Cosmos 1, drammatico fallimento

La prima navicella a spinta solare non riesce a raggiungere l'orbita a causa di un guasto ai razzi di lancio. La marina militare russa è alla ricerca dei resti ma non ci sono certezze: potrebbe anche essere in orbita
La prima navicella a spinta solare non riesce a raggiungere l'orbita a causa di un guasto ai razzi di lancio. La marina militare russa è alla ricerca dei resti ma non ci sono certezze: potrebbe anche essere in orbita


Mosca – C’è un clima di incertezza e sconforto alla Planetary Society , l’organizzazione che aveva riposto grandi speranze in una missione spaziale del tutto innovativa, nata dalla collaborazione tra scienziati russi ed americani, una missione che però sembra fallita miseramente: la Cosmos 1 , la prima navicella a spinta solare , non è riuscita a raggiungere l’orbita prevista e si ritiene che si sia inabissata nelle acque ghiacciate del Mare di Barents a breve distanza dal decollo.

Stando alle prime ricostruzioni fornite dall’Agenzia spaziale russa, l’apparecchio è stato tradito da uno dei razzi che avrebbe dovuto portarlo in orbita: uno dei due booster, a 83 secondi dal decollo avvenuto da un sottomarino nucleare russo, non è passato dal primo al secondo stadio. La conseguente uscita dalla traiettoria prevista secondo una prima ricostruzione l’avrebbe quindi brutalmente riportata a terra, anzi in acqua, quel che rimane dei razzi e della navetta, che la stessa marina militare russa starebbe ora cercando. Vyacheslav Davidenko, portavoce dell’Agenzia spaziale russa, ha avuto il compito di dare il triste annuncio: “Il guasto al booster significa che il veicolo a spinta solare è andato perduto”.

Attenzione però. Lo stesso Davidenko ha sottolineato che al momento non ci sono prove definitive sul dove si trovi la Cosmos 1: secondo la Planetary Society, infatti, alcune ore dopo aver perso le tracce della navetta, alcuni deboli segnali starebbero invece arrivando alle stazioni che dovevano tracciarne la posizione, segnali che però non danno risposte definitive. Un’ipotesi è che sia giunta in orbita, sebbene non alla quota e con la traiettoria prevista: certezze si avranno solo nei prossimi giorni.

Bruce Murray, presidente della Società ed ex direttore dei lab della NASA ha dichiarato che “le buone notizie sono che abbiamo ragione di ritenere che sia attiva e in orbita, le cattive è che non sappiamo dove sia”.

La missione era assai preziosa: prevedeva un’orbita a 825 chilometri dalla Terra, dove il Cosmos 1 avrebbe dispiegato le proprie “ali”, 15 metri di superficie, che avrebbero catturato l’energia solare. La spinta iniziale che ne sarebbe derivata sarebbe stata minimale, nell’ordine di un decimo di millimetro al secondo, ma l’accelerazione sarebbe stata costante e progressiva . L’ambizione era quella di sperimentare una tecnologia che potrebbe portare i veicoli spaziali a viaggiare a migliaia di chilometri all’ora senza bisogno degli attuali combustibili solidi.

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22 06 2005
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