendono il servizio di connessione conoscono sito per sito tutti i siti che ho visitato ...a quando l'abolizione di Internet per violazione della privacy?
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    mia moglie ne ha una per utilizzare gli sconti del gruppo ( di cui non faccio pubblicità ) e per ritirare eventuali premi per punti accumulati. Ponendomi già il problema del trattamento dati personale ho pensato bene di registrarla a un nome / indirizzo fasullo, così possono sapere che il signor Pinco Pallo consuma 2000 rotoli di carta igenica all'anno ... ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto scandalo per cosa ?
      Hai fatto bene sicuramente a dare dati falsi...ma a loro in questi casi non interessa il tuo vero nome e cognome perchè fanno data-mining...in poche parole analizzano e fanno previsioni sui grandi numeri.
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    Si, ma poi non si capisce il perchè di tutta questa storia. Google è stata molto chiara sul funzionamento del suo servizio per cui chi vuole lo usa chi non accetta le sue policies non si iscrive per niente... Questo è solo uno squallido tentativo di qualcuno (basta ragionarci un po è si scopre subito chi) che non vuole perdere il suo predominio!Chi ha il monopolio di qualcosa vuole tenerselo in barba a tutte le regole di concorrenza.Io preferisco che google spii le mie mail e ogni tanto mi mandi qualche mail di pubblicità (se poi la cestino o meno è affar mio) piuttosto che essere coscente che comunque sia siamo spiati 24h su 24h e non per pubblicità.Ormai non possiamo parlare più di privacy xche comunque non ne abbiamo. E' possibile perfino vedere quello che una persona stà visualizzando sul monitor con una antenna ed un accricchetto... Per cui nel mondo di oggi puntare i piedi sulla privacy è solo fumo neglio occhi.Se veramente vogliamo avere un minimo di privacy dobbiamo iniziare ad usare massivamente sistemi di crittografia come PGP.
  • TieFighter scrive:
    Re: Io ci provo...

    Bho, spero di esserti stato utile: io di
    sicuro non promuovo nessun sito ;)Diciamo pure che l'autore della lettera e' quello che si legge nell'occhiello. Uno puo' anche non saperlo, ma le competenze non sono in discussione.Inutile dire che sono con lui al 100 %
  • castu scrive:
    Mail in dialetto
    Io sinceramente non mi pongo problemi se in futuro utilizzerò Gmail in quanto basta usare il dialetto come lingua per le e-mail private...non credo che un crawler riconosca il dialetto o peggio il linguaggio "castrato" degli sms.;)
  • Anonimo scrive:
    Re: La pubblicità ci condiziona

    perchè non fare 1+1? :)perchè ho la calcolatrice rotta
  • Anonimo scrive:
    Ma la privacy quanto vale ?
    AAA privacy vendesi al migliore offerente.p.s. già che ci sono: bbb cercasi signorina per notti infuocate, possibilmente zona orvieto nord. grazie. cell 899899899, costo euro 100 alla risposta + euro 10.000 al minuto.Citofonare Giusy.
  • Anonimo scrive:
    non usate gmail.
    non sadda' fare.
  • eaman scrive:
    Io ci provo...

    Sarà massimo esperto, non metto in
    dubbio, ma come si diceva anche qua sotto da
    decenni il popolo si beve contento raccolte
    punti e fidelity card, usa carte di credito
    e bancomat, telepass...La portata é differente.

    Controlli incrociati eventuali a parte,
    tutti i fornitori di beni/servizi registrano
    e ci fanno sopra marketing per
    vendere/migliorare altri beni/servizi...
    google lo farebbe con la posta
    elettronica... allora?Allora tu cosa ci scrivi nei tuoi messaggi di posta?La qualitá e ricchezza delle informazioni é ben piú alta della raccolta premi del tuo supermercato.Inoltre posso immaginare che il supermarket usi i dati provenienti dal suo settore per migliorare il suo servizio nei mie confronti e magari guadagnarci con un (sono ottimista) abbassamento dei prezzi.Io compro la verdura da te: se tu tracci la verdura che mi vendi infondo non mi crea particolari problemi ...Google invece raccogli miriadi di dati a tutto campo e chissá dove vanno a finire...

    Continuo a non capire perché devo
    scagliarmi contro questo servizio come fosse
    il peggior nemico da combattere quando, nel
    caso in cui non mi garbasse, potrei
    semplicemente non sottoscrivere.Pensa questo: google é il ´programma´ per computer piu´ utilizzato in tutto il mondo.Google lo puoi vedere come il raccoglitore di tutte le preferenze/interessi dei suoi utenti.Bisogna tuteleare anche chi non ha la capacitá di fare una scelta consapevole: perché permettere ai bot di google di analizzare la tua posta in cambio di un GB di spazio magari a te sta bene ma per via della visibilitá di google molti saranno portati ad una scelta meno accorta.
    Dovrei pensare che le email (come le
    ricerche) rivelino chissà cosa della
    mia persona?Preferenze e interessi = marketing. Qualcuno usa il termine ¨societá dell´informazione´, google ne sarebbe un vasto depositario.
    anche se messi tutte in fila le
    mie mail (comprese quelle di lavoro) non
    hanno un valore così pazzesco.Le mie si, diavolo!Per molte persone le email sono giá ora uno strumento fondamentale, il cui peso e utilizzo é destinato ad aumentare sempre piú.
    Il fatto è che se uno è idiota
    e si sputtana la vita con questi servizi
    forse si merita di essere sputtanato dagli
    stessi (visto che acconsente).Definisci idiota: necessariamente uno che non ha le competenze per comprendere la pericolositá di un sistema cosí potente su scala mondiale rispetto alla tutela della privacy é un idiota?

    Se voglio essere _veramente riservato_ io
    non uso nemmeno il telefono, altro che
    GMail... vado dalla persona interessata con
    cui interloquisco de visu e in PRIVATO.OK: se tu usi il servizio di posta del provider della tua parrocchia e questo analizza le mail dell´oratorio é un conto: ma solo perché google ha la forza bruta per pote far funzionare un sistema simile e la diffusione per attuarlo non pensi che sia il caso di porsi qualche problema a priori?

    Dovrei pensare di poter avere una sfera
    privata su internet?
    Aiutatemi, forse sono io? C'è
    qualcuno che pensa una cosa del genere?Internet ti dá la possibilitá di avere visibilitá: faccio un post su un forum affinché venga letto da altri; ma se io voglio la mia privacy ti mando un email.

    Bah, io non so nemmeno perché ne sto
    a parlare; a dire il vero non capisco la
    ragione di una pubblicazione del genere da
    parte di PI... Ci fosse stato un alito di
    concretezza in quell'"articolo". Non voglio essere melodrammatico, ma google giá indicizza siti internet, traccia le ricerche dei visitatori, indicizza i newsgroup con groups.google e tanto altro...Rischia di divetare un elefante ingombrante, rumoroso e che attirerá le attenzioni magari governative o di chissá che genere. E non é detto che sará un bene.

    Dev'essere un amico della redazione che
    voleva promuovere il suo sito, è
    l'unica.Bho, spero di esserti stato utile: io di sicuro non promuovo nessun sito ;-) Personalmente ho il mio server di posta personale su un _mio_ hard-disk :-)
  • Anonimo scrive:
    redazione?
    "Il lavoro che Google, Microsoft e praticamente tutti i grandi provider di connessione fanno, hanno fatto in passato e faranno sempre più in futuro è il data mininig"data mining
  • Anonimo scrive:
    La pubblicità ci condiziona
    Non sono contrario a GMAIL ma torno a dire che qualsiasi cosa, se la si conosce, la si può giudicare e si può scegliere se usarla o meno. Senza puntare il dito, diffamare, o giungere a conclusioni afrettate, ragioniamoci un pò ...Non sappiamo e mai sapremo con certezza come funzionano gli algoritmi statistici di Google o Gmail ma posso immaginare cosa farei io ... Fino ad ora Google può utilizzare i dati statistici forniti dalle query di ricerca, ovvero parole chiave fornite da un singolo utente, e attraverso i biscottini, storicizzare tutte le mie ricerche. Ovviamente i biscottini non sono perfetti perchè io, utente, posso cambiare PC, posso cancellare i biscottini, etc. etc. Quindi le statistiche in mano a Google sono si precise, ma non perfette. Il passaggio alla profilazione Gmail aggiunge invece quella "perfezione" al sistema dove la mia profilazione è certificata tramite username e password. E le parole chiave non sono più quelle di ricerca, ma qualcosa di più completo come le conversazioni private o gli argomenti di lavoro che costantemente facciamo tramite email ... non più singole keywords, ma frasi intere. Inoltre il fatto che le email generalmente generano delle thread con altri utenti, Google può raccogliere statistiche di "gruppo" su utenti "perfetti" e non più statistiche "singole" su utenti "generici" di un pc. Come scritto in altri post, una cosa sono le tessere punti della Coop ... un altra è il potenziale che si da in mano ai big boss di Google ... La Coop potrà sapere quanti preservativi compero al mese, ma forse solo Google potrà sapere se sono eterosessuale o gay perchè nelle mie email faccio riferimento a certi temi ... L'Agip potrà sapere quanti litri di benzina consumo, ma solo google potrà sapere quali sono le città che visito perchè le cito nei miei racconti via mail ... Certo che se la COOP si mettesse d'accordo con l'AGIP e a sua volta l'AGIP con la società Autostrade combinando tutti i dati ... beh .. ne verrebbero fuori delle belle, ma se questo panorama è assai futuristico, quello di Google invece è dietro l'angolo proprio perchè Google parte già con un quasi monopolio degli utenti internet, che oggi come oggi non sono pochi. E il problema non è quello che Google potrà fare oggi con quei dati raccolti, ma quello che Google potrà fare tra 1 anno o 5 anni con quei dati raccolti ... siamo troppo abituati a ragionare sul breve termine, ma bisognerebbe anche astrarsi un pò e vedere le cose a lungo termine ... quando uno strumento come Google ed i suoi servizi offerti, potrebbe essere non solo uno strumento di rilevazione delle tendenze, ma uno strumento di controllo delle tendenze. In fondo credo siamo tutti coscienti che la pubblicità (televisiva, o su stampa) condiziona la nostra vita di tutti i giorni, e Google vive solo di pubblicità ... perchè non fare 1+1? :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Scusate qualcuno mi spiega...
    - Scritto da: Anonimo
    Dovrei pensare che le email (come le
    ricerche) rivelino chissà cosa della
    mia persona? anche se messi tutte in fila le
    mie mail (comprese quelle di lavoro) non
    hanno un valore così pazzesco.Caso limite, con assenza di regole.Sei una persona avventurosa, che decide spesso di viaggiare in posti rischiosi (vai in zone di guerra, fai sport estremi molto rischiosi,...) Hai una fitta corrispondenza con i tuoi amici riguardo a questi tuoi hobby. Decidi di fare un'assicurazione sulla vita. Credi ancora che le tue mail non valgano molto?Altro esempio. Scrivendo ai tuoi amici di email ribadisci più volte che non hai mai voglia di leggerti tutte le clausole dei contratti, e che in generale ti fidi di banche e co. quando ti propongono i contratti. Inoltre sei una persona a cui piace il rischio, scrivi diverse volte "oggi vi va di fare una puntata al casinò?" ai tuoi amici. Un giorno ti viene visualizzata la puvvlicità della banca tal dei tali con scritto "Compra i bond Milanolat, fino al 10% di rendita annua". Ancora convinto che valga così poco la tua corrispondenza?
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate qualcuno mi spiega...
      Un giorno ti viene
      visualizzata la puvvlicità della
      banca tal dei tali con scritto "Compra i
      bond Milanolat, fino al 10% di rendita
      annua". Ancora convinto che valga
      così poco la tua corrispondenza?Milanolat ? mai sentita nominare !
      • Anonimo scrive:
        Re: Scusate qualcuno mi spiega...
        - Scritto da: Anonimo
        Un giorno ti viene

        visualizzata la puvvlicità della

        banca tal dei tali con scritto "Compra i

        bond Milanolat, fino al 10% di rendita

        annua". Ancora convinto che valga

        così poco la tua corrispondenza?

        Milanolat ? mai sentita nominare !let it be! non capiresti... :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate qualcuno mi spiega...
      e cosa c'è da scandalizzarsi?banneclick e compagni(aziende di adv) lo fanno da anni e anni a forza di biscottini ma non ho mai sentito nessuno LAMENTARSIforse perchè quando visualizzi il banne non c'è scritto, "stiamo tracciando i tuoi spostamenti sulla rete"invece google ha avuto pure la buona fede di dirlo ....... è proprio vero ..... l'onestà non paga MAI
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate qualcuno mi spiega...

      Sei una persona avventurosa, che decide
      spesso di viaggiare in posti rischiosi (vai
      in zone di guerra, fai sport estremi molto
      rischiosi,...) Hai una fitta corrispondenza
      con i tuoi amici riguardo a questi tuoi
      hobby. Decidi di fare un'assicurazione sulla
      vita. Credi ancora che le tue mail non
      valgano molto?Chi ti assicura ti fa il terzo grado...Altro che biscottini. E se dichiari il falso (e per dimostrarlo sono pagati fior di investigatori privati) ciao ciao alla polizza.
      Altro esempio. Scrivendo ai tuoi amici di
      email ribadisci più volte che non hai
      mai voglia di leggerti tutte le clausole dei
      contratti, e che in generale ti fidi di
      banche e co. quando ti propongono i
      contratti. Inoltre sei una persona a cui
      piace il rischio, scrivi diverse volte "oggi
      vi va di fare una puntata al casinò?"
      ai tuoi amici. Un giorno ti viene
      visualizzata la puvvlicità della
      banca tal dei tali con scritto "Compra i
      bond Milanolat, fino al 10% di rendita
      annua". Ancora convinto che valga
      così poco la tua corrispondenza?Ti sei mai chiesto perchè i supermrercati mettono vicino alla casse giocattoli, chewing-gum e caramelle per i bambini (tanto che hanno tolto anche i preservativi...) ? Come mai nessuno si scandalizza per questo?Il punto IMHO è che:a) sul WEB praticamente nulla è realmente gratisb) non è vero che la privacy non vale nulla.Ma perchè incarnare in GOOGLE il demone di questo problema?
  • Anlan scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    - Scritto da: Anonimo

    parla di email. Non si ha più a che
    fare con semplici dati quantitativi (oggi
    tizio, impiegato trentenne, ha comprato 5
    bottiglie di vodka e 8 birre), ma con i
    pensieri e la vita personale di una persona.
    Io li metterei sullo stesso piano dei dati
    biometrici tanto preziosi dovrebbero essere.Ciò che dici è vero ma ... sottovaluti quello che viviamo quotidianamente. Esistono professionisti strapagati dalle aziende della grande distribuzione per analizzare e incrociare quello che compri e posso assicurarti che fanno miracoli (nel senso della eccezionalità delle analisi) di un possessore di tessera fedeltà ti possono dire di quante persone è composto il nucleo familiare oppure se sei single, se sei donna in quali giorni ti arriva il ciclo, se sei allegro o depresso, se sei un tipo curato o badi all'essenziale, l'effetto che ti ha fatto la tal disposizione di scaffali (perchè in genere non compri quel tal prodotto ma stavolta che lo hanno cambiato di posto lo hai preso) e quindi come rispondi agli stimoli..... insomma ti fanno pelo e contropelo arrivando a ricostruire un profilo dettagliatissimo.Qui è vero che si parla di pensieri e parole ma ... non vedo questa grande differenza.
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    - Scritto da: Anlan
    Non vorrei fare paragoni blasfemi ma quando
    si dice " ... data mininig e la profilazione
    degli utenti allo scopo di estrarre (nella
    migliore delle ipotesi) preziosi dati
    commerciali ... " a me vengono tanto in
    mente:

    1) La Fidaty card del gruppo Esselunga
    2) La Carta Fedeltà dei distributori
    Shell
    3) La Carta del gruppo Mediaworld
    4) La Card del gruppo AuchanInfatti, a me danno fastidio queste cose e non accetto mai carte fedeltà o cose del genere. E pure quelle sono un sistema molto economico per ottenere preziose informazioni (Quindi il contenuto dell'articolo si può tranquillamente applicare a situazioni del genere).Cmq IMHO, quello che rende GMail qualcosa di potenzialmente (e sottolineo potenzialmente) ancora più fastidioso è il tipo di dato preso in considerazione: mentre per queste carte fedeltà i dati in possesso di queste aziende (oltre a quelli personali) sono le liste della spesa, qua si parla di email. Non si ha più a che fare con semplici dati quantitativi (oggi tizio, impiegato trentenne, ha comprato 5 bottiglie di vodka e 8 birre), ma con i pensieri e la vita personale di una persona. Io li metterei sullo stesso piano dei dati biometrici tanto preziosi dovrebbero essere.
  • Anonimo scrive:
    Scusate qualcuno mi spiega...
    che vuol dire questo calamaro?Sarà massimo esperto, non metto in dubbio, ma come si diceva anche qua sotto da decenni il popolo si beve contento raccolte punti e fidelity card, usa carte di credito e bancomat, telepass...Controlli incrociati eventuali a parte, tutti i fornitori di beni/servizi registrano e ci fanno sopra marketing per vendere/migliorare altri beni/servizi... google lo farebbe con la posta elettronica... allora?Continuo a non capire perché devo scagliarmi contro questo servizio come fosse il peggior nemico da combattere quando, nel caso in cui non mi garbasse, potrei semplicemente non sottoscrivere.Dovrei pensare che le email (come le ricerche) rivelino chissà cosa della mia persona? anche se messi tutte in fila le mie mail (comprese quelle di lavoro) non hanno un valore così pazzesco.Il fatto è che se uno è idiota e si sputtana la vita con questi servizi forse si merita di essere sputtanato dagli stessi (visto che acconsente).Se voglio essere _veramente riservato_ io non uso nemmeno il telefono, altro che GMail... vado dalla persona interessata con cui interloquisco de visu e in PRIVATO.Dovrei pensare di poter avere una sfera privata su internet?Aiutatemi, forse sono io? C'è qualcuno che pensa una cosa del genere?Bah, io non so nemmeno perché ne sto a parlare; a dire il vero non capisco la ragione di una pubblicazione del genere da parte di PI... Ci fosse stato un alito di concretezza in quell'"articolo".Dev'essere un amico della redazione che voleva promuovere il suo sito, è l'unica.
  • Anonimo scrive:
    Re: idee fantasiose
    - Scritto da: Anonimo
    peccato che l'eroina uccida
    la dipendenza da google (ammesso che
    l'autore riesca a dimostrarla) noPerché associare per forza droga a morte? La droga è qualcosa che provoca dipendenza, di tipo fisico, psicologico o entrambi. Non ci vedo nulla di così strano nel paragone che fatto.
    • Anonimo scrive:
      Re: idee fantasiose

      Perché associare per forza droga a
      morte? La droga è qualcosa cheperche' e' il danno peggiore che puo provocare
      provoca dipendenza, di tipo fisico,
      psicologico o entrambi. Non ci vedo nulla di
      così strano nel paragone che fatto.in che modo la pubblicita provoca queste stesse dipendenze?
      • Anonimo scrive:
        Re: idee fantasiose
        - Scritto da: Anonimo


        Perché associare per forza droga
        a

        morte? La droga è qualcosa che

        perche' e' il danno peggiore che puo
        provocareEsistono tante cose che provocano la morte ma non sono droga. Semplicemente la droga non si definisce in base alla morte.

        provoca dipendenza, di tipo fisico,

        psicologico o entrambi. Non ci vedo
        nulla di

        così strano nel paragone che
        fatto.

        in che modo la pubblicita provoca queste
        stesse dipendenze?Non è la pubblicità che provoca dipendenza, ma il servizio. Guarda quanta gente ha la carta fedeltà al supermarket e dimmi se non è vero che basta dare un paio di noccioline alla gente per ottenere ciò che vuoi....
  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto scandalo per cosa ?
    - Scritto da: Anlan
    Non vorrei fare paragoni blasfemi ma quando
    si dice " ... data mininig e la profilazione
    degli ut....QUOTO IN PIENO
  • Anlan scrive:
    Tanto scandalo per cosa ?
    Non vorrei fare paragoni blasfemi ma quando si dice " ... data mininig e la profilazione degli utenti allo scopo di estrarre (nella migliore delle ipotesi) preziosi dati commerciali ... " a me vengono tanto in mente:1) La Fidaty card del gruppo Esselunga2) La Carta Fedeltà dei distributori Shell3) La Carta del gruppo Mediaworld4) La Card del gruppo Auchan... a cosa credete che servano tutte quelle carte e cartucce ? A registrare cosa comprate ... infatti la strisciano prima di battere lo scontrino. E scandalo per quelle no ? Ah no, li mi danno il frullatore gratis se arrivo 18milioni di punti.Ma va' ...
  • Anonimo scrive:
    idee fantasiose
    l lavoro che Google, Microsoft e praticamente tutti i grandi provider di connessione fanno, hanno fatto in passato e faranno sempre più in futuro è il data mininig e la profilazione degli utenti allo scopo di estrarre (nella migliore delle ipotesi) preziosi dati commerciali. Sono come pusher di una nuova droga che essendo nuova non è illegale, e che crea una totale dipendenza una volta assunta.peccato che l'eroina uccidala dipendenza da google (ammesso che l'autore riesca a dimostrarla) nocome si risolve il tutto poi? mettendo fuori legge la pubblicita?o il software?ce lo spieghi
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