Covoprieca, altre censure.. invisibili?

Con l'accusa di uno spam mai effettuato un celebre sito animalista viene chiuso d'autorità per alcuni giorni dal suo provider. Riapre in mezzo alle proteste. Vecchia storia...


Roma – Continua ad essere complicata la vita di chi gestisce siti che spesso e volentieri alzano polveroni scomodi, scomodi anche per i provider che quei siti ospitano. Al punto che può accadere, e su Punto Informatico se ne è dato notizia più volte, che un provider si trasformi in poliziotto e decida di “prevenire” cancellando un sito, a volte in modo decisamente arbitrario. Il caso del sito animalista Covoprieca dà questa idea, perché la sospensione per due giorni di quello spazio web viene giustificata da un’accusa di spam, spam che però non è stato fatto.

Stando a quanto ricostruito dai sostenitori del sito che in queste ore hanno inviato email di allarme per la sparizione di quelle pagine, la sospensione avviene a pochi giorni dall’inizio della fase dibattimentale di un procedimento giudiziario che riguarda Covoprieca e un sito sul Randagismo , relativo ad alcuni materiali pubblicati in passato da entrambi i siti in merito ad una tristissima vicenda relativa al canile di Vercelli.

A quanto pare il provider americano FeaturePrice che ospita il sito lo avrebbe sospeso senza alcun preavviso e avrebbe poi accusato i gestori di Covoprieca di essersi macchiati di spam. Un’accusa che però non sembra comprovata dai fatti, non solo per la smentita degli autori del sito ma anche perché denunce di spam a carico di Covoprieca non se ne trovano…

Alla fine, comunque, nelle scorse ore il sito è stato riattivato ma il provider ha già messo le mani avanti spiegando che se lo spam si ripeterà la chiusura potrebbe diventare definitiva. I gestori del sito aspettano ancora di ricevere da Feature Price una qualsiasi documentazione del presunto spam e intanto hanno messo su una pagina sull’accaduto .

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  • Anonimo scrive:
    Chi controlla i soldi?
    E' previsto un controllo a posteriori sui progetti realizzati? Ci sono responsabili di progetto? Oppure stanno prelevando soldi dalle nostre tasche per infilarli nelle loro?
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