Cookie persistenti cotti al brevetto

F5 Networks ha già denunciato tre concorrenti per violazione di brevetto. Si brandisce il copyright e si minacciano i competitor per aumentare il fatturato. Viva la tecnologia
F5 Networks ha già denunciato tre concorrenti per violazione di brevetto. Si brandisce il copyright e si minacciano i competitor per aumentare il fatturato. Viva la tecnologia


Roma – F5 Networks è un’azienda felice perché ha appena ottenuto il riconoscimento ufficiale del proprio brevetto sui cookie persistenti, quei micro-file che consentono ad un server web di riconoscere un computer desktop che torna sulle pagine web che gestisce.

L’azienda, che dal 1999 raccoglie royalty su una serie di tecnologie utilizzate quotidianamente negli scambi commerciali in rete, non ha perso tempo e ha già fatto causa a tre concorrenti che, secondo F5, violano il proprio brevetto proponendo tecnologie assimilabili ai cookie persistenti.

Per comprendere l’estensione del brevetto 6,473,802, di cui si trova notizia presso l’ ufficio dei brevetti americano , è bene dare un’occhiata alla sua descrizione ufficiale:

“Un metodo e un sistema per inserire e esaminare i cookie nel flusso di dati di connessioni HTTP allo scopo di indirizzare persistentemente connessioni HTTP alla stessa destinazione. L’invenzione consente ad un device di rete di indirizzare successive connessioni HTTP dallo stesso client allo stesso server per accedere a determinare risorse”. Il tutto è condito dalla copertura del brevetto per l’atto in cui il cookie viene “scritto”, riscritto, modificato, rimosso e via dicendo.

F5 , la cui attività principale è proprio la produzione di tecnologie destinate a siti di grandi corporation, ha per il momento ottenuto dai suoi tre competitor una dichiarazione di guerra. Radware e NetScaler hanno infatti già dichiarato che le proprie tecnologie non violano il brevetto di F5 mentre il terzo soggetto delle denunce di F5, Array Networks, ha scelto di non commentare facendo intendere che non cercherà un accordo con F5.

La scelta di brandire un brevetto di questo tipo per aumentare il fatturato, in un anno nel quale quello di F5 è calato di non poco, fa ormai parte del DNA di un numero sempre maggiore di imprese legate alle nuove tecnologie, e questo nonostante i problemi di immagine in cui queste aziende possono incorrere. Recentissima, peraltro, la clamorosa iniziativa di SCO (ex Caldera) contro IBM sulle tecnologie UNIX-Linux.

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24 03 2003
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