Corea: chiuderemo il P2P

Lo afferma il Governo che intende imporre ai provider una vigilanza totale sulle attività degli utenti affinché non utilizzino le piattaforme di scambio per passarsi materiali protetti dal diritto d'autore. Insorgono tutti
Lo afferma il Governo che intende imporre ai provider una vigilanza totale sulle attività degli utenti affinché non utilizzino le piattaforme di scambio per passarsi materiali protetti dal diritto d'autore. Insorgono tutti


Roma – Lo spettro dei provider poliziotti torna ad allungarsi sulla rete; il motivo è una singolare proposta di legge del governo della Corea del Sud: rende gli ISP responsabili per quello che i propri utenti si scambiano in rete.

L’idea di Woo Sang-ho del partito Uri, e degli altri promotori di questa normativa, è che soltanto mettendo in campo nuovi strumenti di monitoraggio e filtri sarà possibile fermare il file sharing che in Corea, come pressoché in tutto il Mondo, continua ad imperversare per lo scorno delle major della musica, del cinema e del software. La normativa prevede anche una multa equivalente a diverse migliaia di euro per ogni violazione che verrà comminata ai provider che non si adegueranno alle richieste governative.

Un portavoce di Woo ha spiegato che entro la fine del mese la legge dovrebbe essere approvata dal Parlamento e ha specificato che “servizi di instant messaging come MSN Messenger, la web mail e i servizi dei portali non saranno soggetti alla nuova legge. Solo il peer-to-peer e i servizi web appositi dovranno provvedere ad attrezzarsi contro gli scambi illegali”.

Secondo AsiaMedia , subito dopo l’annuncio della proposta di legge il sito del partito Uri è stato messo fuori linea perché letteralmente assalito da critiche e minacce , poi emerse anche su altri siti di connotazione politica.

Ma a ribellarsi all’idea che gli ISP debbano controllare e limitare le attività degli utenti sono i provider del paese. L’associazione locale degli operatori ha già protestato ufficialmente avvertendo che una misura del genere potrà colpire in modo notevolissimo lo sviluppo della rete nel paese. “E’ un’idea stramba – si legge in una nota – che ucciderà l’emergente industria online. Anche se ci possono essere dei benefici sul breve termine nella protezione del diritto d’autore, sul lungo termine non ci saranno vantaggi per i detentori dei diritti, per non parlare degli utenti o dei provider”.

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12 12 2005
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