Corel: Red Hat ce la mangiamo noi

Il boss dell'azienda canadese sostiene che entro cinque anni Corel porterà a casa metà delle sue entrate grazie al business che ruota attorno a Linux


Ottawa (Canada) – Corel è stata una delle prime majors del computer business ad interessarsi a Linux, il sistema operativo freesource. Ora il suo direttore esecutivo, Micheal Cawpland, ha affermato in una intervista a CNET che entro cinque anni la metà degli introiti dell’azienda arriveranno dalle sue iniziative attorno a Linux.

Una dichiarazione che fa sensazione e che sembra però congruente con i molti sforzi che Corel sta facendo per lo sviluppo di Linux e per cercare di convincere della bontà delle sue idee la sempre più folta schiera degli sviluppatori open source impegnati sul sistema ideato da Linus Torvalds. Secondo Cowpland: “continueremo a lavorare con Windows ma speriamo che la nostra azienda sia in grado di soddisfare gli utenti che vogliono applicazioni sia per Windows che per Linux”.

Linux, che oggi si ritiene utilizzato da circa 12 milioni di persone, viene considerato da alcuni, da Corel senz’altro, una futura possibile alternativa a Windows nei desktop se si riuscirà a lavorare speditamente sulla user-friendlyness, ovvero sulla sua possibilità di essere adottato come sistema anche dai meno esperti.

Respingendo le voci che negli ultimi giorni avevano ventilato la possibilità che il colosso Linux Red Hat potesse addirittura procedere all’acquisizione di Corel, Cowpland ha affermato con orgoglio: “abbiamo una base utenti fenomenale e la stiamo portando su Linux. Abbiamo un numero di sviluppatori Linux cinque volte superiore a quello di Red Hat. Non ci sono negoziati con Red Hat”.

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