Countdown per il crackdown

Premiato lo sforzo di BSA: il governo della Malaysia dà un ultimatum di sette giorni alla pirateria. Rischio altissimo: la lista nera della WTO
Premiato lo sforzo di BSA: il governo della Malaysia dà un ultimatum di sette giorni alla pirateria. Rischio altissimo: la lista nera della WTO


Roma – Mancano sette giorni all’enorme crackdown messo a punto dalle autorità della Malaysia: l’obiettivo è di stroncare la pirateria, una piaga che affligge questa nazione lanciatissima nel settore dell’IT. Zainal Abidin Mohamad Noordin, portavoce del Ministero per l’Economia Nazionale, ha sottolineato l’urgenza di questa maxiretata nazionale: “Continua il nostro grande impegno contro la pirateria: non verrà risparmiata nessuna azienda”.

Il rischio per i pirati è altissimo e l’attività di BSA, recentemente ampliatasi nella regione , è stata determinante per l’attesissimo giro di vite. Ogni trasgressore rischierà multe fino a 5263 dollari (pari a 20000 ringgit) per ogni singola infrazione. Carcere fino a cinque anni per i casi più gravi . Il governo ha addirittura attivato una hotline telefonica per la segnalazione dei sospsetti: ricompense fino ai 20000 ringgit per le “gole profonde”.

La Malaysia ha aggiornato la legislazione sul copyright soltanto nel 2003, dopo ben 16 anni di vuoto legislativo pressochè totale sui contenuti digitali. Durante questi anni è assurta a pilastro della pirateria internazionale. L’inasprimento legislativo asseconda finalmente le pressioni di BSA, che durante lo scorso anno ha registrato una percentuale di software illegale pari al 68%. Un dato che preoccupa seriamente i giganti della produzione software, paragonato alla media asiatica del 55% (che schizza al 71% nell’Est Europa e crolla al 24% nel Nord America, patria della “tolleranza zero” nei confronti della pirateria).

Il Ministro per l’Economia Nazionale della Malaysia, Shafie Apdal, lancia quindi l’allarme: “Quando la pirateria è incontrollabile, si rischia di entrare nella lista nera della WTO : non possiamo mettere a repentaglio il percorso della Malaysia per diventare competitiva nel settore IT”. Infatti la Malaysia sta da tempo costruendo un’alternativa asiatica a Silicon Valley, promuovendo i investimenti internazionali nella regione attraversata dal ” Multimedia Super Corridor “. Si tratta di un’area ipertecnologica a sud di Kuala Lampur, connessa alla rete della WTO tramite un modernissimo aeroporto internazionale. E’ nata nel 1996 ed entrare nella lista nera dell’organizzazione mondiale del Commercio sarebbe un colpo troppo duro per l’importazione di preziosi capitali esteri.

Il crackdown denota perciò un deciso cambiamento di rotta verso un’ economia delle idee .
La strada della tolleranza, precedentemente intrapresa con la semidepenalizzazione della pirateria ed un piano nazionale per contenere il prezzo di CD e DVD, non ha portato all’abbassamento dei tassi d’illegalità: nel 2003, l’industria nazionale ad alta tecnologia ha perso ben 99,5 milioni di dollari per via del software illegale.
(Tommaso Lombardi)

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27 05 2004
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