Cracca la rete del penitenziario, arrestato

Un detenuto è stato accusato di cracking e furto di identità per aver usato la rete del carcere come mezzo per ottenere informazioni private su dipendenti e compagni di cella
Un detenuto è stato accusato di cracking e furto di identità per aver usato la rete del carcere come mezzo per ottenere informazioni private su dipendenti e compagni di cella

Un ex detenuto è stato arrestato per aver violato la rete di computer di un penitenziario, rubando l’identità di un impiegato del carcere per avere accesso ad informazioni personali relative al personale di servizio, informazioni passate in seguito agli altri detenuti.

L’episodio è avvenuto tra ottobre del 2006 e febbraio 2007 nell’istituto della contea di Plymouth in Massachusetts. Stando a quanto dichiarato dagli inquirenti, il 42enne Francis G. Janosko è stato in grado di accedere a un database contenente nomi, indirizzi, date di nascita, numeri di telefono e di social security relativi al personale dipendente, sfruttando un bug da lui inserito nel software di ricerca giuridica messo a disposizione dei detenuti.

Una volta ottenute tali informazioni, il detenuto le ha quindi divulgate ad altri detenuti. Ma non solo: grazie al bug, Janosko avrebbe anche ottenuto username e password per accedere ad un programma di management del penitenziario e, nonostante il sistema vietasse l’utilizzo del web, vi ha avuto accesso per scaricare video e foto di dipendenti, detenuti, nonché foto aeree della prigione stessa.

“Tutto ciò è stato possibile sebbene il computer messo a disposizione dei detenuti per le ricerche fosse connesso ad internet tramite la rete del penitenziario soltanto per accedere agli update del sistema: il server per la ricerca era comunque configurato per impedire il libero accesso ad internet” si legge in una nota del Distretto della Corte USA di Boston.

Sull’uomo, già arrestato tre volte per detenzione di materiale pedopornografico sul proprio cellulare e indicato come soggetto ad alto rischio nella gogna online statunitense, pesano ora le accuse di furto di identità aggravato e di danno intenzionale ad un computer protetto. Se condannato, Janosko rischia una pena massima di 12 anni in carcere e una multa che può arrivare anche a 250mila dollari, più una possibile condanna a pagare una somma come indennizzo non ancora quantificata. (V.G.)

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10 11 2008
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