Copyright, provider contro AGCOM

Le critiche di Assoprovider dopo l'approvazione del regolamento sulla tutela del diritto d'autore online. Ai fornitori di connettività verrebbe imposta una forma di pattugliamento del traffico web
Le critiche di Assoprovider dopo l'approvazione del regolamento sulla tutela del diritto d'autore online. Ai fornitori di connettività verrebbe imposta una forma di pattugliamento del traffico web

L’associazione Assoprovider contro il nuovo regolamento introdotto dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, una delibera “ammazza Internet” nelle preoccupazioni di centinaia di fornitori di connettività sul mercato tricolore. Sotto la guida del presidente Angelo Cardani, l’Autorità del Belpaese non avrebbe affatto ascoltato le diverse opinioni dei vari stakeholder , approvando “principi del tutto opposti a quelli più volte annunciati mediaticamente in questi mesi”.

In particolare , i provider affiliati a Confcommercio temono un carico di oneri eccessivo che rischierebbe seriamente di minacciare la libera espressione online così come il principio di autodeterminazione di ciascun cittadino italiano. Con l’obbligo di rimuovere selettivamente interi siti, link e frammenti di opere digitali, qualsiasi portale di condivisione in qualità di hoster attivo potrà essere oggetto di migliaia di richieste massive di rimozione a cui i cosiddetti intermediari della Rete dovranno fornire immediato adempimento.

“La delibera comporterà la necessità per i provider di accesso di dover analizzare tutto il traffico presente sulle reti italiane anche di clienti non propri, e di impedire l’accesso ai cittadini italiani a i siti (blog, forum) presenti all’estero, sulla base anche di una sola richiesta di rimozione, senza che in realtà rilevi lo scopo di lucro – si legge in una nota diramata da Assoprovider – l’Autorità si è spinta al punto di richiedere agli stessi provider di sostituire le pagine incriminate di un sito web (o di un blog, o di un forum), con una pagina contenente il logo dell’AGCOM, invadendo la sfera di libera espressione dei titolari dei siti Internet ed il principio di autodeterminazione di ogni cittadino”.

Rischiando una sanzione pecuniaria fino a 250mila euro nei casi di inadempienza , i provider italiani denunciano in particolare l’obbligo di consegna dei nomi completi dei vari titolari di siti web entro 48 ore dalla segnalazione, senza l’avvio di alcuna contestazione formale e in “aperta violazione dei principi di tutela della privacy”. “Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la pirateria digitale, da sempre combattuta, silenziosamente e quotidianamente, da tutti i provider italiani, pur nella difficilissima congiuntura economica – ha concluso il comunicato ufficiale di Assoprovider – Mai, prima d’ora, una autorità si era spinta a questo punto”.

Il fuoco delle polemiche continua a divampare tra gli esperti nel settore del diritto legato alle nuove tecnologie digitali. In molti hanno denunciato un atteggiamento più che ambiguo da parte di AGCOM, che proprio nelle scorse settimane aveva escluso norme restrittive per la libertà online. Nelle parole dell’avvocato Guido Scorza, AGCOM vorrebbe disperatamente trovare una forma di legittimazione arrogandosi il diritto (potere) di scrivere una legge in materia di enforcement.

Secondo Fulvio Sarzana, l’esclusione dei downloader e delle reti P2P dal perimetro di azione del regolamento non dovrebbe rassicurare nessuno, almeno per come è stato scritto il regolamento. “L’utente persona fisica, titolare di un blog di un portale, di un forum, di un aggregatore di link, è soggetto alla disciplina di rimozione selettiva e di cancellazione attraverso il blocco, in quanto soggetto uploader – ha spiegato Sarzana – Il P2P, ed i soggetti che lo adottano, sarà quindi oggetto del regolamento tutte le volte nelle quali l’utente si è collegato e ha scaricato, venendo poi segnalato all’Autorità dal provider a ciò obbligato dalla delibera”.

Mauro Vecchio

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30 07 2013
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