Coral forgia il DRM universale

Un consorzio formato da big dei media digitali ha rilasciato la prima versione pubblica di una specifica che ambisce a standardizzare il sistema di protezione della musica e degli altri contenuti digitali
Un consorzio formato da big dei media digitali ha rilasciato la prima versione pubblica di una specifica che ambisce a standardizzare il sistema di protezione della musica e degli altri contenuti digitali

Fremont (USA) – A circa un anno e mezzo di distanza dalla sua costituzione , Coral Consortium ha pubblicato la specifica di una tecnologia con cui spera di spingere il mercato dei contenuti digitali verso uno standard di digital rights management comune e interoperabile.

L’obiettivo di Coral è fare del proprio framework uno standard universale , dunque supportato sia dai creatori e distributori di contenuti sia dai produttori di player multimediali. Il consorzio, formato da nomi del calibro di Philips, Sony, Panasonic, Samsung, Twentieth Century Fox e HP, sostiene che la propria specifica è in grado di stendere un ponte fra i differenti sistemi di DRM oggi adottati dall’industria, consentendo così agli utenti di poter ascoltare la propria musica su qualsiasi player indipendentemente dal negozio on-line in cui la si è acquistata.

Sebbene l’idea non sia certo originale – prima d’ora, infatti, già molti altri hanno promesso il DRM “universale” -, Coral fa leva sull’influenza commerciale delle aziende che guidano il consorzio. A queste si sono per altro aggiunte, nelle scorse settimane, VeriSign e Thomson : quest’ultima, come noto, è una delle licenziatarie del celebre formato MP3.

“Chiunque sia interessato alla distribuzione di contenuti digitali può ora vedere come funziona la nostra tecnologia, e come questa possa essere usata per unificare l’accesso ai contenuti da parte dei consumatori”, ha affermato Jack Lacy, president di Coral Consortium. “Le nostre specifiche permettono agli utenti di acquistare ed utilizzare i contenuti protetti senza doversi preoccupare delle tecnologie e dei formati che vi stanno sotto”.

La tecnologia di Coral permette inoltre agli utenti di archiviare i propri certificati digitali online , così che questi possano essere utilizzati per riprodurre i relativi contenuti protetti da qualunque sistema connesso ad Internet. Questa funzione è utile anche per salvare i propri acquisti digitali, o quanto meno il diritto ad utilizzarli, nel caso in cui si perdessero i dati archiviati in locale.

Sebbene Coral sostenga di non voler rimpiazzare le tecnologie di DRM già sul mercato, ma semplicemente di farle dialogare fra loro, le sue ambizioni sembrano destinate a scontrarsi con gli interessi di quelle società, come Apple e Microsoft , che controllano il settore.

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19 06 2006
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